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Come diventare ambasciatore: studi e possibilità

Sei uno studente di scienze politiche o giurisprudenza e ti stai chiedendo come diventare ambasciatore? Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come si diventa ambasciatore, quali sono le competenze da acquisire e le prove da superare per intraprendere questo percorso.

Quella dell’ambasciatore è una figura professionale assai affascinante che non smette mai di attrarre giovani studenti. Stiamo parlando di un professionista che lavora nel settore internazionale, con compiti diplomatici presso gli altri Stati, per conto di altri Stati o comunità.  Lavorare in Ambasciata non è semplice: c’è bisogno di acquisire competenze molto specifiche e di seguire un iter complesso, ma necessario per apprendere tutto ciò che serve in una professione così importante e delicata.

Ecco da dove cominciare per diventare ambasciatore.

Tutto quello che devi sapere per lavorare come ambasciatore

Se sogni di lavorare in ambasciata, avrai sicuramente bisogno di una serie di informazioni per capire quale laurea scegliere, quali competenze apprendere e, soprattutto, come fare concretamente per intraprendere questo percorso. Siediti e mettiti comodo: ti spiegheremo tutto nei prossimi paragrafi di questa guida.

LEGGI ANCHE – Esami di giurisprudenza: quali sono e come affrontarli

Chi è l’ambasciatore?

La prima cosa da dire in questa guida riguarda, nello specifico, la professione dell’ambasciatore e la sua principale responsabilità. L’ambasciatore è il più alto funzionario diplomatico, nonché una delle figure fondamentali per la risoluzione di conflitti internazionali e per rappresentare lo Stato cui appartiene all’estero.

Si tratta del gradino più alto della carriera diplomatica ed è una figura cruciale per mantenere gli equilibri e rappresentare lo Stato fuori dai confini nazionali.

Le competenze di un ambasciatore sono estremamente vaste: sicuramente, servono ottime conoscenze giuridiche, saper parlare almeno tre lingue e, ovviamente, una laurea magistrale per poter accedere al concorso.

Il concorso

Se ti stai chiedendo come diventare ambasciatore, sappi che dovrai sostenere un concorso pubblico, che si tiene una volta l’anno. Il concorso consta di tre prove:

  • La prova preselettiva, con domande a risposa multipla inerenti le lingue straniere e la logica. Solo rispondendo correttamente a 2/3 delle domande si passa alla fase successiva;
  • La prova scritta, che verte su 5 discipline: Storia delle relazioni internazionali a partire dal Congresso di Vienna; Diritto internazionale pubblico e dell’Unione europea, Politica economica e cooperazione economica, commerciale e finanziaria multilaterale, Lingua inglese (senza l’uso del dizionario, su tematiche di attualità internazionale), altra lingua straniera scelta dal candidato tra francese, spagnolo e tedesco (sempre senza l’uso del dizionario);
  • La prova orale, che riguarda le stesse materie delle prove scritte più Diritto pubblico italiano (costituzionale e amministrativo), Contabilità di Stato, Nozioni istituzionali di diritto civile e di diritto internazionale privato, Geografia politica ed economica.

Come vedi, gli step da superare sono molto complessi e richiedono una forte preparazione in ambito economico, giuridico, politico. Per questo la formazione ha un ruolo fondamentale per intraprendere questo percorso, che necessita di una laurea magistrale.

Per poter accedere al concorso, oltre alla laurea magistrale in giurisprudenza o in scienze politiche, sono necessari altri requisiti come:

  • Età non superiore ai 35 anni compiuti;
  • Padronanza di almeno due lingue straniere;
  • Cittadinanza italiana;
  • Godimento dei diritti civili e politici.

La formazione: Corsi di Laurea Unicusano

Ora che abbiamo visto come diventare ambasciatore, parliamo del percorso di studi ideale per intraprendere questo percorso professionale. Per poter accedere al concorso, è necessaria una laurea magistrale in giurisprudenza o scienze politiche. L’Università Niccolò Cusano ha all’attivo, nella sua offerta formativa, due percorsi di studio perfetti per avviarsi alla carriera diplomatica:

AREA GIURIDICA:

AREA POLITOLOGICA:

Il Corso di Laurea in Giurisprudenza, di durata quinquennale, ha come obiettivo quello di fornire competenze e solide basi nell’ambito del diritto e della cultura giuridica. Si tratta di un percorso perfetto se sei appassionato di diritto e vuoi comunque aprirti una possibilità alternativa a quella della carriera diplomatica: tra gli sbocchi di studio di questa laurea, ci sono le professioni legali di avvocato, notaio o magistrato, ma anche consulente legale per le imprese e la PA.

Il percorso di studi dell’area politologica si articola in un primo triennio costituito dal Corso di Laurea in Scienze politiche e relazioni internazionali e da un biennio magistrale in Relazioni Internazionali. Questo percorso punta a fornire allo studente conoscenze scientifiche e metodologiche basate su una formazione multidisciplinare e interdisciplinare negli ambiti economico, giuridico, politologico, sociologico, storico e linguistico.

La metodologia di formazione Unicusano, fortemente innovativa, è basata sulla tecnologia e-learning: tutti i corsi di laurea sono fruibili online, in qualunque momento, grazie ad un’apposita piattaforma.

Su come diventare ambasciatore abbiamo detto tutto, per oggi: per iscriverti ai corsi di laurea Unicusano, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come studiare velocemente all’università: 5 tecniche da provare

Sapere come studiare velocemente all’Università è il sogno di molti studenti: conoscere e padroneggiare le tecniche di studio è fondamentale per ottenere migliori performance e superare con successo gli esami.

Ogni studente dovrebbe partire da un metodo di studio efficace: per metodo di studio intendiamo quell’insieme di processi e attività che migliorano il tuo studio, dalla raccolta di appunti allo svolgimento della vera e propria prova di esame. Lavorare su questo metodo significa riuscire a ottimizzare il lavoro e a ottenere il massimo in poco tempo.

Ma quali sono i punti fondamentali da cui partire per integrare nel tuo metodo di studio pratiche davvero vincenti? In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti diremo le 5 tecniche da provare assolutamente per studiare velocemente e rivoluzionare il tuo approccio ai libri. Se sei pronto, iniziamo subito.

5 tecniche per studiare meglio e più velocemente

Lo studio fa parte della tua vita quotidiana: farlo al meglio ti permette di acquisire tutte le competenze di cui hai bisogno per una carriera accademica splendente. Sappiamo bene che studiare richiede pazienza, pratica, prove ed errori. Ecco 5 consigli da tenere a mente per velocizzare il tuo studio e integrare il tuo metodo per ottenere risultati migliori.

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1 – Abbatti la “curva dell’oblio”

Il concetto di “curva dell’oblio” è noto agli studiosi già dal 1885; tuttavia, questo concetto rimane attualissimo e ancora in voga per capire come valorizzare l’approccio allo studio moderno. L’essenza della “curva dell’oblio” è questa: la prima volta che ascolti una lezione o studi qualcosa di nuovo, immagazzini fino all’80% di quello che hai appena imparato se rivedi il materiale entro 24 ore.

Si tratta di un effetto cumulativo: ciò significa che, dopo una settimana, puoi conservare il 100% delle stesse informazioni dopo soli cinque minuti di revisione. Come si traduce tutto questo? Ogni volta che segui una lezione e ti approcci ad un argomento, non aspettare di completare l’intero ciclo di lezioni sul tema, ma sfrutta la curva dell’oblio e rivedi le informazioni il giorno dopo.

2 – Fai i test di auto-valutazione

Uno degli elementi che contribuiscono alla memorizzazione veloce nello studio sono è il test di auto-valutazione. Approfitta di professori che rendono disponibili test di auto-valutazione e ex prove di esame per esercitarti. Puoi avere un’idea dello stile di prova del professore e acquisire familiarità con il modo in cui le informazioni potrebbero essere presentate durante il vero esame.

Uno studio del 2011 ha dimostrato che gli studenti che si sono sottoposti a una prova pratica dopo aver appreso il materiale hanno conservato il 50% in più delle informazioni una settimana dopo rispetto ai colleghi che non avevano fatto un test di pratica. Perciò, mettiti alla prova e testa sempre ciò che hai appreso, anche se ti sembra di averlo appreso bene: integra questa procedura nel tuo metodo di studio universitario e i miglioramenti non tarderanno ad arrivare.

Una nota super positiva? La modalità di apprendimento telematica del nostro Ateneo prevede dei test di auto-valutazione al termine di ogni modulo, per facilitare studio e comprensione degli argomenti.

3 – Sperimenta il metodo Fenyman

Tra le tecniche per studiare velocemente all’Università, potresti sperimentare il metodo Fenyman. Si tratta di un approccio introdotto dal fisico Robert Fenyman, che ha creato questo metodo di apprendimento basato sull’organizzazione. Il primo passo da fare è scrivere sul frontespizio di un quaderno vuoto “Quaderno di cose che non conosco”.

Da qui, Fenyman ha sviluppato una tecnica di decostruzione e ricostruzione delle idee, nel tentativo di comprendere anche i concetti più complicati. Per utilizzare questo metodo e imparare a studiare in modo efficace, dovrai capire innanzitutto cosa intendi imparare. Una volta capito, prendi il quaderno e prova a spiegarlo come lo si spiegherebbe ad un bambino.

Il metodo Fenyman è l’ideale per utilizzare le analogie per illustrare ogni concetto e per semplificare anche ciò che ci sembra molto complesso.

4 – Crea collegamenti

Secondo gli esperti, la differenza tra uno studente lento e uno veloce sta proprio nel modo in cui studiano e in cui approcciano ai libri. Per esempio, invece di memorizzare, gli “studenti rapidi” creano collegamenti tra le idee. Conosciuto come apprendimento contestuale, questo processo richiede agli studenti di personalizzare i propri metodi di apprendimento, creando connessioni in grado di legare ogni aspetto di una particolare disciplina.

Alcuni studenti ritengono che registrare visivamente tutte le informazioni in un posto (come su un foglio di carta o una lavagna) possa aiutare a focalizzare un’immagine più completa e facilitare le loro connessioni all’interno del processo di apprendimento.

5 – Concentrati, davvero

L’ultimo consiglio per studiare velocemente potrà sembrarti banale, ma è forse il più importante: concentrati davvero su quello che stai facendo ed evita ogni forma di distrazione. Siamo costantemente bombardati da stimoli, notifiche, telefonate: cerca di concentrarti solo sui libri e abbatti tutto ciò che ti distrae. In questo modo velocizzerai l’apprendimento e riuscirai a preparare un esame velocemente.

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I 5 consigli da seguire per una gestione spese infallibile

Una perfetta gestione delle spese è il sogno di ogni studente: riuscire ad amministrare correttamente il tuo budget mensile ti permetterebbe di avere a disposizione molte più risorse per il tuo tempo libero, tagliando gli sprechi.

Ci sono moltissime cose da dire sulla gestione del denaro: prenderti il giusto tempo per capire come amministrare le tue entrate può davvero dare i suoi frutti. In che modo? Ad esempio, può aiutarti a tagliare le bollette, ammortizzare le spese di tutti i giorni, tagliare i costi vivi e trasformarli in opportunità. I risparmi ottenuti potrebbero essere destinati ad una vacanza, ad un corso che vorresti fare da tempo, ad un regalo speciale.

Ma come fare per gestire correttamente il tuo denaro? In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come risparmiare soldi ogni giorno e amministrare le tue finanze attraverso cinque preziosi consigli da applicare fin da subito. Iniziamo.

Ecco come amministrare correttamente le tue spese e tagliare i costi

Nella tua vita da studente universitario, ti sarai sicuramente chiesto diverse volte come amministrare le tue finanze nel modo migliore e riuscire a risparmiare.  Ci sono alcune cose semplici che puoi fare fin da subito per migliorare la tua situazione finanziaria con un impatto immediato. Continua nella lettura: ti sveleremo tutto nei prossimi paragrafi.

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Pianifica le spese e imposta un budget

La prima cosa da fare per una gestione delle spese impeccabile è capire dove spendi i tuoi soldi e impostare un budget. Avere un budget ti permetterà di avere il pieno controllo delle tue finanze, senza rischiare di rimanere a corto di denaro prima della fine del mese o rimanere scoperto in caso di costi imprevisti.

Come si imposta correttamente un piano spese? Inizia calcolando quanto spendi per:

  • Spese domestiche (ad esempio, eventuale affitto e utenze)
  • Costi della vita generali (cibo, automobile, benzina)
  • Prodotti finanziari (ad esempio, un’eventuale assicurazione)
  • Tempo libero (vacanze, sport, ristoranti)

Metti tutto nero su bianco e, sulla base di questi dati, inizia a fare la tua analisi. Ti spiegheremo come procedere nel passo successivo.

Taglia il superfluo

Ora che hai fatto il tuo piano spese, è il momento di analizzarlo. Se stai spendendo più di quello che hai, dovrai iniziare a fare dei tagli. In alcuni casi, fare dei tagli potrebbe essere davvero semplice: potresti, ad esempio, preparare il pranzo a casa o annullare l’abbonamento a una palestra che non usi.

Analizza anche i tuoi debiti: una buona regola di gestione delle finanze prevede un addebito sui tuoi conti inferiore al 20% delle tue entrate (mutuo escluso).

Contrasta l’acquisto impulsivo

Per diventare un ottimo risparmiatore e un esperto nella gestione delle spese, dovrai impegnarti a contrastare l’acquisto impulsivo e le abitudini dannose. Se vedi qualcosa che vuoi comprare, non farlo subito: vai a casa e pensaci bene. Se continui a pensarci, probabilmente non tornerai al negozio per effettuare l’acquisto. Chiediti se hai davvero bisogno di quell’oggetto e probabilmente la risposta è che non ti serve.

Fermati sempre a pensare prima di acquistare: spesso compriamo decine di oggetti poco utili, mentre potremmo risparmiare e dirottare il nostro budget in risorse decisamente migliori.

Cerca alternative all’acquisto in denaro

Ci sono diverse cose che potresti ottenere senza acquistarle. Ad esempio, potresti prendere i libri e CD in prestito nella biblioteca della tua città invece di acquistarli. Nella tua vita da studente, ti capiterà sicuramente di dover consultare dei libri solamente per una rapida ricerca: potresti anche chiederli in prestito ad un tuo collega di corso e ricambiare il favore.

Non solo libri: ci sono davvero molte cose a cui potresti accedere gratuitamente o quasi. Cerca di approfittare delle promozioni in corso nella tua città: ad esempio, molte città hanno un giorno in cui i musei sono gratuiti o con accesso fortemente ridotto. Ci sono degli sconti anche per studenti che possono essere interessanti.

Taglia le bollette e le spese domestiche

Le spese domestiche sono tra le voci di costo più gravose nel bilancio di uno studente. Come fare per abbattere i costi? Anzitutto assicurati di eliminare gli sprechi di luce e gas per abbattere i costi della tua bolletta. In seconda battuta, assicurati che il contratto che hai con il tuo fornitore sia effettivamente il più vantaggioso.

Consulta le offerte online e trova la soluzione migliore a seconda delle tue esigenze. Lo stesso vale per la tua tariffa telefonica e per l’assicurazione dell’auto. Inoltre, ricorda sempre di pagare le bollette nei tempi stabiliti, per evitare dei sovrapprezzi. Crea un file in cui inserire tutte le scadenze, in modo da averle sotto controllo e avere un prospetto da incrociare con la tabella del tuo budget.

In questo modo saprai sempre quello che stai spendendo e dove tagliare.

Sulla gestione delle spese abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che metterti alla prova e iniziare subito la tua nuova vita da risparmiatore.

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Come si scrive l’abstract della tesi di laurea?

L’abstract della tesi di laurea è uno degli aspetti più importanti del tuo lavoro. Scrivere un buon abstract significa offrire a chi legge la possibilità di capire subito quali sono i punti salienti del tuo elaborato, così da poter tracciare un disegno generale sull’argomento e sulle prospettive d’indagine.

La discussione della tesi di laurea è il momento più bello e impegnativo nella vita di uno studente: si tratta del coronamento di un percorso lungo, che ha richiesto grande studio e sacrifici. Scrivere la tua tesi è un banco di prova per testare tutto ciò che hai appreso negli anni e metterlo in pratica al meglio, sfoggiando le tue capacità.

Chiaramente, la redazione del tuo elaborato finale è un processo molto laborioso; ogni tesi si compone di diversi elementi, dall’introduzione alla bibliografia, ognuno dei quali richiede un’attenzione particolare per la costruzione. L’abstract fa parte di questi elementi.  Vediamo ora che cos’è un abstract, a cosa serve e perché inserirlo nella tua tesi.

Ecco quello che devi sapere sull’abstract per la tesi di laurea

Curioso di sapere come si scrive l’abstract della tesi di laurea? Siediti e mettiti comodo: nei prossimi paragrafi ti spiegheremo, passo dopo passo, come conquistare l’attenzione della Commissione attraverso un abstract efficace.

Che cos’è l’abstract?

Prima di capire come scrivere l’abstract, è bene darne una definizione chiara, per conoscere davvero le sue funzioni e la sua struttura.

L’abstract è, di solito, posizionato all’inizio di una tesi di laurea triennale o magistrale. Si tratta di quella parte di testo che introduce il lettore alla tesi attraverso un breve riassunto di ciò che troverà all’interno dell’elaborato. Possiamo dire, dunque, che l’abstract corrisponda ad una sorta di riassunto breve, che ripercorre i punti salienti del tuo lavoro. Avendo una funzione così strategica e delicata, è fondamentale che sia scritto in modo semplice e chiaro.

Le funzioni principali dell’abstract sono:

  • Portare alla luce i punti più importanti del tuo lavoro: è bene che chi legga la tesi sappia già, per sommi capi, quali sono i punti che hai voluto toccare all’interno dell’elaborato. Potresti illustrare il tuo titolo e sottotitolo, in modo da dare una visione più chiara del tuo oggetto di indagine;
  • Creare interesse in chi legge: l’abstract deve fornire al lettore sufficienti elementi per considerare valido e interessante il tuo lavoro;
  • Dare una panoramica generale della tesi, così da chiarire al lettore cosa può aspettarsi dal tuo lavoro;
  • Illustrare le scelte metodologiche che hai effettuato

Quanto deve essere lungo l’abstract?

La lunghezza dell’abstract è spesso indicata nelle linee guida di redazione del documento di laurea. In caso di assenza di particolari indicazioni, per la maggior parte degli articoli e delle monografie è sufficiente un abstract di lunghezza pari a 250 parole. Per le tesi, l’abstract può arrivare a 500 parole.

Ad ogni modo, la regola di base da rispettare è di essere sintetico e conciso, altrimenti l’abstract perderebbe la sua funzione di “fotografia” della tua tesi.

Di solito l’abstract è posizionato dopo la prefazione e prima dell’indice generale dei contenuti.

Come scrivere l’abstract

Come si scrive l’abstract della tesi di laurea? Beh, non esiste una regola universale valida in assoluto. Ci sono però delle linee guida e delle indicazioni utili da seguire per costruire un abstract efficace e in grado di assolvere il suo compito.

La struttura di un abstract prevede, in generale:

  • Un’introduzione sul tuo lavoro e sul modo in cui è articolato;
  • Un chiarimento sull’argomento trattato e un cenno molto generale sulla metodologia che hai utilizzato e sulle fonti che hai consultato;
  • Una sintesi del contenuto della tesi e dei risultati raggiunti attraverso il tuo lavoro di ricerca.

Per quanto riguarda lo stile di scrittura e la forma, di norma è preferibile utilizzare la forma impersonale, nonostante sia frequente l’utilizzo della prima persona singolare.l tempo verbale più adatto da utilizzare è il presente o il passato prossimo. Per un abstract efficace, è importante essere:

  • Chiari
  • Sintetici
  • Estremamente precisi
  • Coerenti con il linguaggio utilizzato nel corso dell’elaborato

Tra gli ultimi consigli sulla scrittura che vogliamo darti:

  • Se utilizzi degli acronimi devi necessariamente decodificarli alla prima citazione, tra parentesi. Ad esempio, in un abstract per la tesi in giurisprudenza, se scrivi CSM indica tra parentesi, la prima volta, il significato dell’acronimo (ossia Consiglio Superiore della Magistratura);
  • Evita parole di utilizzo non comune o gergali;
  • Rivedi la sintassi e controlla la presenza di errori grammaticali o di battitura.

Su come si scrive l’abstract per la tesi di laurea abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che cimentarti nella redazione del tuo elaborato e goderti questo meraviglioso traguardo.

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Parlare di pregi e difetti al colloquio di lavoro? Ecco cosa dire

Parlare di pregi e difetti ad un colloquio di lavoro è molto comune: capita spesso, infatti, che il selezionatore chieda al candidato di illustrare i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza.

Durante i colloqui di lavoro, ci sono alcuni tipi di domande che i datori di lavoro tendono a fare, indipendentemente dalla posizione e dalla società. Tra queste, “Quali sono i tuoi punti di forza?”, “Quali sono le tue debolezze?”, “Perché dovremmo assumere te?” sono tra le domande più gettonate in assoluto.

Le tue risposte a queste domande possono dire molto sulla tua personalità e possono realmente fare la differenza nella conquista del posto di lavoro nell’azienda dei tuoi sogni. Essere pronto a qualunque domanda che potresti ricevere ad un colloquio ti darà un vantaggio competitivo importante rispetto agli altri candidati. In questa guida ti spiegheremo come rispondere alle domande di un colloquio di lavoro che riguardano i tuoi pregi e difetti. Iniziamo subito.

Ecco come rispondere alle domande su pregi e difetti in un colloquio

Durante il colloquio di lavoro capita spesso che il selezionatore ti chieda di raccontare un pregio e un difetto, o meglio “un punto di forza e un punto di debolezza”. Ma come rispondere a questa domanda senza farti trovare impreparato? Vediamolo nei prossimi paragrafi di questa guida.

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“Qual è la tua più grande debolezza?”

Quando si parla di pregi e di difetti al colloquio di lavoro, solitamente lo si fa chiedendo di parlare di punti di forza e punti di debolezza.

Alla domanda “Qual è la tua più grande debolezza?” si può rispondere in diversi modi. Si possono citare, ad esempio, le abilità che non sono fondamentali per il lavoro o portare alla luce abilità che hai migliorato o che stai cercando di migliorare.

Se stai svolgendo un colloquio per lavorare come psicologo, potresti dire ad esempio che non sei particolarmente adatto a condurre presentazioni di gruppo. Allo stesso tempo, è utile chiudere sempre la risposta con qualcosa di positivo; potresti aggiungere che sei molto bravo nella comunicazione uno-a-uno con i pazienti, riportando magari una situazione tipo che mette particolarmente in luce questa tua abilità.

Un altro approccio per rispondere a questa domanda è parlare di tutte quelle skills che hai migliorato durante il tuo precedente lavoro o che stai attualmente migliorando.  Questo dimostra all’intervistatore che sei comunque impegnato nella crescita e nello sviluppo delle tue competenze, una dote decisamente molto apprezzata.

“Qual è il tuo punto di forza?”

Così come abbiamo parlato di pregi, veniamo ora ai difetti e alle possibili risposte da dare alla domanda “Qual è il tuo punto di forza?”

Il modo migliore per rispondere è descrivere le competenze e l’esperienza che hai maturato in modo da far capire a chi hai di fronte che sei perfettamente adatto per ricoprire il ruolo per cui ti sei candidato.  Leggi bene l’annuncio di ricerca e cerca di capire quali sono le attitudini desiderate dall’azienda: a questo punto, potresti adattare le tue abilità seguendo la terminologia usata dallo stesso datore di lavoro.

Prima di andare al colloquio, pensa ad un elenco di punti di forza particolarmente interessanti, che possono riguardare istruzione o formazione, competenze trasversali, competenze tecniche o esperienze lavorative passate. Restringi la tua lista di abilità fino a tre/cinque abilità particolarmente forti. Accanto a ogni abilità, pensa ad un esempio di come l’hai sfruttata in passato.

Le risposte da evitare

Quando si parla di pregi e difetti ad un colloquio di lavoro ci sono anche delle risposte da evitare. Vediamo quali sono:

  • Risposte troppo generiche: le risposte troppo vaghe che non danno alcun valore aggiunto sono da evitare. Meglio essere sinceri e non usare giri di parole: rischieresti solo di mettere in luce la tua insicurezza;
  • Risposte troppo aggressive: soprattutto quando si parla di pregi, evita di rispondere con toni aggressivi o saccenti. Ad esempio, una risposta da evitare potrebbe essere: “Sono un manager con una comprovata esperienza, quindi è chiaro che questo posto sia perfettamente alla mia portata”;
  • Risposte troppo lunghe: non fare una “lista della spesa” dei pregi e dei difetti da sottoporre al selezionatore. Ne bastano tre per ogni categoria. Evita le risposte-fiume come ad esempio: “Mi reputo intelligente, preparato, capace di lavorare in team, predisposto all’apprendimento, puntuale, determinato, orientato al risultato…”. Insomma, spesso la strada del minimalismo è la migliore da percorrere;
  • Risposte troppo drammatiche: quando il selezionatore ti chiede una tua debolezza, evita di drammatizzare e di dare risposte troppo cupe. Cerca, piuttosto, di far vedere comunque il lato positivo anche della tua debolezza. Non troncare dicendo: “Non so lavorare in team e probabilmente non saprò farlo mai”.

Su come rispondere alle domande su pregi e difetti al colloquio di lavoro abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che prepararti al meglio e conquistare la posizione dei tuoi sogni.

 

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App per dettare testi: le 5 da provare assolutamente

Tra gli strumenti utili agli studenti universitari, le app per dettare testi hanno un posto d’onore. Queste applicazioni sono utili per raccogliere gli appunti e per mettere insieme testi da utilizzare per il tuo studio in modo semplice e veloce, sfruttando la dettatura.

Ad oggi, i nostri smartphone e tablet sono in grado di fare cose straordinarie: tra queste, grazie ad alcune applicazioni, possono catturare discorsi e trascriverli in un documento di testo. Questo può facilitarti il lavoro e evitarti di prendere appunti velocemente in circostanze dove, magari, non è possibile.  In questa guida ti mostreremo 5 programmi voice-to-text perfetti da integrare nei tuoi studi, ma anche nel tuo lavoro. Si tratta di app perfette per interviste e meeting, utili ogni volta in cui avrai bisogno di prendere appunti.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Le 5 migliori app per la dettatura vocale da provare

Sei alla ricerca di risorse utili per trasformare un dettato audio in un documento? Niente paura: abbiamo raccolto per te 5 applicazioni utilizzabili dai tuoi dispositivi mobili che ti faciliteranno lo studio o il lavoro. Vediamo ora la nostra top five della app per dettare testi.

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Speechnotes

Questa app per la digitazione vocale è compatibile con Android ed è una delle più utilizzate. Il comando vocale può essere utilizzato anche senza registrarsi e il suo utilizzo è estremamente semplice e intuitivo. Molto utile anche il tastierino con la punteggiatura, da selezionare proprio mentre si procede con la dettatura. La tastiera include anche una fila di tasti personalizzabile con i caratteri speciali più utilizzati.

Tra le altre funzionalità:

  • Supportato da Bluetooth
  • Riconoscimento vocale non-stop

Insomma, una app per la trascrizione testi da provare assolutamente.

Speechtester

Un’altra applicazione interessante è Speechtester, uno strumento che fornisce un riconoscimento vocale continuo con dizionario personalizzato (segni di punteggiatura, numeri di telefono, indirizzi, ecc.). L’app può essere usata da studenti o giornalisti, docenti o blogger e ti aiuta a creare lunghi saggi, post, rapporti usando solo la tua voce.

L’app supporta più di 60 lingue. Assolutamente da testare.

Voice Notebook

Questa applicazione di riconoscimento vocale ti permette di creare note vocali e salvarle localmente o inviarle ai servizi cloud.

Tra le sue funzioni più interessanti:

  • Modalità di dettatura continua;
  • Wlenco personalizzabile di parole sostituibili e punteggiatura per l’input vocale;
  • Rollback dell’ultimo intervento vocale da un pulsante o tramite un comando vocale;
  • Utilizzabile online e offline

Con Voice Notebook, esportare le tue note è facilissimo; l’app è compatibile con i più noti programmi di testo.

Dragon Dictation

Quando parliamo di app per dettare testi, non possiamo non citare Dragon Dictation. Questa applicazione, disponibile sulle piattaforme iOS ed Android sfrutta il software NaturallySpeaking per tasformare il linguaggio in testo a una velocità fino a 5 volte più rapida rispetto alla regolare digitazione.

Questo strumento è perfetto per scrivere appunti velocemente, ma anche email, tweet o aggiornamenti di stato sui social media.

ListNote

Chiudiamo la nostra top five con ListNote, un app di dettatura vocale progettato per prendere appunti brevi e convertirli istantaneamente in testo.

Questa applicazone è utile proprio per le brevi dettature ed è in grado di salvare automaticamente le note in modo da consultare in seguito.

Tra le sue funzionalità più interessanti:

  • Note protette da password
  • Organizzazione delle note per colore e categoria
  • Le note eliminate possono essere ripristinate

L’app è ad uso gratuito ma contiene pubblicità.

5 app per scrivere note da mobile

Ora che abbiamo visto le 5 app per dettare testi, ti consigliamo altre 5 applicazioni che potresti integrare nella routine di studio, utili per scrivere note e appunti velocemente usando il tuo cellulare o il tablet.

Ecco le 5 migliori app per scrivere note:

  • Evernote, una delle app per la produttività più utilizzate in assoluto. Ti permette di creare in pochi passi la tua nota e salvarla nell’archivio. App gratuita ma è disponibile una versione a pagamento con funzionalità extra;
  • Google Keep: applicazione gratuita per scrivere i tuoi appunti. Con Google keep potrai anche fotografarli e salvarli in uno spazio digitale a tua disposizione;
  • Notability, app utile per prendere appunti e aggiungere note ai PDF;
  • Microsoft OneNote, app che semplifica la pianificazione di impegni e obiettivi grazie ad un blocco appunti digitale personale;
  • Salva i miei appunti, app di scrittura facile ed intuitiva, che puoi usare per scrivere note in fretta, tenere un diario o annotare appunti privati.

Sulle app per la dettatura, la trascrizione di testi e la scrittura da mobile abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che testarle e scegliere quelle migliori per le tue esigenze.

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Come diventare commerciale estero: studi e possibilità

Come diventare commerciale estero? Beh, se sei interessato a lavorare nel settore import-export e vorresti occuparti della vendita di prodotti o servizi con altri Paesi, questo articolo ti darà tutte le risposte che cerchi.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come si diventa commerciale, a partire dal percorso di studi e dalle competenze da acquisire fino a parlare delle mansioni specifiche di questa figura professionale.

Il commerciale è uno dei professionisti più ricercati dalle aziende. Si tratta di colui che ha il compito di implementare il mercato aziendale attraverso lo sviluppo di strategie di marketing, ricercando partnership e talvolta coordinando un team di vendita.

Come potrai immaginare, per svolgere questo lavoro, servono diverse competenze specifiche in ambito economico-finanziario, di comunicazione e marketing. Declinato verso il mercato estero, il comparto commerciale fa sì che la proposta aziendale esca fuori dai confini nazionali e arrivi su altri mercati. Ma vediamo ora chi è il commerciale estero e cosa fa.

Ecco il percorso per diventare commerciale estero in azienda

Se ti stai chiedendo come diventare export manager e come lavorare nel comparto commerciale di un’azienda, sei nel posto giusto. Nei prossimi paragrafi ti sveleremo qual è l’iter per intraprendere questa professione, dalle abilità da apprendere agli studi propedeutici per diventare un vero esperto. Se sei pronto, iniziamo subito.

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Chi è il commerciale estero e cosa fa?

La prima cosa che vogliamo fare in questa guida è dare una definizione di commerciale estero. Questa figura professionale ha il compito di proporre prodotti o servizi delle aziende ad un mercato estero. I commerciali possono essere monomandatari (cioè venditori per una sola azienda) o plurimandatari (cioè venditori per più aziende).

Come puoi immaginare, il commerciale è il cuore pulsante di un’azienda, perché agisce direttamente sul fatturato. Le mansioni del commerciale estero hanno sia a che fare direttamente con il pubblico, sia a che fare con attività di back office.

Spesso queste due aree sono coperte da due figure diverse. In generale:

  • Il commerciale che ha a che fare con il pubblico deve cercare attivamente nuovi clienti e mantenere i rapporti con quelli già consolidati. Oltre a questo, tra le sue mansioni c’è quella di ricercare partnership in fiere ed eventi pubblici e di negoziare prezzi e ordini;
  • Il commerciale che lavora in back office, invece, fa un lavoro diverso. Si occupa di tutte quelle attività d’ufficio che servono per ampliare il mercato, come la preparazione delle offerte da presentare ai clienti e la gestione degli ordini.

Entrambi i ruoli sono fondamentali per portare risultati significativi alle aziende e espandere il mercato oltre i confini nazionali.

Competenze e abilità

Se vuoi diventare commerciale estero, dovrai acquisire una serie di competenze e abilità necessarie per svolgere al meglio questa professione.

Sicuramente un’ottima conoscenza delle lingue straniere è alla base di questo lavoro: parliamo di mercati esteri, quindi è necessaria la padronanza almeno dell’inglese. Oltre alla lingua del Paese estero con cui si lavora, è bene conoscerne la cultura e le abitudini di consumo, in modo da poter capire in che modo vendere il prodotto a quel target specifico.

Conoscenze in ambito economico-finanziario e abilità di marketing sono utilissime per studiare strategie di vendita e analizzare i mercati. Precisione, intraprendenza e conoscenze informatiche sono doti imprescindibili per un bion commerciale, così come la capacità di vendere e le doti comunicative. Restando nell’ambito delle soft skills, possiamo dire che quelle più utili per un commerciale estero sono:

  • Flessibilità;
  • Autonomia gestionale;
  • Problem solving;
  • Empatia;
  • Capacità di lavorare in team

Cosa studiare per fare il commerciale: i Corsi di Laurea Unicusano

Se vuoi sapere come diventare commerciale estero, è bene che tu conosca il percorso di studi utile per apprendere le conoscenze di cui hai bisogno per diventare un professionista.

I Corsi di Laurea dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano rappresentano la soluzione ideale per te. I Corsi di Laurea sono:

Il Corso di Laurea in Economia aziendale e Management, di durata triennale, ha come obiettivo quello di trasmettere agli studenti conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, nonché i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica.

Dopo la laurea triennale, potrai specializzarti con una Laurea Magistrale in Scienze Economiche, utile per rafforzare le tue conoscenze nel settore.

La didattica dei nostri corsi è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Per dare una svolta al tuo futuro e iniziare un percorso di formazione di qualità, iscriviti alla nostra Università: compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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I 5 libri sul Natale che dovresti leggere assolutamente

Curioso di scoprire quali sono i 5 libri sul Natale per adulti da leggere assolutamente?

Il Natale è il periodo più magico dell’anno. Il mese di dicembre si riempie di luci e si prepara all’attesa delle festività con serate all’insegna della compagnia e del buon cibo. Per calarsi ancora di più in questo mood (e goderti qualche pausa dallo studio), non c’è soluzione migliore di leggere qualche romanzo sul Natale.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara abbiamo selezionato per te una top five di libri natalizi da leggere, perfetti per capire fino in fondo tutte le sfaccettature che caratterizzano questa festa così amata. Se sei pronto, iniziamo subito.

I 5 best seller natalizi da leggere prima delle feste

Le feste di Natale sono la tua passione e non vedi l’ora di mettere qualcosa sotto l’albero? Inizia con qualche buona lettura: ecco le 5 storie dedicate al 25 dicembre più belle da leggere.

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Canto di Natale – Charles Dickens

Apriamo questa top five dedicata ai romanzi ambientati a Natale con un grande classico, a detta di molti scritto dall'”uomo che inventò il Natale”.

Stiamo parlando di Charles Dickens e del suo Canto di Natale, una storia che ha fatto sognare decine di generazioni. La favola dell’avaro Scrooge ha toccato il cuore di tante persone e ha gettato una nuova luce sul modo in cui vivere il periodo di festa. La redenzione è il tema centrale della storia: Dickens vuole dirci che anche il peggiore degli avari può cambiare e aprire il suo cuore all’amore.

Da leggere assolutamente.

Il Natale di Poirot – Agatha Christie

Se sei un amante dei gialli, ci sono libri di Natale perfetti anche per te. Ad esempio, un best seller natalizio è Il Natale di Poirot scritto dalla regina del giallo Agatha Christie.

In questa avventura, il detective Hercule Poirot si trova alle prese con un nuovo delitto, un una cornice insolita che vede come protagonista il periodo di vacanza invernale. Un anziano signore inglese, un festeggiamento e una cena burrascosa portano ad un delitto che, dopo una serie di indagini, l’investigatore riesce a risolvere con maestria.

Storie di Natale – Autori Vari

Un libro di Natale molto particolare è Storie di Natale, una raccolta di storie scritte da sette maestri del giallo che raccontano il periodo di festa con uno sguardo del tutto inedito. In questa raccolta troviamo autori del calibro di Giosuè Calaciura, Andrea Camilleri, Francesco M. Cataluccio, Alicia Giménez-Bartlett, Antonio Manzini, Francesco Recami e Fabio Stassi.

Un libro da leggere tutto d’un fiato e, perché no, da mettere sotto l’albero come regalo.

Fuga dal Natale – John Grisham

Fuga dal Natale è uno dei romanzi che parlano del Natale più belli, scritto da John Grisham nel 2001. La trama di questo libro è molto particolare. la famiglia Krank è la protagonista, che cerca di sottrarsi al festeggiamento del Natale per evitare tutti gli aspetti consumistici che comporta, dai regali agli addobbi.

Con la stessa cifra investita l’anno precedente, la famiglia sceglie di andare in vacanza ai Caraibi evitando dunque tutti i riti legati alle festività. Riusciranno a tenersi lontani dal Natale e dalla sua imponenza? Te lo lasciamo scoprire leggendo il romanzo.

Un sogno di Natale e come si avverò – Louisa May Alcott

Chiudiamo questa top five di libri famosi sul Natale con Un sogno di Natale e come si avverò, un romanzo scritto dall’autrice del celebre Piccole Donne: Louisa May Alcott.

Questo libro, ancora poco conosciuto, raccoglie tre racconti dedicati al Natale: “Un sogno di Natale, e come si avverò”, per lungo tempo inedito anche in America e recentemente ritrovato fra le carte dell’autrice, “Un Natale in campagna”, “Un nuovo modo di trascorrere il Natale”, tutti mai tradotti prima.

Tutte e tre le storie sono molto semplici e lasciano a chi legge un grande bagaglio di valori che si traduce in un immancabile lieto fine.

I romanzi di Natale da mettere sotto l’albero

La magia del Natale non è finita qui: ora che abbiamo visto la nostra top five, ecco alcuni titoli di libri ispirati ai valori natalizi e a questa festività perfetti da regalare.

  • Ricordo di Natale di Truman Capote
  • La leggenda della rosa di Natale di Selma Lagerlof
  • I fratelli Kristmas di Giacomo Papi
  • Let it snow di John Green, Maureen Johnson, Lauren Myracle
  • Il regalo più bello, storie di Natale a cura di Alessandra Repossi e Francesca Cosi
  • Il Grinch di Marvin Miller
  • La cena di Natale: a tavola con Kay Scarpetta di Patricia Cornwell

Il nostro approfondimento sui libri di Natale finisce qui, per ora: non ci resta che augurarti buona lettura e buone feste.

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Come diventare agente di commercio: studi e possibilità

Come diventare agente di commercio? Questa è senza dubbio una domanda interessante per tutti quegli studenti di economia e marketing che intendono avviare una carriera nel ramo delle vendite.

L’agente di commercio è quel professionista che viene incaricato, da una o più imprese, di promuovere la conclusione di contratti in una o più zone determinate. Si tratta, dunque, di una figura professionale associata ad un’azienda, che ha un ruolo di mediazione fra l’azienda che rappresenta e un’altra azienda.

Generalmente questo professionista ha uno stipendio basato sulle provvigioni che l’azienda gli riconosce per il fatturato che produce e, talvolta, può avere un fisso mensile. Per poter accedere a questa professione è necessario avere una serie di caratteristiche e competenze: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come si diventa agente di commercio e quali sono le abilità principali da apprendere e i requisiti per entrare in questo mondo.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come si diventa agente o rappresentante di commercio

Quella dell’agente di commercio è una figura professionale assai ricercata dalle aziende: si tratta di un professionista che assume un ruolo chiave nel comparto vendite e, proprio per questo, deve avere competenze solidissime.

Vediamo ora quali sono i requisiti per diventare agente di commercio e tutto quello che devi sapere per intraprendere questa professione.

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Agente o rappresentante di commercio? Ecco le differenze

La prima cosa da dire quando si parla di come diventare agente di commercio è chiarire la differenza che c’è tra agente e rappresentante. Spesso questi due ruoli vengono sovrapposti, anche se in realtà ognuno ha le sue peculiarità e le sue caratteristiche.

Possiamo dire che:

  • L’Agente commerciale è quel professionista che promuove stabilmente la conclusione dei contratti. Tuttavia, egli non può concedere sconti o dilazioni di pagamento che non rientrino nella direttiva impartita dalla preponente. L’agente si limita a proporre alla mandante una proposta d’ordine che deve sempre portare la dizione: “salvo approvazione della casa”;
  • Il Rappresentante commerciale, invece, oltre a promuovere la conclusione dei contratti, può concludere l’accordo anche senza il bisogno dell’approvazione della casa, ovvero è autorizzato anche a firmare in nome e per conto dell’impresa da cui ha ricevuto il mandato.

Requisiti per diventare agente di commercio

Per poter diventare agente di commercio, è necessario possedere una serie di requisiti, propedeutici all’iscrizione al Ruolo agenti e rappresentanti di commercio.

Questi requisiti sono:

  • Aver superato con esito positivo l’apposito corso professionale;
  • Aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado ad indirizzo commerciale o una laurea in materie commerciali e/o giuridiche;
  • Aver prestato la propria opera per almeno un biennio negli ultimi cinque come venditore piazzista o dipendente addetto alle vendite;
  • Essere iscritto o essere stato iscritto al Ruolo agenti e rappresentanti di commercio.

Per iscriversi al Ruolo agenti e rappresentanti di commercio, la normativa prevede una serie di requisiti. Vediamo ora quali sono.

Come iscriversi al Ruolo agenti e rappresentanti di commercio

Se vuoi capire come diventare agente di commercio, un passo fondamentale è l’iscrizione al Ruolo agenti e rappresentanti di commercio. Per poter accedere, dovrai possedere una serie di requisiti, che possiamo distinguere in:

  1. Requisiti generali, dove rientrano, ad esempio, il possesso della cittadinanza italiana o di una degli stati membri dell’Unione Economica Europea, il possesso di almeno un titolo di studio di scuola secondaria di primo grado e il pieno godimento dei diritti civili e politici;
  2. Requisiti morali, come non essere interdetto o inabilitato, non aver subito condanne per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, l’economia pubblica, l’industria ed il commercio, ovvero per delitto di omicidio volontario, furto, rapina, estorsione, truffa, appropriazione indebita, ricettazione e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commini la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni salvo che non sia intervenuta la riabilitazione.
  3. Requisiti professionali, tra cui rientrano il possesso di un’esperienza lavorativa di almeno due anni, negli ultimi cinque anni, anche non continuativa, come dipendente con qualifica di viaggiatore piazzista o con mansioni di dipendente qualificato addetto alle vendite, o dipendente di un ente o società del settore finanziario, creditizio o fiduciario con compiti di intermediazione finanziaria.

Le competenze dell’agente di commercio

Parlando, nello specifico, delle mansioni dell’agente di commercio, possiamo dire che questa figura professionale si occupa di:

  • Proporre per conto di un’azienda l’acquisto di determinati prodotti ad un’altra azienda;
  • Coordinare le richieste e le spedizioni della merce;
  • Definire l’accordo e il contratto tra l’azienda che rappresenta e l’altra azienda;
  • Assistere la clientela e dare indicazioni sulle modalità di vendita;
  • Accogliere e risolvere i problemi

Sulla base dei compiti dell’agente di commercio, possiamo definire un elenco di abilità fondamentali per svolgere questa professione egregiamente. Oltre ad una vasta conoscenza tecnica in ambito economico, finanziario e giuridico, sono necessarie:

  • Abilità di vendita;
  • Capacità di ascolto attivo;
  • Problem solving;
  • Doti empatiche;
  • Nozioni di informatica e di software per la gestione dei clienti (CRM)

Studiare per diventare agente di commercio: Corsi di Laurea Unicusano

Ora che abbiamo visto come diventare agente di commercio, è fondamentale parlare del percorso di studi utile per acquisire tutte le competenze necessarie per entrare in questo mondo.

Se ti stai chiedendo se la laurea è obbligatoria per l’agente di commercio, la risposta è no: per ora, secondo la normativa, il titolo di studio minimo è un diploma ad indirizzo commerciale. Tuttavia, avere una laurea ti permette di padroneggiare delle competenze e delle abilità chiave per svolgere questo lavoro.

A tal proposito, i Corsi di Laurea dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano rappresentano la soluzione ideale per te. I nostri Corsi sono:

Il Corso di Laurea triennale in Economia ha come obiettivo l’acquisizione di conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, nonché i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica. La preparazione fornita al laureato in ambito aziendale è arricchita grazie alla previsione di crediti formativi nell’ambito delle materie giuridiche, necessari alla conoscenza del quadro normativo di riferimento all’interno del quale si svolge l’attività aziendale.

Dopo il percorso di studi triennale, è possibile proseguire con il Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche per approfondire tutto ciò che riguarda i settori dell’economia e della finanza.

La didattica dei nostri Corsi di Laurea è fruibile interamente online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Con questa innovativa modalità di insegnamento, potrai acquisire nuove nozioni utilizzando un pc o un tablet, gestendo meglio il tuo tempo e unendo allo studio anche un’eventuale attività lavorativa.

Su come diventare agente di commercio abbiamo detto proprio tutto, per oggi: se vuoi iscriverti ai nostri Corsi di Laurea e fare un passo avanti verso i tuoi obiettivi, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come essere empatici: i consigli da applicare ora per capire meglio gli altri

Come essere empatici? Questa è sicuramente una delle domande più frequenti tra le persone che desiderano investire in una crescita personale ed entrare in connessione con gli altri.

L’empatia è una delle soft skills più apprezzate nel mondo del lavoro (e non solo): è grazie all’empatia che riusciamo a sentirci più “vicini” con l’altro e riusciamo a capire le sue sensazioni e il suo punto di vista in un determinato contesto. Una persona empatica percepisce le emozioni di coloro che li circondano e ha la capacità di attingere a quelle stesse emozioni dentro di sé. In sostanza, gli empatici “diventano” la persona con cui stanno empatizzando, quasi sperimentando veramente le loro emozioni.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara ti spiegheremo come sviluppare l’empatia, una dote che ti sarà davvero utile nel mondo del lavoro, ma anche in qualunque contesto della tua vita quotidiana. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come sviluppare l’empatia ed entrare in connessione con l’altro

La capacità di essere empatici fa parte del nostro essere umani ed è una caratteristica che appartiene anche ad altre specie animali. Molte specie mostrano empatia in una forma o nell’altra, ma i primati, specialmente noi umani, hanno una capacità più sottile di empatia grazie alla nostra memoria di lavoro e alla neocorteccia più sviluppata.

Vediamo ora quali sono le 5 cose da fare per aumentare l’empatia.

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Prova a vedere le cose sotto un altro punto di vista

La prima cosa da sapere se vuoi capire come essere empatici è non arroccarti sulle tue posizioni: cerca di vedere le cose sotto altri punti di vista. Quando lo farai, ti renderai conto che le altre persone probabilmente non sono cattive, scortesi, testarde o irragionevoli, ma probabilmente stanno solo reagendo alla situazione con la conoscenza che hanno e la loro esperienza.

Questo è importante anche per entrare in empatia con persone che hanno idee diverse dalle tue. Un buon modo per approcciare le diverse credenze nella conversazione è di dire: “È interessante, come hai sviluppato quell’idea?” O “Dimmi di più”. Ti mostrerai interessato e la persona con cui stai parlando si fiderà di te.

Riconosci (e accetta) le prospettive altrui

Essere empatici significa anche riconoscere le prospettive degli altri e accettarle positivamente. Una volta che percepisci la ragione per la quale gli altri credono in ciò che credono, riconoscilo. Importante: il riconoscimento non equivale all’essere d’accordo. Puoi accettare che le persone abbiano opinioni diverse dalla tua e che possano avere buone ragioni per avere quelle opinioni.

Sorridi e incoraggia le persone

Parlando di come essere empatici, non possiamo non menzionare il sorriso. Sorridere è un gesto che implica una certa apertura e predisposizione all’ascolto. La parte del cervello responsabile di questa espressione facciale è la corteccia cingolata, che è un’area di risposta automatica inconscia. Dal momento che il sorriso mette in circolo una serie di sostanze chimiche nel cervello, si attivano centri di ricompensa e aumenta anche la salute.

Non aver paura a mostrare il tuo sorriso e a fare dei complimenti sinceri ad un’altra persona, trasmettendo la tua vicinanza. Incoraggiare le persone può essere semplice come fare un cenno di approvazione mentre parlano in una riunione. Questo semplice gesto, insieme all’uso del loro nome, può avere un grande impatto sulla creazione di relazioni.

Se ritieni, ad esempio, che un tuo collega abbia fatto un buon lavoro, non esitare nel fargli i tuoi complimenti e a far notare quanto sia stato brillante nel risolvere quella questione in azienda.

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Impara ad ascoltare

Le caratteristiche della persona empatica si fondono nella capacità di ascolto attivo. Che significa? Vuol dire che se vuoi capire come essere empatici, devi iniziare dal capire come si ascolta. Ci sono diversi modi di ascoltare:

  • Ascolta con le tue orecchie: cosa viene detto e quale tono viene usato?
  • Ascolta con i tuoi occhi: cosa trasmette la comunicazione non verbale dell’altra persona?
  • Ascolta con il tuo istinto: senti che l’altra persona non sta comunicando qualcosa di importante?
  • Ascolta con il tuo cuore: cosa sta provando l’altra persona?

Ascoltare veramente può essere una sfida. A volte stiamo solo aspettando di dare la nostra opinione. Sforzati su questo aspetto e concentrati davvero sui bisogni e sul messaggio che il tuo interlocutore vuole darti: si sentirà importante e si creerà un legame di fiducia difficile da scalfire.

Non aver paura di mostrarti vulnerabile

Molto spesso, nelle nostre conversazioni di lavoro (e non solo),  temiamo la vulnerabilità perché abbiamo paura che altri possano percepirci come sciocchi o deboli.

In realtà, secondo alcuni esperti in comunicazione, la vulnerabilità  ci aiuta a connetterci con gli altri, perché comunica che siamo umani; mostra le nostre debolezze, ferite e paure. Questo crea una sensazione di umanità che dà all’altra persona qualcosa a cui connettersi e in cui immedesimarsi.

In parole povere: non aver paura di chiedere aiuto. Chiedere aiuto mostra il tuo essere vulnerabile e la vulnerabilità spesso porta a un maggiore senso di connessione e relazione.

Ecco tre passaggi per esercitarti ad essere più vulnerabile nelle tue interazioni professionali:

  • Dopo aver ascoltato attentamente l’altra persona, prova a pensare a un momento in cui ti trovavi in ​​una situazione simile. Ad esempio: potresti aver riscontrato un problema con un progetto che stava tracollando a causa delle incomprensioni nel team;
  • Ricorda cosa hai provato in quella situazione. Forse non hai gestito bene lo scontro, quindi hai sentito apprensione e ansia;
  • Esprimi questi sentimenti all’altra persona, quindi condividi ciò che hai appreso durante il processo.

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Sviluppare il pensiero creativo e le soft skills: Master Unicusano

Abbiamo visto come essere empatici e come fare per mettersi nei panni degli altri attraverso una serie di consigli da mettere in pratica subito.

L’empatia è una delle soft skills (o competenze trasversali) più ricercate nel mondo del lavoro: questo perché le persone empatiche riescono a comprendere meglio le sensazioni degli altri e a lavorare efficacemente in team, risolvendo problemi e controversie.

Ad aiutare in questo processo c’è sicuramente l’abilità di pensare in modo creativo; questa abilità può essere sviluppata lavorando su dieci competenze irrinunciabili che ti aiuteranno nel tuo percorso di crescita. Per apprendere queste abilità e diventare una persona empatica, il Master I Livello in Pensiero creativo. Le dieci competenze irrinunciabili è la soluzione ideale per te.

La comunicazione appare oggi come lo strumento principe delle relazioni in tutti gli aspetti della vita sociale, politica, economica. Maggiore è l’efficacia della comunicazione, maggiore è il livello d’attenzione dei destinatari del messaggio, con il conseguente aumento del coinvolgimento emotivo, dell’interazione, dell’adesione. Ma non tutto è comunicazione: alla radice vi è la necessità di un insieme di competenze ben più ampio, che verranno trasmesse proprio nel contesto di questo percorso di studi.

La didattica del nostro Master è erogata online, grazie ad una piattaforma e-learning attiva 24 ore su 24.

Su come essere empatici abbiamo detto tutto, per oggi: se vuoi crescere davvero iscrivendoti al nostro Master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. 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