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Come trovare lavoro senza esperienza: gli step da seguire

Se ti sei appena laureato, probabilmente ti starai chiedendo come trovare lavoro senza esperienza. Beh, siamo nella situazione classica: spesso, per accedere ad un lavoro, è richiesta esperienza sul campo; allo stesso tempo, per avere esperienza su campo, c’è bisogno di un lavoro che te lo consenta.

Come superare questo “blocco”? In questa guida dell’Università Niccolò Cusano abbiamo raccolto per te i migliori consigli per iniziare a lavorare da zero e per valorizzare il tuo curriculum anche senza esperienze professionali pregresse.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Come cercare lavoro e trovarlo anche senza esperienze

Ci siamo: hai appena terminato il tuo percorso di studi e, finalmente, sei pronto per entrare nel mercato del lavoro. Ma cosa succede se, per qualsiasi motivo, non riesci a trovare il lavoro dei tuoi sogni?

Anche se la situazione potrebbe sembrarti scoraggiante, facciamo una premessa: con l’ambizione, il duro lavoro e la fiducia in se stessi, è possibile ottenere un lavoro anche con poca o nessuna esperienza.

Dovrai tirar fuori tutta la tua determinazione e tenacia per trovare le giuste opportunità. Ecco da dove iniziare.

LEGGI ANCHE >> Parlare di pregi e difetti al colloquio di lavoro? Ecco cosa dire

#1 – Parti dal tuo Curriculum

Il curriculum vitae è un elemento fondamentare per trovare lavoro. Si tratta di un documento che racchiude tutte le tue esperienze, la tua formazione e le tue competenze che, proprio per questa sua natura, dovrà valorizzarti al massimo.

Inizia scrivendo un ottimo CV: inserisci al suo interno solamente ciò che è davvero importante e non sovraccaricarlo di informazioni che potrebbero disorientare chi legge.

Per quanto riguarda il formato, realizzane in più versioni e adattalo al ruolo e all’azienda per cui ti stai candidando:

  • Prepara un CV Europass, un passe-partout adatto ad ogni contesto e sempre utile
  • Prepara una versione più “classica”, con le informazioni organizzate in modo pulito e coerente
  • Prepara una versione “creativa”, che metta in luce la tua personalità. Potrebbe essere, ad esempio, un CV infografico o un videocurriculum.

Non dimenticare di associare al tuo CV anche una lettera di presentazione, utile per dimostrare alle aziende la tua motivazione nel lavorare con loro e a fornire informazioni in più che non emergono dal CV.

LEGGI ANCHE >> Come iniziare a lavorare: la guida step by step

#2 – Lavora sulla tua rete

Se vuoi sapere come trovare lavoro senza esperienza, un aspetto fondamentale è relativo alla tua rete.

Cosa significa? Se sei un neolaureato, uno dei modi migliori per iniziare la ricerca è chiedere ai tuoi ex compagni di università e amici che hanno già trovato un lavoro. Chiedi loro se le aziende in cui lavorano stanno assumendo e, eventualmente, quali posizioni sono ricercate.

Cerca di espandere la tua rete partecipando ad eventi e aperitivi di networking legati al tuo settore professionale: conoscendo nuove persone, è molto più semplice accedere a nuove opportunità.

#3 – Investi su LinkedIn

LinkedIn è uno dei social media migliori per trovare un’occupazione. La prima cosa da fare è creare il tuo profilo: bastano pochi minuti per accedere gratuitamente alla piattaforma e registrarti.

Dopodiché, cura il tuo profilo aggiungendo tutte le informazioni che possono valorizzarti e inizia a richiedere collegamenti alle persone che conosci, per espandere la tua rete “virtuale”.

Il social media ti offre la possibilità di candidarti direttamente con il tuo profilo per una serie di offerte di lavoro e, allo stesso tempo, ti consente di interagire con la community e di farti notare.

LEGGI ANCHE >> Come usare LinkedIn per trovare lavoro

#4 – Inizia con uno stage

Gli stage e i tirocini sono ottimi modi per ottenere un po’ di esperienza sul campo. Questi, infatti, consentono di guadagnare uno stipendio mentre si acquisisce una conoscenza diretta di un lavoro e di un’organizzazione.

Le opportunità di questa natura possono spesso portare a un impiego permanente: se non sai da dove cominciare, inizia dedicandoti ad uno stage che ti permetta di formarti e di prendere dimestichezza con il mondo del lavoro.

#5 – Affidati al Career service dell’Università

Per entrare nel mondo del lavoro, l’Università Niccolò Cusano ha attivato il Career Service, utile per supportare e sostenere i laureati nella ricerca del primo impiego.

Le principali attività del Career Service Unicusano sono:

  • Organizzazione Career Day, workshop, seminari, eventi rivolti a studenti e laureati dell’Ateneo al fine di svilupparne il potenziale e creare opportunità di crescita personale
  • Diffusione delle politiche e strumenti utili per la ricerca attiva del lavoro. Fornire assistenza nella stesura e revisione dei curricula e della lettera di motivazione
  • Preparare i laureati a sostenere un colloquio di lavoro attraverso simulazioni e tecniche
  • Fornire strumenti concreti per migliorare le capacità di leadership e di comunicazione, problem solving e gestione dello stress
  • Fare rete con aziende ed enti al fine di sviluppare sinergie con l’Ateneo e opportunità concrete da offrire ai laureati

Insomma, per trovare il tuo primo lavoro, le opportunità non mancano. Non ti resta che cimentarti nella ricerca e trovare l’occupazione dei tuoi sogni.

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Le 5 app per fare trekking da scaricare ora

Sei un appassionato di sport all’aria aperta e stai cercando le migliori app per fare trekking?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti sveleremo le 5 applicazioni per le tue camminate in montagna e per dare il meglio durante i tuoi percorsi. La passione per l’escursionismo accomuna centinaia di studenti: dedicarsi all’esplorazione della natura e entrare in contatto con l’ambiente aiuta a ritrovare se stessi e ad abbattere lo stress.

Con l’arrivo della bella stagione, saranno sempre più le possibilità di fare piccole gite fuori porta per dar sfogo a questa passione. Vediamo quali sono le 5 app per tracciare percorsi a piedi da provare assolutamente.

La top five di app per percorsi a piedi

Ci sono tantissime risorse digitali a disposizione per chi ama passeggiare in montagna e mettersi alla prova. Le app per escursioni rappresentano la soluzione ideale per coniugare praticità e ricerca dell’avventura. Vediamo insieme quali sono le 5 da provare assolutamente.

LEGGI ANCHE >> Piano di allenamento: idee e consigli per farne uno perfetto

OruxMaps

La prima applicazione che menzioniamo è OruxMaps. Questa applicazione di mappe online e offline è preziosissima per orientarti nei tuoi percorsi in montagna. Come funziona? L’applicazione è in grado di calcolare i chilometri e i dislivelli percorsi, la velocità media di marcia e molto altro. Ogni utente può pubblicare i propri percorsi consigliati e pubblicare foto di panorami e punti d’interesse che si trovano lungo la via.

L’aspetto migliore è che tutto questo è disponibile gratuitamente. Sicuramente una risorsa da provare se stai cercando un’app per trekking gratuita ma con elevato potenziale.

GPS Kit

Un’altra risorsa interessante è GPS Kit, compatibile con iOS. Come suggerisce lo stesso nome, il punto di forza di questa app per fare trekking sta proprio nella molteplicità dei suoi percorsi, dove puoi tracciare in tempo reale i tuoi avanzamenti.

Oltre a seguire in tempo reale i tuoi movimenti nel percorso, puoi salvare le tracce ed inserire waypoint e punti di passaggio con foto ed immagini scattate al momento. Questa risorsa è a pagamento, ma è ottima per chi vuole avventurarsi senza mai perdere la bussola.

AlpineQuest GPS

Se stai cercando una risorsa per mappe e sentieri gps gratis, AlpineQuest fa sicuramente al caso tuo. Oltre ad essere l’app per sentieri di montagna perfetta, è utile anche se sei appassionato in generale di attività all’aria aperta come il ciclismo.

Le possibilità offerte da questa applicazione sono davvero molte: ci sono tante mappe e i percorsi possono essere salvati calcolando un gran numero di variabili, fra cui l’altitudine, il tempo di percorrenza e altro. I dati sulle tue attività vengono salvati in tempo reale durante l’escursione così da farti avere una statistica utile da consultare.

Si tratta, senza dubbio, di un’altra app per fare trekking da provare almeno una volta, scaricando la versione free.

Locus Map

Una validissima app per fare sport all’esterno è Locus Map. Molto simile ad OruxMaps, questa applicazione presenta una varietà enorme di mappe, scaricabili e consultabili anche offline.

L’interfaccia è poco intuitivo e, perciò, richiede un minimo di attenzione per essere compreso; tuttavia, si tratta di una risorsa davvero validissima che vale un investimento di qualche minuto in più per comprenderne le dinamiche di funzionamento.

Ecco qualche dettaglio in più:

  • App perfetta per il trekking, ma anche per le attività all’aperto in generale come il ciclismo, la corsa e lo sci di fondo
  • Tracker sportivo con informazioni vocali sulla tua performance
  • Integrazione con Strava, Runkeeper, GPSies o Google Earth
  • Accesso a statistiche come distanza, velocità, tempo

OsmAnd

Concludiamo la nostra top five di app per fare trekking con OsmAnd, un’applicazione di navigazione e visualizzazione mappe con accesso ai dati liberi, mondiali e di gran qualità di OpenStreetMap (OSM).

Tra le possibilità offerte:

  • Funzionamento online e offline
  • Guida vocale
  • Ricalcolo automatico del percorso se si va fuori rotta
  • Visualizzazione dei punti di interesse più vicini

Altre applicazioni utili per attività outdoor

Ora che abbiamo visto le 5 app per trekking e escursionismo, vediamo qualche altra risorsa utile per gli appassionati di sport outdoor:

  • Compass 360, un’applicazione bussola gratis che ti permette di individuare rapidamente la direzione da seguire
  • Meteoblue, un’app di previsione meteo, utile per controllare in tempo reale le variazioni del clima
  • Georesq, app sviluppata per la sicurezza di chi fa escursionismo sviluppata con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Grazie all’app è possibile tracciare la propria posizione e inviare le coordinate geodetiche alle stazioni del Soccorso Alpino in caso di problemi
  • Altimetro Preciso, l’app che ti aiuta a misurare l’altitudine

Sulle app per fare trekking e le risorse più utili per chi ama le attività all’aria aperta abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che dedicarti allo sport nelle pause dallo studio e trarne tutti i benefici per la tua concentrazione e la tua produttività.

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Cos’è il gioco d’azzardo patologico e come riconoscerlo

Se hai degli studi di psicologia o medicina alle spalle, ti sarai sicuramente imbattuto diverse volte nel gioco d’azzardo patologico.

La ludopatia, infatti, è considerata un disturbo psichiatrico, catalogato nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM). Conoscere questo disturbo è fondamentale per chi vuole operare nel campo della psicologia e, in particolare, sulla cura e la prevenzione delle dipendenze.

In questa guida ti parleremo del “vizio del gioco“, delle caratteristiche di questo disturbo e del percorso di studi utile per trattare questa tipologia di patologie. Iniziamo subito.

Quello che devi sapere sulla ludopatia

La dipendenza da gioco è una patologia piuttosto diffusa nel nostro Paese: saperla trattare e saperla riconoscere è una priorità per chi lavora nel campo della psicologia. Ecco tutto quello che devi sapere sul gioco d’azzardo patologico.

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Cos’è il gioco d’azzardo patologico?

La prima cosa da dire in questa guida riguarda la definizione della dipendenza da gioco, altrimenti detta ludopatia.

Come abbiamo accennato il GAP (Gioco d’Azzardo Patologico) rientra nel Manuale dei Disturbi Mentali (DSM-IV-TR) tra i Disturbi del Controllo degli Impulsi ed è caratterizzato dall’incapacità di resistere alla tentazione “persistente, ricorrente e maladattiva” di giocare somme di denaro elevate.

Si tratta, essenzialmente, di una variante del disturbo ossessivo compulsivo, che provoca nei soggetti che ne sono affetti un’emozione positiva di cui diventa praticamente schiavo. Proprio per questa sensazione, il soggetto ludopatico ha difficoltà a smettere con il gioco.

Sintomi della ludopatia

Capire come riconoscere il “vizio del gioco” significa saper cogliere con efficacia i sintomi. I più comuni sono:

  • Bisogno compulsivo di giocare e di spendere sempre più soldi per non rinunciare all’emozione positiva
  • Giocare nei momenti di particolare sconforto
  • Continua ossessione e pensiero fisso nei confronti del gioco
  • Mentire per coprire il completo assorbimento nel gioco
  • Tentativi di smettere di giocare (senza successo)
  • Modifiche nella qualità della vita personale e delle relazioni, del lavoro, o della scuola

La diffusione della dipendenza da gioco d’azzardo è influenzata dalla facile accessibilità.

Il fenomeno ha visto un aumento soprattutto per la presenza di molte slot machine nei bar e nei locali pubblici, che permettono l’accesso al gioco. Alcuni soggetti affetti da ludopatia soffrono anche di altri disturbi, tra cui il più comune è la depressione, ma anche alcuni disturbi di personalità caratterizzati da impulsività, quali il disturbo borderline e il disturbo narcisistico di personalità.

Per trattare la dipendenza da gioco ci sono specifici percorsi di psicoterapia che variano a seconda del soggetto.

Studiare le dipendenze patologiche: il Master Unicusano

Vorresti conoscere meglio le dipendenze patologiche come il gioco d’azzardo e specializzarti nel trattamento e nella prevenzione di questi disturbi?

Il Master I Livello in Dipendenze patologiche: strategie di intervento e prevenzione è la soluzione ideale per te. Il Master ha come obiettivo quello di fornire le competenze scientifiche nell’ambito delle dipendenze con particolare riferimento alle analisi dei modelli comportamentali e delle evidenze precliniche, cliniche e socio-assistenziali alla base della comprensione del fenomeno della dipendenza e in particolare delle nuove forme di dipendenze comportamentali.

Il Master affronta da vicino diverse dipendenze patologiche come:

  • Dipendenza da sostanze legali e illegali;
  • Dipendenze comportamentali e new addiction
  • Dipendenza dal gioco da azzardo
  • Dipendenza affettiva
  • Dipendenza dal cibo
  • Dipendenza dal sesso

Il Master è rivolto principalmente a laureati in medicina e chirurgia, psicologi, educatori, assistenti sociali, operatori sociosanitari in possesso di laurea, farmacisti, laureati in scienze infermieristiche.

Modalità di formazione e programma

La didattica del Master, curata dai massimi esperti nel settore, viene erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. In particolare, il percorso formativo si compone di:

  • Lezioni in modalità e-learning (con piattaforma accessibile 24h/24h)
  • Project work e studio/lavoro individuale
  • Eventuali verifiche intermedie

Il programma del Master tocca argomenti come:

  • Aspetti fisici della dipendenza (Aspetti anatomo-fisiologici delle dipendenze, Eziopatogenesi delle Dipendenze, Inquadramento psicopatologico delle dipendenze e terapia farmacologica)
  • Psicologia dell’educazione e psicologia della salute
  • Psicologia dei gruppi e psicologia della dipendenza
  • Dipendenza da sostanze stupefacenti, eroina, smart drugs (aspetti psicologici e psicopatologici, aspetti eziopatologici specifici, clinici, sociali, familiari, strumenti e metodi di valutazione, interventi di cura e riabilitativi)
  • Dipendenza da alcol (aspetti psicologici e psicopatologici, aspetti eziopatologici specifici, clinici, sociali, familiari, strumenti e metodi di valutazione, interventi di cura e riabilitativi)
  • Dipendenze comportamentali (gioco d’azzardo patologico, sesso, internet)
  • Dipendenza affettiva
  • Dipendenza dal cibo e disturbi del comportamento alimentare
  • Prevenzione della dipendenza patologica

Sul gioco d’azzardo patologico e sul percorso di studi per conoscere le dipendenze abbiamo detto proprio tutto, per oggi. Per iscriverti al nostro Master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come combattere lo stress da studio: 6 consigli da seguire

Se sei uno studente universitario, sicuramente ti sarai chiesto tante volte come combattere lo stress da studio. In qualunque momento della tua carriera universitaria, potrebbero verificarsi delle difficoltà che ti allontanano dal raggiungimento del tuo obiettivo. Superare queste difficoltà e ritrovare la serenità è fondamentale per essere più felice e motivato e, di conseguenza, avere un miglior rendimento.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come abbassare lo stress e liberarsi della tensione provocata da carichi di studio elevati e come affrontarli senza sentirti appesantito. Ciò che non dovresti mai dimenticare è che lo studio è qualcosa di piacevole, di bello, da coltivare per il tuo accrescimento culturale: per questo è importante viverlo con positività. Ecco i 6 consigli da seguire per essere più sereno sui libri.

Ecco come liberarti dallo stress e ritrovare la concentrazione per lo studio

Lo stress da esame colpisce la maggior parte degli studenti con manifestazioni diverse: nervosismo, agitazione e senso di smarrimento sono solo alcune delle emozioni che potresti provare. È importante gestire questo stress e trovare piccoli modi per aiutare a eliminare il rischio di lasciarsi sopraffare troppo.

Per alcuni studenti, gli esami possono essere un gioco da ragazzi e una prova stimolante da superare; per altri, invece, potrebbe essere un momento particolarmente complesso da affrontare. Vediamo ora quali sono i 6 consigli per combattere lo stress da studio e migliorare il tuo rendimento.

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#1 – Padroneggia il tuo tempo

La prima cosa da sapere per alleviare lo stress da studio riguarda la gestione del tuo tempo. Molto spesso le cause dello stress sono da ricercarsi proprio in una cattiva gestione del tempo, che porta inevitabilmente a gestire carichi di studio elevatissimi in tempi molto brevi.

Cosa fare? Impara a diventare padrone del tuo tempo seguendo questi piccoli accorgimenti:

  • Prenditi una pausa di un quarto d’ora dopo aver studiato per 40 minuti: con le pause, riuscirai a rimanere concentrato e produttivo;
  • Completa i compiti almeno uno o due giorni prima della scadenza prestabilita;
  • Blocca il tempo per studiare: decidi a monte quante ore al giorno dedicare allo studio e crea un calendario da rispettare alla lettera.

#2 – Ascolta musica

Secondo molti studi, la musica ha un potere rilassante sulla nostra mente. In particolare, la musica classica ha anche il potere di migliorare le doti cognitive.

Insomma, ascoltare musica aiuta a rallentare il battito, abbassando la pressione sanguigna e riducendo i nostri livelli di ormoni dello stress. Dedica 10 minuti al giorno per sintonizzarti con la musica classica e lasciarti alle spalle lo stress da esame.

#3 – Non essere troppo severo con te stesso

Uno dei fattori che determinano maggiormente lo stress è la visione che abbiamo di noi stessi e di ciò che stiamo facendo. La scarsa autostima e la poca fiducia nelle nostre capacità rischiano di compromettere lo studio e di creare false aspettative che, se non raggiunte, minano ai nostri livelli di soddisfazione.

Cosa fare? Non essere troppo severo con te stesso ed esercita la gratitudine. Ad esempio, al termine di ogni giornata, annota 3 dei tuoi risultati. Non importa quanto siano grandi o piccoli questi risultati: scrivili e riconoscili. Ricorda anche di fissarti sempre degli obiettivi realistici: impostare traguardi impossibili non farà altro che aumentare il tuo senso di frustrazione.

#4 – Prenditi cura di te stesso

Una delle ricette per combattere lo stress da esame è proprio dedicarsi a se stessi. Gli studenti universitari hanno spesso una dieta relativamente povera: durante gli esami è ancora più frequente il rischio di adottare cattive abitudini alimentari e di consumare pasti poco salutari e ricchi di zuccheri.

Non solo cibo: anche il sonno irregolare si associa spesso a scarse prestazioni accademiche e dormire poco acuisce lo stress. Tutto ciò per dire che, anche nei momenti di grande studio, è importante prendersi cura di se stessi, esercitandosi regolarmente, curando il proprio sonno e mangiando in modo sano.

#5 – No al multitasking

Spesso si tende a pensare che fare molte cose contemporaneamente sia positivo. Beh, in realtà, quando si studia, si dovrebbe fare solamente quello ed eliminare le fonti di distrazione. Dunque, è necessario:

  • Sbarazzarsi di tutte le distrazioni prima di iniziare a lavorare: no allo smartphone, alle notifiche dei social media e alla TV;
  • Organizzare il lavoro e fare un elenco di compiti da completare per  quel giorno;
  • Processare un’attività alla volta e stimare un tempo massimo di realizzazione.

#6 – Sii positivo

L’ultimo consiglio su come combattere lo stress da studio è semplice ma di sicura efficacia: sii positivo. Non ripetere a te stesso frasi demotivanti e non perderti in convinzioni autolimitanti come “non ce la faccio a studiare”. Ripeti alla tua mente “riuscirò a passare questo esame con successo”. Ti assicuriamo che l’approccio farà la differenza.

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Come viaggiare spendendo poco: i consigli da seguire

Come viaggiare spendendo poco? Questa è sicuramente una delle ambizioni più grandi per uno studente universitario e, in generale, per tutti coloro che sognano di viaggiare sposando la filosofia del low cost.

Soprattutto nei periodi di forte stress, la voglia di viaggiare si fa sempre più presente nelle nostre vite; ad assecondare ancora di più questo desiderio, le tante foto e i video di luoghi incredibili, accessibili facilmente aprendo i feed dei social media. C’è, però, un ostacolo con cui ci troviamo a fare i conti: il budget. Ma si può davvero viaggiare spendendo poco?

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti daremo una serie di consigli utili per trovare viaggi economici e girare il mondo spendendo il meno possibile. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come trovare viaggi low cost e viaggiare anche con un piccolo budget

Ami viaggiare e sei convinto che per farlo servano tanti soldi? Beh, abbiamo buone notizie: si può viaggiare in tutto il mondo spendendo poco, se si seguono una serie di accortezze. Ecco tutto quello che devi sapere per risparmiare sulle tue vacanze.

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Calcola bene i tempi

Uno dei pilastri dei viaggi economici è rappresentato dalla scelta dei mezzi di trasporto. L’aereo è, senza dubbio, uno dei mezzi migliori per raggiungere in breve tempo mete lontane. Dunque, se vuoi assicurarti il biglietto al prezzo migliore, calcola bene i tempi. Cosa significa?

In genere è più facile trovare voli economici quando il tuo programma di viaggio è flessibile. Spesso, troverai le migliori offerte quando viaggi a metà settimana o prendi un volo notturno. Se sei preparato ad affrontare condizioni meteorologiche potenzialmente meno idilliache, potresti risparmiare ancora più denaro su voli e hotel viaggiando durante la bassa stagione.

Calcolare i tempi è tutto nell’acquisto di biglietti: ti consigliamo di prenotare con largo anticipo i voli internazionali, così da assicurarti i posti nelle classi più economiche (anche se dovrai sacrificare un po’ di comodità). Secondo le statistiche di SkyScanner, il momento migliore per acquistare voli nazionali è 5 settimane prima del viaggio. In generale:

  • Nei periodi di bassa stagione si spende sempre meno, sia per voli che per alloggi;
  • Volare durante la settimana è più conveniente dei weekend;
  • Acquistare con largo anticipo ti consente di accedere alle classi più economiche

Lavora nei posti in cui viaggi

Se ti stai chiedendo come viaggiare spendendo poco, una delle strategie è lavorare in cambio di alloggio. Se prevedi di fare un viaggio di qualche settimana e non sai come sostenerlo economicamente, prendi in considerazione l’idea di fare dei piccoli lavoretti in cambio di ospitalità. Ci sono tantissimi programmi in rete che consentono di entrare in contatto con albergatori e host in tutto il mondo.

Ad esempio, Woofing è il programma che permette di lavorare in campagna in cambio di vitto e alloggio. Iscrivendosi al sito WWOOF e pagando 40 dollari, si entra a far parte della rete che mette in contatto manodopera e agricoltori di tutto il mondo, disposti a lavorare presso una fattoria in cambio di vitto e alloggio.

Un’altra alternativa potrebbe essere quella di stare fuori qualche mese e, magari, fare volontariato in cambio di un alloggio.

Iscriviti ai programmi fedeltà

Moltissime catene di hotel o siti specializzati in viaggi e voli offrono interessanti programmi fedeltà. Spesso gli iscritti a questi programmi ricevono moltissime offerte in anteprima e dedicate esclusivamente a loro. Cosa devi fare? Iscriviti ai maggiori siti di booking, tieni d’occhio le catene di hotel dove soggiorni di solito e i siti delle compagnie di viaggio. Potresti trovare offerte interessanti.

Risparmia sul trasporto locale

Se punti a fare un viaggio low cost, non serve necessariamente un’auto per spostarti sul territorio. Ci sono tante alternative utili e potenzialmente più economiche da testare:

  • Per spostarti in auto, potresti affidarti ad un servizio di car sharing o di car pooling;
  • Per spostarti in città, utilizza i trasporti pubblici come autobus e metro;
  • Per girare nei dintorni della città in cui alloggi, prendi un autobus o noleggia un’auto in condivisione con altre persone per ammortizzare le spese.

Tieni d’occhio i pacchetti

Spesso il modo migliore per spendere poco per il tuo viaggio è prenotare scegliendo un pacchetto. Di solito i pacchetti hanno costi decisamente più abbordabili, che includono trasporto e alloggio e, in alcuni casi, anche i pasti. Questo prevede dei costi fissi da corrispondere che sono tendenzialmente più vantaggiosi. Dai un’occhiata a portali web come Expedia, che offrono combinazioni di viaggio più hotel al miglior prezzo.

Anche le agenzie di viaggio tradizionali o online mettono a disposizione spesso questa possibilità.

Su come viaggiare spendendo poco abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che mettere in pratica i nostri suggerimenti e partire subito per la tua meta preferita.

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Come diventare ambasciatore: studi e possibilità

Sei uno studente di scienze politiche o giurisprudenza e ti stai chiedendo come diventare ambasciatore? Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come si diventa ambasciatore, quali sono le competenze da acquisire e le prove da superare per intraprendere questo percorso.

Quella dell’ambasciatore è una figura professionale assai affascinante che non smette mai di attrarre giovani studenti. Stiamo parlando di un professionista che lavora nel settore internazionale, con compiti diplomatici presso gli altri Stati, per conto di altri Stati o comunità.  Lavorare in Ambasciata non è semplice: c’è bisogno di acquisire competenze molto specifiche e di seguire un iter complesso, ma necessario per apprendere tutto ciò che serve in una professione così importante e delicata.

Ecco da dove cominciare per diventare ambasciatore.

Tutto quello che devi sapere per lavorare come ambasciatore

Se sogni di lavorare in ambasciata, avrai sicuramente bisogno di una serie di informazioni per capire quale laurea scegliere, quali competenze apprendere e, soprattutto, come fare concretamente per intraprendere questo percorso. Siediti e mettiti comodo: ti spiegheremo tutto nei prossimi paragrafi di questa guida.

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Chi è l’ambasciatore?

La prima cosa da dire in questa guida riguarda, nello specifico, la professione dell’ambasciatore e la sua principale responsabilità. L’ambasciatore è il più alto funzionario diplomatico, nonché una delle figure fondamentali per la risoluzione di conflitti internazionali e per rappresentare lo Stato cui appartiene all’estero.

Si tratta del gradino più alto della carriera diplomatica ed è una figura cruciale per mantenere gli equilibri e rappresentare lo Stato fuori dai confini nazionali.

Le competenze di un ambasciatore sono estremamente vaste: sicuramente, servono ottime conoscenze giuridiche, saper parlare almeno tre lingue e, ovviamente, una laurea magistrale per poter accedere al concorso.

Il concorso

Se ti stai chiedendo come diventare ambasciatore, sappi che dovrai sostenere un concorso pubblico, che si tiene una volta l’anno. Il concorso consta di tre prove:

  • La prova preselettiva, con domande a risposa multipla inerenti le lingue straniere e la logica. Solo rispondendo correttamente a 2/3 delle domande si passa alla fase successiva;
  • La prova scritta, che verte su 5 discipline: Storia delle relazioni internazionali a partire dal Congresso di Vienna; Diritto internazionale pubblico e dell’Unione europea, Politica economica e cooperazione economica, commerciale e finanziaria multilaterale, Lingua inglese (senza l’uso del dizionario, su tematiche di attualità internazionale), altra lingua straniera scelta dal candidato tra francese, spagnolo e tedesco (sempre senza l’uso del dizionario);
  • La prova orale, che riguarda le stesse materie delle prove scritte più Diritto pubblico italiano (costituzionale e amministrativo), Contabilità di Stato, Nozioni istituzionali di diritto civile e di diritto internazionale privato, Geografia politica ed economica.

Come vedi, gli step da superare sono molto complessi e richiedono una forte preparazione in ambito economico, giuridico, politico. Per questo la formazione ha un ruolo fondamentale per intraprendere questo percorso, che necessita di una laurea magistrale.

Per poter accedere al concorso, oltre alla laurea magistrale in giurisprudenza o in scienze politiche, sono necessari altri requisiti come:

  • Età non superiore ai 35 anni compiuti;
  • Padronanza di almeno due lingue straniere;
  • Cittadinanza italiana;
  • Godimento dei diritti civili e politici.

La formazione: Corsi di Laurea Unicusano

Ora che abbiamo visto come diventare ambasciatore, parliamo del percorso di studi ideale per intraprendere questo percorso professionale. Per poter accedere al concorso, è necessaria una laurea magistrale in giurisprudenza o scienze politiche. L’Università Niccolò Cusano ha all’attivo, nella sua offerta formativa, due percorsi di studio perfetti per avviarsi alla carriera diplomatica:

AREA GIURIDICA:

AREA POLITOLOGICA:

Il Corso di Laurea in Giurisprudenza, di durata quinquennale, ha come obiettivo quello di fornire competenze e solide basi nell’ambito del diritto e della cultura giuridica. Si tratta di un percorso perfetto se sei appassionato di diritto e vuoi comunque aprirti una possibilità alternativa a quella della carriera diplomatica: tra gli sbocchi di studio di questa laurea, ci sono le professioni legali di avvocato, notaio o magistrato, ma anche consulente legale per le imprese e la PA.

Il percorso di studi dell’area politologica si articola in un primo triennio costituito dal Corso di Laurea in Scienze politiche e relazioni internazionali e da un biennio magistrale in Relazioni Internazionali. Questo percorso punta a fornire allo studente conoscenze scientifiche e metodologiche basate su una formazione multidisciplinare e interdisciplinare negli ambiti economico, giuridico, politologico, sociologico, storico e linguistico.

La metodologia di formazione Unicusano, fortemente innovativa, è basata sulla tecnologia e-learning: tutti i corsi di laurea sono fruibili online, in qualunque momento, grazie ad un’apposita piattaforma.

Su come diventare ambasciatore abbiamo detto tutto, per oggi: per iscriverti ai corsi di laurea Unicusano, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come studiare velocemente all’università: 5 tecniche da provare

Sapere come studiare velocemente all’Università è il sogno di molti studenti: conoscere e padroneggiare le tecniche di studio è fondamentale per ottenere migliori performance e superare con successo gli esami.

Ogni studente dovrebbe partire da un metodo di studio efficace: per metodo di studio intendiamo quell’insieme di processi e attività che migliorano il tuo studio, dalla raccolta di appunti allo svolgimento della vera e propria prova di esame. Lavorare su questo metodo significa riuscire a ottimizzare il lavoro e a ottenere il massimo in poco tempo.

Ma quali sono i punti fondamentali da cui partire per integrare nel tuo metodo di studio pratiche davvero vincenti? In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti diremo le 5 tecniche da provare assolutamente per studiare velocemente e rivoluzionare il tuo approccio ai libri. Se sei pronto, iniziamo subito.

5 tecniche per studiare meglio e più velocemente

Lo studio fa parte della tua vita quotidiana: farlo al meglio ti permette di acquisire tutte le competenze di cui hai bisogno per una carriera accademica splendente. Sappiamo bene che studiare richiede pazienza, pratica, prove ed errori. Ecco 5 consigli da tenere a mente per velocizzare il tuo studio e integrare il tuo metodo per ottenere risultati migliori.

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1 – Abbatti la “curva dell’oblio”

Il concetto di “curva dell’oblio” è noto agli studiosi già dal 1885; tuttavia, questo concetto rimane attualissimo e ancora in voga per capire come valorizzare l’approccio allo studio moderno. L’essenza della “curva dell’oblio” è questa: la prima volta che ascolti una lezione o studi qualcosa di nuovo, immagazzini fino all’80% di quello che hai appena imparato se rivedi il materiale entro 24 ore.

Si tratta di un effetto cumulativo: ciò significa che, dopo una settimana, puoi conservare il 100% delle stesse informazioni dopo soli cinque minuti di revisione. Come si traduce tutto questo? Ogni volta che segui una lezione e ti approcci ad un argomento, non aspettare di completare l’intero ciclo di lezioni sul tema, ma sfrutta la curva dell’oblio e rivedi le informazioni il giorno dopo.

2 – Fai i test di auto-valutazione

Uno degli elementi che contribuiscono alla memorizzazione veloce nello studio sono è il test di auto-valutazione. Approfitta di professori che rendono disponibili test di auto-valutazione e ex prove di esame per esercitarti. Puoi avere un’idea dello stile di prova del professore e acquisire familiarità con il modo in cui le informazioni potrebbero essere presentate durante il vero esame.

Uno studio del 2011 ha dimostrato che gli studenti che si sono sottoposti a una prova pratica dopo aver appreso il materiale hanno conservato il 50% in più delle informazioni una settimana dopo rispetto ai colleghi che non avevano fatto un test di pratica. Perciò, mettiti alla prova e testa sempre ciò che hai appreso, anche se ti sembra di averlo appreso bene: integra questa procedura nel tuo metodo di studio universitario e i miglioramenti non tarderanno ad arrivare.

Una nota super positiva? La modalità di apprendimento telematica del nostro Ateneo prevede dei test di auto-valutazione al termine di ogni modulo, per facilitare studio e comprensione degli argomenti.

3 – Sperimenta il metodo Fenyman

Tra le tecniche per studiare velocemente all’Università, potresti sperimentare il metodo Fenyman. Si tratta di un approccio introdotto dal fisico Robert Fenyman, che ha creato questo metodo di apprendimento basato sull’organizzazione. Il primo passo da fare è scrivere sul frontespizio di un quaderno vuoto “Quaderno di cose che non conosco”.

Da qui, Fenyman ha sviluppato una tecnica di decostruzione e ricostruzione delle idee, nel tentativo di comprendere anche i concetti più complicati. Per utilizzare questo metodo e imparare a studiare in modo efficace, dovrai capire innanzitutto cosa intendi imparare. Una volta capito, prendi il quaderno e prova a spiegarlo come lo si spiegherebbe ad un bambino.

Il metodo Fenyman è l’ideale per utilizzare le analogie per illustrare ogni concetto e per semplificare anche ciò che ci sembra molto complesso.

4 – Crea collegamenti

Secondo gli esperti, la differenza tra uno studente lento e uno veloce sta proprio nel modo in cui studiano e in cui approcciano ai libri. Per esempio, invece di memorizzare, gli “studenti rapidi” creano collegamenti tra le idee. Conosciuto come apprendimento contestuale, questo processo richiede agli studenti di personalizzare i propri metodi di apprendimento, creando connessioni in grado di legare ogni aspetto di una particolare disciplina.

Alcuni studenti ritengono che registrare visivamente tutte le informazioni in un posto (come su un foglio di carta o una lavagna) possa aiutare a focalizzare un’immagine più completa e facilitare le loro connessioni all’interno del processo di apprendimento.

5 – Concentrati, davvero

L’ultimo consiglio per studiare velocemente potrà sembrarti banale, ma è forse il più importante: concentrati davvero su quello che stai facendo ed evita ogni forma di distrazione. Siamo costantemente bombardati da stimoli, notifiche, telefonate: cerca di concentrarti solo sui libri e abbatti tutto ciò che ti distrae. In questo modo velocizzerai l’apprendimento e riuscirai a preparare un esame velocemente.

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I 5 consigli da seguire per una gestione spese infallibile

Una perfetta gestione delle spese è il sogno di ogni studente: riuscire ad amministrare correttamente il tuo budget mensile ti permetterebbe di avere a disposizione molte più risorse per il tuo tempo libero, tagliando gli sprechi.

Ci sono moltissime cose da dire sulla gestione del denaro: prenderti il giusto tempo per capire come amministrare le tue entrate può davvero dare i suoi frutti. In che modo? Ad esempio, può aiutarti a tagliare le bollette, ammortizzare le spese di tutti i giorni, tagliare i costi vivi e trasformarli in opportunità. I risparmi ottenuti potrebbero essere destinati ad una vacanza, ad un corso che vorresti fare da tempo, ad un regalo speciale.

Ma come fare per gestire correttamente il tuo denaro? In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come risparmiare soldi ogni giorno e amministrare le tue finanze attraverso cinque preziosi consigli da applicare fin da subito. Iniziamo.

Ecco come amministrare correttamente le tue spese e tagliare i costi

Nella tua vita da studente universitario, ti sarai sicuramente chiesto diverse volte come amministrare le tue finanze nel modo migliore e riuscire a risparmiare.  Ci sono alcune cose semplici che puoi fare fin da subito per migliorare la tua situazione finanziaria con un impatto immediato. Continua nella lettura: ti sveleremo tutto nei prossimi paragrafi.

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Pianifica le spese e imposta un budget

La prima cosa da fare per una gestione delle spese impeccabile è capire dove spendi i tuoi soldi e impostare un budget. Avere un budget ti permetterà di avere il pieno controllo delle tue finanze, senza rischiare di rimanere a corto di denaro prima della fine del mese o rimanere scoperto in caso di costi imprevisti.

Come si imposta correttamente un piano spese? Inizia calcolando quanto spendi per:

  • Spese domestiche (ad esempio, eventuale affitto e utenze)
  • Costi della vita generali (cibo, automobile, benzina)
  • Prodotti finanziari (ad esempio, un’eventuale assicurazione)
  • Tempo libero (vacanze, sport, ristoranti)

Metti tutto nero su bianco e, sulla base di questi dati, inizia a fare la tua analisi. Ti spiegheremo come procedere nel passo successivo.

Taglia il superfluo

Ora che hai fatto il tuo piano spese, è il momento di analizzarlo. Se stai spendendo più di quello che hai, dovrai iniziare a fare dei tagli. In alcuni casi, fare dei tagli potrebbe essere davvero semplice: potresti, ad esempio, preparare il pranzo a casa o annullare l’abbonamento a una palestra che non usi.

Analizza anche i tuoi debiti: una buona regola di gestione delle finanze prevede un addebito sui tuoi conti inferiore al 20% delle tue entrate (mutuo escluso).

Contrasta l’acquisto impulsivo

Per diventare un ottimo risparmiatore e un esperto nella gestione delle spese, dovrai impegnarti a contrastare l’acquisto impulsivo e le abitudini dannose. Se vedi qualcosa che vuoi comprare, non farlo subito: vai a casa e pensaci bene. Se continui a pensarci, probabilmente non tornerai al negozio per effettuare l’acquisto. Chiediti se hai davvero bisogno di quell’oggetto e probabilmente la risposta è che non ti serve.

Fermati sempre a pensare prima di acquistare: spesso compriamo decine di oggetti poco utili, mentre potremmo risparmiare e dirottare il nostro budget in risorse decisamente migliori.

Cerca alternative all’acquisto in denaro

Ci sono diverse cose che potresti ottenere senza acquistarle. Ad esempio, potresti prendere i libri e CD in prestito nella biblioteca della tua città invece di acquistarli. Nella tua vita da studente, ti capiterà sicuramente di dover consultare dei libri solamente per una rapida ricerca: potresti anche chiederli in prestito ad un tuo collega di corso e ricambiare il favore.

Non solo libri: ci sono davvero molte cose a cui potresti accedere gratuitamente o quasi. Cerca di approfittare delle promozioni in corso nella tua città: ad esempio, molte città hanno un giorno in cui i musei sono gratuiti o con accesso fortemente ridotto. Ci sono degli sconti anche per studenti che possono essere interessanti.

Taglia le bollette e le spese domestiche

Le spese domestiche sono tra le voci di costo più gravose nel bilancio di uno studente. Come fare per abbattere i costi? Anzitutto assicurati di eliminare gli sprechi di luce e gas per abbattere i costi della tua bolletta. In seconda battuta, assicurati che il contratto che hai con il tuo fornitore sia effettivamente il più vantaggioso.

Consulta le offerte online e trova la soluzione migliore a seconda delle tue esigenze. Lo stesso vale per la tua tariffa telefonica e per l’assicurazione dell’auto. Inoltre, ricorda sempre di pagare le bollette nei tempi stabiliti, per evitare dei sovrapprezzi. Crea un file in cui inserire tutte le scadenze, in modo da averle sotto controllo e avere un prospetto da incrociare con la tabella del tuo budget.

In questo modo saprai sempre quello che stai spendendo e dove tagliare.

Sulla gestione delle spese abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che metterti alla prova e iniziare subito la tua nuova vita da risparmiatore.

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Come si scrive l’abstract della tesi di laurea?

L’abstract della tesi di laurea è uno degli aspetti più importanti del tuo lavoro. Scrivere un buon abstract significa offrire a chi legge la possibilità di capire subito quali sono i punti salienti del tuo elaborato, così da poter tracciare un disegno generale sull’argomento e sulle prospettive d’indagine.

La discussione della tesi di laurea è il momento più bello e impegnativo nella vita di uno studente: si tratta del coronamento di un percorso lungo, che ha richiesto grande studio e sacrifici. Scrivere la tua tesi è un banco di prova per testare tutto ciò che hai appreso negli anni e metterlo in pratica al meglio, sfoggiando le tue capacità.

Chiaramente, la redazione del tuo elaborato finale è un processo molto laborioso; ogni tesi si compone di diversi elementi, dall’introduzione alla bibliografia, ognuno dei quali richiede un’attenzione particolare per la costruzione. L’abstract fa parte di questi elementi.  Vediamo ora che cos’è un abstract, a cosa serve e perché inserirlo nella tua tesi.

Ecco quello che devi sapere sull’abstract per la tesi di laurea

Curioso di sapere come si scrive l’abstract della tesi di laurea? Siediti e mettiti comodo: nei prossimi paragrafi ti spiegheremo, passo dopo passo, come conquistare l’attenzione della Commissione attraverso un abstract efficace.

Che cos’è l’abstract?

Prima di capire come scrivere l’abstract, è bene darne una definizione chiara, per conoscere davvero le sue funzioni e la sua struttura.

L’abstract è, di solito, posizionato all’inizio di una tesi di laurea triennale o magistrale. Si tratta di quella parte di testo che introduce il lettore alla tesi attraverso un breve riassunto di ciò che troverà all’interno dell’elaborato. Possiamo dire, dunque, che l’abstract corrisponda ad una sorta di riassunto breve, che ripercorre i punti salienti del tuo lavoro. Avendo una funzione così strategica e delicata, è fondamentale che sia scritto in modo semplice e chiaro.

Le funzioni principali dell’abstract sono:

  • Portare alla luce i punti più importanti del tuo lavoro: è bene che chi legga la tesi sappia già, per sommi capi, quali sono i punti che hai voluto toccare all’interno dell’elaborato. Potresti illustrare il tuo titolo e sottotitolo, in modo da dare una visione più chiara del tuo oggetto di indagine;
  • Creare interesse in chi legge: l’abstract deve fornire al lettore sufficienti elementi per considerare valido e interessante il tuo lavoro;
  • Dare una panoramica generale della tesi, così da chiarire al lettore cosa può aspettarsi dal tuo lavoro;
  • Illustrare le scelte metodologiche che hai effettuato

Quanto deve essere lungo l’abstract?

La lunghezza dell’abstract è spesso indicata nelle linee guida di redazione del documento di laurea. In caso di assenza di particolari indicazioni, per la maggior parte degli articoli e delle monografie è sufficiente un abstract di lunghezza pari a 250 parole. Per le tesi, l’abstract può arrivare a 500 parole.

Ad ogni modo, la regola di base da rispettare è di essere sintetico e conciso, altrimenti l’abstract perderebbe la sua funzione di “fotografia” della tua tesi.

Di solito l’abstract è posizionato dopo la prefazione e prima dell’indice generale dei contenuti.

Come scrivere l’abstract

Come si scrive l’abstract della tesi di laurea? Beh, non esiste una regola universale valida in assoluto. Ci sono però delle linee guida e delle indicazioni utili da seguire per costruire un abstract efficace e in grado di assolvere il suo compito.

La struttura di un abstract prevede, in generale:

  • Un’introduzione sul tuo lavoro e sul modo in cui è articolato;
  • Un chiarimento sull’argomento trattato e un cenno molto generale sulla metodologia che hai utilizzato e sulle fonti che hai consultato;
  • Una sintesi del contenuto della tesi e dei risultati raggiunti attraverso il tuo lavoro di ricerca.

Per quanto riguarda lo stile di scrittura e la forma, di norma è preferibile utilizzare la forma impersonale, nonostante sia frequente l’utilizzo della prima persona singolare.l tempo verbale più adatto da utilizzare è il presente o il passato prossimo. Per un abstract efficace, è importante essere:

  • Chiari
  • Sintetici
  • Estremamente precisi
  • Coerenti con il linguaggio utilizzato nel corso dell’elaborato

Tra gli ultimi consigli sulla scrittura che vogliamo darti:

  • Se utilizzi degli acronimi devi necessariamente decodificarli alla prima citazione, tra parentesi. Ad esempio, in un abstract per la tesi in giurisprudenza, se scrivi CSM indica tra parentesi, la prima volta, il significato dell’acronimo (ossia Consiglio Superiore della Magistratura);
  • Evita parole di utilizzo non comune o gergali;
  • Rivedi la sintassi e controlla la presenza di errori grammaticali o di battitura.

Su come si scrive l’abstract per la tesi di laurea abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che cimentarti nella redazione del tuo elaborato e goderti questo meraviglioso traguardo.

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Parlare di pregi e difetti al colloquio di lavoro? Ecco cosa dire

Parlare di pregi e difetti ad un colloquio di lavoro è molto comune: capita spesso, infatti, che il selezionatore chieda al candidato di illustrare i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza.

Durante i colloqui di lavoro, ci sono alcuni tipi di domande che i datori di lavoro tendono a fare, indipendentemente dalla posizione e dalla società. Tra queste, “Quali sono i tuoi punti di forza?”, “Quali sono le tue debolezze?”, “Perché dovremmo assumere te?” sono tra le domande più gettonate in assoluto.

Le tue risposte a queste domande possono dire molto sulla tua personalità e possono realmente fare la differenza nella conquista del posto di lavoro nell’azienda dei tuoi sogni. Essere pronto a qualunque domanda che potresti ricevere ad un colloquio ti darà un vantaggio competitivo importante rispetto agli altri candidati. In questa guida ti spiegheremo come rispondere alle domande di un colloquio di lavoro che riguardano i tuoi pregi e difetti. Iniziamo subito.

Ecco come rispondere alle domande su pregi e difetti in un colloquio

Durante il colloquio di lavoro capita spesso che il selezionatore ti chieda di raccontare un pregio e un difetto, o meglio “un punto di forza e un punto di debolezza”. Ma come rispondere a questa domanda senza farti trovare impreparato? Vediamolo nei prossimi paragrafi di questa guida.

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“Qual è la tua più grande debolezza?”

Quando si parla di pregi e di difetti al colloquio di lavoro, solitamente lo si fa chiedendo di parlare di punti di forza e punti di debolezza.

Alla domanda “Qual è la tua più grande debolezza?” si può rispondere in diversi modi. Si possono citare, ad esempio, le abilità che non sono fondamentali per il lavoro o portare alla luce abilità che hai migliorato o che stai cercando di migliorare.

Se stai svolgendo un colloquio per lavorare come psicologo, potresti dire ad esempio che non sei particolarmente adatto a condurre presentazioni di gruppo. Allo stesso tempo, è utile chiudere sempre la risposta con qualcosa di positivo; potresti aggiungere che sei molto bravo nella comunicazione uno-a-uno con i pazienti, riportando magari una situazione tipo che mette particolarmente in luce questa tua abilità.

Un altro approccio per rispondere a questa domanda è parlare di tutte quelle skills che hai migliorato durante il tuo precedente lavoro o che stai attualmente migliorando.  Questo dimostra all’intervistatore che sei comunque impegnato nella crescita e nello sviluppo delle tue competenze, una dote decisamente molto apprezzata.

“Qual è il tuo punto di forza?”

Così come abbiamo parlato di pregi, veniamo ora ai difetti e alle possibili risposte da dare alla domanda “Qual è il tuo punto di forza?”

Il modo migliore per rispondere è descrivere le competenze e l’esperienza che hai maturato in modo da far capire a chi hai di fronte che sei perfettamente adatto per ricoprire il ruolo per cui ti sei candidato.  Leggi bene l’annuncio di ricerca e cerca di capire quali sono le attitudini desiderate dall’azienda: a questo punto, potresti adattare le tue abilità seguendo la terminologia usata dallo stesso datore di lavoro.

Prima di andare al colloquio, pensa ad un elenco di punti di forza particolarmente interessanti, che possono riguardare istruzione o formazione, competenze trasversali, competenze tecniche o esperienze lavorative passate. Restringi la tua lista di abilità fino a tre/cinque abilità particolarmente forti. Accanto a ogni abilità, pensa ad un esempio di come l’hai sfruttata in passato.

Le risposte da evitare

Quando si parla di pregi e difetti ad un colloquio di lavoro ci sono anche delle risposte da evitare. Vediamo quali sono:

  • Risposte troppo generiche: le risposte troppo vaghe che non danno alcun valore aggiunto sono da evitare. Meglio essere sinceri e non usare giri di parole: rischieresti solo di mettere in luce la tua insicurezza;
  • Risposte troppo aggressive: soprattutto quando si parla di pregi, evita di rispondere con toni aggressivi o saccenti. Ad esempio, una risposta da evitare potrebbe essere: “Sono un manager con una comprovata esperienza, quindi è chiaro che questo posto sia perfettamente alla mia portata”;
  • Risposte troppo lunghe: non fare una “lista della spesa” dei pregi e dei difetti da sottoporre al selezionatore. Ne bastano tre per ogni categoria. Evita le risposte-fiume come ad esempio: “Mi reputo intelligente, preparato, capace di lavorare in team, predisposto all’apprendimento, puntuale, determinato, orientato al risultato…”. Insomma, spesso la strada del minimalismo è la migliore da percorrere;
  • Risposte troppo drammatiche: quando il selezionatore ti chiede una tua debolezza, evita di drammatizzare e di dare risposte troppo cupe. Cerca, piuttosto, di far vedere comunque il lato positivo anche della tua debolezza. Non troncare dicendo: “Non so lavorare in team e probabilmente non saprò farlo mai”.

Su come rispondere alle domande su pregi e difetti al colloquio di lavoro abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che prepararti al meglio e conquistare la posizione dei tuoi sogni.

 

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. 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