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Innovation manager: quello che devi sapere su questa nuova professione

L’innovation manager è una figura professionale relativamente nuova sul mercato, ma già molto ricercata da aziende e multinazionali. C’è da dire che, ad oggi, la gestione dell’innovazione è un processo che coinvolge sia i prodotti che l’organizzazione di un’azienda, ed è di vitale importanza avere un professionista che monitori e incentivi questo processo.

Solo attraverso l’innovazione, infatti, le imprese possono dare vita a nuove idee creative e a perfezionare i loro prodotti e servizi, allineandoli sempre di più alle esigenze dei consumatori.

La velocità con cui si evolvono mezzi e sistemi produttivi impone ai manager aziendali di rinnovare queste risorse, investendo sul cambiamento e sul perfezionamento continuo, per adeguarsi ai tempi che corrono.

Ma come funziona il processo di innovazione nelle aziende e che ruolo ha l’innovation management in tutto questo? Scopriamolo subito nei prossimi paragrafi della nostra guida.

La gestione dell’innovazione nelle imprese

In che modo viene gestita l’innovazione nelle imprese? Come è possibile capire quale business fare oggi? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi della nostra guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano.

LEGGI ANCHE – Indagini di mercato: cosa sono, come si fanno e a cosa servono

innovation management

Innovazione: una definizione

Dare una definizione univoca di innovazione non è semplice: questa può essere interpretata in tanti modi, soprattutto in relazione al mondo business. Quello che possiamo dire è che il processo innovativo per un’azienda vuole:

  • Creare punti differenziali significativi per prodotti e servizi rispetto alle alternative attuali;
  • Soddisfare le esigenze dei consumatori non soddisfatte, offrendo nuovi modi per raggiungere gli obiettivi o rendere le vite o i lavori più semplici, migliori, più felici, più eccitanti, soddisfacenti o più produttive;
  • Consentire ai marchi di competere in nuovi mercati o segmenti;
  • Catturare l’immaginazione dei consumatori per aumentare la lealtà.

Volendo dare una definizione di innovazione, possiamo dire che:

Per Innovazione si intende l’introduzione di un prodotto, di un processo, di un servizio o di una soluzione che siano nuovi o significativamente migliorati rispetto alle attuali caratteristiche o usi dell’impresa, inclusi miglioramenti significativi nelle caratteristiche tecniche, nei componenti e materiali (software compreso), nella praticità per l’utente o in altre caratteristiche funzionali. Tale innovazione può utilizzare nuove conoscenze o tecnologie o può essere basata su nuovi usi o su combinazioni di conoscenze e tecnologie già esistenti.

Prima di passare all’innovation management vero e proprio, parliamo ora della gestione dell’innovazione nelle aziende e perché questo processo è così importante.

Aziende e innovazione: gestione del processo

Come abbiamo detto, la gestione dell’innovazione prevede un insieme di strumenti che permettano ai manager e agli ingegneri di cooperare per una comprensione dei processi e degli obiettivi in comune. Il fine unico è quello di innovare processi e organizzazioni, per permettere la nascita e lo sviluppo di idee nuove.

La gestione dell’innovazione, dunque, permette all’organizzazione di rispondere ad opportunità esterne o interne, e di usare la propria creatività per introdurre nuove idee, processi o prodotti, svincolandosi dall’area di “Ricerca e Sviluppo”.

Qui possiamo fare leva sul concetto di open innovation, che designa:

che le imprese possono e debbono fare ricorso ad idee esterne, così come a quelle interne, ed accedere con percorsi interni ed esterni ai mercati se vogliono progredire nelle loro competenze tecnologiche

Dunque, per essere più competitive nell’attuale panorama, le imprese hanno bisogno di investire nell’innovazione. In sintesi, il processo serve per:

  • Introdurre di nuovi prodotti/servizi o nuove linee;
  • Modificare prodotti o servizi già esistenti per renderli ancora più in linea con le esigenze dei consumatori e del mercato;
  • Ideare nuove modalità organizzative all’interno di tutto il team, oltre che nuovi processi di produzione e modi di lavorare.

Chiaramente, per gestire l’innovazione, le aziende e i dipendenti delle stesse si servono di alcuni strumenti, che possono essere, ad esempio:

  • Brainstorming;
  • Gestione del ciclo di vita del prodotto;
  • Pianificazione del product lining;
  • Gestione dell’idea.

Chi è l’innovation manager

Parliamo ora di innovation management in senso stretto, introducendo la figura dell’innovation manager. Come abbiamo accennato, il manager dell’innovazione ha come sua task principale quella di guidare e amministrare una serie di processi orientati alla costruzione di un sistema di innovazione aziendale strutturato.

Nella fattispecie,  il suo ruolo prevede l’analisi e monitoraggio di tutte le funzioni del business, per capire se queste hanno bisogno di un intervento o se sono sensibili in tema innovazione.

Soprattutto nelle grandi aziende, l’innovation manager è una figura interna allo staff, ma talvolta può essere anche un consulente esterno che viene inserito nell’organico per assolvere ai suoi compiti.

Tra le competenze indispensabili di un innovation manager, menzioniamo sicuramente:

  • Un solido background in economia e marketing, utile soprattutto a comprendere ed esaminare il mercato in cui l’azienda si muove;
  • Soft skills come l’autonomia e la flessibilità, che ben si adattano a tutti i contesti aziendali;
  • Conoscenza dei modelli organizzativi e attitudini alla gestione degli stessi;
  • Elevate conoscenze del mondo tech;
  • Creatività e fantasia per dare vita a nuovi progetti;
  • Capacità relazionali spiccate.

Vediamo ora come si possono acquisire queste competenze e diventare innovation manager con un percorso di studi ad hoc.

Diventare innovation manager con Unicusano

Diventare innovation manager e gestire l’innovazione nelle aziende è il tuo sogno più grande? Con l’Università Niccolò Cusano puoi finalmente realizzarlo: nella nostra offerta formativa sono presenti Corsi di Laurea ad indirizzo economico ed un master incentrato proprio su questa professione.

Dopo una laurea in economia, che ti permette di acquisire solide basi in ambito economico, finanziario, di marketing e management, puoi optare per un Master in grado di affinare le tue capacità.

Per lavorare su una formazione specifica sull’innovazione e l’impiego delle nuove tecnologie all’interno delle imprese, il nostro Master II Livello in Management dell’innovazione e delle nuove tecnologie è l’ideale.

Per accedere al Master, è necessario possedere una laurea di secondo livello; come abbiamo detto, i Corsi di Laurea dell’area economica sono perfetti per acquisire le conoscenze che ti servono per intraprendere questa professione.

I destinatari di questo percorso formativo sono sia giovani neolaureati, sia imprenditori, ricercatori e funzionari della PA.

La didattica del Master è erogata online  in modalità e-learning, con piattaforma accessibile 24 ore su 24. La didattica, elaborata dai migliori esperti del settore, prevede:

  • Lezioni video e materiale fad appositamente predisposto;
  • Test di verifica di autoapprendimento.

Il programma del Master è completo e variegato, perché affronta il processo innovativo a 360 gradi. Tra le tematiche che verranno affrontate menzioniamo:

  • Innovazione nelle imprese: dalla teoria alla pratica;
  • Knowledge Economy (KE): principi e prassi;
  • Technology Transfer: principi e prassi;
  • Project Management e innovazione;
  • Metodi di assessment dell’innovazione;
  • Tutela della proprietà intellettuale;
  • Risorse umane e innovazione;
  • Comunicazione e promozione dell’innovazione.

Alla fine del percorso di formazione previsto dal Master, gli studenti dovranno sostenere un esame finale, volto alla verifica delle conoscenze effettivamente acquisite.

Su come diventare innovation manager abbiamo detto proprio tutto, per oggi.

Iscriviti subito al nostro Master e trasformati in uno dei professionisti più ricercati del mercato del lavoro: contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Libri di filosofia da leggere assolutamente: la nostra Top Ten

Curioso di scoprire quali sono i migliori libri di filosofia da leggere?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti consiglieremo 10 titoli da leggere che riguardano la filosofia, adatti anche a neofiti di questa disciplina.

La filosofia esercita, da sempre, un certo fascino anche negli studenti universitari. Si tratta di una disciplina con una storia antichissima ma che, oggi più che mai, ci è utile per crescere, conoscere noi stessi e affrontare le grandi sfide della modernità.

Ti proponiamo infatti 10 libri di filosofia da leggere, facili da comprendere, per entrare in questo bellissimo universo di saggezza, o per riscoprirlo. Se sei pronto, iniziamo subito.

10 libri da leggere assolutamente sulla filosofia

Sei un amante della filosofia ma non sei mai riuscito a comprenderla a fondo?  Per fare anche solo un primo passo, basta davvero poco: tra i classici da leggere della disciplina e i romanzi, ecco 10 libri che parlano di filosofia e che sono perfetti anche per chi si approccia alla materia per la prima volta.

LEGGI ANCHEMusica per concentrarsi nello studio e nel lavoro: le nostre playlist

libri filosofici

Lettera sulla felicità – Epicuro

Tra i libri di filosofia da leggere, per iniziare ti consigliamo un grande classico, piuttosto semplice da comprendere ma molto affascinante: Lettera sulla felicità di Epicuro.

Si tratta di un breve scritto che il filosofo greco realizzò nel III secolo a.C., sotto forma di epistola inviata ad un suo allievo. Per questa ragione il testo ha un regime molto colloquiale, che permette una comprensione delle tematiche più care all’autore, rientranti in un unico cappello: la felicità e la ricerca della stessa.

Al di là del bene e del male – Friedrich Nietzsche

Tra i libri da leggere nella vita, rientrano sicuramente i testi di Nietzsche. In questo caso citiamo nella top ten Al di là del bene e del male, un vero e proprio capolavoro del pensatore, che rispecchia in pieno il suo pensiero filosofico.

Per Nietzsche tutte le dottrine filosofiche di ogni tempo, pur differendo tra loro, sono recluse tutte nella morale. Il “pregiudizio” morale è di per se negativo, in quanto impedisce agli uomini di emergere ed è il primo artefice di una umanità che si può paragonare ad una massa di pecore. La soluzione? Dar vita ad una filosofia che incentivi gli spiriti liberi.

Il primo libro di filosofia – Nigel Warburton

Tra i libri classici con cui iniziare ad avvicinarti alla disciplina, sicuramente Il primo libro di filosofia di Nigel Warburton.

In questo saggio, il filosofo inglese infatti parla di alcuni temi tipici della riflessione filosofica, raccontando le risposte più importanti che nei secoli sono state proposte. Così facendo, la filosofia si presenta come una serie di pensieri, di idee che si susseguono e non come una contrapposizione di autori.

Tra le tematiche affrontate, la democrazia, la religione, le possibilità dell’intelletto.

Il mondo di Sofia –  Jostein Gaarder

Il mondo di Sofia è uno dei romanzi da leggere assolutamente che racconta la filosofia in modo davvero inedito. Si tratta di un best seller, che contiene al suo interno un vero e proprio trattato sulla filosofia, che viene riscoperta attraverso gli occhi curiosi e sognanti di una ragazzina.

La protagonista, infatti, è Sofia, una ragazza di 14 che inizia a ricevere delle lettere anonime. Queste lettere affrontano tematiche molto diverse e pongono alla protagonista domande apparentemente esistenziali, ma che poi si fanno via via più chiare quando viene illustrato il pensiero dei filosofi e il loro tentativo di dare voce alla realtà.

Critica della ragion pura – Immanuel Kant

La Critica della ragion pura è uno dei libri di filosofia moderna da leggere assolutamente senza la quale non potremmo avere una chiave di lettura adeguata per comprendere il dibattito filosofico dal periodo ottocentesco ad oggi.

Si tratta sicuramente di un’opera di una certa complessità. a cui ti consigliamo di giungere dopo delle letture più leggere. Tuttavia, i pensiero kantiano è fondamentale da conoscere e pone al centro di tutto l’esperienza guidata esclusivamente dall’intelletto.

Pensieri – Blaise Pascal

Questo libro, pubblicato per la prima volta nel 1669, è una raccolta di riflessioni sulla vita e sul suo senso. Nelle intenzioni dell’autore c’era quella di redigere una grande Apologia del cristianesimo, in cui motivare la sua adesione a questa religione.

Tuttavia Pascal morì prima di terminare la stesura del saggio e così i suoi amici ne pubblicarono gli appunti e gli stralci che già erano pronti. I Pensieri sono di semplice lettura, nonostante non manchi un’analisi profonda di tematiche assai articolate come la moralità cristiana, la sua superiorità rispetto ad altre religioni e l’analisi delle visioni più importanti di grandi pensatori del passato.

Storia della filosofia – Luciano De Crescenzo

Tra i libri filosofici sulla vita da avere nella tua libreria c’è la Storia della filosofia, una sorta di antologia che racchiude tutti i libri di De Crescenzo sulla storia della filosofia occidentale, da quella greca a quella moderna.

In questo saggio, dove non manca un pizzico di ironia, sono raccolte le idee e le storie private e pubbliche di grandi pensatori, da Talete a Kant.

Simposio – Platone

Il Simposio è forse il più noto tra i dialoghi di Platone.

Al centro di tutto il concetto di retorica, non intesa esclusivamente come arte oratoria, ma anche come arma di conquista del potere.

La cornice in cui si inseriscono i vari interventi è rappresentata dal banchetto, offerto dal poeta tragico Agatone per festeggiare la sua vittoria negli agoni delle Lenee, oppure alle Grandi Dionisie, del 416 a.C.

Fra gli invitati, oltre a Socrate e al suo discepolo Aristodemo, il medico Erissimaco, il commediografo Aristofane, Pausania l’amante di Agatone e il suo amico Fedro, figlio di Pitocle ed esperto di retorica: ognuno di loro, su invito di Erissimaco, terrà un discorso che ha per oggetto un elogio di Eros.

Un’opera da leggere per comprendere da vicino dinamiche interessanti come il consenso e il potere.

L’epoca delle passioni tristi – Miguel Benasayag e Gérard Schmit

L’epoca delle passioni tristi è un libro molto particolare, che affronta il disagio di bambini e adolescenti. Il testo, scritto da due psichiatri, si propone proprio di capire perché persone così giovani avessero già bisogno di un sostegno in questo senso.

La risposta? Sicuramente un malessere diffuso all’interno della società, dominata da “passioni tristi”, dall’incertezza e dalla paura, che porta anche i ragazzi alla chiusura e al pervadere in loro del senso di solitudine.

Gli autori propongono una visione assai lucida della tematica e invitano alla riscoperta dei vecchi valori, prendendo atto della crisi della società ma rispondendo con azioni concrete.

Finalmente ho capito la filosofia – Marina Visentin

Chiudiamo la nostra top ten dedicata ai libri di filosofia da leggere con un testo molto semplice da leggere, concepito proprio per chi teme di comprendere poco o nulla dinnanzi a grandi interrogativi e ferventi pensatori.

Il manuale di Marina Visentin si propone di ripercorrere l’evoluzione della filosofia occidentale dagli albori al Novecento, e rende accessibili a tutti anche le più intricate complessità dei sistemi di pensiero.

Insomma, anche questo tra i libri di filosofia più belli da tenere sul comodino e a cui dedicarsi per riscoprire se stessi e riflettere sui grandi interrogativi della vita.

Sui libri da leggere consigliati che affrontano la filosofia ti abbiamo detto proprio tutto: siamo certi che, grazie ai consigli dell’Università Niccolò Cusano, riuscirai a trascorrere una pausa studio divertente e istruttiva.

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Indagini di mercato: cosa sono, come si fanno e a cosa servono

Hai sentito parlare delle indagini di mercato e sei curioso di sapere di cosa si tratta?

In questa guida ti spiegheremo che cos’è una ricerca di mercato, come si effettua e quali sono le sue funzioni più rilevanti.

Le ricerche di mercato fanno riferimento ad un sistema di raccolta, conservazione ed analisi dei dati relativi a problemi connessi al marketing dei beni e/o dei servizi.

Il focus di queste ricerche è essenzialmente quello di studiare e analizzare i comportamenti e i processi decisionali che muovono i consumatori. La funzione, come potrai intuire, è quella di aiutare i decision maker aziendali a fare le scelte migliori e più profittevoli per l’azienda.

Ma vediamo ora come funzionano sondaggi e ricerche e, nello specifico, quali sono le cose da sapere sull’indagine di mercato.

Che cos’è e a cosa serve l’analisi di mercato

Come abbiamo detto, le indagini di mercato sono essenziali per condurre una ricerca di marketing. Grazie ad esse, è possibile misurano i sentimenti e le preferenze dei clienti in un dato mercato. Per saperne di più, mettiti comodo e continua la lettura di questa guida.

LEGGI ANCHE – Cosa sono le startup: informazioni utili

Ricerca di mercato: che cos’è

Apriamo la nostra guida dedicata alle indagini di mercato cercando di dare una definizione di questo processo, fondamentale per tutto ciò che riguarda il maketing aziendale.

Come abbiamo accennato, per ricerca di mercato intendiamo ricerca di mercato intendiamo la sistematica raccolta, conservazione ed analisi dei dati relativi a problemi connessi al marketing dei beni e/o dei servizi.

Queste ricerche possono essere piuttosto variabili in quanto a dimensioni, struttura e scopo. In linea generale, possiamo dire che queste rientrano tra le raccolte di dati principali usate da aziende e associazioni per comprendere quali prodotti e servizi offrire, ma anche per decidere la migliore strategia per la commercializzazione.

ricerca di mercato

Nonostante queste indagini siano prevalenti in realtà aziendali molto grandi, come multinazionali e GDO, è possibile condurne una anche per realtà più piccole come PMI e startup.

Categorizzazioni

Una comune ricerca di mercato può essere di natura:

  • Qualitativa
  • Quantitativa

L’analisi si definisce qualitativa se effettuata senza seguire una struttura tipo, mediante una discussione libera (che attraversa una traccia di discussione) o con una serie di domande aperte, con un’ampia facoltà lasciata all’intervistatore di approfondire le risposte date.

Grazie a questa modalità il ricercatore può lavorare su connessioni di pensiero, senza però ottenere una rappresentatività statistica.

Ad essere sotto esame, infatti, sono le componenti emotivo-simboliche dei consumatori che soggiacciono ai loro processi di scelta mediante tecniche di tipo cognitivo, proiettivo e creativo, accompagnate da una molteplicità di strumenti (focus group, osservazioni, colloqui individuali, desk research).

Perché, dunque, optare per una ricerca qualitativa? Questa serve per:

  • Aiutare nella costruzione della ricerca quantitativa, per individuare tematiche da inserire nella fase estensiva del questionario;
  • Guidare le imprese nella scelta dei nomi di marche o prodotti;
  • Esaminare particolari tematiche di mercato.

Per ricerca quantitativa, invece, intendiamo quella costruita in modo tale da dare rappresentatività statistica di un’intera popolazione (mercato o segmento), sulla base di un campione.

Processi

Per condurre qualunque indagine di mercato è necessario avere chiari alcuni elementi, senza i quali non è possibile costruire un progetto in grado di raggiungere determinati obiettivi.

Tra gli elementi da considerare:

  • L’obiettivo della tua indagine: prima di costruire qualsiasi ipotetico processo, è necessario rispondere ad una domanda davvero fondamentale, che ha a che fare con l’obiettivo della tua attività. Che cosa vuoi sapere? Ad esempio, vorresti provare a valutare se un nuovo prodotto verrà accolto favorevolmente dal mercato? Definisci l’obiettivo prima di passare a qualunque altra fase;
  • Definisci il mercato: chi sono i tuoi clienti? Quali sono le caratteristiche del mercato in cui operi? Fai una panoramica di tutti questi aspetti, tenendo in considerazione anche l’attività dei tuoi competitor e gli elementi caratterizzanti del tuo consumatore-tipo;
  • Cerca di capire cosa vuoi sapere esattamente: ora è il momento di formulare la domanda esatta a cui rispondere, partendo dall’aspetto del mercato che desideri analizzare. Cerca di capire se, ai fini del tuo obiettivo, è propedeutica un’analisi qualitativa o quantitativa, ad esempio.

Ora vediamo qualche strumento in più da utilizzare durante le analisi di mercato nel marketing.

Strumenti

Tra gli strumenti e le tecniche più diffuse per svolgere indagini di mercato, possiamo sicuramente segnalare:

  • Product test: si tratta di un test per valutare l’apprezzamento di un prodotto, espresso in termini quantitativi da un campione rappresentativo di potenziali consumatori. In questo caso il prodotto è presente ed è spesso possibile fare una prova;
  • Concept test: in questo caso il prodotto non esiste come nel product test, ma esiste solamente in fase progettuale;
  • Simulated Market Test (SMT): si tratta di un test di simulazione di mercato, di cui fanno parte quelle indagini quantitative che, sulla base di un concept – product test o di una simulazione in ambiente controllato, stimano le potenzialità di un prodotto o servizio sul mercato;
  • Interviste con un questionario;
  • Interviste in profondità;
  • Esperimento, dove si ha a che fare con vere e proprie variabili da analizzare;
  • Focus Group: si tratta di una forma di indagine in cui un gruppo di persone è invitato a parlare, discutere e confrontarsi riguardo all’atteggiamento personale nei confronti di un tema, di un prodotto, di un progetto, di un concetto, di una pubblicità, di un’idea o di un personaggio;
  • Osservazione partecipante: si tratta di una tecnica di ricerca basata sulla prolungata permanenza e partecipazione alle attività del gruppo sociale studiato da parte del ricercatore.

Studiare marketing con Unicusano

Sogni di lavorare nel mondo del marketing e di apprendere tutte le conoscenze utili per operare in questo settore? I programmi formativi dell’Università Niccolò Cusano sono la soluzione ideale per le tue esigenze.

Un primo passo utile verso questa direzione è rappresentato dai corsi di laurea dell’area economica, che sono:

Corso di Laurea triennale in Economia Aziendale e Management ha come obiettivo quello di fornire allo studente reali competenze nelle aree di riferimento economiche, aziendali, giuridiche e quantitative.

In particolare, all’interno del corso di studi, sono approfondite le metodologie di analisi e di interpretazione critica delle strutture e delle dinamiche aziendali. Il Corso di Laurea comprende l’acquisizione di conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, nonché i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica.

La laurea specialistica è un secondo passo importante per consolidare e approfondire gli insegnamenti della laurea triennale.

La formazione post-laurea è particolarmente utile per specializzarsi nel campo del marketing: i nostri Master sono perfetti per affinare le tue abilità e ampliare le tue competenze. Ad esempio, potresti optare per il nostro Master I Livello in Marketing Management, il cui obiettivo formativo è quello di conferire competenze pratiche che teoriche necessarie ad affrontare con dinamicità tutti gli aspetti legati alle problematiche gestionali e di marketing complesse, nonché di operare in modo efficace nella progettazione e attuazione dei processi di marketing.

Per iscriverti ai nostri corsi di laurea o master online, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Musica per concentrarsi nello studio e nel lavoro: le nostre playlist

Qual è la migliore musica per concentrarsi quando si deve affrontare un pomeriggio di studio o di lavoro? Questa è una delle domande più frequenti tra studenti e lavoratori che desiderano migliorare la produttività sfruttando il potere della musica.

Per trovare la concentrazione nello studio, una playlist può sicuramente aiutare a raggiungere un certo livello di efficienza. Secondo molti studi, ascoltare le giuste canzoni o le giuste melodie può migliorare significativamente le prestazioni sul lavoro.

Curioso di saperne di più? Vediamo subito qual è la musica rilassante per studiare e concentrarsi consigliata dall’Università Niccolò Cusano.

Musica adatta per studiare: le nostre playlist

Pronto per scoprire le migliori playlist da ascoltare mentre studi o lavori? Siediti, mettiti comodo e continua nella lettura di questa guida.

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Perché il sottofondo musicale aiuta a concentrarsi

La musica è spesso associata al divertimento e al relax. Ne facciamo davvero molti usi: ascoltiamo canzoni in macchina, prima di un pomeriggio di studio per distrarci, dopo il lavoro per ritrovare la carica.

Siamo sempre stati abituati ad eliminare le distrazioni, per cercare di essere quanto più produttivi possibile e migliorare i risultati di ogni nostra performance. Secondo molti autorevoli studi, la musica non è affatto un distrattore, anzi: ascoltare certi tipi di musica in particolare può aiutarci a tornare subito più efficienti e concentrati.

Ad esempio, in una ricerca è stato dimostrato un sottofondo musicale risulta essere efficace nel sollevare l’efficienza in caso di lavoro ripetitivo. Rientra nei lavori ripetitivi il controllo della tua casella di posta: se devi compiere delle attività che non richiedono grandi ragionamenti, un sottofondo musicale ti aiuta a rendere il tutto più leggero.

Ci sono anche altri benefici legati all’ascolto di musica nello studio, ma anche in altre circostanze:

  • Aiuta a rilassarsi, sciogliendo le tensioni accumulate e riducendo lo stress;
  • Migliora la produttività;
  • Lenisce il dolore: secondo uno studio di Siedlecki del 2006, alcune tipologie di musica aiuterebbero a sopportare meglio il dolore e a diminuire la somministrazione di antidolorifici;
  • Rafforza la memoria, soprattutto quella associata a particolari suoni.

Vediamo ora qualche esempio di musica rilassante per studiare e lavorare che dovresti assolutamente prendere in considerazione.

LEGGI ANCHE – Come ripassare velocemente e memorizzare meglio

Tipi di musica

musica per studiare

I sottofondi musicali non sono tutti uguali. Ciascun tipo di musica per concentrarsi può influire in modo diverso e può portare benefici diversi. Vediamo insieme qualche esempio concreto:

  • Canzoni senza testo: secondo alcune ricerche, le canzoni prive di testo aiuterebbero a migliorare la concentrazione. Parrebbe, infatti, che le parole siano una fonte di distrazione che potrebbe distogliere l’attenzione dai compiti a cui si sta assolvendo. Vedremo poi delle playlist di musica classica utili per ottimizzare le tue performance;
  • Suoni della natura: il rumore dell’acqua scrosciante, il suono del vento…tutto questo è evocativo di qualcosa di naturale che tende a rilassarci. Secondo le ricerche, i suoni naturali hanno il potere di alleggerire il carico di stress e stimolare gli stati d’animo e la messa a fuoco;
  • Canzoni con ritmi particolari: si, oltre alla musica per rilassarsi ci sono altri fattori da prendere in considerazione nella gestione delle nostre emozioni e dei nostri stati d’animo. Secondo alcuni studi, le canzoni che presentano certi ritmi influiscono sulla nostra concentrazione e sulla soglia dello stress;
  • Canzoni preferite: anche ascoltare le tue canzoni preferite apporta benefici non indifferenti. In una ricerca pubblicata sul New York Times, i partecipanti che hanno ascoltato le loro canzoni preferite hanno completato i compiti a loro assegnati in modo più rapido e si sono rivolti agli altri con idee migliori e più propositive, perché la musica ne ha migliorato l’umore.

Passiamo ora alle playlist che abbiamo pensato per te, sia per potenziare la tua concentrazione nello studio, sia per ottimizzare le tue performance sul lavoro.

Playlist

Abbiamo detto esistono diversi tipi di musica per concentrarsi durante il lavoro o nello studio. Vediamo ora alcune playlist ah hoc che ti aiuteranno ad essere più produttivo.

Musica per studiare storia

L’area sinistra del cervello è abituata a elaborare informazioni effettive e a risolvere problemi, abilità necessarie in discipline come le lingue e gli studi umanistici, come la storia. Ascoltare musica con 50-80 battiti al minuto può calmare la mente, favorendo il pensiero logico e migliorando le capacità mnemoniche.

Una playlist d’esempio potrebbe essere:

  1. Mirrors – Justin Timberlake
  2. I forget where we were – Ben Howard
  3. All of me – John Legend
  4. Happy – Pharrell Williams
  5. Magic – Coldplay
  6. Halo – Beyonce
  7. Our first time – Bruno Mars

Sottofondo musicale per discipline scientifiche

Per studiare discipline scientifiche e, in particolare la matematica, la musica classica potrebbe essere la soluzione ideale. Secondo alcuni studi, la musica classica aumenta la concentrazione e le capacità logiche, favorendo il pensiero critico.

Ecco ben due playlist da 10 titoli da ascoltare:

  1. Clair de lune – Claude Debussy
  2. Sinfonia n. 9 – Beethoven
  3. Notturno Op. 9 No.2 – Chopin
  4. Nuvole bianche – Ludovico Einaudi
  5. Walzer dei fiori – Tchaikovsky
  6. Ouverture 1812 – Tchaikovsky
  7. Lo schiaccianoci – Tchaikovsky
  8. Sinfonia n. 3 – Beethoven
  9. Fidelio – Beethoven
  10. Petite suite – Claude Debussy

Vediamo anche la seconda playlist:

  1. Sonata per pianoforte n. 16 – W.A. Mozart
  2. Il ratto del serraglio – W.A. Mozart
  3. Magnificat – Johann Sebastian Bach
  4. L’arte della fuga – Johann Sebastian Bach
  5. Le quattro stagioni – Antonio Vivaldi
  6. Sinfonia n. 45 – Franz Joseph Haydn
  7. Sinfonia n. 104 – Franz Joseph Haydn
  8. Sinfonia n. 9 – Franz Schubert
  9. Winterreise – Franz Schubert
  10. Ninna nanna – Johannes Brahms

Canzoni per ritrovare la carica

Se ti senti un po’ sottotono e, più che di concentrarti, hai bisogno di qualcosa che ti dia la carica, abbiamo pensato anche a questo: vediamo due playlist di musica più “movimentata”, da ascoltare tutte le volte che ti serve una marcia in più.

  1. Roar – Katy Perry
  2. Just the way you are – Bruno Mars
  3. Let her go – Passenger
  4. Chandelier – Sia
  5. Shake it off – Taylor Swift
  6. Wake me up – Avicii
  7. Payphone – Maroon 5
  8. Despacito – Luis Fonsi feat Daddy Yankee
  9. Diamonds – Rihanna
  10. On the floor – Jennifer Lopez feat Pitbull

Passiamo ora alla seconda playlist:

  1. Back to black – Amy Winehouse
  2. Stolen dance – Milky Chance
  3. With you – Chris Brown
  4. Don’t stop the music – Rihanna
  5. Rude – Magic!
  6. Hey Ya – Outkast
  7. I’m yours – Jason Mraz
  8. No one – Alicia Keys
  9. Dancing Queen – Abba
  10. Try – Pink

Consigli per studiare bene con un sottofondo musicale

Chiudiamo questa guida dedicata alla musica per concentrarsi nel lavoro e nello studio con tre preziosi consigli da tenere in considerazione:

  • Sperimenta: prova a studiare con diversi sottofondi musicali e cerca di capire quale ha un impatto migliore sulle tue performance. Cerca di variare spesso, almeno per i primi tempi, e fai dei test per capire in che modo la tua concentrazione aumenta grazie alle canzoni;
  • Alterna: non focalizzarti su un solo genere, ma varia anche a seconda dei momenti della giornata e delle specifiche necessità legate ad un periodo;
  • Prenditi dei momenti di pausa: la musica non è il solo aiuto che puoi dare alla tua concentrazione. Prenderti dei momenti di riposo durante lo studio e il lavoro, anche di pochi minuti, può aiutarti moltissimo a ritrovare la concentrazione e ad essere più efficiente.

LEGGI ANCHE – Metodo pomodoro: come gestire le pause dallo studio

Sulla musica per concentrarsi ti abbiamo detto proprio tutto: non ti resta che lavorare alle tue playlist e dedicarti alla prossima sessione di studio o lavoro.

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Saghe fantasy: ecco i migliori romanzi da leggere (e non solo)

Quali sono le saghe fantasy più belle da leggere (e guardare)? Questa è una delle domande che gli appassionati delle storie fantastiche si pongono più spesso, riferendosi sia ai libri, sia a film e serie TV.

In questa guida parleremo proprio di libri fantasy per adulti, di film e di serie che hanno conquistato, nel corso degli anni, una fetta di pubblico sempre più consistente.

Il genere fantasy è fortemente legato al mito, al soprannaturale, al surreale e all’immaginazione. A favorirne la diffusione oltre i confini puramente letterari, l’azione dei mass media, primo fra tutti il cinema, ma anche la radio, la TV e i giochi di ruolo.

Vediamo ora i migliori consigli su libri fantasy da leggere, più film e serie TV da vedere se sei un appassionato di questo filone.

Il mondo fantasy dalla A alla Z

Curioso di scoprire come trascorrere una pausa studio all’insegna dell’immaginazione? Ecco i romanzi fantasy, i film e le serie TV imperdibili per tutti gli studenti.

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romanzi fantasy

Migliori libri fantasy: la nostra top five

Apriamo la nostra guida dedicata alle saghe fantasy con le storie più belle della letteratura, che hanno già catturato l’attenzione di milioni di lettori.

Harry Potter

Una delle saghe fantasy per ragazzi e non che ha riscosso grande successo è quella di Harry Potter, ideata dalla scrittrice J.K. Rowling.

La saga si compone di ben 8 libri:

  1. Harry Potter e la pietra filosofale
  2. Harry Potter e la camera dei segreti
  3. Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
  4. Harry Potter e il calice di fuoco
  5. Harry Potter e l’ordine della fenice
  6. Harry Potter e il principe mezzosangue
  7. Harry Potter e i doni della morte
  8. Harry Potter e la maledizione dell’erede

La trama dei primi sette libri ruota attorno alle avventure del giovane mago Harry, rimasto orfano dopo che Voldemort, il mago più oscuro di tutti i tempi, ha ucciso i suoi genitori. Nel corso dei romanzi, Harry vivrà una serie di avventure insieme a Ron e Hermione, suoi più fedeli amici, cercando in tutti i modi di sconfiggere Voldemort e i suoi seguaci, i Mangiamorte.

Attraverso ambientazioni fantastiche, come la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, creature leggendarie ed amicizie inossidabili, l’universo di Harry Potter, pur non essendo propriamente “fantasy”, ha saputo conquistare tutti, dai più giovani agli adulti.

Dai libri è stata tratta una serie di film, che hanno riscosso un grande successo e che rientrano tra le pellicole che hanno incassato di più nella storia del cinema.

Il Signore degli Anelli

Parlando di trilogie famose di libri, non possiamo non menzionare il Signore degli Anelli di Tolkien. Si tratta di un vero classico del genere e rientra, senza dubbio, tra i libri fantasy consigliati per tutti gli appassionati.

Negli ultimi anni il Signore degli Anelli è tornato alla ribalta grazie anche ad una trasposizione cinematografica, che ha riscosso notevole successo.

I libri che compongono questa saga fantasy sono:

  • La compagnia dell’anello
  • Le due torri
  • Il ritorno del re

Strettamente correlati alla saga del Signore degli Anelli sono Lo Hobbit e Il Silmarillion, altri romanzi fantasy di Tolkien. Il secondo è stato pubblicato postumo.

Le cronache del ghiaccio e del fuoco

Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin rientra a pieno titolo tra le saghe fantasy più belle da leggere.

La saga, composta da più di 10 libri, coniuga elementi classici del fantasy a chiavi di lettura decisamente più innovative. Accanto ai draghi, infatti, vediamo nella saga retroscena politici ed economici che la rendono adatta decisamente per un pubblico adulto.

L’opera di Martin è particolarmente in voga negli ultimi anni grazie all’uscita della serie TV Game of Thrones – Il trono di spade, legata proprio alla saga.

Le cronache dell’assassino del re

Se cerchi consigli su libri fantasy da leggere, sicuramente non puoi perderti la trilogia di Patrick Rothfuss, Le cronache dell’assassino del re.

La saga racconta la vita di Kvothe, famoso e misterioso avventuriero e musicista.

Nella trama dominano due storie principali: il presente, nel quale Kvothe, nelle spoglie di Kote, un anonimo locandiere, racconta la sua storia a Devan Loches (conosciuto anche come Cronista), e il passato, la storia in questione, che occupa la gran parte dei libri.

La torre nera

La torre nera di Stephen King è una delle saghe fantasy da non perdere.

La trama ruota attorno alle vicende di Roland, ultimo membro vivente dell’ordine dei cavalieri conosciuti come pistoleri (gunslingers).

Roland vive in un mondo diverso dal nostro, salvo per alcuni punti di connessione: ad esempio, questo è organizzato politicamente secondo le linee di una società feudale, condivide caratteristiche sociali e tecnologiche con il vecchio West Americano, così come poteri e reliquie magiche appartenenti ad un’avanzata società ora scomparsa da tempo.

L’obiettivo di Roland è di trovare la Torre nera, una torre che rappresenta il “perno” di tutti i mondi.

La serie è composta da otto libri, più opere strettamente correlate alla stessa. Recentemente La torre nera è stata riportata in una versione cinematografica.

Serie TV Fantasy e fantastiche: le 5 da vedere

Ora che abbiamo visto le saghe fantasy da leggere, passiamo alle 5 serie TV fantasy e fantastiche da vedere assolutamente:

  • Outlander: si tratta di una serie TV romantico-fantasy, che vede come protagonista Claire Randall. Claire, nel 1945, è con il marito in Scozia per una seconda luna di miele nelle Highland. Durante una passeggiata, Claire attraversa un antico cerchio di pietre e d’improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, nel 1743;
  • Merlin: serie fantastica ambientata nella città di Camelot, dove le magie sono state bandite dal crudele Pendragon. La serie vuole raccontare proprio la storia di Merlino e Artù in età giovanile, ricalcando il celebre mito;
  • Shadowhunters: le serie è la trasposizione della saga letteraria fantasy firmata da Cassandra Clare. La trama racconta le avventure di Clary Fray una ragazza che scopre di avere dei poteri speciali e di essere una Shadowhunter, una guerriera prescelta per combattere le forze del male e proteggere gli esseri umani;
  • Buffy – L’ammazzavampiri: nella serie, Buffy Summers scopre di essere la “prescelta”, una ragazza dotata di poteri speciali e destinata a combattere contro i vampiri e tutte le creature del male che minacciano la Terra. Tuttavia, la “cacciatrice” si innamorerà del vampiro Angel, cambiando radicalmente le carte in tavola. Lasciamo scoprire a te il finale;
  • Il trono di spade: riprendiamo quanto detto nel paragrafo delle saghe fantasy letterarie a proposito delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, proponendo il Trono di Spade come serie da non perdere. Come accennato in precedenza, il Trono di Spade è ispirata ai celebri romanzi di Martin e narra la battaglia per conquistare il Trono dei Sette Regni di Westeros, tra intrighi politici, guerre sanguinose, alleanze e tradimenti. Al contempo, a Nord della Grande Barriera si cela il vero nemico degli uomini, una razza di creature gelide e mostruose che possiede un enorme potere sui vivi e sui morti.

Oltre alle serie TV, ci sono molti film fantasy e fantastici ideali per trascorrere le tue pause dallo studio. Eccone 5:

  • Animali fantastici e dove trovarli;
  • Tomb Raider;
  • La storia infinita;
  • Le cronache di Narnia;
  • Il grande e potente Oz.

LEGGI ANCHE – 10 film per studenti universitari da vedere assolutamente

Ora sulle saghe fantasy ti abbiamo detto proprio tutto: non ti resta che seguire i consigli dell’Università Niccolò Cusano di Pescara e di scegliere libri, serie TV e film che più ti attraggono.

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Scaletta per saggio breve: che cos’è e come si costruisce uno schema

La scaletta per saggio breve è il primo passo per costruire un elaborato completo e lineare. Se stai frequentando un corso di laurea o un master a Pescara, avrai sicuramente necessità di leggere e sintetizzare in un saggio diversi documenti, propedeutici al tuo studio.

Imparare a scrivere, infatti, è fondamentale per proseguire con successo la tua carriera accademica. Non tutti gli scritti, però, sono uguali e presentano le stesse caratteristiche.

In questa guida ti spiegheremo come fare un saggio breve a partire dalla sua struttura, passando per linee guida e strumenti pratici. Se sei pronto, iniziamo subito.

Quello che devi sapere sulla struttura del saggio breve

Come si fa un saggio breve? Quali sono le sue caratteristiche? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi di questa guida.

Saggio breve: cos’è?

Prima di illustrarti la scaletta per saggio breve, cerchiamo di capire quali sono le peculiarità di questo scritto definendo nel dettaglio tutti gli aspetti dell’elaborato.

Per saggio breve intendiamo un componimento che punta a dimostrare, criticare o esplicare una determinata tesi. Non si tratta quindi di un semplice tema in cui esporre un’esperienza o una determinata questione: è necessario prendere una posizione rispetto all’argomento che si sta affrontando.

Scrivere un saggio non è semplice, perché questa tipologia di elaborato prevede una fase di acquisizione di informazioni e conoscenze, da rielaborare per la costruzione del testo.

Si può scrivere un saggio su qualunque tematica: esiste un saggio breve socio economico, così come esistono elaborati su tematiche specifiche come il saggio breve sull’immigrazione, sulla filosofia del diritto, sulla fisica quantistica.

L’appellativo “breve” vuole indicare che la descrizione della documentazione deve essere sintetica, mentre approfondita sarà la riflessione sui contenuti.

Se vuoi capire come si fa un saggio breve, quindi, la prima cosa da sapere è che si tratta di un elaborato piuttosto complesso, che prevede integrazione tra documentazione e capacità personali di argomentazione.

Tipologie di saggio breve

Come abbiamo detto, prima di pensare alla scaletta del saggio breve, è bene definire le caratteristiche di questa forma di elaborato scritto.

Passiamo ora alla definizione delle possibili tipologie di saggio breve, strettamente correlate al taglio che vorrai dare allo scritto:

  • Argomentativo
  • Critico
  • Esplicativo.

Nel primo caso, il testo dovrà contenere una discussione su una serie di argomentazioni, cercando di validarle agli occhi di chi legge.

Nel secondo caso, il testo ha l’obiettivo di criticare apertamente una tematica, a partire dallo studio di una documentazione in materia.

Nel terzo caso, l’elaborato vuole esplicare una serie di aspetti legati ad una tematica principale in modo oggettivo.

Struttura del saggio breve: lo schema da seguire

Ora che abbiamo visto che cos’è un saggio breve, passiamo alla definizione di uno schema da seguire per la sua redazione.

La scaletta per il saggio breve prevede la presenza di queste parti nel testo:

  1. Un’introduzione al testo, che contiene una premessa sulla tematica discussa;
  2. Un corpo del testo, che varia a seconda della tipologia di saggio e dell’argomento affrontato. In generale, si tratta della parte più lunga del saggio, che argomenta le premesse contenute nell’introduzione;
  3. Conclusione, dove si tirano le somme e si indicano nuove prospettive e possibili sviluppi legati alla tematica trattata.

Rimanendo in tema, uno schema per il saggio breve può essere facilmente costruito con l’ausilio di strumenti come:

  • Mappa concettuale: una mappa concettuale è perfetta per trovare collegamenti utili correlati ad un tema centrale. Per fare una mappa, procurati carta e penna e scrivi al centro del foglio la tematica di partenza. Dopodiché, fai dei collegamenti che facciano da ponte tra il tema centrale e le altre idee correlate che ti verranno in mente. In questo modo avrai già un’idea dei contenuti da trattare nel corpo del testo;
  • Brainstorming: il brainstorming prevede la messa su carta di idee non necessariamente collegate fra loro. Parti da alcuni concetti fondamentali e scrivi su un foglio quello che ti viene in mente, così da poter poi lavorare sui macro concetti.

Vediamo ora come si sviluppa un saggio breve punto per punto.

LEGGI ANCHE – Come si scrive una relazione tecnica: metodi e consigli utili

Come si scrive un saggio breve

come si scrive un saggio breve

Ora che abbiamo visto la scaletta del saggio breve, passiamo all’azione e vediamo tutte le fasi da seguire per scrivere un elaborato perfetto:

  • Leggi più volte la traccia del saggio breve e comprendine significato e sfumature. Guarda il materiale a tua disposizione e cerca di fare ordine con una prima lettura;
  • Decidi la tipologia di saggio breve più adatta all’argomento da trattare e cerca di definire un taglio per il tuo elaborato;
  • Scegli il tuo stile e cerca di comunicarlo ai destinatari del tuo saggio. Non dimenticare che ti trovi in un ambiente accademico, perciò utilizza sempre un linguaggio consono al contesto;
  • Organizza le idee con una mappa concettuale e un brainstorming;
  • Metti nero su bianco la scaletta da seguire per la redazione del tuo saggio;
  • Sviluppa ogni punto della scaletta e fai attenzione a grammatica  e sintassi.

LEGGI ANCHE – Come scrivere una bibliografia dalla A alla Z

Regole e consigli per la buona scrittura

Passiamo ora ad una parte fondamentale della nostra guida, che raccoglie consigli utili e approfondimenti per scrivere un elaborato davvero efficace.

Eccoli qui:

  • Sii chiaro: la chiarezza è fondamentale quando si scrive. Testi ambigui e facilmente fraintendibili sono da bandire assolutamente, sia che tu stia scrivendo un saggio, sia una tesi di laurea;
  • Fatti sempre delle domande, per cercare di capire cosa vorresti vedere nel saggio se tu fossi il lettore. Non dare nulla per scontato e approfondisci i punti più salienti del tuo testo;
  • Scrivi subito un’idea coerente e una contraria con la tua documentazione. Questo ti aiuterà a prendere una posizione o a scegliere di rimanere imparziale optando per un saggio esplicativo;
  • Arricchisci le fonti del tuo saggio con altro materiale derivante dalla tua esperienza o conoscenza. Non aver paura di citare dati, aneddoti o progetti che hanno a che fare con la tematica di partenza;
  • Attenzione agli errori grammaticali: sembrerà scontato, ma un errore di distrazione può sempre capitare. Per individuare le sviste, il modo migliore è rileggere il testo almeno tre volte prima di consegnarlo.

Saggio breve: l’esempio

Come abbiamo detto, esistono diverse tipologie di saggio breve, così come le possibili tematiche da trattare. Un saggio breve sull’amicizia, sulla droga o su qualunque altro argomento possono seguire sempre gli stessi accorgimenti nella scaletta, pur cambiando nello svolgimento.

Supponiamo che tu debba redigere un saggio breve sull’immigrazione; quali sono i passaggi da fare?

Li riassumiamo qui:

  1. Lettura delle fonti: leggi con attenzione il materiale di partenza e la traccia del saggio;
  2. Scegli il registro linguistico e la tipologia di saggio breve;
  3. Riordina le tue idee, individua tesi favorevoli e contrarie rispetto ai documenti e costruisci una piccola mappa concettuale;
  4. Produci una scaletta per saggio breve, che ti servirà per la produzione dei contenuti;
  5. Inizia scrivendo una breve premessa e prosegui con il corpo del testo e la conclusione;
  6. Rileggi il tutto con attenzione, verificando la presenza di errori grammaticali o di battitura.

Sulla scrittura di un saggio breve ti abbiamo detto proprio tutto: non ti resta che passare all’azione mettendo in pratica i nostri consigli per la redazione di un elaborato perfetto.

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Studiare management a Pescara: studi e opportunità

Vorresti studiare management a Pescara ma non sai da dove cominciare?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo qual è il percorso di studi più efficace per diventare manager a Pescara, illustrandoti tutte le opportunità e le caratteristiche di questa professione.

Il percorso di studi per diventare un manager parte ovviamente da un corso di laurea appropriato, come può essere il corso di laurea in management aziendale a Pescara, oppure il corso di laurea in psicologia. Ovviamente la risposta non è una sola, trattandosi di un tipo di professione che richiede molte skill differenti, ma tutte molto importanti.

Un buon manager deve avere capacità organizzative e dirigenziali, ma anche un grande expertise umano e psicologico, che permetta ai professionisti in questione di saper gestire e comunicare bene con il proprio team, mettendosi non nella posizione del boss, bensì del leader.

La sostanziale differenza la fa ovviamente il bagaglio conoscitivo, le competenze e l’esperienza di ognuno, che comincia prima di tutto dal corso di studi che si sceglie per specializzarsi in management a Perugia.

I tipi di manager sono infatti tantissimi e sempre più specializzati nel loro settore. Ecco quindi cosa studiare per diventare dei manager di successo.

Cosa studiare per diventare manager a Pescara

Quali sono i corsi di laurea per diventare un manager aziendale? Fare un master è utile per la preparazione? A queste (e molte altre) domande risponderemo nel corso di questa guida.

LEGGI ANCHE – Come scegliere il corso universitario giusto: consigli sull’orientamento

Le basi: corso di laurea Unicusano

Se desideri studiare management a Pescara ma non sai da dove cominciare, sicuramente il primo passo da fare consiste nella scelta di un corso di laurea.

Ci sono diversi corsi di laurea che possono aiutarti ad intraprendere questa professione, ma in particolare ci soffermeremo su quelli dell’area economica, che offrono una preparazione completa nel campo.

I corsi dell’Università Niccolò Cusano per studiare marketing e management sono:

Il Corso di Laurea in Economia Aziendale e Management ha durata triennale e rappresenta il primo tassello per intraprendere la professione di manager. Durante questo percorso di studi apprenderai tutte le basi dell’economia, della finanza, del management e della statistica, utili per costruirti un bagaglio di competenze che ti porteranno alla realizzazione del tuo obiettivo professionale.

Le materie di studio sono molto variegate: gli esami di economia aziendale e management vertono su diverse materie, dal diritto all’economia, passando per le lingue straniere e l’informatica.

Il Corso di Laurea Magistrale in Scienze Economiche è il proseguimento naturale del corso triennale, utile per specializzarsi in management a Pescara e apprendere nozioni più approfondite anche sull’amministrazione d’impresa.

Specializzarsi in management: i master

Ora che abbiamo visto i corsi di laurea utili per studiare management a Pescara, passiamo ad esaminare tutti i master presenti nell’offerta formativa Unicusano che ti offriranno una maggiore specializzazione nel campo.

Essere specializzati è un vantaggio competitivo non indifferente, che può aprirti a tantissime nuove opportunità. Vediamo insieme quali sono i corsi più importanti per fare il manager a Pescara.

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Master in MBA

L’Università Telematica Niccolò Cusano propone, in primis, il nuovo e innovativo Master in MBA – Master of Business Administration a Pescara, nell’intento di proseguire un’azione che offra percorsi di studio professionalizzanti e funzionali allo svolgimento di effettive attività di lavoro.

Si tratta di un corso perfetto per studiare management a Pescara e la soluzione ideale per tutti coloro che vogliono intraprendere la strada della direzione d’impresa, grazie a un percorso formativo che sia orientato allo sviluppo di figure professionali e competenze altamente specializzate. 

Questo Master nasce prima di tutto negli Stati Uniti d’America e dunque si propone di fornire un tipo di preparazione che sia valida ed equipollente in tutto il mondo, così da aprire ancora più opportunità ai propri studenti e in generale dettare degli standard più chiari e ancora più efficienti per i manager di oggi e di domani.

Si tratta di un master perfetto sia per chi si è appena laureato e intende proseguire negli studi, sia per chi già operativo ed esperto nel settore intende aggiornare le proprie competenze e magari aprire le porte a nuove opportunità di carriera.

Gli sbocchi lavorativi di un master in MBA – Master in Business Administration sono quindi tanti e vari, dallo Chief Executive Officer, per chi vuole diventare un CEO a Pescara, al General Management, passando per ruoli come il Project Manager, il Business Development Manager, lo Human Resources Manager, il Marketing Manager, lo Strategy Manager, il Finance Manager e il Management Consultant.

come diventare manager a pescara

Master in Project Management

Se la tua aspirazione è diventare un Project Manager a Pescara, il master in Project Management proposto dall’Università Telematica Niccolò Cusano è il corso di studi universitario perfetto per lavorare nel project management.

Il master si svolgerà in modalità blended come tutti i master online a Pescara proposti dall’Unicusano e garantirà il massimo dell’indipendenza e dell’autonomia a tutti coloro che intendono seguirlo e apprendere questa professione, oppure specializzarsi professionalmente al fine di ampliare le proprie prospettive di carriera.

In questo modo si darà una risposta efficace alla domanda come conciliare studio e lavoro e garantire il raggiungimento di tutti i propri obiettivi.

Il master ha ovviamente lo scopo di fornire un percorso di alta formazione finalizzato a fornire la conoscenza e le competenze necessarie per operare in maniera efficace e assolutamente innovativa nell’ambito del Project Management, nel rispetto di quelle che sono le principali norme e i principali standard internazionali, dettati in primis dal Project Management Institute.

Si tratta di una preparazione adeguata e specifica, oltre che interdisciplinare e particolarmente vasta, che potrà essere spesa in tutti i ruoli di gestione, indipendentemente dal loro livello di responsabilità e dalla loro estensione, siano essi progetti di carattere territoriale, nazionale o globale.

Gli argomenti trattati nel master sono parte formativa abilitante per la certificazione PMP del Project Management Professional presso il Project Management Institute. Dunque le ore di formazione saranno valide come requisito di accesso dia per gli esami di certificazione appena menzionati, sia del PMI – CAPM (Certified, Associate in Project Management).

Master in Management delle risorse umane

Se vuoi lavorare nel comparto HR di una grande azienda, il Master in Management delle Risorse Umane a Pescara è proprio quello che fa al caso vostro.

Si tratta di un corso di studi perfetto per chi vuole lavorare nella gestione delle risorse umane, studiare management a Pescara e apprendere tutte le conoscenze e le competenze necessarie per inserirsi nell’area HR di imprese e organizzazioni.

Anche in questo caso verrà adottata un tipo di metodologia e-learning, al fine di creare un ambiente di apprendimento che metta tutti gli studenti nelle condizioni di studiare al massimo delle loro potenzialità.

Per rendere il master e i suoi insegnamenti ancora più completi, ad ogni corsista verrà data la possibilità di consolidare le proprie competenze con workshop e seminari a livello pratico, ma anche con sessioni di coaching personali con esperti del settore, al fine di apprendere meglio le tecniche e gli strumenti per operare nell’ambito delle risorse umane all’interno di aziende di qualsiasi ambito e grandezza.

Verrà infine data grande importanza alla natura comunitaria del master, all’interno del quale ogni studente è invitato a prendere parte attiva all’insegnamento e alla produzione contenuti per l’apprendimento.

Info e iscrizioni ai corsi

Hai le idee più chiare su come fare per studiare management a Pescara?

Per iscriverti ai nostri corsi di laurea e ai nostri master a Pescara, scrivici subito o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come scegliere il corso universitario giusto: consigli sull’orientamento

Una delle domande che gli studenti delle scuole superiori si pongono più spesso è: come scegliere il corso universitario?

Si, perché scegliere l’Università e capire quale corso di laurea o master è più adatto a te può non essere sempre sempice.

I corsi di studio e le materie affrontate sono sempre più vari e dedicati a settori sempre più specifici. E se ancora le lauree più tradizionali resistono, nel loro intento di dare una prima infarinatura di base, quando si tratta di master o aggiornamento professionale, le declinazioni sono davvero infinite, tutte molto interessanti, ma una scelta deve essere pur fatta.

Dunque, come fare a scegliere il corso universitario giusto? A chi affidarsi? Dove trovare aiuto? Cerchiamo di rispondere a tutte queste domande in questa guida su come scegliere l’Università giusta per te.

Orientamento Università: ecco come scegliere il percorso giusto

La strada migliore da percorrere non è sempre chiara e spesso la mancanza del giusto supporto può portare a una scelta ben ponderata e che non sia fuorviata da aspettative altrui o dal trend del momento. Vediamo come scegliere il corso universitario e quali sono gli strumenti che possono esserti utili, come i test di orientamento universitario.

LEGGI ANCHE – Come scegliere la facoltà più adatta a te?

Come capire le tue attitudini

Se ti stai chiedendo come scegliere il corso universitario più adatto a te, la prima cosa da fare è capire quali sono le tue attitudini e cosa ti piace.

Ciascun corso di laurea offre sbocchi lavorativi ben definiti, attraverso l’acquisizione di competenze e conoscenze utili per costruirti una professione.

Sicuramente, la scelta che farai avrà forti e persistenti ripercussioni sul futuro personale e professionale,  determinando il percorso della tua vita. Insomma, si tratta di una scelta importante, da prendere con il giusto ragionamento e considerando tutte le giuste opzioni.

Una cosa importante da tenere in considerazione è non partire con il presupposto di fare una lista delle facoltà universitarie e escludere quelle che, secondo te, offrono meno prospettive occupazionali. Non bisognerebbe mai scegliere l’università basandosi solamente sulla domanda del mercato del lavoro.

Chiedersi quale università scegliere per trovare subito lavoro è lecito, ma non deve essere l’unica discriminante che agirà nella tua scelta.

Per aiutarti a capire quali sono le tue attitudini, l’Università Telematica Niccolò Cusano è presente sul territorio con i suoi innovativi Learning Centre, propone test e colloqui di orientamento il più precisi possibile, con l’intento di consigliare ciascun studente e guidarlo nella scelta più giusta.

L’Unicusano propone infatti tanti e specializzanti corsi di laurea online e una vasta rosa di scelte per quanto riguarda i master online, così da poter dare la giusta risposta a qualsiasi domanda e ambizione.

Il test di orientamento all’Università

Che università scegliere, quindi, e in che modo il test di orientamento può aiutarti?

A Pescara l’orientamento universitario può essere svolto sia attraverso un test particolarmente articolato e approfondito, sia attraverso un colloquio privato con un Tutor formato appositamente per questa fase educativo-formativa molto importante.

All’Unicusano, infatti, siamo convinti che il momento della scelta e il pensiero critico che lo precede siano parte integrante del processo formativo e della crescita di uno studente.

Attraverso prove simulate, gli aspiranti studenti potranno quindi “provare” le varie materie e i loro innovativi metodi d’insegnamento e apprendimento proposti dall’Unicusano, sperimentando in maniera diretta ed esperienziale quale faccia più al caso loro.

Nel nostro test di orientamento universitario sono presi in considerazione diversi elementi, come:

  • Background culturale;
  • Attitudini caratteriali;
  • Talento naturale e interesse.

Ovviamente questo non significa che non vengano comunque tenute di conto nel consigliare e guidare uno studente nella sua scelta quali sono le reali opportunità d’impiego rispetto alle proprie aspirazioni, cercando quindi il modo di far conciliare obiettivi e reali possibilità, senza sacrificare né l’uno né l’altro aspetto.

Per chi è adatto il test di orientamento?

C’è poi da sottolineare che il test per la facoltà adatta non è pensato solo per i più giovani e per gli universitari, ma anche per i più grandi, che magari hanno deciso di rimettersi in gioco, seguire nuove aspirazioni, oppure finire ciò che non avevano mai portato a termine.

Molto probabilmente si tratterà di studenti con idee molto più chiare e mirate dei loro colleghi più giovani, ma comunque un consulto gratuito con un esperto non può nuocere per fare una scelta che si riveli proprio quella giusta.

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I corsi di laurea Unicusano

Dopo la fase di orientamento su come scegliere il corso universitario, dovresti avere le idee più chiare su ciò che vorresti diventare nel futuro.

Tutti i corsi di laurea esistenti in Italia prevedono determinati piani formativi e sbocchi lavorativi da conoscere per capire se si è in linea con i propri desideri.

Ma qual è l’offerta formativa dell’Università Niccolò Cusano?

I nostri corsi di laurea sono divisi per diverse aree tematiche, che raggruppiamo qui:

  • Area giuridica
  • Area economica
  • Area psicologica
  • Area ingegneristica
  • Area politologica
  • Area formazione

I nostri corsi di laurea sono fruibili online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva H24. Ma quali sono i vantaggi dello studio online e perché scegliere un corso universitario 2.0? Scopriamolo insieme nel prossimo paragrafo.

Studio online: come funziona?

Dopo aver capito come scegliere il corso universitario, la domanda sorgerà a molti: perché seguire un corso di laurea o un master online? Come funzionano veramente?

Tutti i corsi di laurea e i master online dell’Università Telematica Niccolò Cusano, presente anche a Pescara come in tutta Italia, sono erogati in modalità blended e si avvalgono quindi di due grandi piattaforme d’apprendimento: quelle telematiche e i Learning Centre.

Sulle piattaforme telematiche tutte le lezioni e il materiale didattico sono disponibili 24 ore su 24 da qualsiasi dispositivo connesso alla rete. In altre parole, ciascuno studente potrà decidere di studiare dove, come e quando vuole, creando e strutturando il metodo di studio più adatto a sé, che sarà quindi 100% indipendente e personalizzato.

Se invece si preferisce seguire le lezioni in aula, il Learning Centre offre proprio questa opportunità, insieme anche alla possibilità di usufruire degli ambienti universitari più tradizionali, come gli spazi di studio comune, la mensa o la biblioteca.

In questo modo, ciascuno studente potrà scegliere, anche di giorno in giorno, come dedicarsi alle proprie lezioni e alle proprie materie a seconda delle necessità quotidiane, oltre che generali.

I supporti Unicusano per gli studenti

Ad offrirsi come punto di riferimento e supporto ci sarà poi la figura del tutor personale, assegnato a ciascuno studente all’inizio del percorso accademico, qualunque esso sia, e che ha proprio il compito di seguire, aiutare e consigliare il tutorato, assicurandosi che raggiunga i suoi obiettivi con successo, sia a livello accademico, che lavorativo e personale.

Il tutor sarà disponibile sia in presenza che online, proprio per garantire il massimo della disponibilità.

L’aiuto nella scelta dell’università significa anche affiancare lo studente per la ricerca di lavoro, facilitando l’ingresso in questo mondo.

Nel caso dell’Università Telematica Niccolò Cusano questo avviene anche grazie ai tanti tirocini e alle tante esperienze lavorative alle quali lo studente può accedere sia privatamente, sia attraverso l’università stessa, ampliando al massimo le sue opportunità di placement finale, soprattutto nel caso di corsi di master.

Il tutto, risparmiando rispetto ad un’università tradizionale. Non ci sono spese da sostenere per quanto riguarda l’acquisto o la stampa di libri e dispense e studiando da casa si potrà tagliare sui costi di trasporti e pasti fuori. Anche l’affitto da fuorisede non esiste più, come anche tante altre piccole spese che, alla fine del mese, si faranno sentire beneficamente sulla propria economia familiare.

Insomma, le opportunità offerte da un’università online sono davvero tante, come anche i motivi per cui sceglierla.

Per maggiori informazioni, non esitare a chiedere subito qui: lo staff Unicusano è a tua disposizione per darti consigli su come scegliere il corso universitario e per aiutarti a trovare la facoltà giusta.

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Agende 2018: come scegliere quella più adatta a te

Sei alla ricerca delle agende 2018 più adatte alle tue esigenze?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo perché utilizzare un’agenda è fondamentale per la tua organizzazione personale e ti diremo come scegliere la migliore per te.

L’agenda è uno strumento perfetto per gestire al meglio il tuo tempo, migliorando la produttività e riducendo lo stress.

I dubbi sulla scelta del planning 2018 iniziano, però, a farsi sentire. Iniziamo subito col dirti che non esistono agende 2018 perfette per tutti: a seconda dell’utilizzo che vuoi farne e delle caratteristiche che cerchi in un’agenda, dovrai scegliere quella che più è adatta a te.

Vediamo ora come scegliere l’agenda perfetta, quali sono le possibili soluzioni e, soprattutto, perché l’agenda è fondamentale per imparare a gestire il tempo.

Come scegliere le agende personalizzate su misura per te

Agenda cartacea o digitale? Formato grande o piccolo? Parliamo ora dell’agenda 2018 e delle caratteristiche che devi valutare prima di acquistarne una.

LEGGI ANCHE – Creare mappe concettuali: procedimento e programmi da utilizzare

Perché utilizzare un’agenda?

La prima domanda che dobbiamo porci quando si parla di agende è: perché utilizzarne una?

I vantaggi che la tua vita accademica e professionale possono trarre dall’impiego di un’agenda sono moltissimi e spesso sottovalutati.

agende personalizzate

Grazie all’agenda puoi:

  • Scrivere i tuoi appuntamenti senza rischiare di dimenticarli;
  • Appuntare pensieri e idee anche fuori casa;
  • Stilare una to-do list giornaliera e tenere sotto controllo impegni e scadenze;
  • Scrivere numeri di telefono e indirizzi importanti;
  • Allegare in un’apposita tasca biglietti da visita.

Inutile dire che, grazie alla possibilità di appuntare tutti gli obiettivi del giorno, la gestione del tuo tempo migliorerà e sarai in grado di prevedere in anticipo le ore in cui sarai impegnato.

Vediamo ora quali tipologie di agende esistono e come fare per identificare quella giusta per te.

Tipologie di agenda 2018

Ora che abbiamo visto perché è utile usare l’agenda, vediamo quali sono le tipologie di agende più comuni e come scegliere quella giusta a seconda delle tue necessità. Anzitutto, poniti queste tre domande:

  • A cosa mi serve l’agenda?
  • La utilizzerò per segnare gli appuntamenti e per gestire le finanze?
  • La impiegherò per ottimizzare la gestione del mio tempo?

In base alle risposte che darai, la tipologia di agenda più adatta a te potrebbe cambiare.

Caratteristiche

Per scegliere tra le agende 2018 quella perfetta per te, devi tener conto di quattro aspetti principali:

  • Periodicità;
  • Misura;
  • Rilegatura;
  • Design.

Vediamo nel dettaglio ciascuno di questi punti.

Periodicità

Il mondo delle agende si divide principalmente in agende giornaliere 2018 e agende settimanali 2018. 

L’agenda giornaliera offre molto spazio per scrivere ed è perfetta per chi gestisce una grossa mole di compiti giornalieri.  Quella settimanale lascia meno spazio per la scrittura, ma è l’ideale per avere una visione d’insieme degli impegni della settimana. Esiste anche l’agenda mensile, ma non è adatta a gestire gli impegni di tutti i giorni.

Misura

Ami le agende piccole o grandi? Ovviamente le due opzioni hanno dei pro e dei contro.

L’agenda più piccola è perfetta per essere trasportata, perché in formato tascabile, maneggevole e leggera. Tuttavia, essendo più piccola, lascia meno spazio per la scrittura.

L’agenda grande, al contrario, è meno comoda da maneggiare, ma ha più spazio per scrivere i tuoi impegni. Potresti anche optare per una formula combinata, se sei indeciso: l’agenda grande la lasci in casa e quella piccola la porti con te, per avere un quadro dei tuoi impegni sempre a portata di mano.

Rilegatura

Esistono diverse tipologie di agende. Puoi trovare agende 2018 ad anelli (con fogli intercambiabili), a spirale o brossura. Anche in questo caso ci sono dei pro e dei contro.

L’organizer ad anelli ti permette un margine di personalizzazione altissimo, perché puoi aggiungere e spostare fogli, oltre a suddividere l’agenda in più sezioni. L’agenda ad anelli avrà quindi un aspetto finale più ordinato e tagliato proprio su misura per te. Inoltre può essere utilizzata per diversi anni: ti basterà cambiare il contenuto per riutilizzare la tua agenda anche negli anni a seguire.

L’agenda rilegata, invece, è meno personalizzabile, ma è sicuramente più comoda e meno ingombrante. Infatti, non ci sono gli anelli a disturbare la tua scrittura ed è anche più economica. Oltre a questo, se sei un tipo che si annoia velocemente, l’agenda rilegata la puoi cambiare ogni anno.

L’agenda a spirale, solitamente dotata di più sezioni e molto piacevole esteticamente, è particolarmente comoda per poter girare l’agenda su se stessa.

Esiste anche l’agenda a dischi, in cui dei cerchietti di plastica tengono uniti i fogli che possono ruotare su di essi (come in un’agenda a spirale). Tuttavia, questo tipo di agenda ha la grande pecca dell’ingombro degli anelli e della possibilità che i fogli si sgualciscano se riposizionati troppe volte.

Design

Anche il design e l’estetica vogliono la loro parte. L’agenda 2018 deve parlare di te, raccontare chi sei e mettere in luce la tua personalità. Preferisci i colori tenui o quelli più accesi? La tinta unita o la fantasia? Sta a te scegliere il design della tua agenda, prendendo in considerazione anche gli spazi interni.

La regola generale è che non devi mai vergognarti di tirare fuori la tua agenda, perciò evita fantasie potenzialmente imbarazzanti e tinte che non ti fanno sentire a tuo agio.

Ad oggi tantissime aziende producono planner e agende di ogni tipo; pensa ad esempio:

  • Agende 2018 Moleskine, dal design classico, elegante e senza tempo. Attenzione, però: esistono tantissime limited edition ispirate a personaggi del cinema e della cultura;
  • Agende 2018 Legami: più colorate e ricche di elementi fantasia, sono perfette se cerchi un’agenda che metta in luce il tuo animo creativo;
  • Agende Mr Wonderful: estremamente femminili, racchiudono spesso aforismi e frasi motivazionali che ti daranno la carica durante la giornata.

Agenda cartacea o digitale?

Finora ci siamo concentrati su come scegliere l’agenda cartacea più adatta alle tue esigenze. Ma se ti rendessi conto che, in realtà, quella digitale fa più al caso tuo?

Per non perdere la bellissima abitudine della scrittura a mano, che ti aiuta anche a fissare meglio i concetti, l’agenda cartacea è l’ideale, ma se sei un tipo “smart”, anche quella digitale può avere grossi vantaggi. Vediamone alcuni:

  • Non occupa spazio e può essere portata ovunque;
  • Le correzioni sono più semplici da fare e a portata di click;
  • Si possono personalizzare gli impegni con diverse etichette “digitali”;
  • Si possono condividere gli impegni con i tuoi colleghi di università, colleghi di lavoro o membri della tua famiglia;
  • Si può consultare da qualsiasi dispositivo;
  • Si può cambiare a tuo piacimento la modalità di visualizzazione dell’agenda, passando dalla giornaliera alla settimanale.

Ci sono diverse app planning 2018 che ti permettono di sperimentare (gratis o quasi) questa modalità. Ad esempio, se cerchi un’agenda per appuntamenti gratis, puoi provare con Google Calendar, lo strumento di Google che ti permette di segnare i tuoi appuntamenti e condividerli con chiunque desideri in modo semplice e sicuro.

Se hai bisogno di prendere appunti in modo digitale, puoi utilizzare semplicemente le note del tuo telefono o, se cerchi qualcosa di più strutturato, l’app Evernote è la soluzione ideale.

Come vedi, la scelta è molto ampia e tutto dipende dalle tue aspettative: segui i consigli dell’Università Niccolò Cusano e vedrai che l’agenda 2018 che sceglierai sarà quella perfetta per ogni tua necessità.

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Esami di giurisprudenza: quali sono e come affrontarli

Gli esami di giurisprudenza fanno parte del percorso che un giovane studente deve affrontare per conseguire la tanto agognata tesi di laurea in discipline giuridiche.

La laurea in giurisprudenza è il traguardo più ambito per chi vuole intraprendere un percorso professionale che abbia a che fare con la legge e il diritto in senso più ampio.

Perfetta per chi vuole diventare avvocato, giudice, magistrato, ma anche consulente giuridico, la laurea in giurisprudenza offre una formazione completa sulla scienza del diritto, attraverso il suo piano di studi.

Vediamo ora l’elenco esami di giurisprudenza dei corsi di laurea dell’Università Niccolò Cusano e i consigli per affrontarli al meglio.

Ecco l’elenco esami della laurea in giurisprudenza

Quali sono gli esami della laurea in giurisprudenza che uno studente deve sostenere? Vediamolo subito nei prossimi paragrafi.

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Obiettivi della laurea in giurisprudenza

Prima di vedere nel dettaglio gli esami di giurisprudenza, concentriamoci sugli obiettivi che un percorso di studi di questo tipo si prefigge.

Il corso di laurea magistrale in giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano è adatto a tutti coloro che hanno una forte passione per la legge e il diritto, unita a tanto slancio e dedizione. Si, perché per studiare giurisprudenza a Pescara non serve solamente il metodo: serve tanta passione e impegno quotidiano per raggiungere gli obiettivi formativi auspicati.

Gli obiettivi che il nostro corso di laurea si pone per i suoi studenti sono:

  • Acquisizione di una padronanza degli elementi della cultura giuridica di base, nazionale ed europea, anche con tecniche e metodologie casistiche;
  • Approfondimento di conoscenze storiche che consentano di valutare gli istituti del diritto positivo moderno anche nella prospettiva dell’evoluzione storica degli stessi;
  • Acquisizione di capacità di progettazione e stesura di testi giuridici (normativi, negoziali e processuali) adeguatamente argomentati, prodotti anche con l’uso di strumenti informatici;
  • Acquisizione di capacità interpretative, di analisi casistica, di qualificazione giuridica, di comprensione, di rappresentazione, di valutazione e di consapevolezza per affrontare problemi interpretativi ed applicativi del diritto positivo.

Vediamo ora il percorso di studi necessario per raggiungere questo livello di conoscenze e capacità.

Elenco degli esami

La laurea in giurisprudenza Unicusano dura 5 anni ed è fruibile completamente online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Ecco tutti gli esami che dovrai affrontare una volta iscritto al nostro corso di laurea.

Esami primo anno

Gli esami previsti per il primo anno di corso sono:

  • Istituzioni di Diritto Pubblico
  • Filosofia del Diritto
  • Istituzioni di diritto romano
  • Economia Politica
  • Diritto Privato

Esami secondo anno

Le prove d’esame previste per il secondo anno sono:

  • Diritto Privato Comparato
  • Diritto Commerciale
  • Diritto Costituzionale
  • Diritto Amministrativo I
  • Diritto Amministrativo II

Esami terzo anno

Gli esami da sostenere durante il terzo anno di studi in giurisprudenza sono:

  • Diritto Penale
  • Politica Economica
  • Diritto Costituzionale Comparato
  • Diritto Civile
  • Diritto Ecclesiastico
  • Materia a scelta dello studente

Esami quarto anno

Gli esami da dare per il quarto anno sono:

  • Diritto Processuale Civile
  • Storia del Diritto Medievale e Moderno
  • Diritto dell’Unione europea
  • Diritto Tributario
  • Informatica
  • Materia a scelta dello studente

Esami quinto anno

Siamo in dirittura d’arrivo: le prove d’esame da sostenere per l’ultimo anno di corso sono:

  • Diritto Processuale Penale
  • Diritto del Lavoro Lama – Saracini
  • Diritto Internazionale
  • Lingua straniera
  • Materia a scelta dello studente

Prova finale

Al termine del percorso accademico è prevista la discussione di una tesi di laurea davanti ad una Commissione di esperti. Dopo la discussione, verrà formalizzato il titolo di Dottore in giurisprudenza.

Nello specifico, la prova finale consiste nella presentazione e discussione di una tesi elaborata in modo originale in base ad attività personale ed approfondita relativa ad aspetti come:

  • Ricerca giurisprudenziale e/o prassi applicativa;
  • Analisi ed interpretazione di testi normativi;
  • Trattazione di un tema in prospettiva storica o di teoria giuridica.

Le attività svolta dallo studente ai fini della preparazione della prova finale sotto la supervisione di un relatore permettono di acquisire 15 crediti.

LEGGI ANCHE – Come scrivere una tesi di laurea e Come scrivere una bibliografia dalla A alla Z

Consigli per laureandi in giurisprudenza

laureandi giurisprudenza

Ora che abbiamo visto quali sono gli esami di giurisprudenza che uno studente deve sostenere, passiamo a qualche consiglio utile per destreggiarsi tra queste discipline.

Studiare giurisprudenza, soprattutto i primi tempi, può sembrare molto complesso: le terminologie e le tematiche trattate, infatti, non sono sempre di semplice comprensione ed è importante trovare un metodo di studio che aiuti ad assorbirle.

Vediamo come studiare giurisprudenza e ottenere ottimi risultati ai tuoi esami:

  • Prendi appunti nel modo giusto: seguire le lezioni e prendere appunti faciliterà molto il tuo studio. Importante: prendere appunti non significa scrivere per filo e per segno ciò che dice il professore. Al contrario, appunta solamente le parole chiave del discorso e usa diminutivi e abbreviazioni per ottimizzare i tempi e seguire il discorso;
  • Fai le domande: anche se a volte potrebbe intimorirti, chiedere è il modo migliore per fugare ogni dubbio. Se ci sono cose che non hai capito sulla lezione, chiedile al docente: sarà sicuramente felice di risponderti;
  • Usa la terminologia adatta: anche se può sembrarti una sottigliezza, la giurisprudenza ha un suo lessico particolare che va utilizzato sempre e non può essere stravolto. Ci sono parole che fanno parte del vocabolario di questo mondo che non possono essere rimpiazzate con termini più semplici;
  • Lavora sul metodo di studio: la cosa migliore quando affronti gli esami di giurisprudenza è lavorare sul tuo metodo di studio. Devi leggere molto, ripetere ad alta voce e assicurarti di aver assimilato tutti i concetti;
  • Non studiare a memoria: è importante capire ciò che studi per apprenderlo davvero e fare i giusti collegamenti. Evita lo studio a pappagallo e concentrati su ciò che è davvero importante.

Una cosa che teniamo a ribadire è che non esistono esami più utili degli altri: tutte le prove previste dal calendario accademico servono per darti delle competenze che, nel mondo del lavoro, ti serviranno a definire una panoramica e una prospettiva completa di ogni caso.

Sottolineiamo anche che non ci sono esami impossibili e ostacoli insormontabili: spesso basta trovare il metodo di studio giusto e dedicare un po’ più di tempo a quella prova per far sì che vada in porto.

Opportunità e sbocchi professionali

Dagli esami di profitto passiamo ora agli sbocchi professionali di una laurea in giurisprudenza, così da chiudere il cerchio e avere un quadro completo sulle opportunità che il corso Unicusano offre.

Partiamo col dire che un laureato in giurisprudenza può ricoprire specifici ruoli professionali (avvocatura, magistratura, notariato) e ruoli di vario tipo, con responsabilità di diverso livello, in numerosi ambiti, quali l’impiego pubblico, gli organismi istituzionali (Camera dei deputati, Presidenza della Repubblica, Senato), gli organismi internazionali, il settore delle fondazioni e dell’associazionismo.

Nello specifico, grazie alle competenze e alle abilità acquisite, il laureato potrà operare in completa autonomia nell’ambito di questi settori, con capacità di risolvere problematiche giuridiche ed organizzative.

Inoltre, la laurea magistrale in Giurisprudenza consente l’accesso ai concorsi pubblici per magistrato e notaio, nonché all‘esame di Stato per avvocato, secondo le indicazioni dettate dalla normativa vigente.

Se non sai cosa fare dopo la laura in giurisprudenza, sappi che gli sbocchi lavorativi previsti sono, ad esempio:

  • Avvocati
  • Esperti legali in imprese
  • Esperi legali in enti pubblici
  • Notai
  • Magistrati

Hai le idee più chiare sugli esami di giurisprudenza da sostenere e sulle opportunità offerte?

Per iscriverti al nostro corso di laurea, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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