informazioni@unicusano.it

800 98 73 73

Parlare di pregi e difetti al colloquio di lavoro? Ecco cosa dire

Parlare di pregi e difetti ad un colloquio di lavoro è molto comune: capita spesso, infatti, che il selezionatore chieda al candidato di illustrare i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza.

Durante i colloqui di lavoro, ci sono alcuni tipi di domande che i datori di lavoro tendono a fare, indipendentemente dalla posizione e dalla società. Tra queste, “Quali sono i tuoi punti di forza?”, “Quali sono le tue debolezze?”, “Perché dovremmo assumere te?” sono tra le domande più gettonate in assoluto.

Le tue risposte a queste domande possono dire molto sulla tua personalità e possono realmente fare la differenza nella conquista del posto di lavoro nell’azienda dei tuoi sogni. Essere pronto a qualunque domanda che potresti ricevere ad un colloquio ti darà un vantaggio competitivo importante rispetto agli altri candidati. In questa guida ti spiegheremo come rispondere alle domande di un colloquio di lavoro che riguardano i tuoi pregi e difetti. Iniziamo subito.

Ecco come rispondere alle domande su pregi e difetti in un colloquio

Durante il colloquio di lavoro capita spesso che il selezionatore ti chieda di raccontare un pregio e un difetto, o meglio “un punto di forza e un punto di debolezza”. Ma come rispondere a questa domanda senza farti trovare impreparato? Vediamolo nei prossimi paragrafi di questa guida.

LEGGI ANCHECome usare LinkedIn per trovare lavoro: la nostra guida

“Qual è la tua più grande debolezza?”

Quando si parla di pregi e di difetti al colloquio di lavoro, solitamente lo si fa chiedendo di parlare di punti di forza e punti di debolezza.

Alla domanda “Qual è la tua più grande debolezza?” si può rispondere in diversi modi. Si possono citare, ad esempio, le abilità che non sono fondamentali per il lavoro o portare alla luce abilità che hai migliorato o che stai cercando di migliorare.

Se stai svolgendo un colloquio per lavorare come psicologo, potresti dire ad esempio che non sei particolarmente adatto a condurre presentazioni di gruppo. Allo stesso tempo, è utile chiudere sempre la risposta con qualcosa di positivo; potresti aggiungere che sei molto bravo nella comunicazione uno-a-uno con i pazienti, riportando magari una situazione tipo che mette particolarmente in luce questa tua abilità.

Un altro approccio per rispondere a questa domanda è parlare di tutte quelle skills che hai migliorato durante il tuo precedente lavoro o che stai attualmente migliorando.  Questo dimostra all’intervistatore che sei comunque impegnato nella crescita e nello sviluppo delle tue competenze, una dote decisamente molto apprezzata.

“Qual è il tuo punto di forza?”

Così come abbiamo parlato di pregi, veniamo ora ai difetti e alle possibili risposte da dare alla domanda “Qual è il tuo punto di forza?”

Il modo migliore per rispondere è descrivere le competenze e l’esperienza che hai maturato in modo da far capire a chi hai di fronte che sei perfettamente adatto per ricoprire il ruolo per cui ti sei candidato.  Leggi bene l’annuncio di ricerca e cerca di capire quali sono le attitudini desiderate dall’azienda: a questo punto, potresti adattare le tue abilità seguendo la terminologia usata dallo stesso datore di lavoro.

Prima di andare al colloquio, pensa ad un elenco di punti di forza particolarmente interessanti, che possono riguardare istruzione o formazione, competenze trasversali, competenze tecniche o esperienze lavorative passate. Restringi la tua lista di abilità fino a tre/cinque abilità particolarmente forti. Accanto a ogni abilità, pensa ad un esempio di come l’hai sfruttata in passato.

Le risposte da evitare

Quando si parla di pregi e difetti ad un colloquio di lavoro ci sono anche delle risposte da evitare. Vediamo quali sono:

  • Risposte troppo generiche: le risposte troppo vaghe che non danno alcun valore aggiunto sono da evitare. Meglio essere sinceri e non usare giri di parole: rischieresti solo di mettere in luce la tua insicurezza;
  • Risposte troppo aggressive: soprattutto quando si parla di pregi, evita di rispondere con toni aggressivi o saccenti. Ad esempio, una risposta da evitare potrebbe essere: “Sono un manager con una comprovata esperienza, quindi è chiaro che questo posto sia perfettamente alla mia portata”;
  • Risposte troppo lunghe: non fare una “lista della spesa” dei pregi e dei difetti da sottoporre al selezionatore. Ne bastano tre per ogni categoria. Evita le risposte-fiume come ad esempio: “Mi reputo intelligente, preparato, capace di lavorare in team, predisposto all’apprendimento, puntuale, determinato, orientato al risultato…”. Insomma, spesso la strada del minimalismo è la migliore da percorrere;
  • Risposte troppo drammatiche: quando il selezionatore ti chiede una tua debolezza, evita di drammatizzare e di dare risposte troppo cupe. Cerca, piuttosto, di far vedere comunque il lato positivo anche della tua debolezza. Non troncare dicendo: “Non so lavorare in team e probabilmente non saprò farlo mai”.

Su come rispondere alle domande su pregi e difetti al colloquio di lavoro abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che prepararti al meglio e conquistare la posizione dei tuoi sogni.

 

Commenti disabilitati su Parlare di pregi e difetti al colloquio di lavoro? Ecco cosa dire Studiare a Pescara

Read more

App per dettare testi: le 5 da provare assolutamente

Tra gli strumenti utili agli studenti universitari, le app per dettare testi hanno un posto d’onore. Queste applicazioni sono utili per raccogliere gli appunti e per mettere insieme testi da utilizzare per il tuo studio in modo semplice e veloce, sfruttando la dettatura.

Ad oggi, i nostri smartphone e tablet sono in grado di fare cose straordinarie: tra queste, grazie ad alcune applicazioni, possono catturare discorsi e trascriverli in un documento di testo. Questo può facilitarti il lavoro e evitarti di prendere appunti velocemente in circostanze dove, magari, non è possibile.  In questa guida ti mostreremo 5 programmi voice-to-text perfetti da integrare nei tuoi studi, ma anche nel tuo lavoro. Si tratta di app perfette per interviste e meeting, utili ogni volta in cui avrai bisogno di prendere appunti.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Le 5 migliori app per la dettatura vocale da provare

Sei alla ricerca di risorse utili per trasformare un dettato audio in un documento? Niente paura: abbiamo raccolto per te 5 applicazioni utilizzabili dai tuoi dispositivi mobili che ti faciliteranno lo studio o il lavoro. Vediamo ora la nostra top five della app per dettare testi.

LEGGI ANCHECreare mappe concettuali: procedimento e programmi da utilizzare

Speechnotes

Questa app per la digitazione vocale è compatibile con Android ed è una delle più utilizzate. Il comando vocale può essere utilizzato anche senza registrarsi e il suo utilizzo è estremamente semplice e intuitivo. Molto utile anche il tastierino con la punteggiatura, da selezionare proprio mentre si procede con la dettatura. La tastiera include anche una fila di tasti personalizzabile con i caratteri speciali più utilizzati.

Tra le altre funzionalità:

  • Supportato da Bluetooth
  • Riconoscimento vocale non-stop

Insomma, una app per la trascrizione testi da provare assolutamente.

Speechtester

Un’altra applicazione interessante è Speechtester, uno strumento che fornisce un riconoscimento vocale continuo con dizionario personalizzato (segni di punteggiatura, numeri di telefono, indirizzi, ecc.). L’app può essere usata da studenti o giornalisti, docenti o blogger e ti aiuta a creare lunghi saggi, post, rapporti usando solo la tua voce.

L’app supporta più di 60 lingue. Assolutamente da testare.

Voice Notebook

Questa applicazione di riconoscimento vocale ti permette di creare note vocali e salvarle localmente o inviarle ai servizi cloud.

Tra le sue funzioni più interessanti:

  • Modalità di dettatura continua;
  • Wlenco personalizzabile di parole sostituibili e punteggiatura per l’input vocale;
  • Rollback dell’ultimo intervento vocale da un pulsante o tramite un comando vocale;
  • Utilizzabile online e offline

Con Voice Notebook, esportare le tue note è facilissimo; l’app è compatibile con i più noti programmi di testo.

Dragon Dictation

Quando parliamo di app per dettare testi, non possiamo non citare Dragon Dictation. Questa applicazione, disponibile sulle piattaforme iOS ed Android sfrutta il software NaturallySpeaking per tasformare il linguaggio in testo a una velocità fino a 5 volte più rapida rispetto alla regolare digitazione.

Questo strumento è perfetto per scrivere appunti velocemente, ma anche email, tweet o aggiornamenti di stato sui social media.

ListNote

Chiudiamo la nostra top five con ListNote, un app di dettatura vocale progettato per prendere appunti brevi e convertirli istantaneamente in testo.

Questa applicazone è utile proprio per le brevi dettature ed è in grado di salvare automaticamente le note in modo da consultare in seguito.

Tra le sue funzionalità più interessanti:

  • Note protette da password
  • Organizzazione delle note per colore e categoria
  • Le note eliminate possono essere ripristinate

L’app è ad uso gratuito ma contiene pubblicità.

5 app per scrivere note da mobile

Ora che abbiamo visto le 5 app per dettare testi, ti consigliamo altre 5 applicazioni che potresti integrare nella routine di studio, utili per scrivere note e appunti velocemente usando il tuo cellulare o il tablet.

Ecco le 5 migliori app per scrivere note:

  • Evernote, una delle app per la produttività più utilizzate in assoluto. Ti permette di creare in pochi passi la tua nota e salvarla nell’archivio. App gratuita ma è disponibile una versione a pagamento con funzionalità extra;
  • Google Keep: applicazione gratuita per scrivere i tuoi appunti. Con Google keep potrai anche fotografarli e salvarli in uno spazio digitale a tua disposizione;
  • Notability, app utile per prendere appunti e aggiungere note ai PDF;
  • Microsoft OneNote, app che semplifica la pianificazione di impegni e obiettivi grazie ad un blocco appunti digitale personale;
  • Salva i miei appunti, app di scrittura facile ed intuitiva, che puoi usare per scrivere note in fretta, tenere un diario o annotare appunti privati.

Sulle app per la dettatura, la trascrizione di testi e la scrittura da mobile abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che testarle e scegliere quelle migliori per le tue esigenze.

Commenti disabilitati su App per dettare testi: le 5 da provare assolutamente Studiare a Pescara

Read more

Come diventare commerciale estero: studi e possibilità

Come diventare commerciale estero? Beh, se sei interessato a lavorare nel settore import-export e vorresti occuparti della vendita di prodotti o servizi con altri Paesi, questo articolo ti darà tutte le risposte che cerchi.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come si diventa commerciale, a partire dal percorso di studi e dalle competenze da acquisire fino a parlare delle mansioni specifiche di questa figura professionale.

Il commerciale è uno dei professionisti più ricercati dalle aziende. Si tratta di colui che ha il compito di implementare il mercato aziendale attraverso lo sviluppo di strategie di marketing, ricercando partnership e talvolta coordinando un team di vendita.

Come potrai immaginare, per svolgere questo lavoro, servono diverse competenze specifiche in ambito economico-finanziario, di comunicazione e marketing. Declinato verso il mercato estero, il comparto commerciale fa sì che la proposta aziendale esca fuori dai confini nazionali e arrivi su altri mercati. Ma vediamo ora chi è il commerciale estero e cosa fa.

Ecco il percorso per diventare commerciale estero in azienda

Se ti stai chiedendo come diventare export manager e come lavorare nel comparto commerciale di un’azienda, sei nel posto giusto. Nei prossimi paragrafi ti sveleremo qual è l’iter per intraprendere questa professione, dalle abilità da apprendere agli studi propedeutici per diventare un vero esperto. Se sei pronto, iniziamo subito.

LEGGI ANCHECome diventare agente di commercio: studi e possibilità

Chi è il commerciale estero e cosa fa?

La prima cosa che vogliamo fare in questa guida è dare una definizione di commerciale estero. Questa figura professionale ha il compito di proporre prodotti o servizi delle aziende ad un mercato estero. I commerciali possono essere monomandatari (cioè venditori per una sola azienda) o plurimandatari (cioè venditori per più aziende).

Come puoi immaginare, il commerciale è il cuore pulsante di un’azienda, perché agisce direttamente sul fatturato. Le mansioni del commerciale estero hanno sia a che fare direttamente con il pubblico, sia a che fare con attività di back office.

Spesso queste due aree sono coperte da due figure diverse. In generale:

  • Il commerciale che ha a che fare con il pubblico deve cercare attivamente nuovi clienti e mantenere i rapporti con quelli già consolidati. Oltre a questo, tra le sue mansioni c’è quella di ricercare partnership in fiere ed eventi pubblici e di negoziare prezzi e ordini;
  • Il commerciale che lavora in back office, invece, fa un lavoro diverso. Si occupa di tutte quelle attività d’ufficio che servono per ampliare il mercato, come la preparazione delle offerte da presentare ai clienti e la gestione degli ordini.

Entrambi i ruoli sono fondamentali per portare risultati significativi alle aziende e espandere il mercato oltre i confini nazionali.

Competenze e abilità

Se vuoi diventare commerciale estero, dovrai acquisire una serie di competenze e abilità necessarie per svolgere al meglio questa professione.

Sicuramente un’ottima conoscenza delle lingue straniere è alla base di questo lavoro: parliamo di mercati esteri, quindi è necessaria la padronanza almeno dell’inglese. Oltre alla lingua del Paese estero con cui si lavora, è bene conoscerne la cultura e le abitudini di consumo, in modo da poter capire in che modo vendere il prodotto a quel target specifico.

Conoscenze in ambito economico-finanziario e abilità di marketing sono utilissime per studiare strategie di vendita e analizzare i mercati. Precisione, intraprendenza e conoscenze informatiche sono doti imprescindibili per un bion commerciale, così come la capacità di vendere e le doti comunicative. Restando nell’ambito delle soft skills, possiamo dire che quelle più utili per un commerciale estero sono:

  • Flessibilità;
  • Autonomia gestionale;
  • Problem solving;
  • Empatia;
  • Capacità di lavorare in team

Cosa studiare per fare il commerciale: i Corsi di Laurea Unicusano

Se vuoi sapere come diventare commerciale estero, è bene che tu conosca il percorso di studi utile per apprendere le conoscenze di cui hai bisogno per diventare un professionista.

I Corsi di Laurea dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano rappresentano la soluzione ideale per te. I Corsi di Laurea sono:

Il Corso di Laurea in Economia aziendale e Management, di durata triennale, ha come obiettivo quello di trasmettere agli studenti conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, nonché i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica.

Dopo la laurea triennale, potrai specializzarti con una Laurea Magistrale in Scienze Economiche, utile per rafforzare le tue conoscenze nel settore.

La didattica dei nostri corsi è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Per dare una svolta al tuo futuro e iniziare un percorso di formazione di qualità, iscriviti alla nostra Università: compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Come diventare commerciale estero: studi e possibilità Studiare a Pescara

Read more

I 5 libri sul Natale che dovresti leggere assolutamente

Curioso di scoprire quali sono i 5 libri sul Natale per adulti da leggere assolutamente?

Il Natale è il periodo più magico dell’anno. Il mese di dicembre si riempie di luci e si prepara all’attesa delle festività con serate all’insegna della compagnia e del buon cibo. Per calarsi ancora di più in questo mood (e goderti qualche pausa dallo studio), non c’è soluzione migliore di leggere qualche romanzo sul Natale.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara abbiamo selezionato per te una top five di libri natalizi da leggere, perfetti per capire fino in fondo tutte le sfaccettature che caratterizzano questa festa così amata. Se sei pronto, iniziamo subito.

I 5 best seller natalizi da leggere prima delle feste

Le feste di Natale sono la tua passione e non vedi l’ora di mettere qualcosa sotto l’albero? Inizia con qualche buona lettura: ecco le 5 storie dedicate al 25 dicembre più belle da leggere.

LEGGI ANCHELibri famosi da leggere: 10 (+1) titoli indimenticabili

Canto di Natale – Charles Dickens

Apriamo questa top five dedicata ai romanzi ambientati a Natale con un grande classico, a detta di molti scritto dall'”uomo che inventò il Natale”.

Stiamo parlando di Charles Dickens e del suo Canto di Natale, una storia che ha fatto sognare decine di generazioni. La favola dell’avaro Scrooge ha toccato il cuore di tante persone e ha gettato una nuova luce sul modo in cui vivere il periodo di festa. La redenzione è il tema centrale della storia: Dickens vuole dirci che anche il peggiore degli avari può cambiare e aprire il suo cuore all’amore.

Da leggere assolutamente.

Il Natale di Poirot – Agatha Christie

Se sei un amante dei gialli, ci sono libri di Natale perfetti anche per te. Ad esempio, un best seller natalizio è Il Natale di Poirot scritto dalla regina del giallo Agatha Christie.

In questa avventura, il detective Hercule Poirot si trova alle prese con un nuovo delitto, un una cornice insolita che vede come protagonista il periodo di vacanza invernale. Un anziano signore inglese, un festeggiamento e una cena burrascosa portano ad un delitto che, dopo una serie di indagini, l’investigatore riesce a risolvere con maestria.

Storie di Natale – Autori Vari

Un libro di Natale molto particolare è Storie di Natale, una raccolta di storie scritte da sette maestri del giallo che raccontano il periodo di festa con uno sguardo del tutto inedito. In questa raccolta troviamo autori del calibro di Giosuè Calaciura, Andrea Camilleri, Francesco M. Cataluccio, Alicia Giménez-Bartlett, Antonio Manzini, Francesco Recami e Fabio Stassi.

Un libro da leggere tutto d’un fiato e, perché no, da mettere sotto l’albero come regalo.

Fuga dal Natale – John Grisham

Fuga dal Natale è uno dei romanzi che parlano del Natale più belli, scritto da John Grisham nel 2001. La trama di questo libro è molto particolare. la famiglia Krank è la protagonista, che cerca di sottrarsi al festeggiamento del Natale per evitare tutti gli aspetti consumistici che comporta, dai regali agli addobbi.

Con la stessa cifra investita l’anno precedente, la famiglia sceglie di andare in vacanza ai Caraibi evitando dunque tutti i riti legati alle festività. Riusciranno a tenersi lontani dal Natale e dalla sua imponenza? Te lo lasciamo scoprire leggendo il romanzo.

Un sogno di Natale e come si avverò – Louisa May Alcott

Chiudiamo questa top five di libri famosi sul Natale con Un sogno di Natale e come si avverò, un romanzo scritto dall’autrice del celebre Piccole Donne: Louisa May Alcott.

Questo libro, ancora poco conosciuto, raccoglie tre racconti dedicati al Natale: “Un sogno di Natale, e come si avverò”, per lungo tempo inedito anche in America e recentemente ritrovato fra le carte dell’autrice, “Un Natale in campagna”, “Un nuovo modo di trascorrere il Natale”, tutti mai tradotti prima.

Tutte e tre le storie sono molto semplici e lasciano a chi legge un grande bagaglio di valori che si traduce in un immancabile lieto fine.

I romanzi di Natale da mettere sotto l’albero

La magia del Natale non è finita qui: ora che abbiamo visto la nostra top five, ecco alcuni titoli di libri ispirati ai valori natalizi e a questa festività perfetti da regalare.

  • Ricordo di Natale di Truman Capote
  • La leggenda della rosa di Natale di Selma Lagerlof
  • I fratelli Kristmas di Giacomo Papi
  • Let it snow di John Green, Maureen Johnson, Lauren Myracle
  • Il regalo più bello, storie di Natale a cura di Alessandra Repossi e Francesca Cosi
  • Il Grinch di Marvin Miller
  • La cena di Natale: a tavola con Kay Scarpetta di Patricia Cornwell

Il nostro approfondimento sui libri di Natale finisce qui, per ora: non ci resta che augurarti buona lettura e buone feste.

Commenti disabilitati su I 5 libri sul Natale che dovresti leggere assolutamente Studiare a Pescara

Read more

Come diventare agente di commercio: studi e possibilità

Come diventare agente di commercio? Questa è senza dubbio una domanda interessante per tutti quegli studenti di economia e marketing che intendono avviare una carriera nel ramo delle vendite.

L’agente di commercio è quel professionista che viene incaricato, da una o più imprese, di promuovere la conclusione di contratti in una o più zone determinate. Si tratta, dunque, di una figura professionale associata ad un’azienda, che ha un ruolo di mediazione fra l’azienda che rappresenta e un’altra azienda.

Generalmente questo professionista ha uno stipendio basato sulle provvigioni che l’azienda gli riconosce per il fatturato che produce e, talvolta, può avere un fisso mensile. Per poter accedere a questa professione è necessario avere una serie di caratteristiche e competenze: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come si diventa agente di commercio e quali sono le abilità principali da apprendere e i requisiti per entrare in questo mondo.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come si diventa agente o rappresentante di commercio

Quella dell’agente di commercio è una figura professionale assai ricercata dalle aziende: si tratta di un professionista che assume un ruolo chiave nel comparto vendite e, proprio per questo, deve avere competenze solidissime.

Vediamo ora quali sono i requisiti per diventare agente di commercio e tutto quello che devi sapere per intraprendere questa professione.

LEGGI ANCHECome diventare revisore contabile: studi e possibilità

Agente o rappresentante di commercio? Ecco le differenze

La prima cosa da dire quando si parla di come diventare agente di commercio è chiarire la differenza che c’è tra agente e rappresentante. Spesso questi due ruoli vengono sovrapposti, anche se in realtà ognuno ha le sue peculiarità e le sue caratteristiche.

Possiamo dire che:

  • L’Agente commerciale è quel professionista che promuove stabilmente la conclusione dei contratti. Tuttavia, egli non può concedere sconti o dilazioni di pagamento che non rientrino nella direttiva impartita dalla preponente. L’agente si limita a proporre alla mandante una proposta d’ordine che deve sempre portare la dizione: “salvo approvazione della casa”;
  • Il Rappresentante commerciale, invece, oltre a promuovere la conclusione dei contratti, può concludere l’accordo anche senza il bisogno dell’approvazione della casa, ovvero è autorizzato anche a firmare in nome e per conto dell’impresa da cui ha ricevuto il mandato.

Requisiti per diventare agente di commercio

Per poter diventare agente di commercio, è necessario possedere una serie di requisiti, propedeutici all’iscrizione al Ruolo agenti e rappresentanti di commercio.

Questi requisiti sono:

  • Aver superato con esito positivo l’apposito corso professionale;
  • Aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado ad indirizzo commerciale o una laurea in materie commerciali e/o giuridiche;
  • Aver prestato la propria opera per almeno un biennio negli ultimi cinque come venditore piazzista o dipendente addetto alle vendite;
  • Essere iscritto o essere stato iscritto al Ruolo agenti e rappresentanti di commercio.

Per iscriversi al Ruolo agenti e rappresentanti di commercio, la normativa prevede una serie di requisiti. Vediamo ora quali sono.

Come iscriversi al Ruolo agenti e rappresentanti di commercio

Se vuoi capire come diventare agente di commercio, un passo fondamentale è l’iscrizione al Ruolo agenti e rappresentanti di commercio. Per poter accedere, dovrai possedere una serie di requisiti, che possiamo distinguere in:

  1. Requisiti generali, dove rientrano, ad esempio, il possesso della cittadinanza italiana o di una degli stati membri dell’Unione Economica Europea, il possesso di almeno un titolo di studio di scuola secondaria di primo grado e il pieno godimento dei diritti civili e politici;
  2. Requisiti morali, come non essere interdetto o inabilitato, non aver subito condanne per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, l’economia pubblica, l’industria ed il commercio, ovvero per delitto di omicidio volontario, furto, rapina, estorsione, truffa, appropriazione indebita, ricettazione e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commini la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni salvo che non sia intervenuta la riabilitazione.
  3. Requisiti professionali, tra cui rientrano il possesso di un’esperienza lavorativa di almeno due anni, negli ultimi cinque anni, anche non continuativa, come dipendente con qualifica di viaggiatore piazzista o con mansioni di dipendente qualificato addetto alle vendite, o dipendente di un ente o società del settore finanziario, creditizio o fiduciario con compiti di intermediazione finanziaria.

Le competenze dell’agente di commercio

Parlando, nello specifico, delle mansioni dell’agente di commercio, possiamo dire che questa figura professionale si occupa di:

  • Proporre per conto di un’azienda l’acquisto di determinati prodotti ad un’altra azienda;
  • Coordinare le richieste e le spedizioni della merce;
  • Definire l’accordo e il contratto tra l’azienda che rappresenta e l’altra azienda;
  • Assistere la clientela e dare indicazioni sulle modalità di vendita;
  • Accogliere e risolvere i problemi

Sulla base dei compiti dell’agente di commercio, possiamo definire un elenco di abilità fondamentali per svolgere questa professione egregiamente. Oltre ad una vasta conoscenza tecnica in ambito economico, finanziario e giuridico, sono necessarie:

  • Abilità di vendita;
  • Capacità di ascolto attivo;
  • Problem solving;
  • Doti empatiche;
  • Nozioni di informatica e di software per la gestione dei clienti (CRM)

Studiare per diventare agente di commercio: Corsi di Laurea Unicusano

Ora che abbiamo visto come diventare agente di commercio, è fondamentale parlare del percorso di studi utile per acquisire tutte le competenze necessarie per entrare in questo mondo.

Se ti stai chiedendo se la laurea è obbligatoria per l’agente di commercio, la risposta è no: per ora, secondo la normativa, il titolo di studio minimo è un diploma ad indirizzo commerciale. Tuttavia, avere una laurea ti permette di padroneggiare delle competenze e delle abilità chiave per svolgere questo lavoro.

A tal proposito, i Corsi di Laurea dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano rappresentano la soluzione ideale per te. I nostri Corsi sono:

Il Corso di Laurea triennale in Economia ha come obiettivo l’acquisizione di conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, nonché i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica. La preparazione fornita al laureato in ambito aziendale è arricchita grazie alla previsione di crediti formativi nell’ambito delle materie giuridiche, necessari alla conoscenza del quadro normativo di riferimento all’interno del quale si svolge l’attività aziendale.

Dopo il percorso di studi triennale, è possibile proseguire con il Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche per approfondire tutto ciò che riguarda i settori dell’economia e della finanza.

La didattica dei nostri Corsi di Laurea è fruibile interamente online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Con questa innovativa modalità di insegnamento, potrai acquisire nuove nozioni utilizzando un pc o un tablet, gestendo meglio il tuo tempo e unendo allo studio anche un’eventuale attività lavorativa.

Su come diventare agente di commercio abbiamo detto proprio tutto, per oggi: se vuoi iscriverti ai nostri Corsi di Laurea e fare un passo avanti verso i tuoi obiettivi, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Come diventare agente di commercio: studi e possibilità Studiare a Pescara

Read more

Come essere empatici: i consigli da applicare ora per capire meglio gli altri

Come essere empatici? Questa è sicuramente una delle domande più frequenti tra le persone che desiderano investire in una crescita personale ed entrare in connessione con gli altri.

L’empatia è una delle soft skills più apprezzate nel mondo del lavoro (e non solo): è grazie all’empatia che riusciamo a sentirci più “vicini” con l’altro e riusciamo a capire le sue sensazioni e il suo punto di vista in un determinato contesto. Una persona empatica percepisce le emozioni di coloro che li circondano e ha la capacità di attingere a quelle stesse emozioni dentro di sé. In sostanza, gli empatici “diventano” la persona con cui stanno empatizzando, quasi sperimentando veramente le loro emozioni.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara ti spiegheremo come sviluppare l’empatia, una dote che ti sarà davvero utile nel mondo del lavoro, ma anche in qualunque contesto della tua vita quotidiana. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come sviluppare l’empatia ed entrare in connessione con l’altro

La capacità di essere empatici fa parte del nostro essere umani ed è una caratteristica che appartiene anche ad altre specie animali. Molte specie mostrano empatia in una forma o nell’altra, ma i primati, specialmente noi umani, hanno una capacità più sottile di empatia grazie alla nostra memoria di lavoro e alla neocorteccia più sviluppata.

Vediamo ora quali sono le 5 cose da fare per aumentare l’empatia.

LEGGI ANCHE – Film sul senso della vita: le 5 pellicole da non perdere

Prova a vedere le cose sotto un altro punto di vista

La prima cosa da sapere se vuoi capire come essere empatici è non arroccarti sulle tue posizioni: cerca di vedere le cose sotto altri punti di vista. Quando lo farai, ti renderai conto che le altre persone probabilmente non sono cattive, scortesi, testarde o irragionevoli, ma probabilmente stanno solo reagendo alla situazione con la conoscenza che hanno e la loro esperienza.

Questo è importante anche per entrare in empatia con persone che hanno idee diverse dalle tue. Un buon modo per approcciare le diverse credenze nella conversazione è di dire: “È interessante, come hai sviluppato quell’idea?” O “Dimmi di più”. Ti mostrerai interessato e la persona con cui stai parlando si fiderà di te.

Riconosci (e accetta) le prospettive altrui

Essere empatici significa anche riconoscere le prospettive degli altri e accettarle positivamente. Una volta che percepisci la ragione per la quale gli altri credono in ciò che credono, riconoscilo. Importante: il riconoscimento non equivale all’essere d’accordo. Puoi accettare che le persone abbiano opinioni diverse dalla tua e che possano avere buone ragioni per avere quelle opinioni.

Sorridi e incoraggia le persone

Parlando di come essere empatici, non possiamo non menzionare il sorriso. Sorridere è un gesto che implica una certa apertura e predisposizione all’ascolto. La parte del cervello responsabile di questa espressione facciale è la corteccia cingolata, che è un’area di risposta automatica inconscia. Dal momento che il sorriso mette in circolo una serie di sostanze chimiche nel cervello, si attivano centri di ricompensa e aumenta anche la salute.

Non aver paura a mostrare il tuo sorriso e a fare dei complimenti sinceri ad un’altra persona, trasmettendo la tua vicinanza. Incoraggiare le persone può essere semplice come fare un cenno di approvazione mentre parlano in una riunione. Questo semplice gesto, insieme all’uso del loro nome, può avere un grande impatto sulla creazione di relazioni.

Se ritieni, ad esempio, che un tuo collega abbia fatto un buon lavoro, non esitare nel fargli i tuoi complimenti e a far notare quanto sia stato brillante nel risolvere quella questione in azienda.

LEGGI ANCHEUscire dalla zona di comfort: ecco perché (e come) farlo

Impara ad ascoltare

Le caratteristiche della persona empatica si fondono nella capacità di ascolto attivo. Che significa? Vuol dire che se vuoi capire come essere empatici, devi iniziare dal capire come si ascolta. Ci sono diversi modi di ascoltare:

  • Ascolta con le tue orecchie: cosa viene detto e quale tono viene usato?
  • Ascolta con i tuoi occhi: cosa trasmette la comunicazione non verbale dell’altra persona?
  • Ascolta con il tuo istinto: senti che l’altra persona non sta comunicando qualcosa di importante?
  • Ascolta con il tuo cuore: cosa sta provando l’altra persona?

Ascoltare veramente può essere una sfida. A volte stiamo solo aspettando di dare la nostra opinione. Sforzati su questo aspetto e concentrati davvero sui bisogni e sul messaggio che il tuo interlocutore vuole darti: si sentirà importante e si creerà un legame di fiducia difficile da scalfire.

Non aver paura di mostrarti vulnerabile

Molto spesso, nelle nostre conversazioni di lavoro (e non solo),  temiamo la vulnerabilità perché abbiamo paura che altri possano percepirci come sciocchi o deboli.

In realtà, secondo alcuni esperti in comunicazione, la vulnerabilità  ci aiuta a connetterci con gli altri, perché comunica che siamo umani; mostra le nostre debolezze, ferite e paure. Questo crea una sensazione di umanità che dà all’altra persona qualcosa a cui connettersi e in cui immedesimarsi.

In parole povere: non aver paura di chiedere aiuto. Chiedere aiuto mostra il tuo essere vulnerabile e la vulnerabilità spesso porta a un maggiore senso di connessione e relazione.

Ecco tre passaggi per esercitarti ad essere più vulnerabile nelle tue interazioni professionali:

  • Dopo aver ascoltato attentamente l’altra persona, prova a pensare a un momento in cui ti trovavi in ​​una situazione simile. Ad esempio: potresti aver riscontrato un problema con un progetto che stava tracollando a causa delle incomprensioni nel team;
  • Ricorda cosa hai provato in quella situazione. Forse non hai gestito bene lo scontro, quindi hai sentito apprensione e ansia;
  • Esprimi questi sentimenti all’altra persona, quindi condividi ciò che hai appreso durante il processo.

LEGGI ANCHEPaura del giudizio degli altri: i migliori consigli per superarla

Sviluppare il pensiero creativo e le soft skills: Master Unicusano

Abbiamo visto come essere empatici e come fare per mettersi nei panni degli altri attraverso una serie di consigli da mettere in pratica subito.

L’empatia è una delle soft skills (o competenze trasversali) più ricercate nel mondo del lavoro: questo perché le persone empatiche riescono a comprendere meglio le sensazioni degli altri e a lavorare efficacemente in team, risolvendo problemi e controversie.

Ad aiutare in questo processo c’è sicuramente l’abilità di pensare in modo creativo; questa abilità può essere sviluppata lavorando su dieci competenze irrinunciabili che ti aiuteranno nel tuo percorso di crescita. Per apprendere queste abilità e diventare una persona empatica, il Master I Livello in Pensiero creativo. Le dieci competenze irrinunciabili è la soluzione ideale per te.

La comunicazione appare oggi come lo strumento principe delle relazioni in tutti gli aspetti della vita sociale, politica, economica. Maggiore è l’efficacia della comunicazione, maggiore è il livello d’attenzione dei destinatari del messaggio, con il conseguente aumento del coinvolgimento emotivo, dell’interazione, dell’adesione. Ma non tutto è comunicazione: alla radice vi è la necessità di un insieme di competenze ben più ampio, che verranno trasmesse proprio nel contesto di questo percorso di studi.

La didattica del nostro Master è erogata online, grazie ad una piattaforma e-learning attiva 24 ore su 24.

Su come essere empatici abbiamo detto tutto, per oggi: se vuoi crescere davvero iscrivendoti al nostro Master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Come essere empatici: i consigli da applicare ora per capire meglio gli altri Studiare a Pescara

Read more

Come diventare revisore contabile: studi e possibilità

Sei alla ricerca di informazioni su come diventare revisore contabile?

Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come si diventa revisore legale dei conti (ex revisore contabile), dal percorso di studi da intraprendere alle competenze da acquisire per svolgere magistralmente questo lavoro.

Quando parliamo di revisore legale (o revisore contabile) intendiamo quel professionista esterno all’impresa che possiede una serie di requisiti previsti dalla legge, il cui compito è quello di effettuare determinati controlli sulla tenuta della contabilità e sui bilanci esprimendo un giudizio di conformità alla legge.

Ma vediamo ora quali sono i requisiti per accedere a questa professione, quali sono gli studi da intraprendere e qual è l’iter per diventare esperto contabile e revisore legale.

Ecco il percorso per diventare revisore legale dei conti

Quella del revisore legale dei conti è una professione affascinante e ambita all’interno delle aziende. Cosa fa esattamente questo professionista e che percorso intraprendere per accedere a una carriera di questo tipo? Continua nella lettura: troverai tutti i passaggi utili per diventare un revisore contabile.

LEGGI ANCHEMercato azionario italiano: che cos’è e come funziona

Chi è il revisore contabile e cosa fa

La prima domanda a cui vogliamo rispondere in questa guida è: chi è il revisore contabile? 

Come abbiamo accennato, il revisore legale dei conti è un professionista abilitato a seguito di esame di Stato e iscritto in apposito albo che ha il compito di controllare che i bilanci delle aziende private oppure pubbliche rispettino la normativa di legge.

A questo professionista è affidato il compito di redigere una Relazione, nota come Relazione del revisore contabile. Questa relazione contiene il responso tecnico del professionista circa la correttezza della compilazione del bilancio dell’azienda. Per la compilazione della Relazione, il revisore legale ha facoltà di consultare qualsiasi documento interno dell’azienda. Questo documento serve per tutelare le parti interne ed esterne dell’azienda, garantendo la trasparenza del mercato.

La figura del revisore contabile è stata disciplinata giuridicamente dal D. Lgs n. 39 del 27 gennaio 2010, che stabilisce  le mansioni ed anche le modalità di entrata all’esercizio della professione. Attualmente il revisore contabile viene chiamato “Revisore legale dei conti”.

Conoscenze e abilità

Per diventare revisore legale dei conti (ex revisore contabile) è necessario possedere una serie di competenze e abilità fondamentali. Eccone alcune:

  • Sistemi di contabilità e reporting
  • Normativa, regolamenti e codici in materia di corporate governance
  • Tecniche di analisi di bilancio
  • Principi e metodi del controllo di gestione
  • Principi e metodi di funzionamento del controllo interno
  • Principi di revisione italiani e internazionali
  • Tecniche di auditing
  • Tecniche di campionamento statistico
  • Conoscenze di natura giuridica (diritto commerciale, tributario, societario)

Requisiti d’accesso alla professione

Se vuoi sapere come diventare revisore contabile, sappi che per accedere alla professione è necessario iscriversi all’apposito Registro.

Per potersi iscrivere a tale Registro sono previsti una serie di requisiti, che sono:

  • Il domicilio in Italia;
  • Non essere in una situazione fra quelle descritte nell’art. 8 del D. Lgs 27 gennaio 1992, n. 88
  • Possedere un diploma di laurea triennale;
  • Avere frequentato presso un revisore contabile un tirocinio, anch’esso triennale, che abbia come oggetto il controllo di bilanci
  • Aver superato l’esame di idoneità indetto annualmente (con decreto del Ministero della Giustizia), avendo i requisiti di onorabilità come sono definiti dal regolamento imposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Ci sono anche una serie di requisiti etici e deontologici a cui il candidato è chiamato a rispondere. Per diventare revisore dei conti servono ampie conoscenze in campo economico, finanziario, gestionale e giuridico: ti servirà dunque un percorso di formazione che ti prepari a questa professione al meglio.

La legge concede l’iscrizione al Registro anche alle persone che hanno conseguito l’abilitazione, tramite il superamento di un esame in lingua italiana, ed all’interno di uno Stato membro dell’Unione Europea.

Il tirocinio dei revisori contabili

Un passaggio fondamentale su come diventare revisore contabile ha a che fare con il tirocinio, di durata triennale e da praticare necessariamente presso lo studio di un Revisore Legale.

Il tirocinio prevede, per ogni tirocinante,  l’istituzione di un registro che dovrà essere compilato con:

  • Dati anagrafici del tirocinante;
  • Nominativo del responsabile che farà la formazione;
  • Eventuali trasferimenti e/o interruzioni del tirocinio.

Al termine di ogni anno di tirocinio, è prevista per il praticante la redazione di un’accurata relazione, relativamente all’attività che avrà svolto, illustrando tutti gli atti contabili eseguiti ed i soggetti presso cui sono stati fatti. Una volta conclusi i tre anni all’aspirante revisore verrà rilasciato un attestato che consentirà di sostenere l’esame di idoneità.

L’esame per revisori dei conti (ex revisori contabili)

Per capire come diventare revisore contabile, dobbiamo anche affrontare il tema dell’esame di Stato, imprescindibile per potersi iscrivere al Registro.

Questo esame viene effettuato ogni anno e potrà essere sostenuto da tutti coloro che hanno svolto almeno 3 anni di tirocinio.

Le prove previste per l’esame di idoneità per revisori legali (ex revisori contabili) sono 4, di cui 3 prove scritte e un colloquio orale.

Le prove scritte consistono in:

  • Tema su materie economiche o aziendali;
  • Tema relativo alle materie giuridiche
  • Prova scritta concernete materie tecnico-professionali e della revisione.

A seguito delle tre prove scritte, i candidati dovranno sostenere un colloquio orale con la commissione per valutare la conoscenza di tutte le materie delle precedenti prove.

Il percorso di studi: il Corso di Laurea Unicusano

Abbiamo detto che per diventare revisore contabile è necessario, per legge, avere almeno una laurea triennale. Se vuoi acquisire le conoscenze e le abilità di cui hai bisogno per intraprendere questa professione, il Corso di Laurea in Economia Aziendale e Management è la soluzione ideale per te.

Il nostro Corso è strutturato in modo tale da permettere allo studente l’acquisizione di nuove conoscenze e l’approfondimento di reali competenze nelle aree di riferimento economiche, aziendali, giuridiche e quantitative. In particolare, all’interno del corso di studi, sono approfondite le metodologie di analisi e di interpretazione critica delle strutture e delle dinamiche aziendali.

Il Corso di Laurea triennale prevede l’acquisizione di conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, nonché i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica.

La preparazione fornita al laureato in ambito aziendale è arricchita grazie alla previsione di crediti formativi nell’ambito delle materie giuridiche, necessari alla conoscenza del quadro normativo di riferimento all’interno del quale si svolge l’attività aziendale.

Da qui è facile dedurre quanto questo percorso di studi sia davvero l’ideale se vuoi diventare revisore contabile.

La didattica dei nostri corsi, curata dai massimi esperti del settore, viene erogata online, in modalità e-learning; la piattaforma è attiva 24 ore su 24, in modo da consentirti la massima flessibilità possibile.

Il piano di studi prevede esami come:

  • Economia aziendale
  • Economia politica
  • Statistica
  • Diritto privato
  • Diritto pubblico
  • Metodi matematici dell’economia
  • Storia economica
  • Ragioneria generale e applicata
  • Economia degli intermediari finanziari
  • Economia e gestione delle imprese
  • Metodi per la valutazione finanziaria
  • Politica economica
  • Diritto commerciale
  • Diritto del lavoro
  • Scienza delle finanze
  • Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche
  • Organizzazione aziendale
  • Diritto tributario
  • Idoneità informatica
  • Lingua Inglese idoneità

Hai le idee più chiare su come diventare revisore contabile? Siamo certi che, grazie ai nostri consigli, riuscirai ad intraprendere questa professione e a raggiungere tutti i tuoi obiettivi.

Commenti disabilitati su Come diventare revisore contabile: studi e possibilità Studiare a Pescara

Read more

Piano di allenamento: idee e spunti per costruirne uno perfetto

Avere un piano di allenamento giornaliero e settimanale è fondamentale se vuoi mantenerti in forma con lo sport e, allo stesso tempo, godere di tutti i benefici che offre, primo fra tutti l’alleviamento dello stress.

Dedicarsi all’allenamento fisico è una sana abitudine da coltivare, specie se sei uno studente universitario: infatti, lo sport stimola la produzione di endorfine, gli ormoni della felicità che ti aiuteranno a mantenere la concentrazione durante i tuoi pomeriggi sui libri.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano vogliamo darti delle linee guida per allenarsi a casa nel modo giusto, sfruttando il tempo libero tra una sessione di studio e l’altra e integrando una serie di risorse come, ad esempio, dei pesi.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come allenarsi a casa e ottenere risultati

Per costruire un piano di allenamento non è necessario per forza iscriversi in palestra: tutti conosciamo le schede di allenamento in palestra, ma in questa guida vogliamo darti degli strumenti per poter procedere in autonomia a casa.

Per godere di tutti i benefici dell’esercizio bastano uno spazio e un paio di manubri. Chiaramente le indicazioni che ti diamo sono solamente dei consigli, che andrebbero approfonditi da specialisti. Vediamo ora quello che c’è da sapere sul piano di allenamento quotidiano.

LEGGI ANCHEForza di volontà: ecco come allenarla e non perderla mai

Perché allenarsi a casa?

Avere un piano di allenamento domestico ha notevoli vantaggi. In primo luogo, risparmierai il tempo del tragitto andata-ritorno verso la palestra: in questo modo potrai conquistare qualche minuto in più da dedicare a qualcos’altro.

In seconda battuta, l’allenamento a casa ti consente un risparmio economico e ti permette comunque di ottenere risultati anche senza l’ausilio di strumenti particolari.

Gli attrezzi per l’allenamento a casa

Per allenarti a casa bastano attrezzi molto semplici e di facile reperibilità. Tuttavia, anche l’allenamento a corpo libero può essere applicato tra le mura domestico: questo impegna diversi muscoli contemporaneamente e ti permette non solo di rinforzare la muscolatura ma anche di migliorare le tue abilità di coordinazione.

Ciò si traduce nella possibilità di muoverti in modo più efficace e a impiegare il tuo corpo in modo mirato.

In generale, gli attrezzi per l’allenamento a casa di facile reperibilità sono, ad esempio:

  • Tappetino da yoga
  • Manubri
  • AB Roller
  • Corda per saltare

Come costruire il tuo piano di allenamento

Lavorare sul tuo piano di allenamento prevede la suddivisione della tua settimana in tempi utili per la tua attività sportiva: quali sono i momenti migliori in cui dedicarti a questa pratica?

Scegli dei momenti ideali per te e, sulla base di quelli, costruisci il tuo allenamento basandoti sugli esercizi di cui ti parleremo.

Esempio di programma settimanale

Vediamo ora un esempio di piano di allenamento settimanale da mettere a punto per bruciare calorie e buttarti alle spalle le tensioni della giornata.

Lunedì

Il lunedì è il giorno che apre la settimana: per iniziare con il piede giusto, potresti dedicarti a 20 minuti di attività cardio e 4- 5 esercizi per incrementare la tua forza.

20 minuti di camminata sia su strada che su un tapis roulant ti aiuteranno anche a liberare la mente dai pensieri che hai accumulato durante la giornata. L’obiettivo è quello di aumentare gradualmente i minuti di attività: inizia con 20 minuti e acquisisci questa abitudine; dopodiché aumenta gradualmente i tempi di allenamento, quando ti sentirai pronto.

Sono molti gli esercizi che puoi provare, dalle flessioni agli addominali. Potresti pensare ad un circuito di questo tipo:

  • 20 Flessioni
  • 30 addominali
  • 20 salti con la corda

Mercoledì

Dopo un martedì di riposo, il mercoledì potresti dedicarti ad attività come lo stretching e gli esercizi a corpo libero. Ad esempio, potresti affrontare una serie che prevede:

  • 20 piegamenti sulle braccia
  • 30 piegamenti sulle gambe
  • 20 salti con la corda
  • 30 addominali classici
  • 20 addominali obliqui

Venerdì

Per chiudere la settimana, potresti attuare il piano di allenamento core che abbiamo presentato per il lunedì. Questo consiste in:

  • 20 minuti di camminata sia su strada che su un tapis roulant
  • Una serie di esercizi come 20 Flessioni, 30 addominali e 20 salti con la corda

Al termine di ogni allenamento non dimenticare di dedicarti allo stretching. L’attività di stretching è fondamentale per chiudere il tuo allenamento e apporta benefici come:

  • Miglioramento della flessibilità e l’elasticità muscolare
  • Prevenzione dei traumi muscolari ed articolari
  • Miglioramento della mobilità articolare
  • Abbattimento dello stress
  • Ottimizzazione della coordinazione dei movimenti e miglioramento della postura

Su come creare un piano di allenamento abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che mettere in pratica i nostri consigli e conquistare questa abitudine così salutare per il corpo e per la mente.

Commenti disabilitati su Piano di allenamento: idee e spunti per costruirne uno perfetto Studiare a Pescara

Read more

Cos’è il copyright e cosa disciplina: ecco quello che c’è da sapere

Cos’è il copyright? Questa è una delle domande più frequenti fra gli studenti di diritto e non solo: la materia è estremamente complessa e tocca una serie di ambiti diversi, da esaminare con attenzione.

In Italia, per copyright intendiamo designare il concetto di diritto d’autore dei paesi di common law, come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, dal quale però differisce, sotto vari aspetti.

Il termine viene però internazionalmente usato anche per indicare anche la normativa sul diritto d’autore degli ordinamenti non di derivazione anglosassone. Il suo simbolo è ©, ma può essere indicato anche con la lettera C fra parentesi.

Ma vediamo ora, concretamente, la definizione di copyright e quali sono le disposizioni normative che regolano questo concetto, nel nostro Paese e non solo.

Quello che devi sapere su copyright e diritto d’autore

Spesso, nella nostra vita quotidiana, ci imbattiamo nel concetto di copyright. Si tratta di un concetto che ha origine nell’Inghilterra del XVI secolo, con l’obiettivo di controllare le opere pubblicate nel territorio. In questa guida dell’Università Niccolò Cusano parleremo proprio di cos’è il copyright e della legislazione in materia, oltre ad un percorso di studi utile per approfondire tutto questo.

Se sei pronto, iniziamo subito.

LEGGI ANCHE – Innovation manager: quello che devi sapere su questa nuova professione

Copyright: una definizione

La prima domanda a cui vogliamo rispondere in questa guida è: cos’è il copyright? Il copyright fa riferimento al sistema di normative afferenti al diritto d’autore a tutela della paternità e dello sfruttamento commerciale di opere di carattere creativo.

Come abbiamo accennato, questo concetto affonda le sue radici nell’Inghilterra del XVI secolo, quando la monarchia inglese emanò i primi provvedimenti in materia. Ciò si rese necessario perché la stampa permetteva di stampare numerose copie di un’opera, rischiando di tralasciare i diritti propri dell’editore.

Con lo Statuto della Regina Anna del 1709, l’Inghilterra introdusse il concetto moderno di copyright, garantendo – allo stampatore di un’opera – una protezione legale della durata di 14 anni.

C’è una differenza di base, infatti, tra il concetto di copyright anglosassone e quello francese (e anche italiano): nel primo caso, il copyright è inteso nell’accezione di diritto patrimoniale; nel secondo si mette al centro la persona, dunque l’autore dell’opera.

Per fare chiarezza:

  • Il copyright nei sistemi anglosassoni nasce con il deposito dell’opera all’Ufficio Copyright;
  • Il diritto d’autore si acquista con la semplice creazione dell’opera, espressione del lavoro intellettuale, senza che sia necessario alcun deposito formale dell’opera.

Cosa tutela il copyright e come funziona

In Italia, il diritto d’autore è un istituto che tutela le opere di carattere creativo.

Ma che cosa intendiamo, nello specifico, per opere di carattere creativo? Sulla base dell’art 1 LA (Legge sul diritto d’Autore) le opere dell’ingegno di carattere creativo appartengono a:

  • Letteratura
  • Musica
  • Arti figurative
  • Architettura
  • Teatro
  • Cinematografia

È bene sottolineare che l’elenco previsto dall’art. 1 LA è considerato esemplificativo: ne consegue che la protezione sia da considerarsi estendibile anche ad opere diverse da quelle espressamente indicate.

Come si ottiene il diritto d’autore

Nel nostro Paese, per ottenere il diritto d’autore, non serve depositare l’opera, come accade ad esempio con il deposito dei brevetti o dei marchi. Per avere la paternità di un’opera, è necessario dimostrare di esserne gli autori e di avere creato l’opera prima di altri.

Per facilitare questa operazione, è consigliabile un deposito dell’opera presso un ente che ne certifichi la data: generalmente, in Italia, questo ruolo è assunto dalla SIAE, che rilascia un attestato di deposito, ma che non vigila sulle eventuali violazioni.

Tutele

Attraverso il copyright, l’autore detiene il diritto esclusivo di utilizzare l’opera e può autorizzarne o rifiutarne la riproduzione, la distribuzione, l’esecuzione o la rappresentazione.

Da qui ne consegue che, in assenza di consenso da parte dell’autore, non è possibile appropriarsi di un’opera o sfruttarne i diritti, anche se l’opera è presente su canali di comunicazione come Internet.

In caso di violazione del diritto d’autore, sono previste diverse sanzioni, sia civili che penali, che variano a seconda della violazione commessa. Tali sanzioni possono inasprirsi se chi utilizza l’opera senza aver ottenuto il consenso dell’autore, lo fa a scopo di lucro.

Quanto dura il diritto d’autore

Secondo l’art. 25 LA, il diritto di utilizzazione economica dell’opera ha una durata pari a tutta la vita dell’autore e fino a settanta anni dopo la sua morte. Decorsi questi termini, le opere diventano di “pubblico dominio” per cui si possono pubblicare liberamente le opere di autori che siano deceduti da più di settanta anni.

Utilizzi senza consenso delle opere

Ci sono dei casi in cui è possibile utilizzare opere protette dal diritto d’autore senza richiedere il consenso. Parliamo, ad esempio, di:

  • Riassunto
  • Citazione
  • Riproduzione di brani o di parti di opera se effettuati per uso di critica o di discussione, oppure per fini di insegnamento, sempre che non vi sia un fine commerciale;
  • Immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico, sempre se non vi è scopo di lucro.

Studiare il diritto d’autore all’Unicusano

Ora che abbiamo visto cos’è il copyright e come funziona, vediamo quali sono i percorsi di studio in cui questa tematica viene affrontata con diverse chiavi di lettura.

Devi sapere che il diritto d’autore si applica anche alle opere di carattere digitale. Il Master I Livello in Sicurezza delle reti informatiche riprende questo concetto nel suo piano di studi, approfondendo nel dettaglio l’applicazione del diritto d’autore nelle opere digitali.

Il nostro Master si rivolge a tutti coloro che intendono acquisire una formazione a 360° sulla sicurezza informatica, al fine di gestire pienamente, dal punto di vista organizzativo e normativo, il processo di sicurezza aziendale e poter attuare piani di intervento volti alla risoluzione delle eventuali minacce causate da un impiego scorretto delle tecnologie informatiche.

I candidati ideali per questo percorso di studi sono laureati almeno di I livello in Informatica, Ingegneria, Fisica, Matematica, Statistica.

La didattica del nostro Master è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Il percorso di studi, della durata di un anno accademico, tratterà tematiche come:

  • Aspetti teorici ed implementativi dei sistemi operativi di rete
  • Fondamenti sicurezza dei sistemi e delle transazioni telematiche. Area Tecnologica Sistemi operativi
  • Reti informatiche
  • Meccanismi di sicurezza
  • Gestione operativa dei sistemi e delle reti informatiche – Sicurezza aziendale
  • Legislazione vigente nazionale ed extra-nazionale nell’ambito della sicurezza – Tutela della privacy – Copyright di materiale digitale – Computer forensic

Il costo di questo Master è di:

  • € 2.300,00 da erogare  in 4 rate
  • € 2.100,00, da erogare in due rate, per laureati in discipline ingegneristiche ed economico-giuridiche da meno di 24 mesi, laureati Unicusano e dipendenti della P.A.

Su cos’è il copyright e sulla sua funzione abbiamo detto proprio tutto, per oggi: per iscriverti al nostro Master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Cos’è il copyright e cosa disciplina: ecco quello che c’è da sapere Studiare a Pescara

Read more

Film sul senso della vita: le 5 pellicole da non perdere

Sei un appassionato di cinema e sei alla ricerca dei migliori film sul senso della vita da vedere?

Eccoti accontentato: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara troverai la nostra top five di film motivazionali che ti guideranno in un viaggio alla scoperta di nuove consapevolezze sull’essenza della vita, offrendoti nuove prospettive e punti di vista innovativi.

Ci sono dei film che, per un motivo o per un altro, sono capaci di farci riflettere e di farci porre una serie di interrogativi importanti sulla nostra vita, sui sentimenti che proviamo e sul nostro ruolo nel mondo. Ti raccontiamo ora trame e curiosità di 5 film sulle domande della vita che non puoi assolutamente perdere.

La top five di film motivazionali da vedere

Il cinema può avere un potere davvero sconvolgente sulla nostra mente:questa forma d’arte ci regala una rappresentazione vivida della realtà, tanto da lasciarci delle impronte e degli spunti da seguire sui cui riflettere a fondo.

Ecco 5 film che sconvolgono, che fanno riflettere e che ti faranno porre una serie di domande a cui, probabilmente, non avresti mai pensato avvalendoti di questa chiave di lettura.

LEGGI ANCHE – Libri di filosofia da leggere assolutamente: la nostra top ten

V per Vendetta

Apriamo la nostra top five di film sul senso della vita con V per Vendetta, un film del 2005 diretto da James McTeigue.

La vicenda si svolge in un Regno Unito futuristico e distopico, trasformatosi in una società totalitaria e militarizzata, governata da un regime repressivo simile a quello del romanzo 1984 di George Orwell, guidato dall’Alto Cancelliere Adam Sutler.

Ad opporsi a questo sistema, un misterioso anarchico di nome V, che si presenta sempre coperto da una maschera di Guy Fawkes.

V è un simbolo: rappresenta la ricerca della libertà e la lotta al potere costituito, che ha lasciato una vera e propria impronta nella cultura popolare. Un film che fa riflettere da vedere assolutamente.

The Big Kahuna

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei film filosofici e sul senso della vita con The Big Kahuna, un kolossal del 1999 che vede come protagonisti attori come Kevin Spacey, Danny DeVito e Peter Facinelli.

I tre protagonisti, venditori di lubrificanti industriali, hanno personalità molto diverse fra loro e hanno come obiettivo, in una convention, quello di incontrare un grande dirigente aziendale che potrebbe cambiare le sorti dell’impresa per cui lavorano.

Ad essere davvero meraviglioso è il filmato motivazionale con il monologo di chiusura, con frasi davvero molto toccanti che ci fanno riflettere:

Non vale la pena di perder tempo con l’invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso

Sette anime

Sette anime è un film del 2008 che vede come protagonista Will Smith, diretto dal celebre regista italiano Gabriele Muccino.

La trama racconta la storia dell’ingegnere aerospaziale Tim Thomas che, per espiare un danno del passato, decide di salvare la vita di 7 persone, che rappresentano appunto le 7 anime. Il film è un percorso, che ci insegna che nonostante gli errori del passato, si può sempre recuperare imparando a fare del bene.

Braveheart – Cuore impavido

Tra i film sul senso della vita non possiamo non citare una pellicola che parla di amore, libertà e coraggio: Braveheart – Cuore impavido.

Questo film del 1995, diretto e interpretato da Mel Gibson, racconta la storia, romanzata, del patriota ed eroe nazionale scozzese William Wallace.

La pellicola ha vinto una serie di prestigiosi riconoscimenti, tra cui 5 Oscar su 10 candidature nel 1996 e un Golden Globe a Gibson per la miglior regia.

A detta di alcuni studiosi, il film ha avuto un impatto notevole sul popolo scozzese: pare che il risvegliarsi delle coscienze abbia portato alla vittoria del sì al referendum sulla devoluzione dell’11 settembre 1997, con conseguente ricostituzione del parlamento scozzese, nel 1998.

Il Piccolo Principe

Chiudiamo la nostra top five di film sulle domande della vita con un film d’animazione legato ad un libro che ha fatto la storia della letteratura: Il Piccolo Principe.

La trama racconta le avventure di un adulto-bambino che si mette in viaggio nel cosmo e incontra, nel suo cammino, una serie di personaggi con diverse caratteristiche.

Un re, un vanitoso, un ubriacone, un uomo d’affari, un uomo che accende e spegne un lampione, un geografo: si tratta di personaggi equivoci, che mettono in risalto il lato ridicolo degli affanni umani. Queste storie hanno lo scopo d’insegnare a vivere: essere coraggiosi tra i vili, buoni tra i malvagi, liberi tra i prepotenti, sinceri tra i bugiardi, saggi in ogni circostanza dell’esistenza.

Il viaggio del Piccolo Principe vuole mettere in evidenza proprio il lato più sincero dell’essere umano, facendoci porre una serie di riflessioni su temi con cui abbiamo a che fare ogni giorno.

Sui film sul senso della vita abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ci resta che augurarti buona visione!

Commenti disabilitati su Film sul senso della vita: le 5 pellicole da non perdere Studiare a Pescara

Read more

Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

I dati personali da Lei inseriti saranno comunicati dall'Università ai propri uffici per iniziative formative mediante l'invio di informative promozionali