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Longitudine e latitudine: cosa sono, come si determinano e a cosa servono

I concetti di longitudine e latitudine fanno riferimento al mondo delle coordinate geografiche,  ossia quegli strumenti che servono per identificare un punto nello spazio o, nello specifico, sulla superficie terrestre.

Ma che cosa designano, nello specifico, questi concetti e quali sono le risorse che i cartografi utilizzano per definire, ad esempio, l’esatta posizione di Roma, di Mosca o di Pechino su una mappa geografica? In questa guida parleremo di latitudine e longitudine, delle coordinate geografiche e di tutto quello che devi sapere su questo argomento.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Cosa sono la latitudine e la longitudine

Ogni punto della superficie terrestre è individuato da due numeri: la sua latitudine e la sua longitudine. Se un pilota o il capitano di una nave deve segnalare la sua posizione su una mappa, sono queste le “coordinate” che dovrà usare.

Vediamo ora una serie di informazioni utili su longitudine e latitudine.

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Per iniziare: cosa sono le coordinate geografiche?

Abbiamo detto che la latitudine e la longitudine sono due dei valori utili per individuare la posizione di un punto sulla superficie terrestre; ebbene, insieme all’altitudine, queste costituiscono, in geodesia, i fattori delle coordinate geografiche.

Ricordiamoci sempre che che la Terra, non essendo piatta, ha bisogno di calcoli basati su quelle che definiamo grandezze angolari,  ossia distanze formate dall’angolo creato dai sue sensi provenienti dall’osservatore verso un punto dello spazio.

Latitudine

La latitudine indica la distanza angolare di un punto dall’Equatore (che ha latitudine 0°). Essendo una grandezza angolare, la latitudine viene espressa in gradi o frazione di gradi: essa può assumere valori nell’intervallo da 0 a 90° N e da 0 a 90° S.

I punti la cui latitudine è un angolo retto sono detti poli. Il polo dal quale la rotazione del pianeta è vista come antioraria è quello nord, l’altro è quello sud. La latitudine nell’emisfero centrato sul polo nord si indica come latitudine nord ed ha un valore di +90 0°; l’altra come latitudine sud,  con un valore di -90 0°.

I punti che hanno la stessa latitudine si trovano sullo stesso parallelo. Se prendiamo ad oggetto la distanza tra ciascun Polo e l’Equatore, che ammonta a 10.002 km, la distanza tra un grado e il successivo di latitudine corrisponde a circa 111 km.

A causa dello schiacciamento dei poli terrestri i meridiani non sono dei cerchi perfetti, bensì delle ellissi. Questo implica che i gradi di latitudine non hanno lunghezze uguali.

Per conoscere la latitudine del posto in cui si è, si prende come riferimento l’altezza della Stella Polare rispetto al punto di osservazione: essa coincide sempre con la latitudine nell’emisfero Nord della Terra. Nell’emisfero Sud si deve prendere come riferimento l’altezza del polo sud celeste, trovato tramite la Croce del Sud, sull’Orizzonte.

Longitudine

Per longitudine intendiamo la coordinata che indica l’arco di equatore compreso fra il meridiano fondamentale Meridiano di Greenwich e il meridiano dell’osservatore.

Questa grandezza angolare viene misurata in sessagesimali su un piano perpendicolare all’asse terrestre e solitamente può assumere valori nell’intervallo da 0 a 180° E e da 0 a 180° W.

Una linea di longitudine costante è anche chiamata meridiano, dalle parole latine meri, una variazione di “medius” che significa “mezzo”, e diem, che significa “giorno”, cioè mezzogiorno. Proprio per questo, a mezzogiorno, diciamo che il Sole “passa al meridiano”. Come usano gli anglosassoni, le ore prima di mezzogiorno sono dette antimeridiane, e quelle dopo mezzogiorno sono dette pomeridiane, con le rispettive abbreviazioni a.m. e p.m.

Per questioni di natura storica, il punto di longitudine zero è rappresentato dal meridiano che passa per l’Osservatorio Astronomico Reale di Greenwich, in Inghilterra.

Posizionato poco ad est di Londra, l’Osservatorio è tuttora un museo aperto al pubblico, e una striscia di ottone, che corre lungo il cortile, indica il “Primo Meridiano”.

Per gli antichi, il meridiano più importante era quello passante dall’isola di Ferro nelle Canarie (situato a 20° a ovest di Parigi). In Italia si è spesso usato, anche in tempi recenti, il meridiano di Monte Mario (Roma), situato a 12° 27′ 10″,93 E in E.D. 1950” da Greenwich; sovente si possono trovare indicazioni leggermente diverse a seconda dell’ellissoide usato, per esempio viene riferita a 12° 27′ 08″,40 secondo il sistema italiano chiamato Roma 40.

Dal meridiano fondamentale deriva anche l’UTC, o tempo coordinato universale.

Parlando del calcolo della latitudine e longitudine e, specificatamente, di quest’ultima bastano un orologio (o meglio un cronometro) e una meridiana. L’orologio deve segnare l’ora di Greenwich. Semplificando: leggendo l’ora locale dalla meridiana e calcolando la differenza con quella dell’orologio si trova la longitudine (15° per ogni ora).

Tempo locale e tempo universale

Ora che abbiamo parlato di longitudine e latitudine, citiamo anche due concetti importanti fortemente connessi ad essi:  si tratta del Tempo Locale (TL) e il Tempo Universale (TU).

Per Tempo Locale intendiamo una misura della posizione del Sole in relazione a una data località. Alle ore 12 (mezzogiorno) del tempo locale, il Sole passa per il sud e si trova alla sua massima distanza dall’orizzonte (nell’emisfero boreale). Attorno alle 6 antimeridiane sorge, e attorno alle 6 pomeridiane tramonta. Utilizziamo il tempo locale per regolare la nostra quotidianità, dai ritmi di lavoro al momento dei pasti e le ore di sonno.

Ammettiamo però di voler sapere quando si è verificato un particolare evento astronomico. Per far ciò abbiamo bisogno di un unico orologio, su cui ognuno, in tutto il mondo, sia d’accordo, e non legato quindi a una certa località. Si tratta del Tempo Universale (TU), che può essere definito (con qualche leggera imprecisione) come il tempo locale di Greenwich, in Inghilterra, dove si trova il meridiano zero.

Studiare la Terra e la geografia: Master Unicusano

Conoscere la geografia è particolarmente importante per alcune professioni: specializzarsi è fondamentale per rafforzare le proprie competenze e le abilità specifiche sul campo.

I Master e i corsi di perfezionamento dell’Università Niccolò Cusano sono la soluzione ideale per approfondire le tue conoscenze e intraprendere un percorso di formazione utile per rilanciarti sul mercato del lavoro.

Ad esempio, uno dei Master Unicusano che trattano la geografia è proprio il Master I Livello in Strumenti didattici per l’insegnamento della geografia. Per accedere al Master è necessario avere almeno una laurea di primo livello.

Il Master ha la finalità di trasmettere, in particolare agli insegnanti di materie geografiche, le capacità necessarie per una didattica attenta alle problematiche dei nostri tempi e supportata da strumenti e metodi adeguati e innovativi.

In particolare, il Master intende fornire gli strumenti teorici e le conoscenze pratiche necessarie per agevolare l’insegnante nella predisposizione dei corsi fornendo le basi metodologiche e conoscitive di una vasta gamma di argomenti che vanno dalla cartografia, alla geografia economica, alla geografia del turismo, alla geografia urbana, alla geografia culturale, alla geopolitica senza trascurare la cartografia, i rapporti tra uomo e ambiente e l’analisi della popolazione con particolare riguardo ai flussi migratori.

La didattica del Master, della durata di 1500 ore, viene erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Il materiale didattico prevede:

  • Lezioni video e materiali per la formazione a distanza (FAD) appositamente predisposto;
  • Eventuali test di verifica di autoapprendimento.

Gli studenti che risulteranno regolarmente iscritti al Master dovranno presentare una tesina finale che accerti il conseguimento degli obiettivi proposti presso la sede dell’Università sita in Roma – Via Don Carlo Gnocchi 3.

Per iscriverti al nostro Master o agli altri percorsi di formazione Unicusano, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Uscire dalla zona di comfort: ecco perché (e come) farlo

Uscire dalla zona di comfort è uno dei passaggi più difficili da realizzare, soprattutto perché ci mette davanti alla paura di fare il primo passo.

La capacità di correre dei rischi uscendo dalla tua zona comoda è sicuramente il modo migliore per crescere, per sfidare te stesso e metterti davanti a nuove opportunità.  Per fare questo salto, dovrai in un certo senso rompere le catene della paura e trovare il coraggio necessario per affrontare ciò che più ti mette in difficoltà, dalle attività più abbordabili a quelle più complesse.

Tenere un discorso in pubblico, illustrare un progetto di lavoro importante, affrontare una competizione: queste sono solo alcune delle situazioni che potrebbero darti del filo da torcere e che dovrai affrontare nella tua carriera universitaria e non solo.

In questa guida ti spiegheremo che cosa intendiamo per comfort zone, perché dovresti uscirne e quali sono i modi migliori per farlo. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come uscire dalla comfort zone e raggiungere i tuoi obiettivi

Devi tenere un discorso, ma la folla ti terrorizza. Sai che è il momento giusto per chiedere un aumento di stipendio, ma non sai come affrontare il coraggio di avvicinarti al tuo capo. Il lavoro che stai facendo ora non soddisfa più, ma trovare qualcosa di nuovo è spaventoso. Come fare per superare questi blocchi? Devi uscire dalla zona di comfort. Ecco i consigli dell’Università Niccolò Cusano per intraprendere questo processo.

LEGGI ANCHE – Poteri della mente: quello che devi sapere per potenziare il cervello

comfort zone

Zona di comfort: una definizione

Quando parliamo di zona di comfort facciamo riferimento ad un concetto psicologico che può aiutarti ad abbracciare i rischi e apportare cambiamenti nella tua vita, fino ad ottenere una crescita personale reale.

Volendo definire la comfort zone, possiamo dire che si tratta di

“Uno spazio comportamentale in cui le attività e i comportamenti si adattano a una routine e un modello che riduce al minimo lo stress e il rischio”

Da questa definizione, deduciamo che nella zona di comfort ritroviamo un senso di familiarità, sicurezza e certezza. Quando usciamo dalla nostra zona di comfort, stiamo correndo un rischio e ci apriamo alla possibilità di stress e ansia; non siamo abbastanza sicuri di cosa accadrà e di come reagiremo.

In altre parole, la nostra zona di comfort è il posto in cui siamo più a casa. Chiaramente, uscire dalla zona di comfort, seppur espone a qualche rischio in più, può creare le condizioni per prestazioni ottimali.

Pensaci: hai mai fatto qualcosa di cui andavi veramente fiero quando eri in modalità pilota automatico?

Perché uscire dalla comfort zone

Secondo alcuni, “la vita inizia alla fine della tua zona di comfort“. Ma quali sono le ragioni per la quale uscire dalla tua comfort zone rappresenterebbe la scelta migliore per te? Eccone alcune:

  • Sfidare te stesso e crescere: fare un passo fuori dalla propria zona di comfort è un fattore importante, quasi universale, nella crescita personale. Come possiamo aspettarci di evolvere nelle nostre vite e carriere se ci limitiamo solo all’abitudine e alla routine?
  • Provare cose nuove migliora la creatività: diventando una persona che prende regolarmente rischi calcolati, sfida se stesso e cerca cose nuove, coltiverai l’apertura all’esperienza. Con l’esperienza si innescano l’immaginazione e la curiosità, spinte propulsive per il tuo lato più creativo;
  • Assumere dei rischi e invecchiare meglio: le nostre zone di comfort tendono a ridursi quando invecchiamo, ma se riusciremo a espanderci, ci apriremo ad una maggiore soddisfazione e miglioreremo il benessere man mano che invecchiamo. In uno studio americano del 2013 è stato dimostrato che l’apprendimento di nuove e impegnative capacità può aiutarci a rimanere reattivi mentre invecchiamo.

Come uscire dalla zona di comfort: 5 consigli

Abbiamo visto perché uscire dalla zona di comfort è utile per crescere e per stimolare alcuni aspetti della personalità. ma quali sono, nel concreto, le azioni da intraprendere? Ecco 5 consigli per superare i tuoi limiti e metterti alla prova.

1 – Sfida te stesso con piccole attività

La prima cosa da fare per superare il disagio è identificarlo e affrontarlo a piccole dosi. Come? Conduci delle attività che ti mettono a disagio e che, in qualche modo, ti fanno gravitare fuori dalla tua comfort zone.

Negozia il prezzo di una cena in un ristorante, abbraccia un estraneo, entra in contatto telefonico con una persona che reputi interessante ma che non hai mai avuto il coraggio di abbordare. Se non sei pronto per fare un grande salto, fai un piccolo passo avanti.

2 – Allenati

Esistono degli esercizi per uscire dalla zona di comfort? Sicuramente si: una delle cose che devi fare assolutamente è immaginarti lo scenario peggiore in cui potresti trovarti assumendoti determinati rischi,

Poniti domande come:

  • Qual è la cosa peggiore che potrebbe accadere?
  • In che modo potrei reagire?
  • Qual è il meglio che potrebbe accadere?
  • Io o gli altri ne potremmo trarre beneficio?
  • Ci sono aspetti negativi nel rimanere dove sono?
  • Cosa mi trattiene?

La cosa migliore sarebbe scrivere le risposte a queste domande su un foglio e riflettere sulla panoramica che vedrai sotto gli occhi.

3 – Vivi il fallimento come un’opportunità

Molti di noi hanno così tanta paura di fallire che preferirebbero la prospettiva di non fare nulla all’idea di inseguire sogni e progetti.

Inizia a trattare il fallimento come insegnante. Che cosa hai imparato dall’esperienza? Come puoi portare quella lezione alla tua prossima avventura per aumentare le tue possibilità di successo?

Il fallimento non è qualcosa da demonizzare e può essere trasformato in opportunità se vissuto in modo sano.

4 – Accetta la tua vulnerabiltà

Puoi giocare sul sicuro e fare sempre la cosa più prevedibile, oppure puoi spingerti un po’ più in là e assumerti dei rischi. Uscire dalla tua zona di comfort ti farà sentire più vulnerabile, perché sarai più esposto: questa è una parte cruciale del processo.

Avrai paura. Ma andare avanti – pur sapendo che il fallimento è una possibilità – ti aiuterà a impostare obiettivi nuovi e più alti e a sfidare te stesso, cercando di migliorarti e di crescere.

Avere paura è normale quando si approcciano nuove cose: l’importante è saperla dominare e non lasciarsi sopraffare da questo sentimento.

5 – Visualizza il successo

Spesso quando viene chiesto alle persone di uscire dalla loro zona di comfort, pensano a tutte le cose che potrebbero andare storte. Invece, chiudi gli occhi e visualizza chiaramente come si presenta un risultato positivo. Dove sei? Chi è con te? Cosa fai? Come percepisci il successo?

Crea quell’immagine potente ogni volta che senti la paura uscire dalla tua zona di sicurezza, fissala nella mente e ricercala quando hai bisogno di un’iniezione di fiducia.

6 – Coinvolgi altre persone

Capita spesso di sentirsi spli nella paura dell’ignoto. Quando provi qualcosa di nuovo, chiedi ad un amico fidato, un collega o un mentore di poter condividere le tue preoccupazioni e i tuoi timori.

Chiedi loro come hanno superato la loro paura di uscire dalla loro zona di comfort. Non solo questa collaborazione ti darà una spalla su cui appoggiarti, ma imparerai anche nuovi trucchi del mestiere su come correre il rischio.

Come avrai capito, per intraprendere questo percorso servono tempo e tranquillità. fondamentali per vivere il tutto con serenità e superare la paura. Siamo certi che, grazie ai nostri consigli, riuscirai a sfidare te stesso e a porti nuovi ed ambiziosi obiettivi.

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Poteri della mente: quello che devi sapere per potenziare il cervello

Che cosa intendiamo quando parliamo di potere della mente?

Il nostro cervello è l’equivalente di un supercomputer umano. Chiaramente il suo funzionamento è più complicato di qualsiasi altro computer e massimizzare la sua abilità è essenziale per avere successo nella vita. La forza della mente è il centro di comando che controlla tutto ciò che fai, determinando come pensi, senti e agisci.

In poche parole: quando il tuo cervello lavora al massimo delle prestazioni, ti permette di essere il migliore perché controlla il resto.

In questa guida parleremo proprio della forza del cervello, cercando di capire in che modo questo determina le nostre azioni e il nostro approccio alla vita professionale e personale. Se sei pronto, iniziamo subito.

Quello che devi sapere sulla forza della mente

Ci sono alcune influenze di base sul cervello che modellano il modo in cui funziona e in che misura si sviluppa, compresi i geni, il parlare di sé, le esperienze di vita, lo stress e lo studio. Sebbene queste cose influenzino il cervello, non determinano quanto lontano puoi andare o cosa puoi imparare. In altre parole, il potere della mente positiva può farti davvero arrivare dove desideri. Vediamo i consigli e i meccanismi che regolano il cervello nei prossimi paragrafi di questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara.

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Connessione corpo-mente: quando la usiamo in modo sbagliato

Mente e corpo sono in stretta connessione tra loro e tutto ciò su cui lavorerà la mente si ripercuoterà inevitabilmente anche sul corpo.

Il frutto di questa connessione sono le emozioni: ad esempio, quando sei in imbarazzo le tue guance diventano rosse, quando covi rancore ti brucia lo stomaco, quando provi paura il tuo cuore accelera i battiti.

Ci sono essenzialmente due casi estremi in cui viviamo uno scorretto utilizzo della connessione mente-corpo:

  1. Quando pensiamo troppo e non agiamo: in tal caso alzeremo i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. I nervi ci arriveranno a fior di pelle, saremo nervosi, irascibili e scontenti di noi stessi. La nostra autostima andrà sotto i piedi. La mente produce energia ma il corpo, non agendo, non la scarica.  Ciò porta ad un senso di frustrazione difficile da somatizzare;
  2. Agiamo senza riflettere: quando pensiamo troppo poco e agiamo d’impulso, spesso incappiamo in situazioni poco gradite. L’intuito è importante, ma bisogna imparare a dosarlo e ad ascoltarlo, cercando di captarne gli impulsi in modo sano.

Come potenziare il cervello in 4 passi

ll cervello è una grande macchina: cosa ci impedisce di farla funzionare nel modo giusto? Ecco 4 passaggi da mettere in atto per sfruttare il potere della mente, superando tutte le barriere.

Agisci sulle tue convinzioni

Molte persone non credono di poter imparare, padroneggiare le conoscenze o diventare “intelligenti”. Queste sono credenze profondamente radicate per molti, e alla fine, se non ci crediamo, non riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi. Cambia le tue convinzioni e lavora su te stesso: le capacità di apprendimento della tua mente sono straordinarie, perciò lavora sullo sviluppo del tuo potenziale.

Diventa appassionato di apprendimento

Alcune persone semplicemente non hanno il desiderio di imparare. Possono essere pigri o non vedere l’impatto positivo che l’apprendimento avrebbe su di loro. Non hanno passione dentro che li spinge ad imparare.

La soluzione? Diventa appassionato di apprendimento. Questo richiederà un po’ di lavoro, ma l’unico modo per farlo è iniziare a conoscere cose che hanno un impatto immediato nella tua vita. Conoscere nuove cose e allargare i tuoi orizzonti ti aiuterà molto a sbloccare il potere della mente e a massimizzare la resa.

Reperisci le fonti giuste per la tua conoscenza

Ciò che impedisce ad alcune persone di apprendere è che scelgono di non accedere o non hanno accesso alla conoscenza. La conoscenza viene da esperienze, libri, persone e altri “dispensatori di conoscenza.

Dobbiamo attingere a quella conoscenza: il tuo lavoro è cercare informazioni e conoscenze, testarle e farle funzionare nella tua mente per vedere se è vero, e se può essere applicato correttamente alla tua vita per renderlo migliore e aiutarti ad avere successo. È necessario pesare e misurare ciò che si impara per ottenere la giusta conoscenza: ciò ti porterà a potenziare la tua mente e a migliorare il tuo approccio verso l’esperienza.

Studia e disciplina te stesso

Acquisire conoscenza è un impegno serio che richiede tanto tempo e lavoro su te stesso. Disciplina te stesso attraverso lo studio. Il processo di apprendimento è lungo: possiamo imparare ad accelerarlo, ma è ancora un processo di lettura, ascolto, revisione, ripetizione, applicazione della conoscenza, esperienza dei risultati, riaggiustamento.

Lentamente ma sicuramente, quando ti disciplinerai, acquisirai conoscenza e imparerai. E quando lo fai, sbloccherai il potenziale della tua mente. L’apprendimento è possibile , indipendentemente dalla tua età. Non sei mai troppo giovane o troppo vecchio. La tua mente è stata creata per imparare e ha una grande capacità di farlo.

Studiare psicologia: Master Unicusano

Se la psicologia è la tua passione più grande e lo studio del cervello ti affascina, i Master dell’Universitò Niccolò Cusano sono la soluzione ideale.

Oltre a Corsi di laurea in psicologia, la nostra offerta formativa prevede anche Master di I e II livello, utili per migliorare le tue conoscenze e acquisire una specializzazione più marcata.

Ad esempio, il Master I Livello in La comunicazione: aspetti cardini alla luce della Second Brain Psychology (Psicologia del Secondo Cervello) affronta aspetti cardini della comunicazione dal punto di vista della Second Brain Psychology (Psicologia del Secondo Cervello), andando a fornire una visione più completa che tiene conto dell’influenza del Secondo Cervello – cervello del tratto gastro-enterico – nel suo ruolo di mente inconscia ed emotiva, sulla comunicazione – verbale, non-verbale e simbolica – per offrire nuovi orizzonti a chi pratica una professione imperniata in qualche modo sulla comunicazione, compresa quella visiva.

Il Master ha l’obiettivo di ampliare la comprensione del concetto di comunicazione alla luce della Psicologia del Secondo Cervello, la quale ha codificato i processi psico-emotivi della mente inconscia del Secondo Cervello e il suo ruolo nella comunicazione. I corsisti acquisiranno, quindi, una consapevolezza degli effetti della comunicazione verbale, non-verbale, visiva e simbolica che integra il complesso legame tra mente inconscia del Secondo Cervello, simbolismi, psiche e emozione.

La didattica del Master è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. In questo modo potrai formarti in qualunque momento, coniugando l’impegno universitario anche con un’eventuale attività lavorativa.

Tra le materie affrontate in questo Master:

  • Antropologia della comunicazione
  • Nuovi orizzonti sulla comunicazione
  • Il Secondo Cervello sotto il profilo biologico
  • Nuova visione della psiche: il ruolo del Secondo Cervello
  • Comunicazione e comportamento: il legame inscindibile, con laboratorio
  • Le esigenze inconsce del Secondo Cervello nella comunicazione, con laboratorio
  • Equivoci nella comunicazione verbale e non-verbale, con laboratorio
  • Conflitti nella comunicazione – i retroscena della mente inconscia, con laboratorio
  • La comunicazione come linguaggio simbolico, con laboratorio
  • I simbolismi della mente inconscia nelle arti visive, con laboratorio
  • La comunicazione nello sviluppo della psicologia del bambino, con laboratorio
  • L’importanza dell’affidamento condiviso: modalità ed effetti
  • L’effetto dei ruoli simbolici dei genitori, anche nell’affidamento, con laboratorio
  • Effetti della comunicazione simbolica sulla salute nei disturbi psicosomatici, con laboratorio
  • Disturbi psicosomatici: panoramica nella realtà medica
  • La comunicazione nei vari ambiti della vita e nelle professioni, con laboratorio

Per iscriverti a questo Master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Forza di volontà: ecco come allenarla e non perderla mai

La forza di volontà è una risorsa importante, soprattutto per uno studente universitario. Lavorare sulla tua volontà è fondamentale per tenere alta la motivazione, anche nei momenti in cui ti sembra che sia in calo.

Saper dire di no alle tentazioni non è semplice: una distrazione, una telefonata di un amico, un aperitivo possono distoglierti dall’obiettivo e farti perdere il focus su ciò che stai cercando di ottenere.

In questa guida vedremo come essere determinati nello studio, ma anche nel lavoro e quali sono i migliori consigli da seguire per aumentare la forza mentale.

Ecco come essere determinati e aumentare la forza mentale

La determinazione è un aspetto importante nel contesto di un percorso universitario: vediamo insieme come rafforzarla seguendo alcuni accorgimenti.

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Cos’è la forza di volontà

Se il tuo problema è la mancanza di forza di volontà, non temere: inizieremo questa guida con una definizione di forza di volontà e con i migliori consigli da seguire per mantenere sempre alta la motivazione.

Per forza di volontà intendiamo una vera e propria spinta che entra in gioco nel momento in cui resisti alla tentazione di fare qualcosa o al contrario quando decidi di compiere un’azione che magari non ti piace.

Si tratta, dunque, di un potere interno importantissima per ciascuno di noi, che ci aiuta ad agire anche quando sappiamo che non abbiamo voglia di intraprendere determinati (ma necessari) percorsi.

Anche la disciplina è strettamente legata alla forza di volontà e insieme, possono diventare un carburante potentissimo, non solo per la crescita personale, ma per tutti gli obiettivi della tua vita. Banalmente, avere volontà può aiutare a smettere di procrastinare o a imporsi di svegliarsi un’ora prima al mattino.

La volontà ci aiuta a dire di no e a mantenere saldo il nostro focus.

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L’esperimento dei marshmallow

Per farti capire meglio che cos’è la volontà, citiamo qui uno degli esperimenti più riusciti in questo ambito, noto come l’esperimento dei marshmallow.

Questo studio, pubblicato negli anni ’60 dal Dr Walter Mischel, uno psicologo della Stanford University, è stata condotto in una classe di 30 bambini di 4 anni.

L’insegnante tirò fuori un vassoio pieno di mashmallow e disse ai bambini: “C’è un marshmallow per ognuno di voi ora. Dovrò però assentarmi un attimo, e se aspetterete che torni allora vi darò due marshmallow.”

Il test ha evidenziato che circa un terzo dei bambini prese il marshmallow subito. Quelli che decisero di provare ad aspettare trovarono dei modi per distrarsi e, al rientro dell’insegnante, ebbero come promesso due marshmallow.

Dopo circa 14 anni da questo esperimento, i ricercatori condussero un sondaggio su quello stesso gruppo di 30 bambini, ormai diventati adolescenti. Il Dr Mischel confrontò gli studenti seguendo una serie di specifici criteri, come le performance scolastiche, le abilità sociali e la popolarità. Egli trovò che i bambini che avevano aspettato per avere il secondo marshmallow da bambini avevano maggior successo in tutti gli aspetti presi in considerazione.

Ne possiamo dedurre che, secondo lo studio, i bambini con autodisciplina e forza di volontà diventano adulti più realizzati e felici.

Aumentare la forza di volontà: 3 consigli

Ora che abbiamo visto che cos’è la forza di volontà e perché è importante, vediamo 3 consigli dedicati agli studenti dell’Università Niccolò Cusano per rafforzare questo aspetto e ottenere migliori performance nello studio e non solo.

essere determinati

1 – Fissa degli obiettivi

Il modo migliore per ottenere risultati concreti e non perdere mai il focus consiste nel fissare degli obiettivi SMART. Cosa significa avere degli obiettivi SMART? L’acronimo SMART sta per:

  • Specifico: gli obiettivi devono essere sempre specifici e ben definiti. In questo modo sarà estremamente più semplice riuscire a misurare i risultati e procedere verso la meta. Ad esempio, un obiettivo specifico è “voglio studiare 4 capitoli di questo libro al giorno invece di due”. Non è specifico un obiettivo come “voglio studiare di più durante il giorno”;
  • Misurabile: stabilisci dei criteri concreti per misurare i tuoi progressi;
  • Accessibile: se ti poni un obiettivo, è importante che tu sia cosciente di possedere capacità, competenze e risorse per perseguirlo;
  • Realistico: questo valore fa riferimento proprio alle potenzialità del tuo obiettivo di vedersi effettivamente realizzato. Meglio scegliere un obiettivo meno ambizioso, piuttosto che puntare troppo in alto con il rischio di non arrivarci;
  • Definito nel Tempo: un obiettivo dovrebbe avere una scadenza precisa, senza di essa manca il senso di urgenza. Ad esempio, un obiettivo tempificato potrebbe essere: “voglio terminare lo studio di questo libro entro lunedì 3 maggio”.

2 – Scendi a patti con te stesso

Contratta con te stesso e rafforza gli obiettivi che hai fissato prendendo una decisione “inviolabile”. Per essere determinato e disciplinato, inizia rompendo le tue abitudini dannose, allenando la tua forza di volontà.

Una buona soluzione potrebbe essere quella di scrivere su un foglio:

Io mi impegno a …

Dopodiché, appendi questo foglio sulla tua scrivania e tieni a mente le tue parole quando la disciplina inizia a vacillare.

3 – Allena il muscolo della volontà

Secondo Roy Baumesteir e altri noti ricercatori del settore, la forza di volontà è come un muscolo e, di conseguenza, può essere allenato.

A questo punto, prendi un foglio e annota una serie di piccole cose che potresti fare ogni giorno per esercitarti ad aumentare questa forza.

Ecco un paio di esercizi che potresti fare, suggeriti da Remez Sasson:

  • Conta le parole: l’esercizio consiste nel prendere un libro e contare accuratamente tutte le parole che ci sono in un paragrafo. Conta solo con gli occhi, senza tenere il segno con il dito o parlare a voce bassa. Dopo che hai terminato, riconta di nuovo per verificare se hai contato bene. L’esercizio serve per lavorare sull’autocontrollo, sulla pazienza e sulla concentrazione;
  • Cambia scarpa: in questo caso, dovrai cambiare il modo che hai di mettere le scarpe per qualche giorno. Ad esempio, se solitamente metti prima la scarpa destra, inverti quest’ordine mettendo prima la sinistra. Si tratta di un gesto automatico e questo esercizio ti permette di rompere l’automatismo e la routine, facendoti acquisire maggiore consapevolezza sulle tue abitudini.

Frasi sulla forza di volontà

Chiudiamo la nostra guida con i migliori aforismi sulla forza di volontà, che possono aiutarti a ritrovare la motivazione e la disciplina anche nei momenti più difficili.

  • “Si può sconfiggere il generale che comanda tre armate, ma non si può smuovere la ferma volontà di un uomo semplice” – Confucio
  • “La volontà può e deve essere motivo d’orgoglio più dell’ingegno” – Honoré de Balzac
  • “Nei nostri pensieri ha molta più parte la volontà che l’intelligenza” – Hugo Von Hofmannsthal
  • “Una briciola di volontà pesa più di un quintale di giudizio e persuasione” – Arthur Schopenhauer
  • “Dove c’è una grande volontà non possono esserci grandi difficoltà” – Niccolò Machiavelli
  • “La forza non deriva dalle capacità fisiche, ma da una volontà indomita” – Mahatma Gandhi
  • “La forza di volontà attraversa anche le rocce” – Proverbio giapponese

Sulla forza di volontà abbiamo detto tutto, per oggi: siamo certi che, grazie ai consigli dell’Università Niccolò Cusano, riuscirai a non perdere il focus sui tuoi obiettivi e a raggiungere grandi risultati.

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Innovation manager: quello che devi sapere su questa nuova professione

L’innovation manager è una figura professionale relativamente nuova sul mercato, ma già molto ricercata da aziende e multinazionali. C’è da dire che, ad oggi, la gestione dell’innovazione è un processo che coinvolge sia i prodotti che l’organizzazione di un’azienda, ed è di vitale importanza avere un professionista che monitori e incentivi questo processo.

Solo attraverso l’innovazione, infatti, le imprese possono dare vita a nuove idee creative e a perfezionare i loro prodotti e servizi, allineandoli sempre di più alle esigenze dei consumatori.

La velocità con cui si evolvono mezzi e sistemi produttivi impone ai manager aziendali di rinnovare queste risorse, investendo sul cambiamento e sul perfezionamento continuo, per adeguarsi ai tempi che corrono.

Ma come funziona il processo di innovazione nelle aziende e che ruolo ha l’innovation management in tutto questo? Scopriamolo subito nei prossimi paragrafi della nostra guida.

La gestione dell’innovazione nelle imprese

In che modo viene gestita l’innovazione nelle imprese? Come è possibile capire quale business fare oggi? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi della nostra guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano.

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innovation management

Innovazione: una definizione

Dare una definizione univoca di innovazione non è semplice: questa può essere interpretata in tanti modi, soprattutto in relazione al mondo business. Quello che possiamo dire è che il processo innovativo per un’azienda vuole:

  • Creare punti differenziali significativi per prodotti e servizi rispetto alle alternative attuali;
  • Soddisfare le esigenze dei consumatori non soddisfatte, offrendo nuovi modi per raggiungere gli obiettivi o rendere le vite o i lavori più semplici, migliori, più felici, più eccitanti, soddisfacenti o più produttive;
  • Consentire ai marchi di competere in nuovi mercati o segmenti;
  • Catturare l’immaginazione dei consumatori per aumentare la lealtà.

Volendo dare una definizione di innovazione, possiamo dire che:

Per Innovazione si intende l’introduzione di un prodotto, di un processo, di un servizio o di una soluzione che siano nuovi o significativamente migliorati rispetto alle attuali caratteristiche o usi dell’impresa, inclusi miglioramenti significativi nelle caratteristiche tecniche, nei componenti e materiali (software compreso), nella praticità per l’utente o in altre caratteristiche funzionali. Tale innovazione può utilizzare nuove conoscenze o tecnologie o può essere basata su nuovi usi o su combinazioni di conoscenze e tecnologie già esistenti.

Prima di passare all’innovation management vero e proprio, parliamo ora della gestione dell’innovazione nelle aziende e perché questo processo è così importante.

Aziende e innovazione: gestione del processo

Come abbiamo detto, la gestione dell’innovazione prevede un insieme di strumenti che permettano ai manager e agli ingegneri di cooperare per una comprensione dei processi e degli obiettivi in comune. Il fine unico è quello di innovare processi e organizzazioni, per permettere la nascita e lo sviluppo di idee nuove.

La gestione dell’innovazione, dunque, permette all’organizzazione di rispondere ad opportunità esterne o interne, e di usare la propria creatività per introdurre nuove idee, processi o prodotti, svincolandosi dall’area di “Ricerca e Sviluppo”.

Qui possiamo fare leva sul concetto di open innovation, che designa:

che le imprese possono e debbono fare ricorso ad idee esterne, così come a quelle interne, ed accedere con percorsi interni ed esterni ai mercati se vogliono progredire nelle loro competenze tecnologiche

Dunque, per essere più competitive nell’attuale panorama, le imprese hanno bisogno di investire nell’innovazione. In sintesi, il processo serve per:

  • Introdurre di nuovi prodotti/servizi o nuove linee;
  • Modificare prodotti o servizi già esistenti per renderli ancora più in linea con le esigenze dei consumatori e del mercato;
  • Ideare nuove modalità organizzative all’interno di tutto il team, oltre che nuovi processi di produzione e modi di lavorare.

Chiaramente, per gestire l’innovazione, le aziende e i dipendenti delle stesse si servono di alcuni strumenti, che possono essere, ad esempio:

  • Brainstorming;
  • Gestione del ciclo di vita del prodotto;
  • Pianificazione del product lining;
  • Gestione dell’idea.

Chi è l’innovation manager

Parliamo ora di innovation management in senso stretto, introducendo la figura dell’innovation manager. Come abbiamo accennato, il manager dell’innovazione ha come sua task principale quella di guidare e amministrare una serie di processi orientati alla costruzione di un sistema di innovazione aziendale strutturato.

Nella fattispecie,  il suo ruolo prevede l’analisi e monitoraggio di tutte le funzioni del business, per capire se queste hanno bisogno di un intervento o se sono sensibili in tema innovazione.

Soprattutto nelle grandi aziende, l’innovation manager è una figura interna allo staff, ma talvolta può essere anche un consulente esterno che viene inserito nell’organico per assolvere ai suoi compiti.

Tra le competenze indispensabili di un innovation manager, menzioniamo sicuramente:

  • Un solido background in economia e marketing, utile soprattutto a comprendere ed esaminare il mercato in cui l’azienda si muove;
  • Soft skills come l’autonomia e la flessibilità, che ben si adattano a tutti i contesti aziendali;
  • Conoscenza dei modelli organizzativi e attitudini alla gestione degli stessi;
  • Elevate conoscenze del mondo tech;
  • Creatività e fantasia per dare vita a nuovi progetti;
  • Capacità relazionali spiccate.

Vediamo ora come si possono acquisire queste competenze e diventare innovation manager con un percorso di studi ad hoc.

Diventare innovation manager con Unicusano

Diventare innovation manager e gestire l’innovazione nelle aziende è il tuo sogno più grande? Con l’Università Niccolò Cusano puoi finalmente realizzarlo: nella nostra offerta formativa sono presenti Corsi di Laurea ad indirizzo economico ed un master incentrato proprio su questa professione.

Dopo una laurea in economia, che ti permette di acquisire solide basi in ambito economico, finanziario, di marketing e management, puoi optare per un Master in grado di affinare le tue capacità.

Per lavorare su una formazione specifica sull’innovazione e l’impiego delle nuove tecnologie all’interno delle imprese, il nostro Master II Livello in Management dell’innovazione e delle nuove tecnologie è l’ideale.

Per accedere al Master, è necessario possedere una laurea di secondo livello; come abbiamo detto, i Corsi di Laurea dell’area economica sono perfetti per acquisire le conoscenze che ti servono per intraprendere questa professione.

I destinatari di questo percorso formativo sono sia giovani neolaureati, sia imprenditori, ricercatori e funzionari della PA.

La didattica del Master è erogata online  in modalità e-learning, con piattaforma accessibile 24 ore su 24. La didattica, elaborata dai migliori esperti del settore, prevede:

  • Lezioni video e materiale fad appositamente predisposto;
  • Test di verifica di autoapprendimento.

Il programma del Master è completo e variegato, perché affronta il processo innovativo a 360 gradi. Tra le tematiche che verranno affrontate menzioniamo:

  • Innovazione nelle imprese: dalla teoria alla pratica;
  • Knowledge Economy (KE): principi e prassi;
  • Technology Transfer: principi e prassi;
  • Project Management e innovazione;
  • Metodi di assessment dell’innovazione;
  • Tutela della proprietà intellettuale;
  • Risorse umane e innovazione;
  • Comunicazione e promozione dell’innovazione.

Alla fine del percorso di formazione previsto dal Master, gli studenti dovranno sostenere un esame finale, volto alla verifica delle conoscenze effettivamente acquisite.

Su come diventare innovation manager abbiamo detto proprio tutto, per oggi.

Iscriviti subito al nostro Master e trasformati in uno dei professionisti più ricercati del mercato del lavoro: contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Libri di filosofia da leggere assolutamente: la nostra Top Ten

Curioso di scoprire quali sono i migliori libri di filosofia da leggere?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti consiglieremo 10 titoli da leggere che riguardano la filosofia, adatti anche a neofiti di questa disciplina.

La filosofia esercita, da sempre, un certo fascino anche negli studenti universitari. Si tratta di una disciplina con una storia antichissima ma che, oggi più che mai, ci è utile per crescere, conoscere noi stessi e affrontare le grandi sfide della modernità.

Ti proponiamo infatti 10 libri di filosofia da leggere, facili da comprendere, per entrare in questo bellissimo universo di saggezza, o per riscoprirlo. Se sei pronto, iniziamo subito.

10 libri da leggere assolutamente sulla filosofia

Sei un amante della filosofia ma non sei mai riuscito a comprenderla a fondo?  Per fare anche solo un primo passo, basta davvero poco: tra i classici da leggere della disciplina e i romanzi, ecco 10 libri che parlano di filosofia e che sono perfetti anche per chi si approccia alla materia per la prima volta.

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libri filosofici

Lettera sulla felicità – Epicuro

Tra i libri di filosofia da leggere, per iniziare ti consigliamo un grande classico, piuttosto semplice da comprendere ma molto affascinante: Lettera sulla felicità di Epicuro.

Si tratta di un breve scritto che il filosofo greco realizzò nel III secolo a.C., sotto forma di epistola inviata ad un suo allievo. Per questa ragione il testo ha un regime molto colloquiale, che permette una comprensione delle tematiche più care all’autore, rientranti in un unico cappello: la felicità e la ricerca della stessa.

Al di là del bene e del male – Friedrich Nietzsche

Tra i libri da leggere nella vita, rientrano sicuramente i testi di Nietzsche. In questo caso citiamo nella top ten Al di là del bene e del male, un vero e proprio capolavoro del pensatore, che rispecchia in pieno il suo pensiero filosofico.

Per Nietzsche tutte le dottrine filosofiche di ogni tempo, pur differendo tra loro, sono recluse tutte nella morale. Il “pregiudizio” morale è di per se negativo, in quanto impedisce agli uomini di emergere ed è il primo artefice di una umanità che si può paragonare ad una massa di pecore. La soluzione? Dar vita ad una filosofia che incentivi gli spiriti liberi.

Il primo libro di filosofia – Nigel Warburton

Tra i libri classici con cui iniziare ad avvicinarti alla disciplina, sicuramente Il primo libro di filosofia di Nigel Warburton.

In questo saggio, il filosofo inglese infatti parla di alcuni temi tipici della riflessione filosofica, raccontando le risposte più importanti che nei secoli sono state proposte. Così facendo, la filosofia si presenta come una serie di pensieri, di idee che si susseguono e non come una contrapposizione di autori.

Tra le tematiche affrontate, la democrazia, la religione, le possibilità dell’intelletto.

Il mondo di Sofia –  Jostein Gaarder

Il mondo di Sofia è uno dei romanzi da leggere assolutamente che racconta la filosofia in modo davvero inedito. Si tratta di un best seller, che contiene al suo interno un vero e proprio trattato sulla filosofia, che viene riscoperta attraverso gli occhi curiosi e sognanti di una ragazzina.

La protagonista, infatti, è Sofia, una ragazza di 14 che inizia a ricevere delle lettere anonime. Queste lettere affrontano tematiche molto diverse e pongono alla protagonista domande apparentemente esistenziali, ma che poi si fanno via via più chiare quando viene illustrato il pensiero dei filosofi e il loro tentativo di dare voce alla realtà.

Critica della ragion pura – Immanuel Kant

La Critica della ragion pura è uno dei libri di filosofia moderna da leggere assolutamente senza la quale non potremmo avere una chiave di lettura adeguata per comprendere il dibattito filosofico dal periodo ottocentesco ad oggi.

Si tratta sicuramente di un’opera di una certa complessità. a cui ti consigliamo di giungere dopo delle letture più leggere. Tuttavia, i pensiero kantiano è fondamentale da conoscere e pone al centro di tutto l’esperienza guidata esclusivamente dall’intelletto.

Pensieri – Blaise Pascal

Questo libro, pubblicato per la prima volta nel 1669, è una raccolta di riflessioni sulla vita e sul suo senso. Nelle intenzioni dell’autore c’era quella di redigere una grande Apologia del cristianesimo, in cui motivare la sua adesione a questa religione.

Tuttavia Pascal morì prima di terminare la stesura del saggio e così i suoi amici ne pubblicarono gli appunti e gli stralci che già erano pronti. I Pensieri sono di semplice lettura, nonostante non manchi un’analisi profonda di tematiche assai articolate come la moralità cristiana, la sua superiorità rispetto ad altre religioni e l’analisi delle visioni più importanti di grandi pensatori del passato.

Storia della filosofia – Luciano De Crescenzo

Tra i libri filosofici sulla vita da avere nella tua libreria c’è la Storia della filosofia, una sorta di antologia che racchiude tutti i libri di De Crescenzo sulla storia della filosofia occidentale, da quella greca a quella moderna.

In questo saggio, dove non manca un pizzico di ironia, sono raccolte le idee e le storie private e pubbliche di grandi pensatori, da Talete a Kant.

Simposio – Platone

Il Simposio è forse il più noto tra i dialoghi di Platone.

Al centro di tutto il concetto di retorica, non intesa esclusivamente come arte oratoria, ma anche come arma di conquista del potere.

La cornice in cui si inseriscono i vari interventi è rappresentata dal banchetto, offerto dal poeta tragico Agatone per festeggiare la sua vittoria negli agoni delle Lenee, oppure alle Grandi Dionisie, del 416 a.C.

Fra gli invitati, oltre a Socrate e al suo discepolo Aristodemo, il medico Erissimaco, il commediografo Aristofane, Pausania l’amante di Agatone e il suo amico Fedro, figlio di Pitocle ed esperto di retorica: ognuno di loro, su invito di Erissimaco, terrà un discorso che ha per oggetto un elogio di Eros.

Un’opera da leggere per comprendere da vicino dinamiche interessanti come il consenso e il potere.

L’epoca delle passioni tristi – Miguel Benasayag e Gérard Schmit

L’epoca delle passioni tristi è un libro molto particolare, che affronta il disagio di bambini e adolescenti. Il testo, scritto da due psichiatri, si propone proprio di capire perché persone così giovani avessero già bisogno di un sostegno in questo senso.

La risposta? Sicuramente un malessere diffuso all’interno della società, dominata da “passioni tristi”, dall’incertezza e dalla paura, che porta anche i ragazzi alla chiusura e al pervadere in loro del senso di solitudine.

Gli autori propongono una visione assai lucida della tematica e invitano alla riscoperta dei vecchi valori, prendendo atto della crisi della società ma rispondendo con azioni concrete.

Finalmente ho capito la filosofia – Marina Visentin

Chiudiamo la nostra top ten dedicata ai libri di filosofia da leggere con un testo molto semplice da leggere, concepito proprio per chi teme di comprendere poco o nulla dinnanzi a grandi interrogativi e ferventi pensatori.

Il manuale di Marina Visentin si propone di ripercorrere l’evoluzione della filosofia occidentale dagli albori al Novecento, e rende accessibili a tutti anche le più intricate complessità dei sistemi di pensiero.

Insomma, anche questo tra i libri di filosofia più belli da tenere sul comodino e a cui dedicarsi per riscoprire se stessi e riflettere sui grandi interrogativi della vita.

Sui libri da leggere consigliati che affrontano la filosofia ti abbiamo detto proprio tutto: siamo certi che, grazie ai consigli dell’Università Niccolò Cusano, riuscirai a trascorrere una pausa studio divertente e istruttiva.

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Indagini di mercato: cosa sono, come si fanno e a cosa servono

Hai sentito parlare delle indagini di mercato e sei curioso di sapere di cosa si tratta?

In questa guida ti spiegheremo che cos’è una ricerca di mercato, come si effettua e quali sono le sue funzioni più rilevanti.

Le ricerche di mercato fanno riferimento ad un sistema di raccolta, conservazione ed analisi dei dati relativi a problemi connessi al marketing dei beni e/o dei servizi.

Il focus di queste ricerche è essenzialmente quello di studiare e analizzare i comportamenti e i processi decisionali che muovono i consumatori. La funzione, come potrai intuire, è quella di aiutare i decision maker aziendali a fare le scelte migliori e più profittevoli per l’azienda.

Ma vediamo ora come funzionano sondaggi e ricerche e, nello specifico, quali sono le cose da sapere sull’indagine di mercato.

Che cos’è e a cosa serve l’analisi di mercato

Come abbiamo detto, le indagini di mercato sono essenziali per condurre una ricerca di marketing. Grazie ad esse, è possibile misurano i sentimenti e le preferenze dei clienti in un dato mercato. Per saperne di più, mettiti comodo e continua la lettura di questa guida.

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Ricerca di mercato: che cos’è

Apriamo la nostra guida dedicata alle indagini di mercato cercando di dare una definizione di questo processo, fondamentale per tutto ciò che riguarda il maketing aziendale.

Come abbiamo accennato, per ricerca di mercato intendiamo ricerca di mercato intendiamo la sistematica raccolta, conservazione ed analisi dei dati relativi a problemi connessi al marketing dei beni e/o dei servizi.

Queste ricerche possono essere piuttosto variabili in quanto a dimensioni, struttura e scopo. In linea generale, possiamo dire che queste rientrano tra le raccolte di dati principali usate da aziende e associazioni per comprendere quali prodotti e servizi offrire, ma anche per decidere la migliore strategia per la commercializzazione.

ricerca di mercato

Nonostante queste indagini siano prevalenti in realtà aziendali molto grandi, come multinazionali e GDO, è possibile condurne una anche per realtà più piccole come PMI e startup.

Categorizzazioni

Una comune ricerca di mercato può essere di natura:

  • Qualitativa
  • Quantitativa

L’analisi si definisce qualitativa se effettuata senza seguire una struttura tipo, mediante una discussione libera (che attraversa una traccia di discussione) o con una serie di domande aperte, con un’ampia facoltà lasciata all’intervistatore di approfondire le risposte date.

Grazie a questa modalità il ricercatore può lavorare su connessioni di pensiero, senza però ottenere una rappresentatività statistica.

Ad essere sotto esame, infatti, sono le componenti emotivo-simboliche dei consumatori che soggiacciono ai loro processi di scelta mediante tecniche di tipo cognitivo, proiettivo e creativo, accompagnate da una molteplicità di strumenti (focus group, osservazioni, colloqui individuali, desk research).

Perché, dunque, optare per una ricerca qualitativa? Questa serve per:

  • Aiutare nella costruzione della ricerca quantitativa, per individuare tematiche da inserire nella fase estensiva del questionario;
  • Guidare le imprese nella scelta dei nomi di marche o prodotti;
  • Esaminare particolari tematiche di mercato.

Per ricerca quantitativa, invece, intendiamo quella costruita in modo tale da dare rappresentatività statistica di un’intera popolazione (mercato o segmento), sulla base di un campione.

Processi

Per condurre qualunque indagine di mercato è necessario avere chiari alcuni elementi, senza i quali non è possibile costruire un progetto in grado di raggiungere determinati obiettivi.

Tra gli elementi da considerare:

  • L’obiettivo della tua indagine: prima di costruire qualsiasi ipotetico processo, è necessario rispondere ad una domanda davvero fondamentale, che ha a che fare con l’obiettivo della tua attività. Che cosa vuoi sapere? Ad esempio, vorresti provare a valutare se un nuovo prodotto verrà accolto favorevolmente dal mercato? Definisci l’obiettivo prima di passare a qualunque altra fase;
  • Definisci il mercato: chi sono i tuoi clienti? Quali sono le caratteristiche del mercato in cui operi? Fai una panoramica di tutti questi aspetti, tenendo in considerazione anche l’attività dei tuoi competitor e gli elementi caratterizzanti del tuo consumatore-tipo;
  • Cerca di capire cosa vuoi sapere esattamente: ora è il momento di formulare la domanda esatta a cui rispondere, partendo dall’aspetto del mercato che desideri analizzare. Cerca di capire se, ai fini del tuo obiettivo, è propedeutica un’analisi qualitativa o quantitativa, ad esempio.

Ora vediamo qualche strumento in più da utilizzare durante le analisi di mercato nel marketing.

Strumenti

Tra gli strumenti e le tecniche più diffuse per svolgere indagini di mercato, possiamo sicuramente segnalare:

  • Product test: si tratta di un test per valutare l’apprezzamento di un prodotto, espresso in termini quantitativi da un campione rappresentativo di potenziali consumatori. In questo caso il prodotto è presente ed è spesso possibile fare una prova;
  • Concept test: in questo caso il prodotto non esiste come nel product test, ma esiste solamente in fase progettuale;
  • Simulated Market Test (SMT): si tratta di un test di simulazione di mercato, di cui fanno parte quelle indagini quantitative che, sulla base di un concept – product test o di una simulazione in ambiente controllato, stimano le potenzialità di un prodotto o servizio sul mercato;
  • Interviste con un questionario;
  • Interviste in profondità;
  • Esperimento, dove si ha a che fare con vere e proprie variabili da analizzare;
  • Focus Group: si tratta di una forma di indagine in cui un gruppo di persone è invitato a parlare, discutere e confrontarsi riguardo all’atteggiamento personale nei confronti di un tema, di un prodotto, di un progetto, di un concetto, di una pubblicità, di un’idea o di un personaggio;
  • Osservazione partecipante: si tratta di una tecnica di ricerca basata sulla prolungata permanenza e partecipazione alle attività del gruppo sociale studiato da parte del ricercatore.

Studiare marketing con Unicusano

Sogni di lavorare nel mondo del marketing e di apprendere tutte le conoscenze utili per operare in questo settore? I programmi formativi dell’Università Niccolò Cusano sono la soluzione ideale per le tue esigenze.

Un primo passo utile verso questa direzione è rappresentato dai corsi di laurea dell’area economica, che sono:

Corso di Laurea triennale in Economia Aziendale e Management ha come obiettivo quello di fornire allo studente reali competenze nelle aree di riferimento economiche, aziendali, giuridiche e quantitative.

In particolare, all’interno del corso di studi, sono approfondite le metodologie di analisi e di interpretazione critica delle strutture e delle dinamiche aziendali. Il Corso di Laurea comprende l’acquisizione di conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, nonché i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica.

La laurea specialistica è un secondo passo importante per consolidare e approfondire gli insegnamenti della laurea triennale.

La formazione post-laurea è particolarmente utile per specializzarsi nel campo del marketing: i nostri Master sono perfetti per affinare le tue abilità e ampliare le tue competenze. Ad esempio, potresti optare per il nostro Master I Livello in Marketing Management, il cui obiettivo formativo è quello di conferire competenze pratiche che teoriche necessarie ad affrontare con dinamicità tutti gli aspetti legati alle problematiche gestionali e di marketing complesse, nonché di operare in modo efficace nella progettazione e attuazione dei processi di marketing.

Per iscriverti ai nostri corsi di laurea o master online, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Musica per concentrarsi nello studio e nel lavoro: le nostre playlist

Qual è la migliore musica per concentrarsi quando si deve affrontare un pomeriggio di studio o di lavoro? Questa è una delle domande più frequenti tra studenti e lavoratori che desiderano migliorare la produttività sfruttando il potere della musica.

Per trovare la concentrazione nello studio, una playlist può sicuramente aiutare a raggiungere un certo livello di efficienza. Secondo molti studi, ascoltare le giuste canzoni o le giuste melodie può migliorare significativamente le prestazioni sul lavoro.

Curioso di saperne di più? Vediamo subito qual è la musica rilassante per studiare e concentrarsi consigliata dall’Università Niccolò Cusano.

Musica adatta per studiare: le nostre playlist

Pronto per scoprire le migliori playlist da ascoltare mentre studi o lavori? Siediti, mettiti comodo e continua nella lettura di questa guida.

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Perché il sottofondo musicale aiuta a concentrarsi

La musica è spesso associata al divertimento e al relax. Ne facciamo davvero molti usi: ascoltiamo canzoni in macchina, prima di un pomeriggio di studio per distrarci, dopo il lavoro per ritrovare la carica.

Siamo sempre stati abituati ad eliminare le distrazioni, per cercare di essere quanto più produttivi possibile e migliorare i risultati di ogni nostra performance. Secondo molti autorevoli studi, la musica non è affatto un distrattore, anzi: ascoltare certi tipi di musica in particolare può aiutarci a tornare subito più efficienti e concentrati.

Ad esempio, in una ricerca è stato dimostrato un sottofondo musicale risulta essere efficace nel sollevare l’efficienza in caso di lavoro ripetitivo. Rientra nei lavori ripetitivi il controllo della tua casella di posta: se devi compiere delle attività che non richiedono grandi ragionamenti, un sottofondo musicale ti aiuta a rendere il tutto più leggero.

Ci sono anche altri benefici legati all’ascolto di musica nello studio, ma anche in altre circostanze:

  • Aiuta a rilassarsi, sciogliendo le tensioni accumulate e riducendo lo stress;
  • Migliora la produttività;
  • Lenisce il dolore: secondo uno studio di Siedlecki del 2006, alcune tipologie di musica aiuterebbero a sopportare meglio il dolore e a diminuire la somministrazione di antidolorifici;
  • Rafforza la memoria, soprattutto quella associata a particolari suoni.

Vediamo ora qualche esempio di musica rilassante per studiare e lavorare che dovresti assolutamente prendere in considerazione.

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Tipi di musica

musica per studiare

I sottofondi musicali non sono tutti uguali. Ciascun tipo di musica per concentrarsi può influire in modo diverso e può portare benefici diversi. Vediamo insieme qualche esempio concreto:

  • Canzoni senza testo: secondo alcune ricerche, le canzoni prive di testo aiuterebbero a migliorare la concentrazione. Parrebbe, infatti, che le parole siano una fonte di distrazione che potrebbe distogliere l’attenzione dai compiti a cui si sta assolvendo. Vedremo poi delle playlist di musica classica utili per ottimizzare le tue performance;
  • Suoni della natura: il rumore dell’acqua scrosciante, il suono del vento…tutto questo è evocativo di qualcosa di naturale che tende a rilassarci. Secondo le ricerche, i suoni naturali hanno il potere di alleggerire il carico di stress e stimolare gli stati d’animo e la messa a fuoco;
  • Canzoni con ritmi particolari: si, oltre alla musica per rilassarsi ci sono altri fattori da prendere in considerazione nella gestione delle nostre emozioni e dei nostri stati d’animo. Secondo alcuni studi, le canzoni che presentano certi ritmi influiscono sulla nostra concentrazione e sulla soglia dello stress;
  • Canzoni preferite: anche ascoltare le tue canzoni preferite apporta benefici non indifferenti. In una ricerca pubblicata sul New York Times, i partecipanti che hanno ascoltato le loro canzoni preferite hanno completato i compiti a loro assegnati in modo più rapido e si sono rivolti agli altri con idee migliori e più propositive, perché la musica ne ha migliorato l’umore.

Passiamo ora alle playlist che abbiamo pensato per te, sia per potenziare la tua concentrazione nello studio, sia per ottimizzare le tue performance sul lavoro.

Playlist

Abbiamo detto esistono diversi tipi di musica per concentrarsi durante il lavoro o nello studio. Vediamo ora alcune playlist ah hoc che ti aiuteranno ad essere più produttivo.

Musica per studiare storia

L’area sinistra del cervello è abituata a elaborare informazioni effettive e a risolvere problemi, abilità necessarie in discipline come le lingue e gli studi umanistici, come la storia. Ascoltare musica con 50-80 battiti al minuto può calmare la mente, favorendo il pensiero logico e migliorando le capacità mnemoniche.

Una playlist d’esempio potrebbe essere:

  1. Mirrors – Justin Timberlake
  2. I forget where we were – Ben Howard
  3. All of me – John Legend
  4. Happy – Pharrell Williams
  5. Magic – Coldplay
  6. Halo – Beyonce
  7. Our first time – Bruno Mars

Sottofondo musicale per discipline scientifiche

Per studiare discipline scientifiche e, in particolare la matematica, la musica classica potrebbe essere la soluzione ideale. Secondo alcuni studi, la musica classica aumenta la concentrazione e le capacità logiche, favorendo il pensiero critico.

Ecco ben due playlist da 10 titoli da ascoltare:

  1. Clair de lune – Claude Debussy
  2. Sinfonia n. 9 – Beethoven
  3. Notturno Op. 9 No.2 – Chopin
  4. Nuvole bianche – Ludovico Einaudi
  5. Walzer dei fiori – Tchaikovsky
  6. Ouverture 1812 – Tchaikovsky
  7. Lo schiaccianoci – Tchaikovsky
  8. Sinfonia n. 3 – Beethoven
  9. Fidelio – Beethoven
  10. Petite suite – Claude Debussy

Vediamo anche la seconda playlist:

  1. Sonata per pianoforte n. 16 – W.A. Mozart
  2. Il ratto del serraglio – W.A. Mozart
  3. Magnificat – Johann Sebastian Bach
  4. L’arte della fuga – Johann Sebastian Bach
  5. Le quattro stagioni – Antonio Vivaldi
  6. Sinfonia n. 45 – Franz Joseph Haydn
  7. Sinfonia n. 104 – Franz Joseph Haydn
  8. Sinfonia n. 9 – Franz Schubert
  9. Winterreise – Franz Schubert
  10. Ninna nanna – Johannes Brahms

Canzoni per ritrovare la carica

Se ti senti un po’ sottotono e, più che di concentrarti, hai bisogno di qualcosa che ti dia la carica, abbiamo pensato anche a questo: vediamo due playlist di musica più “movimentata”, da ascoltare tutte le volte che ti serve una marcia in più.

  1. Roar – Katy Perry
  2. Just the way you are – Bruno Mars
  3. Let her go – Passenger
  4. Chandelier – Sia
  5. Shake it off – Taylor Swift
  6. Wake me up – Avicii
  7. Payphone – Maroon 5
  8. Despacito – Luis Fonsi feat Daddy Yankee
  9. Diamonds – Rihanna
  10. On the floor – Jennifer Lopez feat Pitbull

Passiamo ora alla seconda playlist:

  1. Back to black – Amy Winehouse
  2. Stolen dance – Milky Chance
  3. With you – Chris Brown
  4. Don’t stop the music – Rihanna
  5. Rude – Magic!
  6. Hey Ya – Outkast
  7. I’m yours – Jason Mraz
  8. No one – Alicia Keys
  9. Dancing Queen – Abba
  10. Try – Pink

Consigli per studiare bene con un sottofondo musicale

Chiudiamo questa guida dedicata alla musica per concentrarsi nel lavoro e nello studio con tre preziosi consigli da tenere in considerazione:

  • Sperimenta: prova a studiare con diversi sottofondi musicali e cerca di capire quale ha un impatto migliore sulle tue performance. Cerca di variare spesso, almeno per i primi tempi, e fai dei test per capire in che modo la tua concentrazione aumenta grazie alle canzoni;
  • Alterna: non focalizzarti su un solo genere, ma varia anche a seconda dei momenti della giornata e delle specifiche necessità legate ad un periodo;
  • Prenditi dei momenti di pausa: la musica non è il solo aiuto che puoi dare alla tua concentrazione. Prenderti dei momenti di riposo durante lo studio e il lavoro, anche di pochi minuti, può aiutarti moltissimo a ritrovare la concentrazione e ad essere più efficiente.

LEGGI ANCHE – Metodo pomodoro: come gestire le pause dallo studio

Sulla musica per concentrarsi ti abbiamo detto proprio tutto: non ti resta che lavorare alle tue playlist e dedicarti alla prossima sessione di studio o lavoro.

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Saghe fantasy: ecco i migliori romanzi da leggere (e non solo)

Quali sono le saghe fantasy più belle da leggere (e guardare)? Questa è una delle domande che gli appassionati delle storie fantastiche si pongono più spesso, riferendosi sia ai libri, sia a film e serie TV.

In questa guida parleremo proprio di libri fantasy per adulti, di film e di serie che hanno conquistato, nel corso degli anni, una fetta di pubblico sempre più consistente.

Il genere fantasy è fortemente legato al mito, al soprannaturale, al surreale e all’immaginazione. A favorirne la diffusione oltre i confini puramente letterari, l’azione dei mass media, primo fra tutti il cinema, ma anche la radio, la TV e i giochi di ruolo.

Vediamo ora i migliori consigli su libri fantasy da leggere, più film e serie TV da vedere se sei un appassionato di questo filone.

Il mondo fantasy dalla A alla Z

Curioso di scoprire come trascorrere una pausa studio all’insegna dell’immaginazione? Ecco i romanzi fantasy, i film e le serie TV imperdibili per tutti gli studenti.

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romanzi fantasy

Migliori libri fantasy: la nostra top five

Apriamo la nostra guida dedicata alle saghe fantasy con le storie più belle della letteratura, che hanno già catturato l’attenzione di milioni di lettori.

Harry Potter

Una delle saghe fantasy per ragazzi e non che ha riscosso grande successo è quella di Harry Potter, ideata dalla scrittrice J.K. Rowling.

La saga si compone di ben 8 libri:

  1. Harry Potter e la pietra filosofale
  2. Harry Potter e la camera dei segreti
  3. Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
  4. Harry Potter e il calice di fuoco
  5. Harry Potter e l’ordine della fenice
  6. Harry Potter e il principe mezzosangue
  7. Harry Potter e i doni della morte
  8. Harry Potter e la maledizione dell’erede

La trama dei primi sette libri ruota attorno alle avventure del giovane mago Harry, rimasto orfano dopo che Voldemort, il mago più oscuro di tutti i tempi, ha ucciso i suoi genitori. Nel corso dei romanzi, Harry vivrà una serie di avventure insieme a Ron e Hermione, suoi più fedeli amici, cercando in tutti i modi di sconfiggere Voldemort e i suoi seguaci, i Mangiamorte.

Attraverso ambientazioni fantastiche, come la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, creature leggendarie ed amicizie inossidabili, l’universo di Harry Potter, pur non essendo propriamente “fantasy”, ha saputo conquistare tutti, dai più giovani agli adulti.

Dai libri è stata tratta una serie di film, che hanno riscosso un grande successo e che rientrano tra le pellicole che hanno incassato di più nella storia del cinema.

Il Signore degli Anelli

Parlando di trilogie famose di libri, non possiamo non menzionare il Signore degli Anelli di Tolkien. Si tratta di un vero classico del genere e rientra, senza dubbio, tra i libri fantasy consigliati per tutti gli appassionati.

Negli ultimi anni il Signore degli Anelli è tornato alla ribalta grazie anche ad una trasposizione cinematografica, che ha riscosso notevole successo.

I libri che compongono questa saga fantasy sono:

  • La compagnia dell’anello
  • Le due torri
  • Il ritorno del re

Strettamente correlati alla saga del Signore degli Anelli sono Lo Hobbit e Il Silmarillion, altri romanzi fantasy di Tolkien. Il secondo è stato pubblicato postumo.

Le cronache del ghiaccio e del fuoco

Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin rientra a pieno titolo tra le saghe fantasy più belle da leggere.

La saga, composta da più di 10 libri, coniuga elementi classici del fantasy a chiavi di lettura decisamente più innovative. Accanto ai draghi, infatti, vediamo nella saga retroscena politici ed economici che la rendono adatta decisamente per un pubblico adulto.

L’opera di Martin è particolarmente in voga negli ultimi anni grazie all’uscita della serie TV Game of Thrones – Il trono di spade, legata proprio alla saga.

Le cronache dell’assassino del re

Se cerchi consigli su libri fantasy da leggere, sicuramente non puoi perderti la trilogia di Patrick Rothfuss, Le cronache dell’assassino del re.

La saga racconta la vita di Kvothe, famoso e misterioso avventuriero e musicista.

Nella trama dominano due storie principali: il presente, nel quale Kvothe, nelle spoglie di Kote, un anonimo locandiere, racconta la sua storia a Devan Loches (conosciuto anche come Cronista), e il passato, la storia in questione, che occupa la gran parte dei libri.

La torre nera

La torre nera di Stephen King è una delle saghe fantasy da non perdere.

La trama ruota attorno alle vicende di Roland, ultimo membro vivente dell’ordine dei cavalieri conosciuti come pistoleri (gunslingers).

Roland vive in un mondo diverso dal nostro, salvo per alcuni punti di connessione: ad esempio, questo è organizzato politicamente secondo le linee di una società feudale, condivide caratteristiche sociali e tecnologiche con il vecchio West Americano, così come poteri e reliquie magiche appartenenti ad un’avanzata società ora scomparsa da tempo.

L’obiettivo di Roland è di trovare la Torre nera, una torre che rappresenta il “perno” di tutti i mondi.

La serie è composta da otto libri, più opere strettamente correlate alla stessa. Recentemente La torre nera è stata riportata in una versione cinematografica.

Serie TV Fantasy e fantastiche: le 5 da vedere

Ora che abbiamo visto le saghe fantasy da leggere, passiamo alle 5 serie TV fantasy e fantastiche da vedere assolutamente:

  • Outlander: si tratta di una serie TV romantico-fantasy, che vede come protagonista Claire Randall. Claire, nel 1945, è con il marito in Scozia per una seconda luna di miele nelle Highland. Durante una passeggiata, Claire attraversa un antico cerchio di pietre e d’improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, nel 1743;
  • Merlin: serie fantastica ambientata nella città di Camelot, dove le magie sono state bandite dal crudele Pendragon. La serie vuole raccontare proprio la storia di Merlino e Artù in età giovanile, ricalcando il celebre mito;
  • Shadowhunters: le serie è la trasposizione della saga letteraria fantasy firmata da Cassandra Clare. La trama racconta le avventure di Clary Fray una ragazza che scopre di avere dei poteri speciali e di essere una Shadowhunter, una guerriera prescelta per combattere le forze del male e proteggere gli esseri umani;
  • Buffy – L’ammazzavampiri: nella serie, Buffy Summers scopre di essere la “prescelta”, una ragazza dotata di poteri speciali e destinata a combattere contro i vampiri e tutte le creature del male che minacciano la Terra. Tuttavia, la “cacciatrice” si innamorerà del vampiro Angel, cambiando radicalmente le carte in tavola. Lasciamo scoprire a te il finale;
  • Il trono di spade: riprendiamo quanto detto nel paragrafo delle saghe fantasy letterarie a proposito delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, proponendo il Trono di Spade come serie da non perdere. Come accennato in precedenza, il Trono di Spade è ispirata ai celebri romanzi di Martin e narra la battaglia per conquistare il Trono dei Sette Regni di Westeros, tra intrighi politici, guerre sanguinose, alleanze e tradimenti. Al contempo, a Nord della Grande Barriera si cela il vero nemico degli uomini, una razza di creature gelide e mostruose che possiede un enorme potere sui vivi e sui morti.

Oltre alle serie TV, ci sono molti film fantasy e fantastici ideali per trascorrere le tue pause dallo studio. Eccone 5:

  • Animali fantastici e dove trovarli;
  • Tomb Raider;
  • La storia infinita;
  • Le cronache di Narnia;
  • Il grande e potente Oz.

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Ora sulle saghe fantasy ti abbiamo detto proprio tutto: non ti resta che seguire i consigli dell’Università Niccolò Cusano di Pescara e di scegliere libri, serie TV e film che più ti attraggono.

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Scaletta per saggio breve: che cos’è e come si costruisce uno schema

La scaletta per saggio breve è il primo passo per costruire un elaborato completo e lineare. Se stai frequentando un corso di laurea o un master a Pescara, avrai sicuramente necessità di leggere e sintetizzare in un saggio diversi documenti, propedeutici al tuo studio.

Imparare a scrivere, infatti, è fondamentale per proseguire con successo la tua carriera accademica. Non tutti gli scritti, però, sono uguali e presentano le stesse caratteristiche.

In questa guida ti spiegheremo come fare un saggio breve a partire dalla sua struttura, passando per linee guida e strumenti pratici. Se sei pronto, iniziamo subito.

Quello che devi sapere sulla struttura del saggio breve

Come si fa un saggio breve? Quali sono le sue caratteristiche? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi di questa guida.

Saggio breve: cos’è?

Prima di illustrarti la scaletta per saggio breve, cerchiamo di capire quali sono le peculiarità di questo scritto definendo nel dettaglio tutti gli aspetti dell’elaborato.

Per saggio breve intendiamo un componimento che punta a dimostrare, criticare o esplicare una determinata tesi. Non si tratta quindi di un semplice tema in cui esporre un’esperienza o una determinata questione: è necessario prendere una posizione rispetto all’argomento che si sta affrontando.

Scrivere un saggio non è semplice, perché questa tipologia di elaborato prevede una fase di acquisizione di informazioni e conoscenze, da rielaborare per la costruzione del testo.

Si può scrivere un saggio su qualunque tematica: esiste un saggio breve socio economico, così come esistono elaborati su tematiche specifiche come il saggio breve sull’immigrazione, sulla filosofia del diritto, sulla fisica quantistica.

L’appellativo “breve” vuole indicare che la descrizione della documentazione deve essere sintetica, mentre approfondita sarà la riflessione sui contenuti.

Se vuoi capire come si fa un saggio breve, quindi, la prima cosa da sapere è che si tratta di un elaborato piuttosto complesso, che prevede integrazione tra documentazione e capacità personali di argomentazione.

Tipologie di saggio breve

Come abbiamo detto, prima di pensare alla scaletta del saggio breve, è bene definire le caratteristiche di questa forma di elaborato scritto.

Passiamo ora alla definizione delle possibili tipologie di saggio breve, strettamente correlate al taglio che vorrai dare allo scritto:

  • Argomentativo
  • Critico
  • Esplicativo.

Nel primo caso, il testo dovrà contenere una discussione su una serie di argomentazioni, cercando di validarle agli occhi di chi legge.

Nel secondo caso, il testo ha l’obiettivo di criticare apertamente una tematica, a partire dallo studio di una documentazione in materia.

Nel terzo caso, l’elaborato vuole esplicare una serie di aspetti legati ad una tematica principale in modo oggettivo.

Struttura del saggio breve: lo schema da seguire

Ora che abbiamo visto che cos’è un saggio breve, passiamo alla definizione di uno schema da seguire per la sua redazione.

La scaletta per il saggio breve prevede la presenza di queste parti nel testo:

  1. Un’introduzione al testo, che contiene una premessa sulla tematica discussa;
  2. Un corpo del testo, che varia a seconda della tipologia di saggio e dell’argomento affrontato. In generale, si tratta della parte più lunga del saggio, che argomenta le premesse contenute nell’introduzione;
  3. Conclusione, dove si tirano le somme e si indicano nuove prospettive e possibili sviluppi legati alla tematica trattata.

Rimanendo in tema, uno schema per il saggio breve può essere facilmente costruito con l’ausilio di strumenti come:

  • Mappa concettuale: una mappa concettuale è perfetta per trovare collegamenti utili correlati ad un tema centrale. Per fare una mappa, procurati carta e penna e scrivi al centro del foglio la tematica di partenza. Dopodiché, fai dei collegamenti che facciano da ponte tra il tema centrale e le altre idee correlate che ti verranno in mente. In questo modo avrai già un’idea dei contenuti da trattare nel corpo del testo;
  • Brainstorming: il brainstorming prevede la messa su carta di idee non necessariamente collegate fra loro. Parti da alcuni concetti fondamentali e scrivi su un foglio quello che ti viene in mente, così da poter poi lavorare sui macro concetti.

Vediamo ora come si sviluppa un saggio breve punto per punto.

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Come si scrive un saggio breve

come si scrive un saggio breve

Ora che abbiamo visto la scaletta del saggio breve, passiamo all’azione e vediamo tutte le fasi da seguire per scrivere un elaborato perfetto:

  • Leggi più volte la traccia del saggio breve e comprendine significato e sfumature. Guarda il materiale a tua disposizione e cerca di fare ordine con una prima lettura;
  • Decidi la tipologia di saggio breve più adatta all’argomento da trattare e cerca di definire un taglio per il tuo elaborato;
  • Scegli il tuo stile e cerca di comunicarlo ai destinatari del tuo saggio. Non dimenticare che ti trovi in un ambiente accademico, perciò utilizza sempre un linguaggio consono al contesto;
  • Organizza le idee con una mappa concettuale e un brainstorming;
  • Metti nero su bianco la scaletta da seguire per la redazione del tuo saggio;
  • Sviluppa ogni punto della scaletta e fai attenzione a grammatica  e sintassi.

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Regole e consigli per la buona scrittura

Passiamo ora ad una parte fondamentale della nostra guida, che raccoglie consigli utili e approfondimenti per scrivere un elaborato davvero efficace.

Eccoli qui:

  • Sii chiaro: la chiarezza è fondamentale quando si scrive. Testi ambigui e facilmente fraintendibili sono da bandire assolutamente, sia che tu stia scrivendo un saggio, sia una tesi di laurea;
  • Fatti sempre delle domande, per cercare di capire cosa vorresti vedere nel saggio se tu fossi il lettore. Non dare nulla per scontato e approfondisci i punti più salienti del tuo testo;
  • Scrivi subito un’idea coerente e una contraria con la tua documentazione. Questo ti aiuterà a prendere una posizione o a scegliere di rimanere imparziale optando per un saggio esplicativo;
  • Arricchisci le fonti del tuo saggio con altro materiale derivante dalla tua esperienza o conoscenza. Non aver paura di citare dati, aneddoti o progetti che hanno a che fare con la tematica di partenza;
  • Attenzione agli errori grammaticali: sembrerà scontato, ma un errore di distrazione può sempre capitare. Per individuare le sviste, il modo migliore è rileggere il testo almeno tre volte prima di consegnarlo.

Saggio breve: l’esempio

Come abbiamo detto, esistono diverse tipologie di saggio breve, così come le possibili tematiche da trattare. Un saggio breve sull’amicizia, sulla droga o su qualunque altro argomento possono seguire sempre gli stessi accorgimenti nella scaletta, pur cambiando nello svolgimento.

Supponiamo che tu debba redigere un saggio breve sull’immigrazione; quali sono i passaggi da fare?

Li riassumiamo qui:

  1. Lettura delle fonti: leggi con attenzione il materiale di partenza e la traccia del saggio;
  2. Scegli il registro linguistico e la tipologia di saggio breve;
  3. Riordina le tue idee, individua tesi favorevoli e contrarie rispetto ai documenti e costruisci una piccola mappa concettuale;
  4. Produci una scaletta per saggio breve, che ti servirà per la produzione dei contenuti;
  5. Inizia scrivendo una breve premessa e prosegui con il corpo del testo e la conclusione;
  6. Rileggi il tutto con attenzione, verificando la presenza di errori grammaticali o di battitura.

Sulla scrittura di un saggio breve ti abbiamo detto proprio tutto: non ti resta che passare all’azione mettendo in pratica i nostri consigli per la redazione di un elaborato perfetto.

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