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Film sul senso della vita: le 5 pellicole da non perdere

Sei un appassionato di cinema e sei alla ricerca dei migliori film sul senso della vita da vedere?

Eccoti accontentato: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara troverai la nostra top five di film motivazionali che ti guideranno in un viaggio alla scoperta di nuove consapevolezze sull’essenza della vita, offrendoti nuove prospettive e punti di vista innovativi.

Ci sono dei film che, per un motivo o per un altro, sono capaci di farci riflettere e di farci porre una serie di interrogativi importanti sulla nostra vita, sui sentimenti che proviamo e sul nostro ruolo nel mondo. Ti raccontiamo ora trame e curiosità di 5 film sulle domande della vita che non puoi assolutamente perdere.

La top five di film motivazionali da vedere

Il cinema può avere un potere davvero sconvolgente sulla nostra mente:questa forma d’arte ci regala una rappresentazione vivida della realtà, tanto da lasciarci delle impronte e degli spunti da seguire sui cui riflettere a fondo.

Ecco 5 film che sconvolgono, che fanno riflettere e che ti faranno porre una serie di domande a cui, probabilmente, non avresti mai pensato avvalendoti di questa chiave di lettura.

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V per Vendetta

Apriamo la nostra top five di film sul senso della vita con V per Vendetta, un film del 2005 diretto da James McTeigue.

La vicenda si svolge in un Regno Unito futuristico e distopico, trasformatosi in una società totalitaria e militarizzata, governata da un regime repressivo simile a quello del romanzo 1984 di George Orwell, guidato dall’Alto Cancelliere Adam Sutler.

Ad opporsi a questo sistema, un misterioso anarchico di nome V, che si presenta sempre coperto da una maschera di Guy Fawkes.

V è un simbolo: rappresenta la ricerca della libertà e la lotta al potere costituito, che ha lasciato una vera e propria impronta nella cultura popolare. Un film che fa riflettere da vedere assolutamente.

The Big Kahuna

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei film filosofici e sul senso della vita con The Big Kahuna, un kolossal del 1999 che vede come protagonisti attori come Kevin Spacey, Danny DeVito e Peter Facinelli.

I tre protagonisti, venditori di lubrificanti industriali, hanno personalità molto diverse fra loro e hanno come obiettivo, in una convention, quello di incontrare un grande dirigente aziendale che potrebbe cambiare le sorti dell’impresa per cui lavorano.

Ad essere davvero meraviglioso è il filmato motivazionale con il monologo di chiusura, con frasi davvero molto toccanti che ci fanno riflettere:

Non vale la pena di perder tempo con l’invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso

Sette anime

Sette anime è un film del 2008 che vede come protagonista Will Smith, diretto dal celebre regista italiano Gabriele Muccino.

La trama racconta la storia dell’ingegnere aerospaziale Tim Thomas che, per espiare un danno del passato, decide di salvare la vita di 7 persone, che rappresentano appunto le 7 anime. Il film è un percorso, che ci insegna che nonostante gli errori del passato, si può sempre recuperare imparando a fare del bene.

Braveheart – Cuore impavido

Tra i film sul senso della vita non possiamo non citare una pellicola che parla di amore, libertà e coraggio: Braveheart – Cuore impavido.

Questo film del 1995, diretto e interpretato da Mel Gibson, racconta la storia, romanzata, del patriota ed eroe nazionale scozzese William Wallace.

La pellicola ha vinto una serie di prestigiosi riconoscimenti, tra cui 5 Oscar su 10 candidature nel 1996 e un Golden Globe a Gibson per la miglior regia.

A detta di alcuni studiosi, il film ha avuto un impatto notevole sul popolo scozzese: pare che il risvegliarsi delle coscienze abbia portato alla vittoria del sì al referendum sulla devoluzione dell’11 settembre 1997, con conseguente ricostituzione del parlamento scozzese, nel 1998.

Il Piccolo Principe

Chiudiamo la nostra top five di film sulle domande della vita con un film d’animazione legato ad un libro che ha fatto la storia della letteratura: Il Piccolo Principe.

La trama racconta le avventure di un adulto-bambino che si mette in viaggio nel cosmo e incontra, nel suo cammino, una serie di personaggi con diverse caratteristiche.

Un re, un vanitoso, un ubriacone, un uomo d’affari, un uomo che accende e spegne un lampione, un geografo: si tratta di personaggi equivoci, che mettono in risalto il lato ridicolo degli affanni umani. Queste storie hanno lo scopo d’insegnare a vivere: essere coraggiosi tra i vili, buoni tra i malvagi, liberi tra i prepotenti, sinceri tra i bugiardi, saggi in ogni circostanza dell’esistenza.

Il viaggio del Piccolo Principe vuole mettere in evidenza proprio il lato più sincero dell’essere umano, facendoci porre una serie di riflessioni su temi con cui abbiamo a che fare ogni giorno.

Sui film sul senso della vita abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ci resta che augurarti buona visione!

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Come si fa un’analisi del testo letterario o poetico: strumenti, metodi e consigli

Sei uno studente universitario e sei alla ricerca di consigli su come si fa un’analisi del testo?

Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara ti daremo una serie di informazioni utili per analizzare e commentare un testo narrativo o poetico, sfruttando una serie di risorse e strumenti che ti segnaleremo per rendere il tuo lavoro impeccabile.

Durante la tua carriera di studente, ti sarà sicuramente capitato di dover affrontare un’analisi del testo: che sia di un libro o di una poesia, è importante conoscere alcuni principi di base, per poter procedere al meglio. Ecco alcuni consigli da seguire che potranno aiutarti in questo processo.

Quello che devi sapere per analizzare un testo

Per fare un’analisi di un testo letterario, che si tratti di un testo narrativo o poetico, c’è bisogno non solo di una buona capacità di scrittura, ma anche di un’ottima capacità di comprensione del testo e analisi sia contenutistica che formale.

Vediamo ora tutto quello che devi sapere su come scrivere un’analisi del testo davvero perfetta.

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Linee guida generali

Se ti stai chiedendo come si fa un’analisi del testo, la prima cosa da sapere riguarda le linee guida da seguire per realizzare questa tipologia di elaborato.

Abbiamo detto che per realizzare un’analisi del testo non c’è bisogno solamente di saper scrivere; la cosa importante è saper comprendere il testo, cogliendone le sue sfaccettature.

In generale, quando ti cimenti nell’analisi di un testo, è fondamentale seguire questi passaggi:

  • Lettura il testo con attenzione: sia che si tratti di prosa, sia che si tratti di poesia, la lettura approfondita è fondamentale per comprendere fino in fondo il messaggio da interpretare. Leggi l’introduzione al brano e tutto il testo, anche due o tre volte se necessario
  • Costruzione di una scaletta: la fase di scrittura non è la prima da affrontare. Dopo la lettura, è necessario fare una scaletta dei temi da trattare per svolgere la traccia. Generalmente, un’analisi del testo prevede un’introduzione, una parte di comprensione del testo (tematica e riassunto o parafrasi), l’analisi del testo vera e propria (argomenti trattati, stile, analisi formale), vari approfondimenti e conclusione;
  • Scrittura dell’elaborato: dopo la scaletta, è tempo di iniziare a sviluppare tutti i punti attraverso la scrittura. Dovrai presentare il testo da analizzare precisando il titolo, l’autore, l’opera, e la tematica principale. Dopodiché bisogna realizzare un piccolo riassunto del testo, così da chiarire il contenuto nei punti generali. Se si tratta di una poesia, è possibile che venga richiesto di fare la parafrasi.
  • Analisi del testo vera e propria: ad un certo punto dell’elaborato, dovrai procedere con l’analisi vera e propria, rispondendo a tutte quelle domande abbinate al testo. Parliamo, ad esempio, dell’affrontare tematiche particolari,  termini specifici, correnti letterarie, lo stile dell’autore. Nel caso della poesia bisogna analizzare anche l’aspetto formale, dunque la metrica e le figure retoriche, ricordando di riportare sempre le parti del testo citate.
  • Interpretazione complessiva e approfondimenti: per concludere la tua analisi, dovrai approfondire il testo facendo collegamenti con altre opere dello stesso autore o di altri, magari inserendolo nel contesto storico-letterario a cui appartiene.

Consigli extra per un elaborato perfetto

Oltre a queste linee guida generali su come si fa un’analisi del testo, vogliamo darti tre consigli utili per rendere il tuo elaborato perfetto in ogni sua parte. Eccoli qui:

  • Stile impersonale: alcune considerazioni possono essere fatte, ma sempre in modo oggettivo inquadrando il testo nel suo contesto e relazionandolo all’autore
  • Attenzione agli errori grammaticali: errori di ortografia, così come di battitura, non sono ammessi nella tua analisi del testo. Rileggi sempre il tuo elaborato più volte e sottoponilo anche alla lettura di un’altra persona vicina a te che possa darti un giudizio oggettivo
  • Fai un brainstorming per riordinare le idee: dopo aver letto il testo da analizzare e prima di preparare la scaletta, assicurati di aver individuato i punti centrali da affrontare. Utilizza uno strumento come il brainstorming per riordinare le idee e capire in che direzione procedere.

Analisi di un testo narrativo

Entriamo ora nello specifico delle due principali tipologie di testi che potresti trovarti ad analizzare: il testo narrativo e il testo poetico. Oltre alle linee guida generali che abbiamo già illustrato, vedremo ora qualche consiglio utile su come si fa un’analisi del testo narrativo o poetico.

Partendo dal testo narrativo, iniziamo col dire che si tratta essenzialmente di una storia, costituita da una serie di eventi che si svolgono nel tempo e che si riferiscono a uno o più personaggi. Il testo narrativo può essere una favola, una novella, un romanzo.

I fattori fondamentali da tenere in considerazione quando si fa l’analisi del testo narrativo sono:

  • Indicazioni generali sul titolo del testo e anche sull’incipit;
  • Informazioni sull’autore, contestualizzandolo anche all’interno del periodo della composizione dell’opera;
  • Riassunto breve dell’opera, che racchiude una panoramica di tutte le vicende contenute nel testo;
  • Analisi dei personaggi, approfondendo le varie caratteristiche fisiche e psicologiche e i loro ruoli e legami nel contesto narrativo;
  • Descrizione e all’analisi degli spazi e dei luoghi dove si svolge la narrazione;
  • Stile e linguaggio dell’autore: sono punti di attenzione, ad esempio, l’utilizzo dell’italiano o del dialetto, la presenza di un discorso diretto o indiretto, di monologhi, di discorsi liberi;
  • Temi trattati all’interno dell’opera e la posizione dei vari personaggi rispetto ai medesimi temi.

Analisi di un testo poetico

Parlando, invece, di come si fa un’analisi del testo poetico, gli aspetti da considerare oltre alle linee guida generali possono essere riassunti in questi punti:

  • Comprensione della poesia: trattandosi di poesia e non di prosa, non dovrai limitarti a cogliere il significato letterale delle parole; dovrai andare oltre, cercando di capire quali sono i principi che hanno mosso l’autore. Per aiutarti in questo compito, leggi con attenzione la biografia del poeta e analizza il periodo storico in questione e la corrente letteraria cui l’autore aderisce;
  • Parafrasi del testo: per rendere la poesia facilmente comprensibile, effettua una parafrasi;
  • Analisi del verso: i versi di una poesia, a seconda del numero di sillabi da cui sono composte, possono essere ad esempio trisillabi, quadrisillabi, quinari, senari, settenari, ottonari, novenari. Individua la tipologia di verso e commentalo nel tuo elaborato;
  • Analisi della strofa: a seconda del numero di versi da cui è composta, una strofa può essere un distico, una terzina, una quartina, una sestina, un’ottava;
  • Analisi delle rime: fondamentale nell’analisi del testo poetico anche l’individuazione dello schema delle rime. La rima può essere baciata, alternata, ripetuta, incatenata, incrociata o anche del tutto assente;
  • Analisi delle figure metriche e fonetiche;
  • Analisi delle figure retoriche di contenuto e di parola;
  • Commento della poesia e conclusione.

Su come si fa un’analisi del testo abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che cimentarti nella stesura di questo particolare elaborato tenendo in considerazione i nostri consigli per renderlo davvero perfetto.

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Paura del giudizio degli altri: i migliori consigli per superarla

La paura del giudizio degli altri ti blocca e inibisce le tue relazioni interpersonali?

Sei nel posto giusto: in questa guida parleremo proprio di come superare la fobia di essere giudicati, migliorando i tuoi rapporti con gli altri e la stima che hai di te stesso.

Il timore di essere giudicati può spesso portare ad una modifica degli atteggiamenti di chi ne soffre: queste persone evitano di dire alla gente quello che vogliono davvero dirgli, non parlano durante le riunioni di lavoro, non chiedono un aumento.

Questa paura del giudizio dei genitori, dei conoscenti o degli amici è legata al desiderio di essere apprezzato da tutti in ogni momento. Questo è praticamente impossibile: per questo limitarti è un gioco a perdere che ti impedisce di esprimere il tuo vero potenziale e la tua personalità.

I consigli per non dare peso al giudizio degli altri ed essere felice

Tutti noi, ad un certo punto della nostra vita, siamo stati colpiti da qualcosa che qualcun altro ha detto di noi. Le parole possono essere offensive e farci sentire impotenti e vulnerabili. Col tempo, le parole e la percezione che gli altri hanno di noi possono effettivamente modellare le nostre credenze su noi stessi.

Questo può portare a temere il giudizio altrui e a compromettere relazioni, lavoro e situazioni sociali. Vediamo ora una serie di consigli utili su come superare la paura del giudizio degli altri e recuperare la fiducia in te stesso.

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Il giudizio è praticamente inevitabile

Il primo consiglio che ti diamo è non provare a controllare i giudizi degli altri: non puoi decidere ciò che le persone pensano di te.

Forse non esprimeranno il loro giudizio davanti a te, ma ciò non significa che possano fermare un processo fisiologico del cervello. Cerca di spiegare cosa senti in modo che le persone che ti stanno giudicando costruiscano un rapporto empatico con te.  Quando c’è empatia, i giudizi hanno poco peso perché le persone riescono a mettersi nei tuoi panni e, magari, a rivedere la loro opinione su di te.

Analizza i tuoi punti di forza e debolezza

La paura delle persone può essere arginata rafforzando la sicurezza in te stesso. Il primo passo verso questa direzione è capire quali sono i tuoi punti di forza e le tue debolezze.

Se sai in cosa sei bravo e in cosa dovresti migliorare, è meno probabile che tu sia influenzato da ciò che gli altri dicono o pensano di te. Abbi fiducia nelle tue capacità e prendi coscienza delle tue mancanze meglio di chiunque altro.  Si tratta di sfruttare tutte le tue qualità e valorizzarle al meglio. Non permettere a nessuno di privarti della tua individualità e del tuo carattere.

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Investi su te stesso

Questo consiglio è strettamente correlato al precedente e riguarda proprio il concentrarti su te stesso e sulla tua crescita. A volte un giudizio  può anche essere preso come una critica costruttiva, uno spunto per migliorare e per lavorare sulle tue potenzialità.

Investire nella propria crescita personale significa fare quello che ami fare di più e, magari, portare avanti progetti che fino ad oggi non hai avuto tempo (o coraggio) di intraprendere.

Inizia, ad esempio, leggendo un libro sulla crescita personale, iscrivendoti in palestra, prendendoti qualche giorno di vacanza per staccare la spina. Se non stai facendo i passi necessari per superare le tue sfide personali, la strada da percorrere potrebbe non sembrare così edificante: datti degli obiettivi e impegnati per raggiungerli.

Lasciati “giudicare”

Superare la paura del giudizio degli altri significa anche concedersi la libertà di accettare i pareri altrui e di essere aperti nei confronti di eventuali critiche.

Non precluderti di aprirti agli altri: se ti accorgi di trattenerti per paura del giudizio, chiedi prima a te stesso “Quale giudizio temo verrà dalla mia apertura?”. Una volta identificata la paura, cerca di gestirla e di chiederti se ha davvero motivo di esistere. In ogni relazione, di qualunque natura, si rischia di essere giudicati, ma questo significa anche condividere esperienze ed emozioni con gli altri: non negarti il piacere di aprirti alle persone.

I giudizi non sono eterni

Il nostro cervello è in grado di ricordare un numero di informazioni limitate. Anche se gli altri esprimeranno giudizi su di noi, non sono abbastanza significativi da guadagnarsi un posto nelle nostre banche della memoria per l’eternità.

Quindi, quando qualcuno pronuncia un giudizio su di te, è probabile che giorni dopo quel giudizio abbia lasciato già la tua memoria.

Non rincorrere la perfezione

Se permetti che l’opinione di qualcun altro assuma un ruolo primario nella ta vita, questo finirà per minare alle fondamenta della tua autostima. Ricordati che sei tu il padrone della tua vita: ti conosci meglio di chiunque altro e dovresti conoscere il tuo valore. Devi avere fiducia in te stesso e nelle tue capacità. Riconoscere ciò in cui sei bravo e non avere la necessità di fingere di essere chi non sei.

Abbandona l’impulso di essere perfetto. Dai priorità ai tuoi bisogni personali e impedisci a chiunque altro di assumere il controllo sulla percezione che hai di te stesso.

Frasi sul giudicare: le parole da tenere a mente

Chiudiamo la nostra guida su come superare la paura del giudizio degli altri con le frasi sulle critiche da ricordare quando ti senti fragile e hai voglia di ritrovare un po’ di sicurezza in te stesso. Eccole qui:

  • Se giudichi le persone, non avrai tempo per amarle – Madre Teresa di Calcutta
  • Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre – Platone
  • Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi – Charlie Chaplin
  • Abbiate pure cento belle qualità, la gente vi guarderà sempre dal lato più brutto – Molière
  • Per giudicare un uomo bisogna almeno conoscere il segreto del suo pensiero, delle sue sventure, delle sue emozioni – Honoré de Balzac
  • La cosa più difficile, a tratti impossibile, è quella di conoscere se stessi, perciò facciamo quella più facile: giudicare gli altri – Anonimo
  • Mentre giudicate dal mio aspetto esteriore, in silenzio sto facendo la stessa cosa di voi, anche se il novanta per cento di possibilità che, in entrambi i casi, le nostre ipotesi siano sbagliate – Richelle E. Goodrich
  • L’amore è l’unico specchio dobbiamo usare per giudicare noi stessi e gli altri – Bodie Thoene
  • In generale, gli uomini giudicano più con gli occhi che con le mani, perché tocca a vedere a ciascuno, a sentire a pochi. Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei – Niccolò Machiavelli

Per oggi abbiamo detto tutto sull’argomento: continua a seguire il blog dell’Università Niccolò Cusano di Pescara per news, consigli e approfondimenti sul mondo degli studenti a 360 gradi.

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Mercato azionario italiano: che cos’è e come funziona

Ti sei mai chiesto che cos’è il mercato azionario italiano e cosa regola?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo che cos’è e come funziona la Borsa italiana e il mercato azionario, due concetti che sicuramente avrai sentito nominare spesso sui giornali o in TV.

Spesso, infatti, sentiamo parlare di azioni, società quotate, indici al rialzo o al ribasso ma, altrettanto spesso, non conosciamo il significato specifico di ciascun termine. Uno dei problemi più frequenti riguarda proprio la confusione che si fa con i vari termini, che vengono equivocati o sovrapposti.

Che tu voglia o meno investire in Borsa, conoscere l’andamento del mercato azionario è utile per avere un quadro economico del Paese. Vediamo ora quello che devi sapere sulla Borsa italiana.

Quello che devi sapere sulla Borsa Italiana

Che cos’è la Borsa e come funziona? Cosa intendiamo per titoli azionari e in che modo vengono valutate le azioni? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi di questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara.

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Mercato azionario: che cos’è?

Apriamo la nostra guida con una definizione del mercato azionario italiano: questo è la piazza telematica in cui avviene il maggior numero di contrattazioni aventi ad oggetto le azioni. Le azioni o, per meglio dire, i titoli azionari sono una quota di proprietà di una azienda.

Come si traduce tutto questo? Facciamo un esempio: se una azienda emette un milione di azioni e tu ne possiedi una, vuol dire che possiedi un milionesimo di quell’azienda. Chiaramente, possedere un’azione ti permette di accedere ad una serie di diritti e doveri nei confronti dell’azienda cui appartiene.

Nel nostro Paese, il mercato azionario si chiama MTA – Mercato telematico azionario – e non è l’equivalente della Borsa di Piazza Affari; piuttosto ne è una componente, un segmento importante.

Piazza Affari, infatti, è teatro di negoziazione di diversi tipi di strumenti finanziari e la Borsa si ripartisce in base al tipo di contratti negoziati in:

  • MTA, il mercato telematico azionario di cui parliamo in questa guida;
  • SEDEX, dove vengono negoziati strumenti come covered warrant e certificates;
  • MOT, il mercato obbligazionario telematico in cui si negoziano obbligazioni (eccetto quelle convertibili in azioni), titoli di Stato, eurobbligazioni e ABS, cioè titoli derivanti da cartolarizzazione di crediti;
  • TAH, After hours, il mercato telematico in cui si negozia dopo la chiusura della Borsa, ma solo per gli strumenti dell’MTA (azioni) e del SEDEX (covered warrant e certificates);
  • ETFplus, il mercato telematico dove si negoziano quote o azioni di OICR (SGR e Sicav);
  • IDEM, il mercato degli strumenti derivati (future e contratti di opzione su valute, tassi di interesse e strumenti finanziari). Fanno eccezione i forward che pur essendo dei contratti derivati sono negoziati in mercati OTC, over the counter, cioè non regolamentati.

I segmenti del mercato azionario

Il mercato azionario italiano è suddiviso in due segmenti: il mercato primario e quello secondario.

  • Il mercato finanziario primario è il luogo dove vengono trattati gli strumenti finanziari di nuova emissione. In pratica, qui troviamo nuove azioni che provengono da un aumento di capitale o da un’offerta pubblica iniziale, obbligazioni di nuova emissione da parte delle società o da parte del Ministero dell’Economia (nel caso dei titoli di stato).
  • Il mercato finanziario secondario, al contrario di quello primario, è il luogo in cui sono trattati i titoli già in circolazione, che vi rimangono fino alla loro eventuale scadenza.

Altri segmenti del mercato azionario

Oltre ai due segmenti che abbiamo appena menzionato, il mercato azionario italiano comprende anche altri segmenti, secondo la capitalizzazione delle aziende quotate. La capitalizzazione di una azienda (o di un titolo) è data dalla moltiplicazione del suo prezzo per il numero di azioni che l’azienda ha emesso.

I segmenti del mercato MTA per capitalizzazione delle aziende quotate sono:

  • Blue Chip, segmento rivolto alle società con capitalizzazione superiore a 1 miliardo di euro;
  • Star, segmento rivolto alle medie imprese con capitalizzazione compresa tra 40 milioni di euro e 1 miliardo che hanno requisiti di eccellenza;
  • Standard, segmento rivolto ad altre società con capitalizzazione tra 40 milioni di euro e 1 miliardo.

Come comprare e vendere titoli azionari

Se ti stai chiedendo come comprare o vendere azioni in borsa, sappi che il processo è ormai molto semplice da mettere in atto, anche se chiaramente serve una certa competenza in materia.

Quando una società emette delle azioni, è possibile acquistarle online. Nella maggior parte dei casi, se le azioni sono già quotate, dovrai procedere all’acquisto passando da un intermediario che può essere la banca online o un mediatore online.

Potrai acquistare le azioni direttamente dai venditori che le hanno già acquistate tempo prima. Le banche online rappresentano un sistema rapido e comodo per vendere le azioni, poiché tutte le operazioni possono essere svolte direttamente su internet senza necessità di spostarsi.

Studiare finanza: corsi di laurea economici Unicusano

Se la finanza e il mercato azionario italiano ti affascinano e ti piacerebbe lavorare in questo mondo, dovrai acquisire solide competenze nel campo.

Per farlo, abbiamo la soluzione ideale per te: i corsi di laurea dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano sono perfetti per acquisire solide competenze nel mondo della finanza e per capire come funziona la Borsa italiana.

I corsi di laurea dell’area economica sono due:

Il Corso di Laurea in Economia aziendale e management ha come obiettivo quello di fornire allo studente nuove conoscenze e l’approfondimento di reali competenze nelle aree di riferimento economiche, aziendali, giuridiche e quantitative. In particolare, all’interno del corso di studi, sono approfondite le metodologie di analisi e di interpretazione critica delle strutture e delle dinamiche aziendali.

Il Corso di Laurea triennale in Economia prevede l’acquisizione di conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, così come i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica.

La preparazione che acquisirà lo studente in ambito aziendale è arricchita grazie alla previsione di crediti formativi nell’ambito delle materie giuridiche, necessari alla conoscenza del quadro normativo di riferimento all’interno del quale si svolge l’attività aziendale.

Dopo il corso di laurea triennale, potrai continuare i tuoi studi con il Corso di Laurea Magistrale in Scienze Economiche, dove acquisirai elevate conoscenze per l’analisi e la definizione di politiche economiche e aziendali, riuscendo ad applicare le metodologie della scienza economica e di quella aziendale per analizzare le complessità della società contemporanea e risolvere i problemi economico-sociali in una prospettiva dinamica e globalizzata.

La didattica dei nostri corsi, costantemente aggiornata ed elaborata dai massimi esperti del settore, è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Grazie a questa innovativa modalità di formazione, potrai organizzare al meglio il tuo studio coniugandolo anche con un’eventuale attività professionale.

Per iscriverti ai nostri corsi di laurea, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Grandi classici della letteratura internazionale: la nostra top ten

Ti sei mai chiesto quali sono i grandi classici della letteratura internazionale che dovresti assolutamente leggere?

Abbiamo una risposta a questa curiosità: nei prossimi paragrafi di questa guida troverai i libri da leggere assolutamente nella vita che hanno lasciato un segno nella letteratura mondiale.

Si tratta di grandi capolavori che, anche con il passare del tempo, continuano ad attirare l’attenzione degli amanti della lettura: dai gialli ai romanzi d’avventura, sono tante le opere che dovresti avere nella tua libreria.

Vediamo ora 10 classici della letteratura mondiale che hanno lasciato davvero il segno.

I 10 classici della letteratura mondiale da non perdere

Abbiamo aperto questa guida con una domanda fondamentale: quali sono i grandi classici della letteratura internazionale da leggere? Nei prossimi paragrafi vedremo la top ten stilata dall’Università Niccolò Cusano sulle storie meravigliose e senza tempo che ogni booklover dovrebbe assolutamente conoscere.

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Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar

Nella nostra top ten dei libri più belli di sempre non poteva mancare questo capolavoro di Marguerite Yourcenar: Memorie di Adriano.

Il libro racconta le avventure di Publio Elio Traiano Adriano, l’imperatore romano del II secolo, immedesimandosi nella sua figura utilizzando un meccanismo davvero originale: la scrittrice, infatti, ha immaginato Adriano scrivere una lunga lettera nella quale parla della sua vita pubblica e privata.

In questa epistola, l’imperatore riflette sui trionfi militari conseguiti, sul proprio amore nei confronti della poesia, della musica e della filosofia e sulla sua passione nei confronti di Antinoo, suo amante.

Il Conte di Montecristo – Alexandre Dumas

Una delle più grandi opere di Dumas è proprio Il conte di Montecristo. A fare da cornice alla storia, l’Italia, la Francia e le isole del Mar Mediterraneo, tra il 1815 ed il 1838 (dalla fine del regno di Napoleone I al regno di Luigi Filippo).

Le tematiche affrontate in quest’opera riguardano la giustizia, la vendetta, il perdono e la misericordia. La travagliata storia di Edmond Dantès ha ispirato anche tantissimi film e serie TV, tra cui una che vede come protagonista Gerard Depardieu.

Il Gattopardo – Tomasi di Lampedusa

Il Gattopardo rientra a pieno titolo fra i classici della letteratura italiana da non perdere. Questo romanzo, pubblicato un anno dopo la morte dell’autore,  racconta le trasformazioni avvenute nella vita e nella società in Sicilia durante il Risorgimento, dal momento del trapasso del regime borbonico alla transizione unitaria del Regno d’Italia, seguita alla spedizione dei Mille di Garibaldi.

Da questo best seller del Dopoguerra è stato tratto anche un film del 1963, diretto da Luchino Visconti e interpretato da Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon e Terence Hill.

Orgoglio e pregiudizio – Jane Austen

Un altro titolo che rientra tra i grandi classici della letteratura internazionale è Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. La trama racconta la storia della famiglia Bennett, composta da padre, madre e 5 figlie. Il tutto ruota attorno all’interesse fra una delle sorelle Bennett, Elisabeth, con il signor Darcy, un uomo burbero e orgoglioso che si rivelerà diverso da come la giovane lo immaginava.

Insomma, Orgoglio e pregiudizio è sicuramente tra le storie da leggere se vuoi avvicinarti ai libri da leggere classici du tutte le epoche.

Alla ricerca del tempo perduto – Marcel Proust

Alla ricerca del tempo perduto può essere considerata come l’opera più importante di Marcel Proust, scritta tra il 1909 e il 1922 e pubblicata in sette volumi tra il 1913 e il 1927.

Questo capolavoro è noto soprattutto per l’accezione filosofica che ha: nel libro sono toccati argomenti come l’indagine su cosa sia  il tempo e la sua composizione, co l’obiettivo di cercare di fuggire il suo corso.

In tutta l’opera è presente il pensiero dell’autore: tra i moltissimi temi trattati, spicca il ritrovamento del tempo perduto, del ricordo, della rievocazione malinconica del passato perduto, di conseguenza, “Alla Ricerca del Tempo Perduto” si staglia come la più grandiosa opera letteraria di ogni tempo.

Una curiosità? Alla ricerca del tempo perduto è considerato dal Guinness dei Primati il romanzo più lungo del mondo, con circa 9.609.000 caratteri, scritti in 3724 pagine.

Moby Dick – Herman Melville

Moby Dick è considerato il capolavoro di Melville e uno dei più noti libri della letteratura universale.

Nel libro, il protagonista Ismaele narra in prima persona la sua avventura sulla baleniera Pequod. Il capitano della nave, Achab, ha perso una gamba per colpa della balena bianca Moby Dick e ora vuole vendicarsene. La snervante attesa dell’incontro con il cetaceo offre al narratore l’occasione di meditazioni scientifiche, religiose e filosofiche.

Si tratta, senza dubbio, di un libro che fa parte a pieno titolo dell’elenco classici da avere nella tua libreria.

Guerra e Pace – Lev Tolstoj

Parliamo ora di un romanzo storico monumentale, opera del russo Lev Tolstoj: Guerra e pace.

Scritto tra il 1863 e il 1869 e pubblicato per la prima volta tra il 1865 e il 1869 sulla rivista Russkij Vestnik, la trama ruota attorno alla storia di due famiglie, i Bolkonskij e i Rostov, tra le guerre napoleoniche, la campagna napoleonica in Russia del 1812 e la fondazione delle prime società segrete russe.

Ricco di riferimenti filosofici, scientifici e storici, il racconto sembra unire la forza della storicità e la precisione drammaturgica (persino di Napoleone si fa un ritratto indimenticabile) ad un potente e lucido sguardo metafisico che domina il grande flusso degli eventi, da quelli colossali, come la battaglia di Austerlitz e la battaglia di Borodino, a quelli più intimi.

Madame Bovary – Gustave Flaubert

Tra i libri bellissimi da leggere non possiamo non citare Madame Bovary di Gustave Flaubert.

Il romanzo, pubblicato inizialmente a puntate, narra le vicende della moglie di un medico di provincia, Emma Bovary, che allaccia relazioni adulterine e vive al di sopra dei suoi mezzi per fuggire alla noia, alla banalità e alla mediocrità della vita di provincia.

Visti gli anni in cui è stato scritto, non stupisce l’attacco da parte dei pubblici inquirenti del Secondo Impero per immoralità e oscenità. Il processo a Flaubert, iniziato nel gennaio 1857, rese la storia ancora più famosa.

Un classico della letteratura francese da leggere e apprezzare.

Cime tempestose – Emily Bronte

Cime tempestose è l’unico romanzo di Emily Brontë, scritto fra l’ottobre 1845 e il giugno 184 e pubblicato sotto pseudonimo nel 1847.

Il titolo dell’opera è ispirato a una delle tre location principali del libro (Wuthering Heights, Gimmerton, Thrushcross Grange) il casale nella brughiera dello Yorkshire originariamente di proprietà degli Earnshaw, dove fu allevato Heathcliff e dove la storia si sviluppa.

Nonostante ora sia considerato un classico della letteratura inglese, Cime tempestose non venne accolto in maniera molto entusiastica dalla critica e la sua particolare struttura non fu compresa fino in fondo. Per noi, si tratta di un’opera da leggere assolutamente e sicuramente tra i grandi classici della letteratura internazionale.

1984 – George Orwell

Chiudiamo la nostra top ten di libri da leggere consigliati con 1984, il capolavoro di George Orwell.

La trama si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua.

Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”: il finale, però, non te lo sveliamo.

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Longitudine e latitudine: cosa sono, come si determinano e a cosa servono

I concetti di longitudine e latitudine fanno riferimento al mondo delle coordinate geografiche,  ossia quegli strumenti che servono per identificare un punto nello spazio o, nello specifico, sulla superficie terrestre.

Ma che cosa designano, nello specifico, questi concetti e quali sono le risorse che i cartografi utilizzano per definire, ad esempio, l’esatta posizione di Roma, di Mosca o di Pechino su una mappa geografica? In questa guida parleremo di latitudine e longitudine, delle coordinate geografiche e di tutto quello che devi sapere su questo argomento.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Cosa sono la latitudine e la longitudine

Ogni punto della superficie terrestre è individuato da due numeri: la sua latitudine e la sua longitudine. Se un pilota o il capitano di una nave deve segnalare la sua posizione su una mappa, sono queste le “coordinate” che dovrà usare.

Vediamo ora una serie di informazioni utili su longitudine e latitudine.

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Per iniziare: cosa sono le coordinate geografiche?

Abbiamo detto che la latitudine e la longitudine sono due dei valori utili per individuare la posizione di un punto sulla superficie terrestre; ebbene, insieme all’altitudine, queste costituiscono, in geodesia, i fattori delle coordinate geografiche.

Ricordiamoci sempre che che la Terra, non essendo piatta, ha bisogno di calcoli basati su quelle che definiamo grandezze angolari,  ossia distanze formate dall’angolo creato dai sue sensi provenienti dall’osservatore verso un punto dello spazio.

Latitudine

La latitudine indica la distanza angolare di un punto dall’Equatore (che ha latitudine 0°). Essendo una grandezza angolare, la latitudine viene espressa in gradi o frazione di gradi: essa può assumere valori nell’intervallo da 0 a 90° N e da 0 a 90° S.

I punti la cui latitudine è un angolo retto sono detti poli. Il polo dal quale la rotazione del pianeta è vista come antioraria è quello nord, l’altro è quello sud. La latitudine nell’emisfero centrato sul polo nord si indica come latitudine nord ed ha un valore di +90 0°; l’altra come latitudine sud,  con un valore di -90 0°.

I punti che hanno la stessa latitudine si trovano sullo stesso parallelo. Se prendiamo ad oggetto la distanza tra ciascun Polo e l’Equatore, che ammonta a 10.002 km, la distanza tra un grado e il successivo di latitudine corrisponde a circa 111 km.

A causa dello schiacciamento dei poli terrestri i meridiani non sono dei cerchi perfetti, bensì delle ellissi. Questo implica che i gradi di latitudine non hanno lunghezze uguali.

Per conoscere la latitudine del posto in cui si è, si prende come riferimento l’altezza della Stella Polare rispetto al punto di osservazione: essa coincide sempre con la latitudine nell’emisfero Nord della Terra. Nell’emisfero Sud si deve prendere come riferimento l’altezza del polo sud celeste, trovato tramite la Croce del Sud, sull’Orizzonte.

Longitudine

Per longitudine intendiamo la coordinata che indica l’arco di equatore compreso fra il meridiano fondamentale Meridiano di Greenwich e il meridiano dell’osservatore.

Questa grandezza angolare viene misurata in sessagesimali su un piano perpendicolare all’asse terrestre e solitamente può assumere valori nell’intervallo da 0 a 180° E e da 0 a 180° W.

Una linea di longitudine costante è anche chiamata meridiano, dalle parole latine meri, una variazione di “medius” che significa “mezzo”, e diem, che significa “giorno”, cioè mezzogiorno. Proprio per questo, a mezzogiorno, diciamo che il Sole “passa al meridiano”. Come usano gli anglosassoni, le ore prima di mezzogiorno sono dette antimeridiane, e quelle dopo mezzogiorno sono dette pomeridiane, con le rispettive abbreviazioni a.m. e p.m.

Per questioni di natura storica, il punto di longitudine zero è rappresentato dal meridiano che passa per l’Osservatorio Astronomico Reale di Greenwich, in Inghilterra.

Posizionato poco ad est di Londra, l’Osservatorio è tuttora un museo aperto al pubblico, e una striscia di ottone, che corre lungo il cortile, indica il “Primo Meridiano”.

Per gli antichi, il meridiano più importante era quello passante dall’isola di Ferro nelle Canarie (situato a 20° a ovest di Parigi). In Italia si è spesso usato, anche in tempi recenti, il meridiano di Monte Mario (Roma), situato a 12° 27′ 10″,93 E in E.D. 1950” da Greenwich; sovente si possono trovare indicazioni leggermente diverse a seconda dell’ellissoide usato, per esempio viene riferita a 12° 27′ 08″,40 secondo il sistema italiano chiamato Roma 40.

Dal meridiano fondamentale deriva anche l’UTC, o tempo coordinato universale.

Parlando del calcolo della latitudine e longitudine e, specificatamente, di quest’ultima bastano un orologio (o meglio un cronometro) e una meridiana. L’orologio deve segnare l’ora di Greenwich. Semplificando: leggendo l’ora locale dalla meridiana e calcolando la differenza con quella dell’orologio si trova la longitudine (15° per ogni ora).

Tempo locale e tempo universale

Ora che abbiamo parlato di longitudine e latitudine, citiamo anche due concetti importanti fortemente connessi ad essi:  si tratta del Tempo Locale (TL) e il Tempo Universale (TU).

Per Tempo Locale intendiamo una misura della posizione del Sole in relazione a una data località. Alle ore 12 (mezzogiorno) del tempo locale, il Sole passa per il sud e si trova alla sua massima distanza dall’orizzonte (nell’emisfero boreale). Attorno alle 6 antimeridiane sorge, e attorno alle 6 pomeridiane tramonta. Utilizziamo il tempo locale per regolare la nostra quotidianità, dai ritmi di lavoro al momento dei pasti e le ore di sonno.

Ammettiamo però di voler sapere quando si è verificato un particolare evento astronomico. Per far ciò abbiamo bisogno di un unico orologio, su cui ognuno, in tutto il mondo, sia d’accordo, e non legato quindi a una certa località. Si tratta del Tempo Universale (TU), che può essere definito (con qualche leggera imprecisione) come il tempo locale di Greenwich, in Inghilterra, dove si trova il meridiano zero.

Studiare la Terra e la geografia: Master Unicusano

Conoscere la geografia è particolarmente importante per alcune professioni: specializzarsi è fondamentale per rafforzare le proprie competenze e le abilità specifiche sul campo.

I Master e i corsi di perfezionamento dell’Università Niccolò Cusano sono la soluzione ideale per approfondire le tue conoscenze e intraprendere un percorso di formazione utile per rilanciarti sul mercato del lavoro.

Ad esempio, uno dei Master Unicusano che trattano la geografia è proprio il Master I Livello in Strumenti didattici per l’insegnamento della geografia. Per accedere al Master è necessario avere almeno una laurea di primo livello.

Il Master ha la finalità di trasmettere, in particolare agli insegnanti di materie geografiche, le capacità necessarie per una didattica attenta alle problematiche dei nostri tempi e supportata da strumenti e metodi adeguati e innovativi.

In particolare, il Master intende fornire gli strumenti teorici e le conoscenze pratiche necessarie per agevolare l’insegnante nella predisposizione dei corsi fornendo le basi metodologiche e conoscitive di una vasta gamma di argomenti che vanno dalla cartografia, alla geografia economica, alla geografia del turismo, alla geografia urbana, alla geografia culturale, alla geopolitica senza trascurare la cartografia, i rapporti tra uomo e ambiente e l’analisi della popolazione con particolare riguardo ai flussi migratori.

La didattica del Master, della durata di 1500 ore, viene erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Il materiale didattico prevede:

  • Lezioni video e materiali per la formazione a distanza (FAD) appositamente predisposto;
  • Eventuali test di verifica di autoapprendimento.

Gli studenti che risulteranno regolarmente iscritti al Master dovranno presentare una tesina finale che accerti il conseguimento degli obiettivi proposti presso la sede dell’Università sita in Roma – Via Don Carlo Gnocchi 3.

Per iscriverti al nostro Master o agli altri percorsi di formazione Unicusano, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Uscire dalla zona di comfort: ecco perché (e come) farlo

Uscire dalla zona di comfort è uno dei passaggi più difficili da realizzare, soprattutto perché ci mette davanti alla paura di fare il primo passo.

La capacità di correre dei rischi uscendo dalla tua zona comoda è sicuramente il modo migliore per crescere, per sfidare te stesso e metterti davanti a nuove opportunità.  Per fare questo salto, dovrai in un certo senso rompere le catene della paura e trovare il coraggio necessario per affrontare ciò che più ti mette in difficoltà, dalle attività più abbordabili a quelle più complesse.

Tenere un discorso in pubblico, illustrare un progetto di lavoro importante, affrontare una competizione: queste sono solo alcune delle situazioni che potrebbero darti del filo da torcere e che dovrai affrontare nella tua carriera universitaria e non solo.

In questa guida ti spiegheremo che cosa intendiamo per comfort zone, perché dovresti uscirne e quali sono i modi migliori per farlo. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come uscire dalla comfort zone e raggiungere i tuoi obiettivi

Devi tenere un discorso, ma la folla ti terrorizza. Sai che è il momento giusto per chiedere un aumento di stipendio, ma non sai come affrontare il coraggio di avvicinarti al tuo capo. Il lavoro che stai facendo ora non soddisfa più, ma trovare qualcosa di nuovo è spaventoso. Come fare per superare questi blocchi? Devi uscire dalla zona di comfort. Ecco i consigli dell’Università Niccolò Cusano per intraprendere questo processo.

LEGGI ANCHE – Poteri della mente: quello che devi sapere per potenziare il cervello

comfort zone

Zona di comfort: una definizione

Quando parliamo di zona di comfort facciamo riferimento ad un concetto psicologico che può aiutarti ad abbracciare i rischi e apportare cambiamenti nella tua vita, fino ad ottenere una crescita personale reale.

Volendo definire la comfort zone, possiamo dire che si tratta di

“Uno spazio comportamentale in cui le attività e i comportamenti si adattano a una routine e un modello che riduce al minimo lo stress e il rischio”

Da questa definizione, deduciamo che nella zona di comfort ritroviamo un senso di familiarità, sicurezza e certezza. Quando usciamo dalla nostra zona di comfort, stiamo correndo un rischio e ci apriamo alla possibilità di stress e ansia; non siamo abbastanza sicuri di cosa accadrà e di come reagiremo.

In altre parole, la nostra zona di comfort è il posto in cui siamo più a casa. Chiaramente, uscire dalla zona di comfort, seppur espone a qualche rischio in più, può creare le condizioni per prestazioni ottimali.

Pensaci: hai mai fatto qualcosa di cui andavi veramente fiero quando eri in modalità pilota automatico?

Perché uscire dalla comfort zone

Secondo alcuni, “la vita inizia alla fine della tua zona di comfort“. Ma quali sono le ragioni per la quale uscire dalla tua comfort zone rappresenterebbe la scelta migliore per te? Eccone alcune:

  • Sfidare te stesso e crescere: fare un passo fuori dalla propria zona di comfort è un fattore importante, quasi universale, nella crescita personale. Come possiamo aspettarci di evolvere nelle nostre vite e carriere se ci limitiamo solo all’abitudine e alla routine?
  • Provare cose nuove migliora la creatività: diventando una persona che prende regolarmente rischi calcolati, sfida se stesso e cerca cose nuove, coltiverai l’apertura all’esperienza. Con l’esperienza si innescano l’immaginazione e la curiosità, spinte propulsive per il tuo lato più creativo;
  • Assumere dei rischi e invecchiare meglio: le nostre zone di comfort tendono a ridursi quando invecchiamo, ma se riusciremo a espanderci, ci apriremo ad una maggiore soddisfazione e miglioreremo il benessere man mano che invecchiamo. In uno studio americano del 2013 è stato dimostrato che l’apprendimento di nuove e impegnative capacità può aiutarci a rimanere reattivi mentre invecchiamo.

Come uscire dalla zona di comfort: 5 consigli

Abbiamo visto perché uscire dalla zona di comfort è utile per crescere e per stimolare alcuni aspetti della personalità. ma quali sono, nel concreto, le azioni da intraprendere? Ecco 5 consigli per superare i tuoi limiti e metterti alla prova.

1 – Sfida te stesso con piccole attività

La prima cosa da fare per superare il disagio è identificarlo e affrontarlo a piccole dosi. Come? Conduci delle attività che ti mettono a disagio e che, in qualche modo, ti fanno gravitare fuori dalla tua comfort zone.

Negozia il prezzo di una cena in un ristorante, abbraccia un estraneo, entra in contatto telefonico con una persona che reputi interessante ma che non hai mai avuto il coraggio di abbordare. Se non sei pronto per fare un grande salto, fai un piccolo passo avanti.

2 – Allenati

Esistono degli esercizi per uscire dalla zona di comfort? Sicuramente si: una delle cose che devi fare assolutamente è immaginarti lo scenario peggiore in cui potresti trovarti assumendoti determinati rischi,

Poniti domande come:

  • Qual è la cosa peggiore che potrebbe accadere?
  • In che modo potrei reagire?
  • Qual è il meglio che potrebbe accadere?
  • Io o gli altri ne potremmo trarre beneficio?
  • Ci sono aspetti negativi nel rimanere dove sono?
  • Cosa mi trattiene?

La cosa migliore sarebbe scrivere le risposte a queste domande su un foglio e riflettere sulla panoramica che vedrai sotto gli occhi.

3 – Vivi il fallimento come un’opportunità

Molti di noi hanno così tanta paura di fallire che preferirebbero la prospettiva di non fare nulla all’idea di inseguire sogni e progetti.

Inizia a trattare il fallimento come insegnante. Che cosa hai imparato dall’esperienza? Come puoi portare quella lezione alla tua prossima avventura per aumentare le tue possibilità di successo?

Il fallimento non è qualcosa da demonizzare e può essere trasformato in opportunità se vissuto in modo sano.

4 – Accetta la tua vulnerabiltà

Puoi giocare sul sicuro e fare sempre la cosa più prevedibile, oppure puoi spingerti un po’ più in là e assumerti dei rischi. Uscire dalla tua zona di comfort ti farà sentire più vulnerabile, perché sarai più esposto: questa è una parte cruciale del processo.

Avrai paura. Ma andare avanti – pur sapendo che il fallimento è una possibilità – ti aiuterà a impostare obiettivi nuovi e più alti e a sfidare te stesso, cercando di migliorarti e di crescere.

Avere paura è normale quando si approcciano nuove cose: l’importante è saperla dominare e non lasciarsi sopraffare da questo sentimento.

5 – Visualizza il successo

Spesso quando viene chiesto alle persone di uscire dalla loro zona di comfort, pensano a tutte le cose che potrebbero andare storte. Invece, chiudi gli occhi e visualizza chiaramente come si presenta un risultato positivo. Dove sei? Chi è con te? Cosa fai? Come percepisci il successo?

Crea quell’immagine potente ogni volta che senti la paura uscire dalla tua zona di sicurezza, fissala nella mente e ricercala quando hai bisogno di un’iniezione di fiducia.

6 – Coinvolgi altre persone

Capita spesso di sentirsi spli nella paura dell’ignoto. Quando provi qualcosa di nuovo, chiedi ad un amico fidato, un collega o un mentore di poter condividere le tue preoccupazioni e i tuoi timori.

Chiedi loro come hanno superato la loro paura di uscire dalla loro zona di comfort. Non solo questa collaborazione ti darà una spalla su cui appoggiarti, ma imparerai anche nuovi trucchi del mestiere su come correre il rischio.

Come avrai capito, per intraprendere questo percorso servono tempo e tranquillità. fondamentali per vivere il tutto con serenità e superare la paura. Siamo certi che, grazie ai nostri consigli, riuscirai a sfidare te stesso e a porti nuovi ed ambiziosi obiettivi.

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Poteri della mente: quello che devi sapere per potenziare il cervello

Che cosa intendiamo quando parliamo di potere della mente?

Il nostro cervello è l’equivalente di un supercomputer umano. Chiaramente il suo funzionamento è più complicato di qualsiasi altro computer e massimizzare la sua abilità è essenziale per avere successo nella vita. La forza della mente è il centro di comando che controlla tutto ciò che fai, determinando come pensi, senti e agisci.

In poche parole: quando il tuo cervello lavora al massimo delle prestazioni, ti permette di essere il migliore perché controlla il resto.

In questa guida parleremo proprio della forza del cervello, cercando di capire in che modo questo determina le nostre azioni e il nostro approccio alla vita professionale e personale. Se sei pronto, iniziamo subito.

Quello che devi sapere sulla forza della mente

Ci sono alcune influenze di base sul cervello che modellano il modo in cui funziona e in che misura si sviluppa, compresi i geni, il parlare di sé, le esperienze di vita, lo stress e lo studio. Sebbene queste cose influenzino il cervello, non determinano quanto lontano puoi andare o cosa puoi imparare. In altre parole, il potere della mente positiva può farti davvero arrivare dove desideri. Vediamo i consigli e i meccanismi che regolano il cervello nei prossimi paragrafi di questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara.

LEGGI ANCHE – Forza di volontà: ecco come allenarla e non perderla mai

Connessione corpo-mente: quando la usiamo in modo sbagliato

Mente e corpo sono in stretta connessione tra loro e tutto ciò su cui lavorerà la mente si ripercuoterà inevitabilmente anche sul corpo.

Il frutto di questa connessione sono le emozioni: ad esempio, quando sei in imbarazzo le tue guance diventano rosse, quando covi rancore ti brucia lo stomaco, quando provi paura il tuo cuore accelera i battiti.

Ci sono essenzialmente due casi estremi in cui viviamo uno scorretto utilizzo della connessione mente-corpo:

  1. Quando pensiamo troppo e non agiamo: in tal caso alzeremo i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. I nervi ci arriveranno a fior di pelle, saremo nervosi, irascibili e scontenti di noi stessi. La nostra autostima andrà sotto i piedi. La mente produce energia ma il corpo, non agendo, non la scarica.  Ciò porta ad un senso di frustrazione difficile da somatizzare;
  2. Agiamo senza riflettere: quando pensiamo troppo poco e agiamo d’impulso, spesso incappiamo in situazioni poco gradite. L’intuito è importante, ma bisogna imparare a dosarlo e ad ascoltarlo, cercando di captarne gli impulsi in modo sano.

Come potenziare il cervello in 4 passi

ll cervello è una grande macchina: cosa ci impedisce di farla funzionare nel modo giusto? Ecco 4 passaggi da mettere in atto per sfruttare il potere della mente, superando tutte le barriere.

Agisci sulle tue convinzioni

Molte persone non credono di poter imparare, padroneggiare le conoscenze o diventare “intelligenti”. Queste sono credenze profondamente radicate per molti, e alla fine, se non ci crediamo, non riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi. Cambia le tue convinzioni e lavora su te stesso: le capacità di apprendimento della tua mente sono straordinarie, perciò lavora sullo sviluppo del tuo potenziale.

Diventa appassionato di apprendimento

Alcune persone semplicemente non hanno il desiderio di imparare. Possono essere pigri o non vedere l’impatto positivo che l’apprendimento avrebbe su di loro. Non hanno passione dentro che li spinge ad imparare.

La soluzione? Diventa appassionato di apprendimento. Questo richiederà un po’ di lavoro, ma l’unico modo per farlo è iniziare a conoscere cose che hanno un impatto immediato nella tua vita. Conoscere nuove cose e allargare i tuoi orizzonti ti aiuterà molto a sbloccare il potere della mente e a massimizzare la resa.

Reperisci le fonti giuste per la tua conoscenza

Ciò che impedisce ad alcune persone di apprendere è che scelgono di non accedere o non hanno accesso alla conoscenza. La conoscenza viene da esperienze, libri, persone e altri “dispensatori di conoscenza.

Dobbiamo attingere a quella conoscenza: il tuo lavoro è cercare informazioni e conoscenze, testarle e farle funzionare nella tua mente per vedere se è vero, e se può essere applicato correttamente alla tua vita per renderlo migliore e aiutarti ad avere successo. È necessario pesare e misurare ciò che si impara per ottenere la giusta conoscenza: ciò ti porterà a potenziare la tua mente e a migliorare il tuo approccio verso l’esperienza.

Studia e disciplina te stesso

Acquisire conoscenza è un impegno serio che richiede tanto tempo e lavoro su te stesso. Disciplina te stesso attraverso lo studio. Il processo di apprendimento è lungo: possiamo imparare ad accelerarlo, ma è ancora un processo di lettura, ascolto, revisione, ripetizione, applicazione della conoscenza, esperienza dei risultati, riaggiustamento.

Lentamente ma sicuramente, quando ti disciplinerai, acquisirai conoscenza e imparerai. E quando lo fai, sbloccherai il potenziale della tua mente. L’apprendimento è possibile , indipendentemente dalla tua età. Non sei mai troppo giovane o troppo vecchio. La tua mente è stata creata per imparare e ha una grande capacità di farlo.

Studiare psicologia: Master Unicusano

Se la psicologia è la tua passione più grande e lo studio del cervello ti affascina, i Master dell’Universitò Niccolò Cusano sono la soluzione ideale.

Oltre a Corsi di laurea in psicologia, la nostra offerta formativa prevede anche Master di I e II livello, utili per migliorare le tue conoscenze e acquisire una specializzazione più marcata.

Ad esempio, il Master I Livello in La comunicazione: aspetti cardini alla luce della Second Brain Psychology (Psicologia del Secondo Cervello) affronta aspetti cardini della comunicazione dal punto di vista della Second Brain Psychology (Psicologia del Secondo Cervello), andando a fornire una visione più completa che tiene conto dell’influenza del Secondo Cervello – cervello del tratto gastro-enterico – nel suo ruolo di mente inconscia ed emotiva, sulla comunicazione – verbale, non-verbale e simbolica – per offrire nuovi orizzonti a chi pratica una professione imperniata in qualche modo sulla comunicazione, compresa quella visiva.

Il Master ha l’obiettivo di ampliare la comprensione del concetto di comunicazione alla luce della Psicologia del Secondo Cervello, la quale ha codificato i processi psico-emotivi della mente inconscia del Secondo Cervello e il suo ruolo nella comunicazione. I corsisti acquisiranno, quindi, una consapevolezza degli effetti della comunicazione verbale, non-verbale, visiva e simbolica che integra il complesso legame tra mente inconscia del Secondo Cervello, simbolismi, psiche e emozione.

La didattica del Master è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. In questo modo potrai formarti in qualunque momento, coniugando l’impegno universitario anche con un’eventuale attività lavorativa.

Tra le materie affrontate in questo Master:

  • Antropologia della comunicazione
  • Nuovi orizzonti sulla comunicazione
  • Il Secondo Cervello sotto il profilo biologico
  • Nuova visione della psiche: il ruolo del Secondo Cervello
  • Comunicazione e comportamento: il legame inscindibile, con laboratorio
  • Le esigenze inconsce del Secondo Cervello nella comunicazione, con laboratorio
  • Equivoci nella comunicazione verbale e non-verbale, con laboratorio
  • Conflitti nella comunicazione – i retroscena della mente inconscia, con laboratorio
  • La comunicazione come linguaggio simbolico, con laboratorio
  • I simbolismi della mente inconscia nelle arti visive, con laboratorio
  • La comunicazione nello sviluppo della psicologia del bambino, con laboratorio
  • L’importanza dell’affidamento condiviso: modalità ed effetti
  • L’effetto dei ruoli simbolici dei genitori, anche nell’affidamento, con laboratorio
  • Effetti della comunicazione simbolica sulla salute nei disturbi psicosomatici, con laboratorio
  • Disturbi psicosomatici: panoramica nella realtà medica
  • La comunicazione nei vari ambiti della vita e nelle professioni, con laboratorio

Per iscriverti a questo Master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Forza di volontà: ecco come allenarla e non perderla mai

La forza di volontà è una risorsa importante, soprattutto per uno studente universitario. Lavorare sulla tua volontà è fondamentale per tenere alta la motivazione, anche nei momenti in cui ti sembra che sia in calo.

Saper dire di no alle tentazioni non è semplice: una distrazione, una telefonata di un amico, un aperitivo possono distoglierti dall’obiettivo e farti perdere il focus su ciò che stai cercando di ottenere.

In questa guida vedremo come essere determinati nello studio, ma anche nel lavoro e quali sono i migliori consigli da seguire per aumentare la forza mentale.

Ecco come essere determinati e aumentare la forza mentale

La determinazione è un aspetto importante nel contesto di un percorso universitario: vediamo insieme come rafforzarla seguendo alcuni accorgimenti.

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Cos’è la forza di volontà

Se il tuo problema è la mancanza di forza di volontà, non temere: inizieremo questa guida con una definizione di forza di volontà e con i migliori consigli da seguire per mantenere sempre alta la motivazione.

Per forza di volontà intendiamo una vera e propria spinta che entra in gioco nel momento in cui resisti alla tentazione di fare qualcosa o al contrario quando decidi di compiere un’azione che magari non ti piace.

Si tratta, dunque, di un potere interno importantissima per ciascuno di noi, che ci aiuta ad agire anche quando sappiamo che non abbiamo voglia di intraprendere determinati (ma necessari) percorsi.

Anche la disciplina è strettamente legata alla forza di volontà e insieme, possono diventare un carburante potentissimo, non solo per la crescita personale, ma per tutti gli obiettivi della tua vita. Banalmente, avere volontà può aiutare a smettere di procrastinare o a imporsi di svegliarsi un’ora prima al mattino.

La volontà ci aiuta a dire di no e a mantenere saldo il nostro focus.

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L’esperimento dei marshmallow

Per farti capire meglio che cos’è la volontà, citiamo qui uno degli esperimenti più riusciti in questo ambito, noto come l’esperimento dei marshmallow.

Questo studio, pubblicato negli anni ’60 dal Dr Walter Mischel, uno psicologo della Stanford University, è stata condotto in una classe di 30 bambini di 4 anni.

L’insegnante tirò fuori un vassoio pieno di mashmallow e disse ai bambini: “C’è un marshmallow per ognuno di voi ora. Dovrò però assentarmi un attimo, e se aspetterete che torni allora vi darò due marshmallow.”

Il test ha evidenziato che circa un terzo dei bambini prese il marshmallow subito. Quelli che decisero di provare ad aspettare trovarono dei modi per distrarsi e, al rientro dell’insegnante, ebbero come promesso due marshmallow.

Dopo circa 14 anni da questo esperimento, i ricercatori condussero un sondaggio su quello stesso gruppo di 30 bambini, ormai diventati adolescenti. Il Dr Mischel confrontò gli studenti seguendo una serie di specifici criteri, come le performance scolastiche, le abilità sociali e la popolarità. Egli trovò che i bambini che avevano aspettato per avere il secondo marshmallow da bambini avevano maggior successo in tutti gli aspetti presi in considerazione.

Ne possiamo dedurre che, secondo lo studio, i bambini con autodisciplina e forza di volontà diventano adulti più realizzati e felici.

Aumentare la forza di volontà: 3 consigli

Ora che abbiamo visto che cos’è la forza di volontà e perché è importante, vediamo 3 consigli dedicati agli studenti dell’Università Niccolò Cusano per rafforzare questo aspetto e ottenere migliori performance nello studio e non solo.

essere determinati

1 – Fissa degli obiettivi

Il modo migliore per ottenere risultati concreti e non perdere mai il focus consiste nel fissare degli obiettivi SMART. Cosa significa avere degli obiettivi SMART? L’acronimo SMART sta per:

  • Specifico: gli obiettivi devono essere sempre specifici e ben definiti. In questo modo sarà estremamente più semplice riuscire a misurare i risultati e procedere verso la meta. Ad esempio, un obiettivo specifico è “voglio studiare 4 capitoli di questo libro al giorno invece di due”. Non è specifico un obiettivo come “voglio studiare di più durante il giorno”;
  • Misurabile: stabilisci dei criteri concreti per misurare i tuoi progressi;
  • Accessibile: se ti poni un obiettivo, è importante che tu sia cosciente di possedere capacità, competenze e risorse per perseguirlo;
  • Realistico: questo valore fa riferimento proprio alle potenzialità del tuo obiettivo di vedersi effettivamente realizzato. Meglio scegliere un obiettivo meno ambizioso, piuttosto che puntare troppo in alto con il rischio di non arrivarci;
  • Definito nel Tempo: un obiettivo dovrebbe avere una scadenza precisa, senza di essa manca il senso di urgenza. Ad esempio, un obiettivo tempificato potrebbe essere: “voglio terminare lo studio di questo libro entro lunedì 3 maggio”.

2 – Scendi a patti con te stesso

Contratta con te stesso e rafforza gli obiettivi che hai fissato prendendo una decisione “inviolabile”. Per essere determinato e disciplinato, inizia rompendo le tue abitudini dannose, allenando la tua forza di volontà.

Una buona soluzione potrebbe essere quella di scrivere su un foglio:

Io mi impegno a …

Dopodiché, appendi questo foglio sulla tua scrivania e tieni a mente le tue parole quando la disciplina inizia a vacillare.

3 – Allena il muscolo della volontà

Secondo Roy Baumesteir e altri noti ricercatori del settore, la forza di volontà è come un muscolo e, di conseguenza, può essere allenato.

A questo punto, prendi un foglio e annota una serie di piccole cose che potresti fare ogni giorno per esercitarti ad aumentare questa forza.

Ecco un paio di esercizi che potresti fare, suggeriti da Remez Sasson:

  • Conta le parole: l’esercizio consiste nel prendere un libro e contare accuratamente tutte le parole che ci sono in un paragrafo. Conta solo con gli occhi, senza tenere il segno con il dito o parlare a voce bassa. Dopo che hai terminato, riconta di nuovo per verificare se hai contato bene. L’esercizio serve per lavorare sull’autocontrollo, sulla pazienza e sulla concentrazione;
  • Cambia scarpa: in questo caso, dovrai cambiare il modo che hai di mettere le scarpe per qualche giorno. Ad esempio, se solitamente metti prima la scarpa destra, inverti quest’ordine mettendo prima la sinistra. Si tratta di un gesto automatico e questo esercizio ti permette di rompere l’automatismo e la routine, facendoti acquisire maggiore consapevolezza sulle tue abitudini.

Frasi sulla forza di volontà

Chiudiamo la nostra guida con i migliori aforismi sulla forza di volontà, che possono aiutarti a ritrovare la motivazione e la disciplina anche nei momenti più difficili.

  • “Si può sconfiggere il generale che comanda tre armate, ma non si può smuovere la ferma volontà di un uomo semplice” – Confucio
  • “La volontà può e deve essere motivo d’orgoglio più dell’ingegno” – Honoré de Balzac
  • “Nei nostri pensieri ha molta più parte la volontà che l’intelligenza” – Hugo Von Hofmannsthal
  • “Una briciola di volontà pesa più di un quintale di giudizio e persuasione” – Arthur Schopenhauer
  • “Dove c’è una grande volontà non possono esserci grandi difficoltà” – Niccolò Machiavelli
  • “La forza non deriva dalle capacità fisiche, ma da una volontà indomita” – Mahatma Gandhi
  • “La forza di volontà attraversa anche le rocce” – Proverbio giapponese

Sulla forza di volontà abbiamo detto tutto, per oggi: siamo certi che, grazie ai consigli dell’Università Niccolò Cusano, riuscirai a non perdere il focus sui tuoi obiettivi e a raggiungere grandi risultati.

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Innovation manager: quello che devi sapere su questa nuova professione

L’innovation manager è una figura professionale relativamente nuova sul mercato, ma già molto ricercata da aziende e multinazionali. C’è da dire che, ad oggi, la gestione dell’innovazione è un processo che coinvolge sia i prodotti che l’organizzazione di un’azienda, ed è di vitale importanza avere un professionista che monitori e incentivi questo processo.

Solo attraverso l’innovazione, infatti, le imprese possono dare vita a nuove idee creative e a perfezionare i loro prodotti e servizi, allineandoli sempre di più alle esigenze dei consumatori.

La velocità con cui si evolvono mezzi e sistemi produttivi impone ai manager aziendali di rinnovare queste risorse, investendo sul cambiamento e sul perfezionamento continuo, per adeguarsi ai tempi che corrono.

Ma come funziona il processo di innovazione nelle aziende e che ruolo ha l’innovation management in tutto questo? Scopriamolo subito nei prossimi paragrafi della nostra guida.

La gestione dell’innovazione nelle imprese

In che modo viene gestita l’innovazione nelle imprese? Come è possibile capire quale business fare oggi? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi della nostra guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano.

LEGGI ANCHE – Indagini di mercato: cosa sono, come si fanno e a cosa servono

innovation management

Innovazione: una definizione

Dare una definizione univoca di innovazione non è semplice: questa può essere interpretata in tanti modi, soprattutto in relazione al mondo business. Quello che possiamo dire è che il processo innovativo per un’azienda vuole:

  • Creare punti differenziali significativi per prodotti e servizi rispetto alle alternative attuali;
  • Soddisfare le esigenze dei consumatori non soddisfatte, offrendo nuovi modi per raggiungere gli obiettivi o rendere le vite o i lavori più semplici, migliori, più felici, più eccitanti, soddisfacenti o più produttive;
  • Consentire ai marchi di competere in nuovi mercati o segmenti;
  • Catturare l’immaginazione dei consumatori per aumentare la lealtà.

Volendo dare una definizione di innovazione, possiamo dire che:

Per Innovazione si intende l’introduzione di un prodotto, di un processo, di un servizio o di una soluzione che siano nuovi o significativamente migliorati rispetto alle attuali caratteristiche o usi dell’impresa, inclusi miglioramenti significativi nelle caratteristiche tecniche, nei componenti e materiali (software compreso), nella praticità per l’utente o in altre caratteristiche funzionali. Tale innovazione può utilizzare nuove conoscenze o tecnologie o può essere basata su nuovi usi o su combinazioni di conoscenze e tecnologie già esistenti.

Prima di passare all’innovation management vero e proprio, parliamo ora della gestione dell’innovazione nelle aziende e perché questo processo è così importante.

Aziende e innovazione: gestione del processo

Come abbiamo detto, la gestione dell’innovazione prevede un insieme di strumenti che permettano ai manager e agli ingegneri di cooperare per una comprensione dei processi e degli obiettivi in comune. Il fine unico è quello di innovare processi e organizzazioni, per permettere la nascita e lo sviluppo di idee nuove.

La gestione dell’innovazione, dunque, permette all’organizzazione di rispondere ad opportunità esterne o interne, e di usare la propria creatività per introdurre nuove idee, processi o prodotti, svincolandosi dall’area di “Ricerca e Sviluppo”.

Qui possiamo fare leva sul concetto di open innovation, che designa:

che le imprese possono e debbono fare ricorso ad idee esterne, così come a quelle interne, ed accedere con percorsi interni ed esterni ai mercati se vogliono progredire nelle loro competenze tecnologiche

Dunque, per essere più competitive nell’attuale panorama, le imprese hanno bisogno di investire nell’innovazione. In sintesi, il processo serve per:

  • Introdurre di nuovi prodotti/servizi o nuove linee;
  • Modificare prodotti o servizi già esistenti per renderli ancora più in linea con le esigenze dei consumatori e del mercato;
  • Ideare nuove modalità organizzative all’interno di tutto il team, oltre che nuovi processi di produzione e modi di lavorare.

Chiaramente, per gestire l’innovazione, le aziende e i dipendenti delle stesse si servono di alcuni strumenti, che possono essere, ad esempio:

  • Brainstorming;
  • Gestione del ciclo di vita del prodotto;
  • Pianificazione del product lining;
  • Gestione dell’idea.

Chi è l’innovation manager

Parliamo ora di innovation management in senso stretto, introducendo la figura dell’innovation manager. Come abbiamo accennato, il manager dell’innovazione ha come sua task principale quella di guidare e amministrare una serie di processi orientati alla costruzione di un sistema di innovazione aziendale strutturato.

Nella fattispecie,  il suo ruolo prevede l’analisi e monitoraggio di tutte le funzioni del business, per capire se queste hanno bisogno di un intervento o se sono sensibili in tema innovazione.

Soprattutto nelle grandi aziende, l’innovation manager è una figura interna allo staff, ma talvolta può essere anche un consulente esterno che viene inserito nell’organico per assolvere ai suoi compiti.

Tra le competenze indispensabili di un innovation manager, menzioniamo sicuramente:

  • Un solido background in economia e marketing, utile soprattutto a comprendere ed esaminare il mercato in cui l’azienda si muove;
  • Soft skills come l’autonomia e la flessibilità, che ben si adattano a tutti i contesti aziendali;
  • Conoscenza dei modelli organizzativi e attitudini alla gestione degli stessi;
  • Elevate conoscenze del mondo tech;
  • Creatività e fantasia per dare vita a nuovi progetti;
  • Capacità relazionali spiccate.

Vediamo ora come si possono acquisire queste competenze e diventare innovation manager con un percorso di studi ad hoc.

Diventare innovation manager con Unicusano

Diventare innovation manager e gestire l’innovazione nelle aziende è il tuo sogno più grande? Con l’Università Niccolò Cusano puoi finalmente realizzarlo: nella nostra offerta formativa sono presenti Corsi di Laurea ad indirizzo economico ed un master incentrato proprio su questa professione.

Dopo una laurea in economia, che ti permette di acquisire solide basi in ambito economico, finanziario, di marketing e management, puoi optare per un Master in grado di affinare le tue capacità.

Per lavorare su una formazione specifica sull’innovazione e l’impiego delle nuove tecnologie all’interno delle imprese, il nostro Master II Livello in Management dell’innovazione e delle nuove tecnologie è l’ideale.

Per accedere al Master, è necessario possedere una laurea di secondo livello; come abbiamo detto, i Corsi di Laurea dell’area economica sono perfetti per acquisire le conoscenze che ti servono per intraprendere questa professione.

I destinatari di questo percorso formativo sono sia giovani neolaureati, sia imprenditori, ricercatori e funzionari della PA.

La didattica del Master è erogata online  in modalità e-learning, con piattaforma accessibile 24 ore su 24. La didattica, elaborata dai migliori esperti del settore, prevede:

  • Lezioni video e materiale fad appositamente predisposto;
  • Test di verifica di autoapprendimento.

Il programma del Master è completo e variegato, perché affronta il processo innovativo a 360 gradi. Tra le tematiche che verranno affrontate menzioniamo:

  • Innovazione nelle imprese: dalla teoria alla pratica;
  • Knowledge Economy (KE): principi e prassi;
  • Technology Transfer: principi e prassi;
  • Project Management e innovazione;
  • Metodi di assessment dell’innovazione;
  • Tutela della proprietà intellettuale;
  • Risorse umane e innovazione;
  • Comunicazione e promozione dell’innovazione.

Alla fine del percorso di formazione previsto dal Master, gli studenti dovranno sostenere un esame finale, volto alla verifica delle conoscenze effettivamente acquisite.

Su come diventare innovation manager abbiamo detto proprio tutto, per oggi.

Iscriviti subito al nostro Master e trasformati in uno dei professionisti più ricercati del mercato del lavoro: contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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