informazioni@unicusano.it

800 98 73 73

Come essere empatici: i consigli da applicare ora per capire meglio gli altri

Come essere empatici? Questa è sicuramente una delle domande più frequenti tra le persone che desiderano investire in una crescita personale ed entrare in connessione con gli altri.

L’empatia è una delle soft skills più apprezzate nel mondo del lavoro (e non solo): è grazie all’empatia che riusciamo a sentirci più “vicini” con l’altro e riusciamo a capire le sue sensazioni e il suo punto di vista in un determinato contesto. Una persona empatica percepisce le emozioni di coloro che li circondano e ha la capacità di attingere a quelle stesse emozioni dentro di sé. In sostanza, gli empatici “diventano” la persona con cui stanno empatizzando, quasi sperimentando veramente le loro emozioni.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara ti spiegheremo come sviluppare l’empatia, una dote che ti sarà davvero utile nel mondo del lavoro, ma anche in qualunque contesto della tua vita quotidiana. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come sviluppare l’empatia ed entrare in connessione con l’altro

La capacità di essere empatici fa parte del nostro essere umani ed è una caratteristica che appartiene anche ad altre specie animali. Molte specie mostrano empatia in una forma o nell’altra, ma i primati, specialmente noi umani, hanno una capacità più sottile di empatia grazie alla nostra memoria di lavoro e alla neocorteccia più sviluppata.

Vediamo ora quali sono le 5 cose da fare per aumentare l’empatia.

LEGGI ANCHE – Film sul senso della vita: le 5 pellicole da non perdere

Prova a vedere le cose sotto un altro punto di vista

La prima cosa da sapere se vuoi capire come essere empatici è non arroccarti sulle tue posizioni: cerca di vedere le cose sotto altri punti di vista. Quando lo farai, ti renderai conto che le altre persone probabilmente non sono cattive, scortesi, testarde o irragionevoli, ma probabilmente stanno solo reagendo alla situazione con la conoscenza che hanno e la loro esperienza.

Questo è importante anche per entrare in empatia con persone che hanno idee diverse dalle tue. Un buon modo per approcciare le diverse credenze nella conversazione è di dire: “È interessante, come hai sviluppato quell’idea?” O “Dimmi di più”. Ti mostrerai interessato e la persona con cui stai parlando si fiderà di te.

Riconosci (e accetta) le prospettive altrui

Essere empatici significa anche riconoscere le prospettive degli altri e accettarle positivamente. Una volta che percepisci la ragione per la quale gli altri credono in ciò che credono, riconoscilo. Importante: il riconoscimento non equivale all’essere d’accordo. Puoi accettare che le persone abbiano opinioni diverse dalla tua e che possano avere buone ragioni per avere quelle opinioni.

Sorridi e incoraggia le persone

Parlando di come essere empatici, non possiamo non menzionare il sorriso. Sorridere è un gesto che implica una certa apertura e predisposizione all’ascolto. La parte del cervello responsabile di questa espressione facciale è la corteccia cingolata, che è un’area di risposta automatica inconscia. Dal momento che il sorriso mette in circolo una serie di sostanze chimiche nel cervello, si attivano centri di ricompensa e aumenta anche la salute.

Non aver paura a mostrare il tuo sorriso e a fare dei complimenti sinceri ad un’altra persona, trasmettendo la tua vicinanza. Incoraggiare le persone può essere semplice come fare un cenno di approvazione mentre parlano in una riunione. Questo semplice gesto, insieme all’uso del loro nome, può avere un grande impatto sulla creazione di relazioni.

Se ritieni, ad esempio, che un tuo collega abbia fatto un buon lavoro, non esitare nel fargli i tuoi complimenti e a far notare quanto sia stato brillante nel risolvere quella questione in azienda.

LEGGI ANCHEUscire dalla zona di comfort: ecco perché (e come) farlo

Impara ad ascoltare

Le caratteristiche della persona empatica si fondono nella capacità di ascolto attivo. Che significa? Vuol dire che se vuoi capire come essere empatici, devi iniziare dal capire come si ascolta. Ci sono diversi modi di ascoltare:

  • Ascolta con le tue orecchie: cosa viene detto e quale tono viene usato?
  • Ascolta con i tuoi occhi: cosa trasmette la comunicazione non verbale dell’altra persona?
  • Ascolta con il tuo istinto: senti che l’altra persona non sta comunicando qualcosa di importante?
  • Ascolta con il tuo cuore: cosa sta provando l’altra persona?

Ascoltare veramente può essere una sfida. A volte stiamo solo aspettando di dare la nostra opinione. Sforzati su questo aspetto e concentrati davvero sui bisogni e sul messaggio che il tuo interlocutore vuole darti: si sentirà importante e si creerà un legame di fiducia difficile da scalfire.

Non aver paura di mostrarti vulnerabile

Molto spesso, nelle nostre conversazioni di lavoro (e non solo),  temiamo la vulnerabilità perché abbiamo paura che altri possano percepirci come sciocchi o deboli.

In realtà, secondo alcuni esperti in comunicazione, la vulnerabilità  ci aiuta a connetterci con gli altri, perché comunica che siamo umani; mostra le nostre debolezze, ferite e paure. Questo crea una sensazione di umanità che dà all’altra persona qualcosa a cui connettersi e in cui immedesimarsi.

In parole povere: non aver paura di chiedere aiuto. Chiedere aiuto mostra il tuo essere vulnerabile e la vulnerabilità spesso porta a un maggiore senso di connessione e relazione.

Ecco tre passaggi per esercitarti ad essere più vulnerabile nelle tue interazioni professionali:

  • Dopo aver ascoltato attentamente l’altra persona, prova a pensare a un momento in cui ti trovavi in ​​una situazione simile. Ad esempio: potresti aver riscontrato un problema con un progetto che stava tracollando a causa delle incomprensioni nel team;
  • Ricorda cosa hai provato in quella situazione. Forse non hai gestito bene lo scontro, quindi hai sentito apprensione e ansia;
  • Esprimi questi sentimenti all’altra persona, quindi condividi ciò che hai appreso durante il processo.

LEGGI ANCHEPaura del giudizio degli altri: i migliori consigli per superarla

Sviluppare il pensiero creativo e le soft skills: Master Unicusano

Abbiamo visto come essere empatici e come fare per mettersi nei panni degli altri attraverso una serie di consigli da mettere in pratica subito.

L’empatia è una delle soft skills (o competenze trasversali) più ricercate nel mondo del lavoro: questo perché le persone empatiche riescono a comprendere meglio le sensazioni degli altri e a lavorare efficacemente in team, risolvendo problemi e controversie.

Ad aiutare in questo processo c’è sicuramente l’abilità di pensare in modo creativo; questa abilità può essere sviluppata lavorando su dieci competenze irrinunciabili che ti aiuteranno nel tuo percorso di crescita. Per apprendere queste abilità e diventare una persona empatica, il Master I Livello in Pensiero creativo. Le dieci competenze irrinunciabili è la soluzione ideale per te.

La comunicazione appare oggi come lo strumento principe delle relazioni in tutti gli aspetti della vita sociale, politica, economica. Maggiore è l’efficacia della comunicazione, maggiore è il livello d’attenzione dei destinatari del messaggio, con il conseguente aumento del coinvolgimento emotivo, dell’interazione, dell’adesione. Ma non tutto è comunicazione: alla radice vi è la necessità di un insieme di competenze ben più ampio, che verranno trasmesse proprio nel contesto di questo percorso di studi.

La didattica del nostro Master è erogata online, grazie ad una piattaforma e-learning attiva 24 ore su 24.

Su come essere empatici abbiamo detto tutto, per oggi: se vuoi crescere davvero iscrivendoti al nostro Master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Come essere empatici: i consigli da applicare ora per capire meglio gli altri Studiare a Pescara

Read more

Come diventare revisore contabile: studi e possibilità

Sei alla ricerca di informazioni su come diventare revisore contabile?

Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come si diventa revisore legale dei conti (ex revisore contabile), dal percorso di studi da intraprendere alle competenze da acquisire per svolgere magistralmente questo lavoro.

Quando parliamo di revisore legale (o revisore contabile) intendiamo quel professionista esterno all’impresa che possiede una serie di requisiti previsti dalla legge, il cui compito è quello di effettuare determinati controlli sulla tenuta della contabilità e sui bilanci esprimendo un giudizio di conformità alla legge.

Ma vediamo ora quali sono i requisiti per accedere a questa professione, quali sono gli studi da intraprendere e qual è l’iter per diventare esperto contabile e revisore legale.

Ecco il percorso per diventare revisore legale dei conti

Quella del revisore legale dei conti è una professione affascinante e ambita all’interno delle aziende. Cosa fa esattamente questo professionista e che percorso intraprendere per accedere a una carriera di questo tipo? Continua nella lettura: troverai tutti i passaggi utili per diventare un revisore contabile.

LEGGI ANCHEMercato azionario italiano: che cos’è e come funziona

Chi è il revisore contabile e cosa fa

La prima domanda a cui vogliamo rispondere in questa guida è: chi è il revisore contabile? 

Come abbiamo accennato, il revisore legale dei conti è un professionista abilitato a seguito di esame di Stato e iscritto in apposito albo che ha il compito di controllare che i bilanci delle aziende private oppure pubbliche rispettino la normativa di legge.

A questo professionista è affidato il compito di redigere una Relazione, nota come Relazione del revisore contabile. Questa relazione contiene il responso tecnico del professionista circa la correttezza della compilazione del bilancio dell’azienda. Per la compilazione della Relazione, il revisore legale ha facoltà di consultare qualsiasi documento interno dell’azienda. Questo documento serve per tutelare le parti interne ed esterne dell’azienda, garantendo la trasparenza del mercato.

La figura del revisore contabile è stata disciplinata giuridicamente dal D. Lgs n. 39 del 27 gennaio 2010, che stabilisce  le mansioni ed anche le modalità di entrata all’esercizio della professione. Attualmente il revisore contabile viene chiamato “Revisore legale dei conti”.

Conoscenze e abilità

Per diventare revisore legale dei conti (ex revisore contabile) è necessario possedere una serie di competenze e abilità fondamentali. Eccone alcune:

  • Sistemi di contabilità e reporting
  • Normativa, regolamenti e codici in materia di corporate governance
  • Tecniche di analisi di bilancio
  • Principi e metodi del controllo di gestione
  • Principi e metodi di funzionamento del controllo interno
  • Principi di revisione italiani e internazionali
  • Tecniche di auditing
  • Tecniche di campionamento statistico
  • Conoscenze di natura giuridica (diritto commerciale, tributario, societario)

Requisiti d’accesso alla professione

Se vuoi sapere come diventare revisore contabile, sappi che per accedere alla professione è necessario iscriversi all’apposito Registro.

Per potersi iscrivere a tale Registro sono previsti una serie di requisiti, che sono:

  • Il domicilio in Italia;
  • Non essere in una situazione fra quelle descritte nell’art. 8 del D. Lgs 27 gennaio 1992, n. 88
  • Possedere un diploma di laurea triennale;
  • Avere frequentato presso un revisore contabile un tirocinio, anch’esso triennale, che abbia come oggetto il controllo di bilanci
  • Aver superato l’esame di idoneità indetto annualmente (con decreto del Ministero della Giustizia), avendo i requisiti di onorabilità come sono definiti dal regolamento imposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Ci sono anche una serie di requisiti etici e deontologici a cui il candidato è chiamato a rispondere. Per diventare revisore dei conti servono ampie conoscenze in campo economico, finanziario, gestionale e giuridico: ti servirà dunque un percorso di formazione che ti prepari a questa professione al meglio.

La legge concede l’iscrizione al Registro anche alle persone che hanno conseguito l’abilitazione, tramite il superamento di un esame in lingua italiana, ed all’interno di uno Stato membro dell’Unione Europea.

Il tirocinio dei revisori contabili

Un passaggio fondamentale su come diventare revisore contabile ha a che fare con il tirocinio, di durata triennale e da praticare necessariamente presso lo studio di un Revisore Legale.

Il tirocinio prevede, per ogni tirocinante,  l’istituzione di un registro che dovrà essere compilato con:

  • Dati anagrafici del tirocinante;
  • Nominativo del responsabile che farà la formazione;
  • Eventuali trasferimenti e/o interruzioni del tirocinio.

Al termine di ogni anno di tirocinio, è prevista per il praticante la redazione di un’accurata relazione, relativamente all’attività che avrà svolto, illustrando tutti gli atti contabili eseguiti ed i soggetti presso cui sono stati fatti. Una volta conclusi i tre anni all’aspirante revisore verrà rilasciato un attestato che consentirà di sostenere l’esame di idoneità.

L’esame per revisori dei conti (ex revisori contabili)

Per capire come diventare revisore contabile, dobbiamo anche affrontare il tema dell’esame di Stato, imprescindibile per potersi iscrivere al Registro.

Questo esame viene effettuato ogni anno e potrà essere sostenuto da tutti coloro che hanno svolto almeno 3 anni di tirocinio.

Le prove previste per l’esame di idoneità per revisori legali (ex revisori contabili) sono 4, di cui 3 prove scritte e un colloquio orale.

Le prove scritte consistono in:

  • Tema su materie economiche o aziendali;
  • Tema relativo alle materie giuridiche
  • Prova scritta concernete materie tecnico-professionali e della revisione.

A seguito delle tre prove scritte, i candidati dovranno sostenere un colloquio orale con la commissione per valutare la conoscenza di tutte le materie delle precedenti prove.

Il percorso di studi: il Corso di Laurea Unicusano

Abbiamo detto che per diventare revisore contabile è necessario, per legge, avere almeno una laurea triennale. Se vuoi acquisire le conoscenze e le abilità di cui hai bisogno per intraprendere questa professione, il Corso di Laurea in Economia Aziendale e Management è la soluzione ideale per te.

Il nostro Corso è strutturato in modo tale da permettere allo studente l’acquisizione di nuove conoscenze e l’approfondimento di reali competenze nelle aree di riferimento economiche, aziendali, giuridiche e quantitative. In particolare, all’interno del corso di studi, sono approfondite le metodologie di analisi e di interpretazione critica delle strutture e delle dinamiche aziendali.

Il Corso di Laurea triennale prevede l’acquisizione di conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, nonché i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica.

La preparazione fornita al laureato in ambito aziendale è arricchita grazie alla previsione di crediti formativi nell’ambito delle materie giuridiche, necessari alla conoscenza del quadro normativo di riferimento all’interno del quale si svolge l’attività aziendale.

Da qui è facile dedurre quanto questo percorso di studi sia davvero l’ideale se vuoi diventare revisore contabile.

La didattica dei nostri corsi, curata dai massimi esperti del settore, viene erogata online, in modalità e-learning; la piattaforma è attiva 24 ore su 24, in modo da consentirti la massima flessibilità possibile.

Il piano di studi prevede esami come:

  • Economia aziendale
  • Economia politica
  • Statistica
  • Diritto privato
  • Diritto pubblico
  • Metodi matematici dell’economia
  • Storia economica
  • Ragioneria generale e applicata
  • Economia degli intermediari finanziari
  • Economia e gestione delle imprese
  • Metodi per la valutazione finanziaria
  • Politica economica
  • Diritto commerciale
  • Diritto del lavoro
  • Scienza delle finanze
  • Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche
  • Organizzazione aziendale
  • Diritto tributario
  • Idoneità informatica
  • Lingua Inglese idoneità

Hai le idee più chiare su come diventare revisore contabile? Siamo certi che, grazie ai nostri consigli, riuscirai ad intraprendere questa professione e a raggiungere tutti i tuoi obiettivi.

Commenti disabilitati su Come diventare revisore contabile: studi e possibilità Studiare a Pescara

Read more

Piano di allenamento: idee e spunti per costruirne uno perfetto

Avere un piano di allenamento giornaliero e settimanale è fondamentale se vuoi mantenerti in forma con lo sport e, allo stesso tempo, godere di tutti i benefici che offre, primo fra tutti l’alleviamento dello stress.

Dedicarsi all’allenamento fisico è una sana abitudine da coltivare, specie se sei uno studente universitario: infatti, lo sport stimola la produzione di endorfine, gli ormoni della felicità che ti aiuteranno a mantenere la concentrazione durante i tuoi pomeriggi sui libri.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano vogliamo darti delle linee guida per allenarsi a casa nel modo giusto, sfruttando il tempo libero tra una sessione di studio e l’altra e integrando una serie di risorse come, ad esempio, dei pesi.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come allenarsi a casa e ottenere risultati

Per costruire un piano di allenamento non è necessario per forza iscriversi in palestra: tutti conosciamo le schede di allenamento in palestra, ma in questa guida vogliamo darti degli strumenti per poter procedere in autonomia a casa.

Per godere di tutti i benefici dell’esercizio bastano uno spazio e un paio di manubri. Chiaramente le indicazioni che ti diamo sono solamente dei consigli, che andrebbero approfonditi da specialisti. Vediamo ora quello che c’è da sapere sul piano di allenamento quotidiano.

LEGGI ANCHEForza di volontà: ecco come allenarla e non perderla mai

Perché allenarsi a casa?

Avere un piano di allenamento domestico ha notevoli vantaggi. In primo luogo, risparmierai il tempo del tragitto andata-ritorno verso la palestra: in questo modo potrai conquistare qualche minuto in più da dedicare a qualcos’altro.

In seconda battuta, l’allenamento a casa ti consente un risparmio economico e ti permette comunque di ottenere risultati anche senza l’ausilio di strumenti particolari.

Gli attrezzi per l’allenamento a casa

Per allenarti a casa bastano attrezzi molto semplici e di facile reperibilità. Tuttavia, anche l’allenamento a corpo libero può essere applicato tra le mura domestico: questo impegna diversi muscoli contemporaneamente e ti permette non solo di rinforzare la muscolatura ma anche di migliorare le tue abilità di coordinazione.

Ciò si traduce nella possibilità di muoverti in modo più efficace e a impiegare il tuo corpo in modo mirato.

In generale, gli attrezzi per l’allenamento a casa di facile reperibilità sono, ad esempio:

  • Tappetino da yoga
  • Manubri
  • AB Roller
  • Corda per saltare

Come costruire il tuo piano di allenamento

Lavorare sul tuo piano di allenamento prevede la suddivisione della tua settimana in tempi utili per la tua attività sportiva: quali sono i momenti migliori in cui dedicarti a questa pratica?

Scegli dei momenti ideali per te e, sulla base di quelli, costruisci il tuo allenamento basandoti sugli esercizi di cui ti parleremo.

Esempio di programma settimanale

Vediamo ora un esempio di piano di allenamento settimanale da mettere a punto per bruciare calorie e buttarti alle spalle le tensioni della giornata.

Lunedì

Il lunedì è il giorno che apre la settimana: per iniziare con il piede giusto, potresti dedicarti a 20 minuti di attività cardio e 4- 5 esercizi per incrementare la tua forza.

20 minuti di camminata sia su strada che su un tapis roulant ti aiuteranno anche a liberare la mente dai pensieri che hai accumulato durante la giornata. L’obiettivo è quello di aumentare gradualmente i minuti di attività: inizia con 20 minuti e acquisisci questa abitudine; dopodiché aumenta gradualmente i tempi di allenamento, quando ti sentirai pronto.

Sono molti gli esercizi che puoi provare, dalle flessioni agli addominali. Potresti pensare ad un circuito di questo tipo:

  • 20 Flessioni
  • 30 addominali
  • 20 salti con la corda

Mercoledì

Dopo un martedì di riposo, il mercoledì potresti dedicarti ad attività come lo stretching e gli esercizi a corpo libero. Ad esempio, potresti affrontare una serie che prevede:

  • 20 piegamenti sulle braccia
  • 30 piegamenti sulle gambe
  • 20 salti con la corda
  • 30 addominali classici
  • 20 addominali obliqui

Venerdì

Per chiudere la settimana, potresti attuare il piano di allenamento core che abbiamo presentato per il lunedì. Questo consiste in:

  • 20 minuti di camminata sia su strada che su un tapis roulant
  • Una serie di esercizi come 20 Flessioni, 30 addominali e 20 salti con la corda

Al termine di ogni allenamento non dimenticare di dedicarti allo stretching. L’attività di stretching è fondamentale per chiudere il tuo allenamento e apporta benefici come:

  • Miglioramento della flessibilità e l’elasticità muscolare
  • Prevenzione dei traumi muscolari ed articolari
  • Miglioramento della mobilità articolare
  • Abbattimento dello stress
  • Ottimizzazione della coordinazione dei movimenti e miglioramento della postura

Su come creare un piano di allenamento abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che mettere in pratica i nostri consigli e conquistare questa abitudine così salutare per il corpo e per la mente.

Commenti disabilitati su Piano di allenamento: idee e spunti per costruirne uno perfetto Studiare a Pescara

Read more

Cos’è il copyright e cosa disciplina: ecco quello che c’è da sapere

Cos’è il copyright? Questa è una delle domande più frequenti fra gli studenti di diritto e non solo: la materia è estremamente complessa e tocca una serie di ambiti diversi, da esaminare con attenzione.

In Italia, per copyright intendiamo designare il concetto di diritto d’autore dei paesi di common law, come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, dal quale però differisce, sotto vari aspetti.

Il termine viene però internazionalmente usato anche per indicare anche la normativa sul diritto d’autore degli ordinamenti non di derivazione anglosassone. Il suo simbolo è ©, ma può essere indicato anche con la lettera C fra parentesi.

Ma vediamo ora, concretamente, la definizione di copyright e quali sono le disposizioni normative che regolano questo concetto, nel nostro Paese e non solo.

Quello che devi sapere su copyright e diritto d’autore

Spesso, nella nostra vita quotidiana, ci imbattiamo nel concetto di copyright. Si tratta di un concetto che ha origine nell’Inghilterra del XVI secolo, con l’obiettivo di controllare le opere pubblicate nel territorio. In questa guida dell’Università Niccolò Cusano parleremo proprio di cos’è il copyright e della legislazione in materia, oltre ad un percorso di studi utile per approfondire tutto questo.

Se sei pronto, iniziamo subito.

LEGGI ANCHE – Innovation manager: quello che devi sapere su questa nuova professione

Copyright: una definizione

La prima domanda a cui vogliamo rispondere in questa guida è: cos’è il copyright? Il copyright fa riferimento al sistema di normative afferenti al diritto d’autore a tutela della paternità e dello sfruttamento commerciale di opere di carattere creativo.

Come abbiamo accennato, questo concetto affonda le sue radici nell’Inghilterra del XVI secolo, quando la monarchia inglese emanò i primi provvedimenti in materia. Ciò si rese necessario perché la stampa permetteva di stampare numerose copie di un’opera, rischiando di tralasciare i diritti propri dell’editore.

Con lo Statuto della Regina Anna del 1709, l’Inghilterra introdusse il concetto moderno di copyright, garantendo – allo stampatore di un’opera – una protezione legale della durata di 14 anni.

C’è una differenza di base, infatti, tra il concetto di copyright anglosassone e quello francese (e anche italiano): nel primo caso, il copyright è inteso nell’accezione di diritto patrimoniale; nel secondo si mette al centro la persona, dunque l’autore dell’opera.

Per fare chiarezza:

  • Il copyright nei sistemi anglosassoni nasce con il deposito dell’opera all’Ufficio Copyright;
  • Il diritto d’autore si acquista con la semplice creazione dell’opera, espressione del lavoro intellettuale, senza che sia necessario alcun deposito formale dell’opera.

Cosa tutela il copyright e come funziona

In Italia, il diritto d’autore è un istituto che tutela le opere di carattere creativo.

Ma che cosa intendiamo, nello specifico, per opere di carattere creativo? Sulla base dell’art 1 LA (Legge sul diritto d’Autore) le opere dell’ingegno di carattere creativo appartengono a:

  • Letteratura
  • Musica
  • Arti figurative
  • Architettura
  • Teatro
  • Cinematografia

È bene sottolineare che l’elenco previsto dall’art. 1 LA è considerato esemplificativo: ne consegue che la protezione sia da considerarsi estendibile anche ad opere diverse da quelle espressamente indicate.

Come si ottiene il diritto d’autore

Nel nostro Paese, per ottenere il diritto d’autore, non serve depositare l’opera, come accade ad esempio con il deposito dei brevetti o dei marchi. Per avere la paternità di un’opera, è necessario dimostrare di esserne gli autori e di avere creato l’opera prima di altri.

Per facilitare questa operazione, è consigliabile un deposito dell’opera presso un ente che ne certifichi la data: generalmente, in Italia, questo ruolo è assunto dalla SIAE, che rilascia un attestato di deposito, ma che non vigila sulle eventuali violazioni.

Tutele

Attraverso il copyright, l’autore detiene il diritto esclusivo di utilizzare l’opera e può autorizzarne o rifiutarne la riproduzione, la distribuzione, l’esecuzione o la rappresentazione.

Da qui ne consegue che, in assenza di consenso da parte dell’autore, non è possibile appropriarsi di un’opera o sfruttarne i diritti, anche se l’opera è presente su canali di comunicazione come Internet.

In caso di violazione del diritto d’autore, sono previste diverse sanzioni, sia civili che penali, che variano a seconda della violazione commessa. Tali sanzioni possono inasprirsi se chi utilizza l’opera senza aver ottenuto il consenso dell’autore, lo fa a scopo di lucro.

Quanto dura il diritto d’autore

Secondo l’art. 25 LA, il diritto di utilizzazione economica dell’opera ha una durata pari a tutta la vita dell’autore e fino a settanta anni dopo la sua morte. Decorsi questi termini, le opere diventano di “pubblico dominio” per cui si possono pubblicare liberamente le opere di autori che siano deceduti da più di settanta anni.

Utilizzi senza consenso delle opere

Ci sono dei casi in cui è possibile utilizzare opere protette dal diritto d’autore senza richiedere il consenso. Parliamo, ad esempio, di:

  • Riassunto
  • Citazione
  • Riproduzione di brani o di parti di opera se effettuati per uso di critica o di discussione, oppure per fini di insegnamento, sempre che non vi sia un fine commerciale;
  • Immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico, sempre se non vi è scopo di lucro.

Studiare il diritto d’autore all’Unicusano

Ora che abbiamo visto cos’è il copyright e come funziona, vediamo quali sono i percorsi di studio in cui questa tematica viene affrontata con diverse chiavi di lettura.

Devi sapere che il diritto d’autore si applica anche alle opere di carattere digitale. Il Master I Livello in Sicurezza delle reti informatiche riprende questo concetto nel suo piano di studi, approfondendo nel dettaglio l’applicazione del diritto d’autore nelle opere digitali.

Il nostro Master si rivolge a tutti coloro che intendono acquisire una formazione a 360° sulla sicurezza informatica, al fine di gestire pienamente, dal punto di vista organizzativo e normativo, il processo di sicurezza aziendale e poter attuare piani di intervento volti alla risoluzione delle eventuali minacce causate da un impiego scorretto delle tecnologie informatiche.

I candidati ideali per questo percorso di studi sono laureati almeno di I livello in Informatica, Ingegneria, Fisica, Matematica, Statistica.

La didattica del nostro Master è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Il percorso di studi, della durata di un anno accademico, tratterà tematiche come:

  • Aspetti teorici ed implementativi dei sistemi operativi di rete
  • Fondamenti sicurezza dei sistemi e delle transazioni telematiche. Area Tecnologica Sistemi operativi
  • Reti informatiche
  • Meccanismi di sicurezza
  • Gestione operativa dei sistemi e delle reti informatiche – Sicurezza aziendale
  • Legislazione vigente nazionale ed extra-nazionale nell’ambito della sicurezza – Tutela della privacy – Copyright di materiale digitale – Computer forensic

Il costo di questo Master è di:

  • € 2.300,00 da erogare  in 4 rate
  • € 2.100,00, da erogare in due rate, per laureati in discipline ingegneristiche ed economico-giuridiche da meno di 24 mesi, laureati Unicusano e dipendenti della P.A.

Su cos’è il copyright e sulla sua funzione abbiamo detto proprio tutto, per oggi: per iscriverti al nostro Master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Cos’è il copyright e cosa disciplina: ecco quello che c’è da sapere Studiare a Pescara

Read more

Film sul senso della vita: le 5 pellicole da non perdere

Sei un appassionato di cinema e sei alla ricerca dei migliori film sul senso della vita da vedere?

Eccoti accontentato: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara troverai la nostra top five di film motivazionali che ti guideranno in un viaggio alla scoperta di nuove consapevolezze sull’essenza della vita, offrendoti nuove prospettive e punti di vista innovativi.

Ci sono dei film che, per un motivo o per un altro, sono capaci di farci riflettere e di farci porre una serie di interrogativi importanti sulla nostra vita, sui sentimenti che proviamo e sul nostro ruolo nel mondo. Ti raccontiamo ora trame e curiosità di 5 film sulle domande della vita che non puoi assolutamente perdere.

La top five di film motivazionali da vedere

Il cinema può avere un potere davvero sconvolgente sulla nostra mente:questa forma d’arte ci regala una rappresentazione vivida della realtà, tanto da lasciarci delle impronte e degli spunti da seguire sui cui riflettere a fondo.

Ecco 5 film che sconvolgono, che fanno riflettere e che ti faranno porre una serie di domande a cui, probabilmente, non avresti mai pensato avvalendoti di questa chiave di lettura.

LEGGI ANCHE – Libri di filosofia da leggere assolutamente: la nostra top ten

V per Vendetta

Apriamo la nostra top five di film sul senso della vita con V per Vendetta, un film del 2005 diretto da James McTeigue.

La vicenda si svolge in un Regno Unito futuristico e distopico, trasformatosi in una società totalitaria e militarizzata, governata da un regime repressivo simile a quello del romanzo 1984 di George Orwell, guidato dall’Alto Cancelliere Adam Sutler.

Ad opporsi a questo sistema, un misterioso anarchico di nome V, che si presenta sempre coperto da una maschera di Guy Fawkes.

V è un simbolo: rappresenta la ricerca della libertà e la lotta al potere costituito, che ha lasciato una vera e propria impronta nella cultura popolare. Un film che fa riflettere da vedere assolutamente.

The Big Kahuna

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei film filosofici e sul senso della vita con The Big Kahuna, un kolossal del 1999 che vede come protagonisti attori come Kevin Spacey, Danny DeVito e Peter Facinelli.

I tre protagonisti, venditori di lubrificanti industriali, hanno personalità molto diverse fra loro e hanno come obiettivo, in una convention, quello di incontrare un grande dirigente aziendale che potrebbe cambiare le sorti dell’impresa per cui lavorano.

Ad essere davvero meraviglioso è il filmato motivazionale con il monologo di chiusura, con frasi davvero molto toccanti che ci fanno riflettere:

Non vale la pena di perder tempo con l’invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso

Sette anime

Sette anime è un film del 2008 che vede come protagonista Will Smith, diretto dal celebre regista italiano Gabriele Muccino.

La trama racconta la storia dell’ingegnere aerospaziale Tim Thomas che, per espiare un danno del passato, decide di salvare la vita di 7 persone, che rappresentano appunto le 7 anime. Il film è un percorso, che ci insegna che nonostante gli errori del passato, si può sempre recuperare imparando a fare del bene.

Braveheart – Cuore impavido

Tra i film sul senso della vita non possiamo non citare una pellicola che parla di amore, libertà e coraggio: Braveheart – Cuore impavido.

Questo film del 1995, diretto e interpretato da Mel Gibson, racconta la storia, romanzata, del patriota ed eroe nazionale scozzese William Wallace.

La pellicola ha vinto una serie di prestigiosi riconoscimenti, tra cui 5 Oscar su 10 candidature nel 1996 e un Golden Globe a Gibson per la miglior regia.

A detta di alcuni studiosi, il film ha avuto un impatto notevole sul popolo scozzese: pare che il risvegliarsi delle coscienze abbia portato alla vittoria del sì al referendum sulla devoluzione dell’11 settembre 1997, con conseguente ricostituzione del parlamento scozzese, nel 1998.

Il Piccolo Principe

Chiudiamo la nostra top five di film sulle domande della vita con un film d’animazione legato ad un libro che ha fatto la storia della letteratura: Il Piccolo Principe.

La trama racconta le avventure di un adulto-bambino che si mette in viaggio nel cosmo e incontra, nel suo cammino, una serie di personaggi con diverse caratteristiche.

Un re, un vanitoso, un ubriacone, un uomo d’affari, un uomo che accende e spegne un lampione, un geografo: si tratta di personaggi equivoci, che mettono in risalto il lato ridicolo degli affanni umani. Queste storie hanno lo scopo d’insegnare a vivere: essere coraggiosi tra i vili, buoni tra i malvagi, liberi tra i prepotenti, sinceri tra i bugiardi, saggi in ogni circostanza dell’esistenza.

Il viaggio del Piccolo Principe vuole mettere in evidenza proprio il lato più sincero dell’essere umano, facendoci porre una serie di riflessioni su temi con cui abbiamo a che fare ogni giorno.

Sui film sul senso della vita abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ci resta che augurarti buona visione!

Commenti disabilitati su Film sul senso della vita: le 5 pellicole da non perdere Studiare a Pescara

Read more

Come si fa un’analisi del testo letterario o poetico: strumenti, metodi e consigli

Sei uno studente universitario e sei alla ricerca di consigli su come si fa un’analisi del testo?

Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara ti daremo una serie di informazioni utili per analizzare e commentare un testo narrativo o poetico, sfruttando una serie di risorse e strumenti che ti segnaleremo per rendere il tuo lavoro impeccabile.

Durante la tua carriera di studente, ti sarà sicuramente capitato di dover affrontare un’analisi del testo: che sia di un libro o di una poesia, è importante conoscere alcuni principi di base, per poter procedere al meglio. Ecco alcuni consigli da seguire che potranno aiutarti in questo processo.

Quello che devi sapere per analizzare un testo

Per fare un’analisi di un testo letterario, che si tratti di un testo narrativo o poetico, c’è bisogno non solo di una buona capacità di scrittura, ma anche di un’ottima capacità di comprensione del testo e analisi sia contenutistica che formale.

Vediamo ora tutto quello che devi sapere su come scrivere un’analisi del testo davvero perfetta.

LEGGI ANCHE – Scaletta per saggio breve: che cos’è e come si costruisce uno schema

Linee guida generali

Se ti stai chiedendo come si fa un’analisi del testo, la prima cosa da sapere riguarda le linee guida da seguire per realizzare questa tipologia di elaborato.

Abbiamo detto che per realizzare un’analisi del testo non c’è bisogno solamente di saper scrivere; la cosa importante è saper comprendere il testo, cogliendone le sue sfaccettature.

In generale, quando ti cimenti nell’analisi di un testo, è fondamentale seguire questi passaggi:

  • Lettura il testo con attenzione: sia che si tratti di prosa, sia che si tratti di poesia, la lettura approfondita è fondamentale per comprendere fino in fondo il messaggio da interpretare. Leggi l’introduzione al brano e tutto il testo, anche due o tre volte se necessario
  • Costruzione di una scaletta: la fase di scrittura non è la prima da affrontare. Dopo la lettura, è necessario fare una scaletta dei temi da trattare per svolgere la traccia. Generalmente, un’analisi del testo prevede un’introduzione, una parte di comprensione del testo (tematica e riassunto o parafrasi), l’analisi del testo vera e propria (argomenti trattati, stile, analisi formale), vari approfondimenti e conclusione;
  • Scrittura dell’elaborato: dopo la scaletta, è tempo di iniziare a sviluppare tutti i punti attraverso la scrittura. Dovrai presentare il testo da analizzare precisando il titolo, l’autore, l’opera, e la tematica principale. Dopodiché bisogna realizzare un piccolo riassunto del testo, così da chiarire il contenuto nei punti generali. Se si tratta di una poesia, è possibile che venga richiesto di fare la parafrasi.
  • Analisi del testo vera e propria: ad un certo punto dell’elaborato, dovrai procedere con l’analisi vera e propria, rispondendo a tutte quelle domande abbinate al testo. Parliamo, ad esempio, dell’affrontare tematiche particolari,  termini specifici, correnti letterarie, lo stile dell’autore. Nel caso della poesia bisogna analizzare anche l’aspetto formale, dunque la metrica e le figure retoriche, ricordando di riportare sempre le parti del testo citate.
  • Interpretazione complessiva e approfondimenti: per concludere la tua analisi, dovrai approfondire il testo facendo collegamenti con altre opere dello stesso autore o di altri, magari inserendolo nel contesto storico-letterario a cui appartiene.

Consigli extra per un elaborato perfetto

Oltre a queste linee guida generali su come si fa un’analisi del testo, vogliamo darti tre consigli utili per rendere il tuo elaborato perfetto in ogni sua parte. Eccoli qui:

  • Stile impersonale: alcune considerazioni possono essere fatte, ma sempre in modo oggettivo inquadrando il testo nel suo contesto e relazionandolo all’autore
  • Attenzione agli errori grammaticali: errori di ortografia, così come di battitura, non sono ammessi nella tua analisi del testo. Rileggi sempre il tuo elaborato più volte e sottoponilo anche alla lettura di un’altra persona vicina a te che possa darti un giudizio oggettivo
  • Fai un brainstorming per riordinare le idee: dopo aver letto il testo da analizzare e prima di preparare la scaletta, assicurati di aver individuato i punti centrali da affrontare. Utilizza uno strumento come il brainstorming per riordinare le idee e capire in che direzione procedere.

Analisi di un testo narrativo

Entriamo ora nello specifico delle due principali tipologie di testi che potresti trovarti ad analizzare: il testo narrativo e il testo poetico. Oltre alle linee guida generali che abbiamo già illustrato, vedremo ora qualche consiglio utile su come si fa un’analisi del testo narrativo o poetico.

Partendo dal testo narrativo, iniziamo col dire che si tratta essenzialmente di una storia, costituita da una serie di eventi che si svolgono nel tempo e che si riferiscono a uno o più personaggi. Il testo narrativo può essere una favola, una novella, un romanzo.

I fattori fondamentali da tenere in considerazione quando si fa l’analisi del testo narrativo sono:

  • Indicazioni generali sul titolo del testo e anche sull’incipit;
  • Informazioni sull’autore, contestualizzandolo anche all’interno del periodo della composizione dell’opera;
  • Riassunto breve dell’opera, che racchiude una panoramica di tutte le vicende contenute nel testo;
  • Analisi dei personaggi, approfondendo le varie caratteristiche fisiche e psicologiche e i loro ruoli e legami nel contesto narrativo;
  • Descrizione e all’analisi degli spazi e dei luoghi dove si svolge la narrazione;
  • Stile e linguaggio dell’autore: sono punti di attenzione, ad esempio, l’utilizzo dell’italiano o del dialetto, la presenza di un discorso diretto o indiretto, di monologhi, di discorsi liberi;
  • Temi trattati all’interno dell’opera e la posizione dei vari personaggi rispetto ai medesimi temi.

Analisi di un testo poetico

Parlando, invece, di come si fa un’analisi del testo poetico, gli aspetti da considerare oltre alle linee guida generali possono essere riassunti in questi punti:

  • Comprensione della poesia: trattandosi di poesia e non di prosa, non dovrai limitarti a cogliere il significato letterale delle parole; dovrai andare oltre, cercando di capire quali sono i principi che hanno mosso l’autore. Per aiutarti in questo compito, leggi con attenzione la biografia del poeta e analizza il periodo storico in questione e la corrente letteraria cui l’autore aderisce;
  • Parafrasi del testo: per rendere la poesia facilmente comprensibile, effettua una parafrasi;
  • Analisi del verso: i versi di una poesia, a seconda del numero di sillabi da cui sono composte, possono essere ad esempio trisillabi, quadrisillabi, quinari, senari, settenari, ottonari, novenari. Individua la tipologia di verso e commentalo nel tuo elaborato;
  • Analisi della strofa: a seconda del numero di versi da cui è composta, una strofa può essere un distico, una terzina, una quartina, una sestina, un’ottava;
  • Analisi delle rime: fondamentale nell’analisi del testo poetico anche l’individuazione dello schema delle rime. La rima può essere baciata, alternata, ripetuta, incatenata, incrociata o anche del tutto assente;
  • Analisi delle figure metriche e fonetiche;
  • Analisi delle figure retoriche di contenuto e di parola;
  • Commento della poesia e conclusione.

Su come si fa un’analisi del testo abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che cimentarti nella stesura di questo particolare elaborato tenendo in considerazione i nostri consigli per renderlo davvero perfetto.

Commenti disabilitati su Come si fa un’analisi del testo letterario o poetico: strumenti, metodi e consigli Studiare a Pescara

Read more

Paura del giudizio degli altri: i migliori consigli per superarla

La paura del giudizio degli altri ti blocca e inibisce le tue relazioni interpersonali?

Sei nel posto giusto: in questa guida parleremo proprio di come superare la fobia di essere giudicati, migliorando i tuoi rapporti con gli altri e la stima che hai di te stesso.

Il timore di essere giudicati può spesso portare ad una modifica degli atteggiamenti di chi ne soffre: queste persone evitano di dire alla gente quello che vogliono davvero dirgli, non parlano durante le riunioni di lavoro, non chiedono un aumento.

Questa paura del giudizio dei genitori, dei conoscenti o degli amici è legata al desiderio di essere apprezzato da tutti in ogni momento. Questo è praticamente impossibile: per questo limitarti è un gioco a perdere che ti impedisce di esprimere il tuo vero potenziale e la tua personalità.

I consigli per non dare peso al giudizio degli altri ed essere felice

Tutti noi, ad un certo punto della nostra vita, siamo stati colpiti da qualcosa che qualcun altro ha detto di noi. Le parole possono essere offensive e farci sentire impotenti e vulnerabili. Col tempo, le parole e la percezione che gli altri hanno di noi possono effettivamente modellare le nostre credenze su noi stessi.

Questo può portare a temere il giudizio altrui e a compromettere relazioni, lavoro e situazioni sociali. Vediamo ora una serie di consigli utili su come superare la paura del giudizio degli altri e recuperare la fiducia in te stesso.

LEGGI ANCHE – Uscire dalla zona di comfort: ecco perché (e come) farlo

Il giudizio è praticamente inevitabile

Il primo consiglio che ti diamo è non provare a controllare i giudizi degli altri: non puoi decidere ciò che le persone pensano di te.

Forse non esprimeranno il loro giudizio davanti a te, ma ciò non significa che possano fermare un processo fisiologico del cervello. Cerca di spiegare cosa senti in modo che le persone che ti stanno giudicando costruiscano un rapporto empatico con te.  Quando c’è empatia, i giudizi hanno poco peso perché le persone riescono a mettersi nei tuoi panni e, magari, a rivedere la loro opinione su di te.

Analizza i tuoi punti di forza e debolezza

La paura delle persone può essere arginata rafforzando la sicurezza in te stesso. Il primo passo verso questa direzione è capire quali sono i tuoi punti di forza e le tue debolezze.

Se sai in cosa sei bravo e in cosa dovresti migliorare, è meno probabile che tu sia influenzato da ciò che gli altri dicono o pensano di te. Abbi fiducia nelle tue capacità e prendi coscienza delle tue mancanze meglio di chiunque altro.  Si tratta di sfruttare tutte le tue qualità e valorizzarle al meglio. Non permettere a nessuno di privarti della tua individualità e del tuo carattere.

LEGGI ANCHE – Forza di volontà: ecco come allenarla e non perderla mai

Investi su te stesso

Questo consiglio è strettamente correlato al precedente e riguarda proprio il concentrarti su te stesso e sulla tua crescita. A volte un giudizio  può anche essere preso come una critica costruttiva, uno spunto per migliorare e per lavorare sulle tue potenzialità.

Investire nella propria crescita personale significa fare quello che ami fare di più e, magari, portare avanti progetti che fino ad oggi non hai avuto tempo (o coraggio) di intraprendere.

Inizia, ad esempio, leggendo un libro sulla crescita personale, iscrivendoti in palestra, prendendoti qualche giorno di vacanza per staccare la spina. Se non stai facendo i passi necessari per superare le tue sfide personali, la strada da percorrere potrebbe non sembrare così edificante: datti degli obiettivi e impegnati per raggiungerli.

Lasciati “giudicare”

Superare la paura del giudizio degli altri significa anche concedersi la libertà di accettare i pareri altrui e di essere aperti nei confronti di eventuali critiche.

Non precluderti di aprirti agli altri: se ti accorgi di trattenerti per paura del giudizio, chiedi prima a te stesso “Quale giudizio temo verrà dalla mia apertura?”. Una volta identificata la paura, cerca di gestirla e di chiederti se ha davvero motivo di esistere. In ogni relazione, di qualunque natura, si rischia di essere giudicati, ma questo significa anche condividere esperienze ed emozioni con gli altri: non negarti il piacere di aprirti alle persone.

I giudizi non sono eterni

Il nostro cervello è in grado di ricordare un numero di informazioni limitate. Anche se gli altri esprimeranno giudizi su di noi, non sono abbastanza significativi da guadagnarsi un posto nelle nostre banche della memoria per l’eternità.

Quindi, quando qualcuno pronuncia un giudizio su di te, è probabile che giorni dopo quel giudizio abbia lasciato già la tua memoria.

Non rincorrere la perfezione

Se permetti che l’opinione di qualcun altro assuma un ruolo primario nella ta vita, questo finirà per minare alle fondamenta della tua autostima. Ricordati che sei tu il padrone della tua vita: ti conosci meglio di chiunque altro e dovresti conoscere il tuo valore. Devi avere fiducia in te stesso e nelle tue capacità. Riconoscere ciò in cui sei bravo e non avere la necessità di fingere di essere chi non sei.

Abbandona l’impulso di essere perfetto. Dai priorità ai tuoi bisogni personali e impedisci a chiunque altro di assumere il controllo sulla percezione che hai di te stesso.

Frasi sul giudicare: le parole da tenere a mente

Chiudiamo la nostra guida su come superare la paura del giudizio degli altri con le frasi sulle critiche da ricordare quando ti senti fragile e hai voglia di ritrovare un po’ di sicurezza in te stesso. Eccole qui:

  • Se giudichi le persone, non avrai tempo per amarle – Madre Teresa di Calcutta
  • Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre – Platone
  • Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi – Charlie Chaplin
  • Abbiate pure cento belle qualità, la gente vi guarderà sempre dal lato più brutto – Molière
  • Per giudicare un uomo bisogna almeno conoscere il segreto del suo pensiero, delle sue sventure, delle sue emozioni – Honoré de Balzac
  • La cosa più difficile, a tratti impossibile, è quella di conoscere se stessi, perciò facciamo quella più facile: giudicare gli altri – Anonimo
  • Mentre giudicate dal mio aspetto esteriore, in silenzio sto facendo la stessa cosa di voi, anche se il novanta per cento di possibilità che, in entrambi i casi, le nostre ipotesi siano sbagliate – Richelle E. Goodrich
  • L’amore è l’unico specchio dobbiamo usare per giudicare noi stessi e gli altri – Bodie Thoene
  • In generale, gli uomini giudicano più con gli occhi che con le mani, perché tocca a vedere a ciascuno, a sentire a pochi. Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei – Niccolò Machiavelli

Per oggi abbiamo detto tutto sull’argomento: continua a seguire il blog dell’Università Niccolò Cusano di Pescara per news, consigli e approfondimenti sul mondo degli studenti a 360 gradi.

Commenti disabilitati su Paura del giudizio degli altri: i migliori consigli per superarla Studiare a Pescara

Read more

Mercato azionario italiano: che cos’è e come funziona

Ti sei mai chiesto che cos’è il mercato azionario italiano e cosa regola?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo che cos’è e come funziona la Borsa italiana e il mercato azionario, due concetti che sicuramente avrai sentito nominare spesso sui giornali o in TV.

Spesso, infatti, sentiamo parlare di azioni, società quotate, indici al rialzo o al ribasso ma, altrettanto spesso, non conosciamo il significato specifico di ciascun termine. Uno dei problemi più frequenti riguarda proprio la confusione che si fa con i vari termini, che vengono equivocati o sovrapposti.

Che tu voglia o meno investire in Borsa, conoscere l’andamento del mercato azionario è utile per avere un quadro economico del Paese. Vediamo ora quello che devi sapere sulla Borsa italiana.

Quello che devi sapere sulla Borsa Italiana

Che cos’è la Borsa e come funziona? Cosa intendiamo per titoli azionari e in che modo vengono valutate le azioni? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi di questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Pescara.

LEGGI ANCHE – Indagini di mercato: cosa sono, come si fanno e a cosa servono

Mercato azionario: che cos’è?

Apriamo la nostra guida con una definizione del mercato azionario italiano: questo è la piazza telematica in cui avviene il maggior numero di contrattazioni aventi ad oggetto le azioni. Le azioni o, per meglio dire, i titoli azionari sono una quota di proprietà di una azienda.

Come si traduce tutto questo? Facciamo un esempio: se una azienda emette un milione di azioni e tu ne possiedi una, vuol dire che possiedi un milionesimo di quell’azienda. Chiaramente, possedere un’azione ti permette di accedere ad una serie di diritti e doveri nei confronti dell’azienda cui appartiene.

Nel nostro Paese, il mercato azionario si chiama MTA – Mercato telematico azionario – e non è l’equivalente della Borsa di Piazza Affari; piuttosto ne è una componente, un segmento importante.

Piazza Affari, infatti, è teatro di negoziazione di diversi tipi di strumenti finanziari e la Borsa si ripartisce in base al tipo di contratti negoziati in:

  • MTA, il mercato telematico azionario di cui parliamo in questa guida;
  • SEDEX, dove vengono negoziati strumenti come covered warrant e certificates;
  • MOT, il mercato obbligazionario telematico in cui si negoziano obbligazioni (eccetto quelle convertibili in azioni), titoli di Stato, eurobbligazioni e ABS, cioè titoli derivanti da cartolarizzazione di crediti;
  • TAH, After hours, il mercato telematico in cui si negozia dopo la chiusura della Borsa, ma solo per gli strumenti dell’MTA (azioni) e del SEDEX (covered warrant e certificates);
  • ETFplus, il mercato telematico dove si negoziano quote o azioni di OICR (SGR e Sicav);
  • IDEM, il mercato degli strumenti derivati (future e contratti di opzione su valute, tassi di interesse e strumenti finanziari). Fanno eccezione i forward che pur essendo dei contratti derivati sono negoziati in mercati OTC, over the counter, cioè non regolamentati.

I segmenti del mercato azionario

Il mercato azionario italiano è suddiviso in due segmenti: il mercato primario e quello secondario.

  • Il mercato finanziario primario è il luogo dove vengono trattati gli strumenti finanziari di nuova emissione. In pratica, qui troviamo nuove azioni che provengono da un aumento di capitale o da un’offerta pubblica iniziale, obbligazioni di nuova emissione da parte delle società o da parte del Ministero dell’Economia (nel caso dei titoli di stato).
  • Il mercato finanziario secondario, al contrario di quello primario, è il luogo in cui sono trattati i titoli già in circolazione, che vi rimangono fino alla loro eventuale scadenza.

Altri segmenti del mercato azionario

Oltre ai due segmenti che abbiamo appena menzionato, il mercato azionario italiano comprende anche altri segmenti, secondo la capitalizzazione delle aziende quotate. La capitalizzazione di una azienda (o di un titolo) è data dalla moltiplicazione del suo prezzo per il numero di azioni che l’azienda ha emesso.

I segmenti del mercato MTA per capitalizzazione delle aziende quotate sono:

  • Blue Chip, segmento rivolto alle società con capitalizzazione superiore a 1 miliardo di euro;
  • Star, segmento rivolto alle medie imprese con capitalizzazione compresa tra 40 milioni di euro e 1 miliardo che hanno requisiti di eccellenza;
  • Standard, segmento rivolto ad altre società con capitalizzazione tra 40 milioni di euro e 1 miliardo.

Come comprare e vendere titoli azionari

Se ti stai chiedendo come comprare o vendere azioni in borsa, sappi che il processo è ormai molto semplice da mettere in atto, anche se chiaramente serve una certa competenza in materia.

Quando una società emette delle azioni, è possibile acquistarle online. Nella maggior parte dei casi, se le azioni sono già quotate, dovrai procedere all’acquisto passando da un intermediario che può essere la banca online o un mediatore online.

Potrai acquistare le azioni direttamente dai venditori che le hanno già acquistate tempo prima. Le banche online rappresentano un sistema rapido e comodo per vendere le azioni, poiché tutte le operazioni possono essere svolte direttamente su internet senza necessità di spostarsi.

Studiare finanza: corsi di laurea economici Unicusano

Se la finanza e il mercato azionario italiano ti affascinano e ti piacerebbe lavorare in questo mondo, dovrai acquisire solide competenze nel campo.

Per farlo, abbiamo la soluzione ideale per te: i corsi di laurea dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano sono perfetti per acquisire solide competenze nel mondo della finanza e per capire come funziona la Borsa italiana.

I corsi di laurea dell’area economica sono due:

Il Corso di Laurea in Economia aziendale e management ha come obiettivo quello di fornire allo studente nuove conoscenze e l’approfondimento di reali competenze nelle aree di riferimento economiche, aziendali, giuridiche e quantitative. In particolare, all’interno del corso di studi, sono approfondite le metodologie di analisi e di interpretazione critica delle strutture e delle dinamiche aziendali.

Il Corso di Laurea triennale in Economia prevede l’acquisizione di conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, così come i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica.

La preparazione che acquisirà lo studente in ambito aziendale è arricchita grazie alla previsione di crediti formativi nell’ambito delle materie giuridiche, necessari alla conoscenza del quadro normativo di riferimento all’interno del quale si svolge l’attività aziendale.

Dopo il corso di laurea triennale, potrai continuare i tuoi studi con il Corso di Laurea Magistrale in Scienze Economiche, dove acquisirai elevate conoscenze per l’analisi e la definizione di politiche economiche e aziendali, riuscendo ad applicare le metodologie della scienza economica e di quella aziendale per analizzare le complessità della società contemporanea e risolvere i problemi economico-sociali in una prospettiva dinamica e globalizzata.

La didattica dei nostri corsi, costantemente aggiornata ed elaborata dai massimi esperti del settore, è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Grazie a questa innovativa modalità di formazione, potrai organizzare al meglio il tuo studio coniugandolo anche con un’eventuale attività professionale.

Per iscriverti ai nostri corsi di laurea, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Mercato azionario italiano: che cos’è e come funziona Studiare a Pescara

Read more

Grandi classici della letteratura internazionale: la nostra top ten

Ti sei mai chiesto quali sono i grandi classici della letteratura internazionale che dovresti assolutamente leggere?

Abbiamo una risposta a questa curiosità: nei prossimi paragrafi di questa guida troverai i libri da leggere assolutamente nella vita che hanno lasciato un segno nella letteratura mondiale.

Si tratta di grandi capolavori che, anche con il passare del tempo, continuano ad attirare l’attenzione degli amanti della lettura: dai gialli ai romanzi d’avventura, sono tante le opere che dovresti avere nella tua libreria.

Vediamo ora 10 classici della letteratura mondiale che hanno lasciato davvero il segno.

I 10 classici della letteratura mondiale da non perdere

Abbiamo aperto questa guida con una domanda fondamentale: quali sono i grandi classici della letteratura internazionale da leggere? Nei prossimi paragrafi vedremo la top ten stilata dall’Università Niccolò Cusano sulle storie meravigliose e senza tempo che ogni booklover dovrebbe assolutamente conoscere.

LEGGI ANCHE – Libri di filosofia da leggere assolutamente: la nostra top ten

Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar

Nella nostra top ten dei libri più belli di sempre non poteva mancare questo capolavoro di Marguerite Yourcenar: Memorie di Adriano.

Il libro racconta le avventure di Publio Elio Traiano Adriano, l’imperatore romano del II secolo, immedesimandosi nella sua figura utilizzando un meccanismo davvero originale: la scrittrice, infatti, ha immaginato Adriano scrivere una lunga lettera nella quale parla della sua vita pubblica e privata.

In questa epistola, l’imperatore riflette sui trionfi militari conseguiti, sul proprio amore nei confronti della poesia, della musica e della filosofia e sulla sua passione nei confronti di Antinoo, suo amante.

Il Conte di Montecristo – Alexandre Dumas

Una delle più grandi opere di Dumas è proprio Il conte di Montecristo. A fare da cornice alla storia, l’Italia, la Francia e le isole del Mar Mediterraneo, tra il 1815 ed il 1838 (dalla fine del regno di Napoleone I al regno di Luigi Filippo).

Le tematiche affrontate in quest’opera riguardano la giustizia, la vendetta, il perdono e la misericordia. La travagliata storia di Edmond Dantès ha ispirato anche tantissimi film e serie TV, tra cui una che vede come protagonista Gerard Depardieu.

Il Gattopardo – Tomasi di Lampedusa

Il Gattopardo rientra a pieno titolo fra i classici della letteratura italiana da non perdere. Questo romanzo, pubblicato un anno dopo la morte dell’autore,  racconta le trasformazioni avvenute nella vita e nella società in Sicilia durante il Risorgimento, dal momento del trapasso del regime borbonico alla transizione unitaria del Regno d’Italia, seguita alla spedizione dei Mille di Garibaldi.

Da questo best seller del Dopoguerra è stato tratto anche un film del 1963, diretto da Luchino Visconti e interpretato da Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon e Terence Hill.

Orgoglio e pregiudizio – Jane Austen

Un altro titolo che rientra tra i grandi classici della letteratura internazionale è Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. La trama racconta la storia della famiglia Bennett, composta da padre, madre e 5 figlie. Il tutto ruota attorno all’interesse fra una delle sorelle Bennett, Elisabeth, con il signor Darcy, un uomo burbero e orgoglioso che si rivelerà diverso da come la giovane lo immaginava.

Insomma, Orgoglio e pregiudizio è sicuramente tra le storie da leggere se vuoi avvicinarti ai libri da leggere classici du tutte le epoche.

Alla ricerca del tempo perduto – Marcel Proust

Alla ricerca del tempo perduto può essere considerata come l’opera più importante di Marcel Proust, scritta tra il 1909 e il 1922 e pubblicata in sette volumi tra il 1913 e il 1927.

Questo capolavoro è noto soprattutto per l’accezione filosofica che ha: nel libro sono toccati argomenti come l’indagine su cosa sia  il tempo e la sua composizione, co l’obiettivo di cercare di fuggire il suo corso.

In tutta l’opera è presente il pensiero dell’autore: tra i moltissimi temi trattati, spicca il ritrovamento del tempo perduto, del ricordo, della rievocazione malinconica del passato perduto, di conseguenza, “Alla Ricerca del Tempo Perduto” si staglia come la più grandiosa opera letteraria di ogni tempo.

Una curiosità? Alla ricerca del tempo perduto è considerato dal Guinness dei Primati il romanzo più lungo del mondo, con circa 9.609.000 caratteri, scritti in 3724 pagine.

Moby Dick – Herman Melville

Moby Dick è considerato il capolavoro di Melville e uno dei più noti libri della letteratura universale.

Nel libro, il protagonista Ismaele narra in prima persona la sua avventura sulla baleniera Pequod. Il capitano della nave, Achab, ha perso una gamba per colpa della balena bianca Moby Dick e ora vuole vendicarsene. La snervante attesa dell’incontro con il cetaceo offre al narratore l’occasione di meditazioni scientifiche, religiose e filosofiche.

Si tratta, senza dubbio, di un libro che fa parte a pieno titolo dell’elenco classici da avere nella tua libreria.

Guerra e Pace – Lev Tolstoj

Parliamo ora di un romanzo storico monumentale, opera del russo Lev Tolstoj: Guerra e pace.

Scritto tra il 1863 e il 1869 e pubblicato per la prima volta tra il 1865 e il 1869 sulla rivista Russkij Vestnik, la trama ruota attorno alla storia di due famiglie, i Bolkonskij e i Rostov, tra le guerre napoleoniche, la campagna napoleonica in Russia del 1812 e la fondazione delle prime società segrete russe.

Ricco di riferimenti filosofici, scientifici e storici, il racconto sembra unire la forza della storicità e la precisione drammaturgica (persino di Napoleone si fa un ritratto indimenticabile) ad un potente e lucido sguardo metafisico che domina il grande flusso degli eventi, da quelli colossali, come la battaglia di Austerlitz e la battaglia di Borodino, a quelli più intimi.

Madame Bovary – Gustave Flaubert

Tra i libri bellissimi da leggere non possiamo non citare Madame Bovary di Gustave Flaubert.

Il romanzo, pubblicato inizialmente a puntate, narra le vicende della moglie di un medico di provincia, Emma Bovary, che allaccia relazioni adulterine e vive al di sopra dei suoi mezzi per fuggire alla noia, alla banalità e alla mediocrità della vita di provincia.

Visti gli anni in cui è stato scritto, non stupisce l’attacco da parte dei pubblici inquirenti del Secondo Impero per immoralità e oscenità. Il processo a Flaubert, iniziato nel gennaio 1857, rese la storia ancora più famosa.

Un classico della letteratura francese da leggere e apprezzare.

Cime tempestose – Emily Bronte

Cime tempestose è l’unico romanzo di Emily Brontë, scritto fra l’ottobre 1845 e il giugno 184 e pubblicato sotto pseudonimo nel 1847.

Il titolo dell’opera è ispirato a una delle tre location principali del libro (Wuthering Heights, Gimmerton, Thrushcross Grange) il casale nella brughiera dello Yorkshire originariamente di proprietà degli Earnshaw, dove fu allevato Heathcliff e dove la storia si sviluppa.

Nonostante ora sia considerato un classico della letteratura inglese, Cime tempestose non venne accolto in maniera molto entusiastica dalla critica e la sua particolare struttura non fu compresa fino in fondo. Per noi, si tratta di un’opera da leggere assolutamente e sicuramente tra i grandi classici della letteratura internazionale.

1984 – George Orwell

Chiudiamo la nostra top ten di libri da leggere consigliati con 1984, il capolavoro di George Orwell.

La trama si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua.

Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”: il finale, però, non te lo sveliamo.

Commenti disabilitati su Grandi classici della letteratura internazionale: la nostra top ten Studiare a Pescara

Read more

Longitudine e latitudine: cosa sono, come si determinano e a cosa servono

I concetti di longitudine e latitudine fanno riferimento al mondo delle coordinate geografiche,  ossia quegli strumenti che servono per identificare un punto nello spazio o, nello specifico, sulla superficie terrestre.

Ma che cosa designano, nello specifico, questi concetti e quali sono le risorse che i cartografi utilizzano per definire, ad esempio, l’esatta posizione di Roma, di Mosca o di Pechino su una mappa geografica? In questa guida parleremo di latitudine e longitudine, delle coordinate geografiche e di tutto quello che devi sapere su questo argomento.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Cosa sono la latitudine e la longitudine

Ogni punto della superficie terrestre è individuato da due numeri: la sua latitudine e la sua longitudine. Se un pilota o il capitano di una nave deve segnalare la sua posizione su una mappa, sono queste le “coordinate” che dovrà usare.

Vediamo ora una serie di informazioni utili su longitudine e latitudine.

LEGGI ANCHE – Come si scrive una relazione tecnica: metodi e consigli utili

Per iniziare: cosa sono le coordinate geografiche?

Abbiamo detto che la latitudine e la longitudine sono due dei valori utili per individuare la posizione di un punto sulla superficie terrestre; ebbene, insieme all’altitudine, queste costituiscono, in geodesia, i fattori delle coordinate geografiche.

Ricordiamoci sempre che che la Terra, non essendo piatta, ha bisogno di calcoli basati su quelle che definiamo grandezze angolari,  ossia distanze formate dall’angolo creato dai sue sensi provenienti dall’osservatore verso un punto dello spazio.

Latitudine

La latitudine indica la distanza angolare di un punto dall’Equatore (che ha latitudine 0°). Essendo una grandezza angolare, la latitudine viene espressa in gradi o frazione di gradi: essa può assumere valori nell’intervallo da 0 a 90° N e da 0 a 90° S.

I punti la cui latitudine è un angolo retto sono detti poli. Il polo dal quale la rotazione del pianeta è vista come antioraria è quello nord, l’altro è quello sud. La latitudine nell’emisfero centrato sul polo nord si indica come latitudine nord ed ha un valore di +90 0°; l’altra come latitudine sud,  con un valore di -90 0°.

I punti che hanno la stessa latitudine si trovano sullo stesso parallelo. Se prendiamo ad oggetto la distanza tra ciascun Polo e l’Equatore, che ammonta a 10.002 km, la distanza tra un grado e il successivo di latitudine corrisponde a circa 111 km.

A causa dello schiacciamento dei poli terrestri i meridiani non sono dei cerchi perfetti, bensì delle ellissi. Questo implica che i gradi di latitudine non hanno lunghezze uguali.

Per conoscere la latitudine del posto in cui si è, si prende come riferimento l’altezza della Stella Polare rispetto al punto di osservazione: essa coincide sempre con la latitudine nell’emisfero Nord della Terra. Nell’emisfero Sud si deve prendere come riferimento l’altezza del polo sud celeste, trovato tramite la Croce del Sud, sull’Orizzonte.

Longitudine

Per longitudine intendiamo la coordinata che indica l’arco di equatore compreso fra il meridiano fondamentale Meridiano di Greenwich e il meridiano dell’osservatore.

Questa grandezza angolare viene misurata in sessagesimali su un piano perpendicolare all’asse terrestre e solitamente può assumere valori nell’intervallo da 0 a 180° E e da 0 a 180° W.

Una linea di longitudine costante è anche chiamata meridiano, dalle parole latine meri, una variazione di “medius” che significa “mezzo”, e diem, che significa “giorno”, cioè mezzogiorno. Proprio per questo, a mezzogiorno, diciamo che il Sole “passa al meridiano”. Come usano gli anglosassoni, le ore prima di mezzogiorno sono dette antimeridiane, e quelle dopo mezzogiorno sono dette pomeridiane, con le rispettive abbreviazioni a.m. e p.m.

Per questioni di natura storica, il punto di longitudine zero è rappresentato dal meridiano che passa per l’Osservatorio Astronomico Reale di Greenwich, in Inghilterra.

Posizionato poco ad est di Londra, l’Osservatorio è tuttora un museo aperto al pubblico, e una striscia di ottone, che corre lungo il cortile, indica il “Primo Meridiano”.

Per gli antichi, il meridiano più importante era quello passante dall’isola di Ferro nelle Canarie (situato a 20° a ovest di Parigi). In Italia si è spesso usato, anche in tempi recenti, il meridiano di Monte Mario (Roma), situato a 12° 27′ 10″,93 E in E.D. 1950” da Greenwich; sovente si possono trovare indicazioni leggermente diverse a seconda dell’ellissoide usato, per esempio viene riferita a 12° 27′ 08″,40 secondo il sistema italiano chiamato Roma 40.

Dal meridiano fondamentale deriva anche l’UTC, o tempo coordinato universale.

Parlando del calcolo della latitudine e longitudine e, specificatamente, di quest’ultima bastano un orologio (o meglio un cronometro) e una meridiana. L’orologio deve segnare l’ora di Greenwich. Semplificando: leggendo l’ora locale dalla meridiana e calcolando la differenza con quella dell’orologio si trova la longitudine (15° per ogni ora).

Tempo locale e tempo universale

Ora che abbiamo parlato di longitudine e latitudine, citiamo anche due concetti importanti fortemente connessi ad essi:  si tratta del Tempo Locale (TL) e il Tempo Universale (TU).

Per Tempo Locale intendiamo una misura della posizione del Sole in relazione a una data località. Alle ore 12 (mezzogiorno) del tempo locale, il Sole passa per il sud e si trova alla sua massima distanza dall’orizzonte (nell’emisfero boreale). Attorno alle 6 antimeridiane sorge, e attorno alle 6 pomeridiane tramonta. Utilizziamo il tempo locale per regolare la nostra quotidianità, dai ritmi di lavoro al momento dei pasti e le ore di sonno.

Ammettiamo però di voler sapere quando si è verificato un particolare evento astronomico. Per far ciò abbiamo bisogno di un unico orologio, su cui ognuno, in tutto il mondo, sia d’accordo, e non legato quindi a una certa località. Si tratta del Tempo Universale (TU), che può essere definito (con qualche leggera imprecisione) come il tempo locale di Greenwich, in Inghilterra, dove si trova il meridiano zero.

Studiare la Terra e la geografia: Master Unicusano

Conoscere la geografia è particolarmente importante per alcune professioni: specializzarsi è fondamentale per rafforzare le proprie competenze e le abilità specifiche sul campo.

I Master e i corsi di perfezionamento dell’Università Niccolò Cusano sono la soluzione ideale per approfondire le tue conoscenze e intraprendere un percorso di formazione utile per rilanciarti sul mercato del lavoro.

Ad esempio, uno dei Master Unicusano che trattano la geografia è proprio il Master I Livello in Strumenti didattici per l’insegnamento della geografia. Per accedere al Master è necessario avere almeno una laurea di primo livello.

Il Master ha la finalità di trasmettere, in particolare agli insegnanti di materie geografiche, le capacità necessarie per una didattica attenta alle problematiche dei nostri tempi e supportata da strumenti e metodi adeguati e innovativi.

In particolare, il Master intende fornire gli strumenti teorici e le conoscenze pratiche necessarie per agevolare l’insegnante nella predisposizione dei corsi fornendo le basi metodologiche e conoscitive di una vasta gamma di argomenti che vanno dalla cartografia, alla geografia economica, alla geografia del turismo, alla geografia urbana, alla geografia culturale, alla geopolitica senza trascurare la cartografia, i rapporti tra uomo e ambiente e l’analisi della popolazione con particolare riguardo ai flussi migratori.

La didattica del Master, della durata di 1500 ore, viene erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Il materiale didattico prevede:

  • Lezioni video e materiali per la formazione a distanza (FAD) appositamente predisposto;
  • Eventuali test di verifica di autoapprendimento.

Gli studenti che risulteranno regolarmente iscritti al Master dovranno presentare una tesina finale che accerti il conseguimento degli obiettivi proposti presso la sede dell’Università sita in Roma – Via Don Carlo Gnocchi 3.

Per iscriverti al nostro Master o agli altri percorsi di formazione Unicusano, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Longitudine e latitudine: cosa sono, come si determinano e a cosa servono Studiare a Pescara

Read more

Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

I dati personali da Lei inseriti saranno comunicati dall'Università ai propri uffici per iniziative formative mediante l'invio di informative promozionali